Una cazzata al giorno

Cari amici, eccomi qua, ancora una volta, a tentare di rendicontarvi sulla situazione politica attuale, in base alle informazioni che ho.
Vi dico subito che non c’è mai fine al peggio, e che la nostra amministrazione – ormai – è libera di fare e disfare a piacimento.

Infatti continuano le scelte sciagurate, sempre di stampo edificatorio/edilizio, che il nostro sindaco – signore e padrone della situazione – prende in totale autonomia, non avendo intorno a se nessuno che abbia la capacità di dirgli, almeno una volta: “Che cavolo stai facendo?

Andiamo con le chicche di queste ultime settimane, poi giudicherete voi.

Una notizia è che sta per svolgersi l’ennesimo consiglio comunale senza pubblico, anche se, nella stessa sede, si svolgono altre manifestazioni col pubblico presente, come le presentazioni di nuovi libri.
Con la scusa del covid-19, infatti, anche la prossima seduta sarà online e solo per gli addetti ai lavori.
Al popolino bue, infatti – nel quale con onore mi ci metto – non sarà possibile – di fatto – parteciparvi.
Il che significa che non ci sarà dibattito.
Che la minoranza già silente non sarà in grado di obiettare alcunchè.
Che i cittadini non sapranno della avvenuta convocazione se non a cose fatte, attraverso il quotidiano locale, in cui un articolo, spesso dettato proprio dall’interessato, canterà le sue lodi, come avviene sistematicamente ormai da un due o tre anni.
Insomma … NON CREDIBILE!

Altra chicca, appresa dal giornale, è lo spreco di altre 250 mila euro per trasformare in palestra comunale l’ex auditorium.

Altri soldi pubblici sprecati, aventi lo scopo di poter poter mettere un’altra fotografia, fra le opere realizzate, sul volantino elettorale che uscirà sotto le elezioni, alla voce: cose fatte.
Staremo a vedere poi quale sarà l’impresa prescelta per realizzare i lavori.
Dico così, tanto per dire. A me piacciono i cambiamenti e mi annoio a leggere i nomi ripetuti delle imprese che cementificano il nostro paese a spese del Comune.
Per realizzare cosa poi? … opere inutili, costose e doppione di altre già esistenti.

La realtà cavallaschina – poi- è ancora più miserevole.

Quando eravamo un Comune autonomo, eravamo un comune di poveracci, la cui politica economica veniva decisa da un paio di dirigenti del Municipio, i quali, in cambio del puntuale aumento salariale elettorale, decidevano chi doveva venire eletto sindaco e chi no.
Quel Comune di poveracci oggi non esiste più, ed ha lasciato il posto ad una …  periferia di poveracci.
Cavallasca, infatti, nella scala d’importanza, è scesa ulteriormente.

Pur portando nelle casse del municipio una montagna di soldi ogni anno (fino al 2026 circa 800 mila euro) come premio dell’avvenuta fusione, questi vengono spesi sistematicamente solo a San Fermo, e niente a Cavallasca, che, come ogni periferia che si rispetti, vede le proprie strade malandate, la propria illuminazione scarsa e ponticelli che fanno la ruggine.
Entrando in Cavallasca hai subito la sensazione di essere in periferia, e il vedere una villa Imbonati – un tempo orgoglio di ogni cavallaschino che si rispetti – abbandonata a se stessa, fa piangere il cuore.
E, per favore, non si tiri fuori la questione dell’asilo parrocchiale, rimesso a nuovo coi soldi comunali!
Quella è una proprietà della chiesa che quindi non c’entra nulla con i beni della comunità.
Le decisioni che attengono al nuovo asilo, vengono prese all’ombra del campanile, non del Municipio.
Il giorno in cui si decidesse di venderne la proprietà, i proventi non prenderebbero l’indirizzo nel quale convergono le nostre tasse, rammentiamolo sempre!

Ultima cosa, ma forse la più importante, abbiamo ricevuto due lettere scritte da una residente – tale signora Ileana – che ora riportiamo in grassetto.
Credo che meritino di essere lette e che testimonino il malcontento di noi cavallaschini per la situazione che  si è venuta a creare.
Infatti – ma questa è solo la mia opinione – ad essere insoddisfacente non è stata l’operazione fusione fra San Fermo e Cavallasca, ma il modo con cui il sindaco di San fermo la sta mettendo in atto.
Cioè a dire un predatore che non ha la capacità di allargare i propri orizzonti; sindaco di San Fermo era prima della fusione, e sindaco di San Fermo è rimasto dopo. Con tutto ciò che ne consegue.

vittorio belluso
*Foto di copertina veduta dal Monte Sasso presso l’agriturismo Agrifoglio

Le lettere della cittadina, una indirizzata al sindaco in persona, l’altra al responsabile della Protezione Civile di San Fermo

” IL SINDACO CHE NON SA
Continuiamo con la telenovela dello scuolabus.
Il primo passaggio per portare i bambini a scuola viene fatto alle ore 7,25. I bambini vengono
scaricati davanti alla scuola chiusa alle ore 7.41.
La scuola apre alle ore 8. Chi è responsabile dei bambini durante questo periodo, in tempo di
COVID se qualcuno si fa male cosa si fa
Il sindaco non lo sa e non lo sanno nemmeno l’istituto e la Preside perché non è stata fatta
nessuna comunicazione,
Per inciso le dirò cosa e successo in questi giorni. Viene comunicato che ci sarà il pulmino alle ore
12.mio nipote sale sul pulmino ma viene FATTO SCENDERE perché non fa parte del gruppo di
quelli che fanno la settimana corta
Queste cose succedevano in Alabama negli anni 20
Interpellato sullo stato di degrado della via Brivi il sindaco risponde che non sa di cosa si stia
parlando perché non conosce la zona
Il Sindaco non sa che il tecnico comunale interpellato sull’impianto di illuminazione di Via Lieto
Colle una piantina sulla quale tale via non era nemmeno segnata
Ho consegnato personalmente la lettera che le allego in copia comunque il Sindaco non sapeva
che la rete fognaria attende da anni di essere completata
Il Sindaco non sa in quale stato di degrado versa il parco STORICO di Villa Imbonati, però intasca
i soldi dell’affitto.
Il Sindaco non sa che da anni non viene effettuata la pulizia delle strade, se rimangono decenti e
solo grazie alla buona volontà dei privati cittadini. Il Sindaco non sa che esiste una legge che
obbliga alla raccolta delle foglie per evitare il propagarsi dell,ambrosia.
Vorrei sapere se il Sindaco sa che fine hanno fatto i fondi per la fantomatica pista ciclabile, ma
sicuramente non sa che sono stati fatti tronchi di strade nuove dove non esiste ombra di pista
A questo punto vorrei sapere se il Sindaco sa di essere il sindaco di San Fermo che comprende
anche la frazione di Cavallasca.”

“LETTERA APERTA AL SIG PIO RICCIARDI
Egregio sig RICCIARDI,
Mi chiamo Ileana Penati ed abito in Via Brivi a San Fermo, ormai vecchia vivo rintanata nella mia
casa e mi occupo come tutte le nonne di cucina e giardinaggio. Da brava cittadina mi interesso
alla vita comunale alli quali ho attivamente partecipato nei miei giovani anni. Mi sono sempre
interessata a quanto succede nel mio bel comune. Mi sono permessa di scrivere due lettere al
sindaco di San Fermo, una consegnata personalmente, alle quali non ho mai avuto un cenno di
risposta
Ultimamente sono stata colpita dalla polemica sorta sulle risorse finanziarie che il Comune ha
messo a disposizione per la scuola che sembrano non essere sufficienti.
So che lei ricopre l’importante incarico di addetto alla cultura nel consiglio comunale.
Scusi l’impertinenza ma Vorrei sapere quali provvedimenti o quali iniziative lei ha promosso in tale
ambito. Io vivo al margine della comunità ma non ho avuto eco che qualcosa sia fatto per creare e
ampliare organizzazioni giovanili culturali. Scusi la mia ignoranza.
Ma non è per questo che le scrivo. Se non vado errata uno dei suoi più importanti compiti é fare
da collegamento fra il comune e la scuola. Il che vuol dire chiedere al corpo insegnanti cosa il
comune può e deve fare per supportare e migliorare il loro difficile compito.
Cosa é stato fatto per la scuola di San Fermo?
Mi risulta che lo scorso anno è stata eliminata la mensa per i bambini delle medie e che
quest’anno si è eliminato il doposcuola e un turno del pulmino per alcuni fastidiosi bambini che
pretendono solo di poter frequentare le lezioni.
Non un grande risultato vero?
So che lei è anche uno dei fautori della costruzione della seconda sede per la protezione civile.
Non si poteva invece ampliare la scuola media con altri locali, provvedere ad una
mensa per tutti, contattare il corpo insegnanti, la preside ed andare dal provveditorato
proponendo il completo supporto ad una scuola a tempo pieno come fatto nei più civilissimi
paesi?
La scuola é il più importante impegno di una comunità.
In Scozia a Cockermounth si visita la scuola di Wordsworth’ ( noto ed importante poeta inglese
dell’800) in questa povera classe di campagna c’ è una grande scritta
IL BAMBINO DI OGGI SARÀ L’UOMO DI DOMANI,
lei non pensa che il nostro futuro debba avere la massima attenzione e cura?
La nostra scuola ha bisogno di banchi ma soprattutto di maggiore ore di insegnamento, di
insegnanti motivati e capaci di gestire le nuove conoscenze tecnologiche, ed hanno bisogno del
supporto completo ed incondizionato delle autorità locali che siano loro complici nel cercare di
attuare programmi che guardino al futuro.
Ora si parla di ingenti investimenti, finalmente dopo anni di completo abbandono, nell’,ambito
scolastico, perché non approfittarne e pianificare una Grande Scuola?
Resto in attesa di una sua cortese risposta è le porgo i miei migliori saluti
Ileana Penati
P.S. Se mancano i soldi non si puo chiedere alla Protezione Civile il cui compito principale è quello
di aiutare la popolazione a superare difficili momenti (siamo ancora in piena pandemia) di
rinunciare alla loro seconda sede a favore dei bambini?”

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