La settimana politica sanfermina

Dunque, da ieri, una lista è al completo.
Quella che, con una probabilità prossima al 99,9%, vincerà le elezioni di primavera riconfermandosi alla guida di San Fermo della Battaglia.
Le scelte di Mascetti sono comprensibili, politicamente utili, ma non le condividiamo fino in fondo.
La scelta di candidare la Borgesi, la Robba e la OrlandoScibelli, risponde ad una doppia esigenza:
immettere delle donne che ottemperino alle quote rosa che prima non erano rispettate, e, soprattutto, dare una parvenza di rappresentanza alla comunità di Cavallasca.

Una parvenza, scrivo, perchè pur con tutte le qualità che queste signore possono avere, qualità per altro da me riconosciute tanto è vero che io stesso le avrei proposte, esse non credo siano in grado di assumersi in toto l’enorme responsabilità di rappresentare 3000 persone, e questo perchè non posseggono il seguito che sarebbe stato necessario possedere in questa incombenza..
Sono persone validissime, sia chiaro, ma sono pur sempre delle figure che, nelle intenzioni di chi le ha candidate, non dovranno arrecare né sorprese né fastidi.
Nelle intenzioni dovranno diventare delle yes woman, grate per 5 anni per essere state scelte dal mazzo delle numerose che si sono proposte, pronte a votare tutto ciò che verrà loro proposto senza fiatare.
Questa è la vera intenzione di chi le ha candidate, e questo è ciò che ci si aspetta da loro.
L’inesperienza politica, quindi, in questo caso, è visto come un valore aggiunto.
In questa ottica, sarebbe auspicabile che si formasse una lista composta da ronchettiani e bellusiani, con persone capaci di dire di no, pronte al dialogo, ma pronte anche a ‘fare questione’, magari sbattendo i pugni sul tavolo.

Non dimentichiamo la schifezza del progetto di regalare € 1.200.000 euro alla parrocchia, con la scusa del rimodernamento obbligatorio dell’edificio di proprietà diocesale, quando in realtà si cerca solo il consenso del parroco con ciò che logicamente ne deriva.
Come si comporteranno le ‘nostre’ donne?
Avranno la spina dorsale di opporsi a questo uso distorto e clientelare delle risorse pubbliche?
O, per paura o quieto vivere, o forse perchè – speriamo di no -non all’altezza della situazione, si piegheranno e voteranno SI, magari anche convintamente?
Questo è il dramma che si sta venendo a creare:
Mascetti sta blindando il consiglio comunale contornandosi da persone che non gli facciano la benchè minima ombra, che non oseranno opporsi alle sue decisioni, anche quelle sbagliate come in questo caso, senza che ci sia alcuna figura in grado di contrastarlo.
Speriamo di no, ma questa è la mia paura.

Per quanto concerne la triade Gagliardi – Tiso – Butti, posso solo dire che son contento che facciano una lista, che di civico non avrà nulla.
Come già nel recente passato.

Si tratta del P.C.I. … nemmeno del PD, si tratta dei nostalgici del Partito Comunista Italiano.
In questa ottica, non c’è da stupirsi se la grande coalizione’, cioè una lista che amalgamasse sinistri e destri si sia sfasciata prima ancora di formarsi: troppo distanti le posizioni, soprattutto sulla questione dell’immigrazione.
Quindi , dato per scontato che i comunisti faranno la loro lista, sarebbe auspicabile che si formasse una lista composta da sostenitori del sottoscritto e del Ronchetti, che ambisca semplicemente a difendere gli interessi di Cavallasca, a controllare che gli incentivi di Stato vengano effettivamente spesi per Cavallasca e non per regalarli ad altri in cambio di voti, e questo dalla scomoda e dura panca dell’opposizione.

Assurdo ma vero, la realpolitik imporrebbe che, in nome del bene di Cavallasca, io e Ronchetti trovassimo il modo di collaborare insieme, mandando avanti il meglio dei nostri collaboratori degli ultimi anni e restando noi nella cabina di regia, al margine del consiglio comunale.
Utopia?
Chiedo troppo?
Staremo a vedere.

Intanto… buona domenica a tutti!

vittorio belluso

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