La settimana politica

La settimana che si chiude ha visto lo svolgersi di un consiglio comunale brevissimo- a cui non abbiamo partecipato perchè in vacanza- in cui l’unico ordine del giorno era la regolarizzazione della distribuzione dell’acqua pubblica sotto un nuovo ente, visto che il Consorzio del Seveso (il famoso consorzio del Seveso, quello a cui il disciolto Comune  di Cavallasca doveva un mucchio di soldi ma la cui voce ci si era “dimenticati” di inserire nel bilancio), è stato sciolto o è in via di scioglimento.

Per il resto la vita di San Fermo e Cavallasca è segnata da due eventi che sono ormai prossimi.
Il primo è una serie di eventi musicali che si svolgeranno e a villa Imbonati e all’auditorium di via Lucini, di cui non importa un fico secco praticamente a nessuno.
Siamo sicuri che, nonostante la gratuità dell’entrata per assistere allo spettacolo, saranno in pochi ad andarci.
Probabilmente giusto i parenti dei musicanti.
Musica classica… la bellissima musica classica … che fa tanto figo dire di averne organizzato l’ascolto e per di più gratuitamente, ma che pochissimi sono in grado di comprendere e che di conseguenza si sentono attratti.

La verità?

La verità che si tratta di un tentativo nemmeno tanto mascherato di dare un senso alla villa Imbonati, abbandonata a se stessa da quando il Comune è stato accorpato a San Fermo della battaglia.

Vero che non tutto è stato negativo. Per esempio il nuovo sindaco interruppe subito l’erogazione di quelle indennità di ruolo a pochi eletti fra i dipendenti del vecchio municipio, tanto gonfiate quanto incompatibili con il bilancio reale che aveva allora il municipio.
E noi fummo gli unici ad avere il coraggio di denunciare pubblicamente la cosa.

Come siamo gli unici ora – e questo è il secondo punto dell’articolo – a dire chiaro e tondo che il modo con cui si sta pensando di festeggiare il santo patrono locale, è da terzo mondo.
Da una parte una chiesa che non ha compreso bene quello che dovrebbe essere il suo ruolo, non fatto di organizzare spettacoli pirotecnici, kermesse motociclistiche, promozione di bancarelle che vendono di tutto, ma dare conforto agli ammalati andandoli a trovare con accettabile regolarità, dire messe di suffragio dei morti in modo che i parenti possano trovare conforto al proprio dolore nel momento del raccoglimento in chiesa, … e tante altre cose che con la spettacolarità hanno poco da spartire.

A Cavallasca… niente di tutto questo.
La parrocchia sopperisce all’ente del turismo, divenuto di fatto una specie di pro loco sponsorizzata direttamente dal sindaco, il quale ha tutto da guadagnare in termini di consenso fra i praticanti.
… Fra i praticanti… non fra tutti.

Perchè sono in tanti che – come noi- storcono il naso nel vedere una via Dunant paralizzata con addirittura una settimana di anticipo dai tendoni della festa che si sarebbe benissimo potuta svolgere nel parco della villa Imbonati senza creare intralcio.
Una invadenza tanto spiccata da costringere la farmacia ad interrompere il servizio nel prossimo week end.

E per fortuna che il turno notturno quindicinale non è coinciso con il blocco della via.
Chiaramente nessuno- fra gli organizzatori della manifestazione – si è posto il problema.
E’ troppo pretendere da questa pur brava gente comprensione e rispetto del nostro lavoro e del nostro ruolo sociale.
Non te le daranno mai.
Ma non per cattiveria.
Semplicemente perchè non ci arrivano.
Non sono strutturati per farlo.
Fra loro qualcuno, presto o tardi, si renderà conto dei disagi arrecati alla società civile col loro pensare in piccolo.
Ma sarà solo il giorno in cui, uno di loro, avrà bisogno di un farmaco importante e urgente, o di una bombola di ossigeno.
Nell’impossibilità di raggiungere il presidio bloccato da tendoni, palchi e bancarelle, finalmente comprenderà.

Concludo il mio articolino domenicale raccontandovi che venerdì sono stato ospite fra il pubblico della trasmissione di ETV, Nessun dorma, in cui si parlava dell’accoglienza in generale e della volontà della giunta comasca di chiudere il centro di via Regina.Quando è toccato a me intervenire mi sono limitato ad esprimere quella che inizialmente era solo un’impressione ma che, con l’andar del tempo, è divenuta in me una certezza e cioè che dietro tanta nobiltà di principi sbandierati da parte di taluni membri di associazioni cosiddette “umanitarie”, vi sia spessissimo l’interesse personale, il fatto che si è fatto un mestiere da quella che all’inizio era solo una spinta ideologica.
La reazione dei “sinistri” è stata spettacolare.
Per un attimo il conduttore ha pensato di interrompere la trasmissione.

vittorio belluso

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