L’ intervento Belluso_Forza per Cavallasca sul bilancio preventivo delle opere per il triennio
2015 / 2016 / 2017.

Preannuncio il nostro voto contrario.
Avrei preferito astenermi, in segno non tanto di contrarietà al documento stasera presentato, ma di totale rigetto.
Ciò non di meno voto NO, per dare un segnale forte e chiaro ad una popolazione che necessita di una scossa e non apparire come un amministratore che si rifugia in un non voto, quale è l’astensione, su di un documento di questa importanza ed in un contesto di passaggio cruciale della nostra storia di ente locale.

Voto NO perchè, al di là del fatto che ci troviamo di fronte ad un documento che, stando alle leggi oggi vigenti, appare tecnicamente ineccepibile, frutto del buon lavoro fatto da chi l’ha redatto, da un punto di vista politico e della concretezza, esso è vacuo, volatile, totalmente privo di quella consistenza che un documento di intendimenti programmatici come questo dovrebbe possedere.

Questo programma triennale, altro non è se non un ‘farsi beffe’ della buona fede dei cittadini, a cui, ancora una volta, si decide di buttare fumo negli occhi, visto che tale politica che non esito a definire ‘allegra‘, ha già dimostrato di risultare pagante, da un punto di vista elettorale.

Alcune opere inserite nel programma, non si faranno mai, quindi esso è vacuo.
Argomento i 3 punti della mia critica:

  1. Ristrutturazione villa Butti € 330.000 per il primo lotto ma (insufficiente a salvare l’edificio storico dal degrado), di cui 99.000 euro in uscita diretta dalle casse del Comune e € 231.000, finanziate dallo Stato, che dovranno essere restituirle, e che, quindi, peseranno anch’esse sui bilanci futuri.

    Segue relazione allegato A.

  1. L’adeguamento della palestra comunale è solo un pegno virtuale elettorale dato al Gruppo Sportivo.
    In cambio della richiesta di appoggio, venne formulata la promessa di finanziare grandiosamente i lavori di ristrutturazione della palestra, contro le circa 30mila euro che avremmo stanziato noi. (il costo nudo e crudo della scala interna da realizzare).
    Peccato però che, le 176.000 euro, non arriveranno mai perchè sono condizionate alla vincita di un bando regionale (lo specchietto cita lo Stato), che, siamo convinti, Cavallasca non vincerà mai. (Ecco perchè consideriamo scorretta politicamente la sua inserzione nel programma triennale)
    Intanto però, come specchietti per le allodole, tali cifre vengono inserite a bilancio per la lettura dei tanti, troppi ‘non addetti ai lavori’ che, vedendo le cifre, crederanno i lavori essere realmente possibili e forse anche imminenti.

    * a questo proposito noi chiediamo come sia possibile che lo Stato permetta che si inseriscano cifre fittizie a bilancio, frutto del maneggiamento ad arte dei residui attivi e passivi.
    Ciò non lo riteniamo corretto da un punto di vista etico.
    E’ come se un imprenditore, a fronte della banca che gli chiede garanzie per l’erogazione di un prestito necessario allo sviluppo dell’azienda, fornisse un biglietto della lotteria di capodanno appena comperato, con l’intima speranza che risulti poi essere quello vincente.
    Inserire cifre virtuali e fittizie a bilancio, è una pratica che non fa onore a chi lo redige con assunzione di responsabilità politica, (quindi non mi sto riferendo alla responsabile della PA) e che qualsiasi commercialista serio, di una impresa seria, non permetterebbe mai.
    Ma qui siamo addentro al meccanismo di funzionamento dello Stato italiano. Uno Stato dove nella stesura dei bilanci tutto è permesso e dove la classe politica rarissimamente possiede esperienza lavorativa nel mondo reale, meno che mai a livello dirigenziale d’impresa.
    E questo è il risultato: tasse in aumento a fronte di zero investimenti produttivi.
    Auspico che lo Stato provveda, ed impedisca, già dall’anno prossimo, la stesura di bilanci basati su entrate che definire improbabili, è già un eufemismo.

  1. In ultimo, c’è la presa in giro più grande, altro imbroglio elettorale, quella delle 100.000 euro che uscirebbero dalle casse del Comune per la realizzazione del millantato marciapiedi per Ca’Martello.
    Ma noi sappiamo, perchè siamo andati a fondo alla cosa, che il costo dell’opera è stimato dai tecnici stessi della Provincia che sono venuti a fare il sopralluogo in circa 1 milione di euro.
    Quindi, anche questo punto, altro non è se non fumo negli occhi di una cittadinanza che ha il torto imperdonabile di essere profondamente ingenua, tanto da essersi fatta ingannare da persone senza capacità e, soprattutto, senza scrupoli.

     

Allegato A_villa Butti

Un lavoro che definire di ristrutturazione è un eufemismo, visto che il primo lotto, dal costo preventivato di € 330.000, serve, in pratica, unicamente a fare in modo che l’acqua non passi più attraverso i tetti.

Le 330.000 euro dell’avvio dei lavori così si articola:

  • cofinanziamento comunale con fondi propri di bilancio 30%: € 99.000,00 (somma proveniente in toto dai Fondi dei Frontalieri)
  • finanziamento regionale 70%: € 231.000 => di cui :
  • per il 25 % a fondo perduto: € 57.750,00
  • per il 75 % in 15 anni a tasso zero:173.250 quindi /15 = € 11.550,00 annui per 15 anni

La Regione Lombardia coprirà le spese a fondo perduto per la sola cifra di 57.750 euro, quando la restante, appunto € 173.250, dovremo restituirla in 15 anni, e quindi la dovremo finanziare attraverso l’ennesimo mutuo, che costerà circa 1.000 euro al mese per i prossimi 15 anni.
Troppi!

Troppi se tenuto conto che l’intervento non è affatto risolutivo e che fra 15 anni le condizioni di villa Butti saranno ancora peggiori di oggi, visto che risulteranno senz’altro insufficienti ad arrestarne il degrado.

Troppi, se teniamo conto che tale mutuo, finirà col perdersi aggiungendosi a tutti gli altri già in essere, che, per essere onorati, dovranno venire finanziati e rifinanziati.

Ecco perchè, almeno personalmente, provo contrarietà all’operazione, da me giudicata di troppo corto respiro, quasi fatta ‘per dare il contentino alla gente‘.

Quel che da anni sosteniamo (non sono il solo nel mio gruppo a sostenere la tesi che sto per esprimere), è che Villa Butti si potrebbe vendere o affittare a lunghissimo termine, in cambio dei lavori di ristrutturazione eseguiti in computo di affitto.

Oppure, con una soluzione ancora più lungimirante e coraggiosa, si potrebbe spostare a villa Butti la biblioteca che ora è al 2° piano di villa Imbonati, sala consigliere compresa ricollocata eventualmente al piano terra di villa Imbonati, onde creare all’interno del 1° piano della splendida villa manzoniana un centro congressi, atto ad ospitare pure manifestazioni, mostre, matrimoni, cene, meeting, ecc. ecc.

L’ambiente è meravigliosamente bello.

Si potrebbe dotare la struttura di una piccola cucina che permetta ad una società di catering di preparare pasti, aperitivi ecc.
Dando la struttura in gestione ad una società specializzata nell’organizzazione di eventi, il Comune (con un fisso e un variabile in base al fatturato) recupererebbe una buona quota degli investimenti fatti per il restauro della Villa Butti.

In pratica, con tale operazione, il patrimonio architettonico cavallaschino verrebbe messo a reddito, senza più incidere sulle spalle dei residenti.

Allegato B marciapiedi per Ca’Martello

E’ stato effettuato nell’ottobre del 2014 uno studio di fattibilità: il costo stimato dell’opera finita è di circa un milione di euro

Nell’ottobre scorsosi sono incontrati i tecnici della Provincia con dei residenti, in località ‘Bruschee‘ del comune di Cavallasca (strada verso Ca’ Martello), per effettuare un sopralluogo, onde produrre uno studio di fattibilità, finalizzato all’allargamento della strada garibaldina (già provinciale), la messa in sicurezza della stessa e la realizzazione di un marciapiede, che collegherebbe la piazza della chiesa alla località Ca’ Martell: secondo la stima, l’opera costerebbe poco meno di 1.000.000.

Data la nota carenza di fondi da parte dell’amministrazione provinciale e i costi esorbitanti che tale opera comporterebbe per la sua realizzazione, tale opera, sempre promessa e mai realizzata, non vedrà mai la luce, almeno fintanto che perdurerà l’attuale crisi economica.

Con lo studio di fattibilità la palla è nelle mani di una Provincia che ufficialmente non esiste praticamente più, sostituita da un Consiglio Provinciale neoeletto, composto da amministratori locali, e che usa le già magre risorse disponibili per dare alloggio agli asilanti di tutto il mondo.

 

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