Cari amici e lettori, da giorni ormai non parliamo più della pandemia che sta devastando la nostra economia e che ha mietuto tanti lutti nel nostro Paese, in special modo nella nostra regione.
A che punto siamo?
Quali sono i nostri “sentori”, noi che fin dal primo momento siamo stati in prima linea?

Fermo restando che quando sto per scrivere è frutto unicamente delle mie intuizioni e convinzioni, ancora una volta sono in buona parte a dissociarmi da quanto potrete trovare nelle comunicazioni ufficiali dei vari organi di comunicazione.
L’impressione è che qui, a San Fermo, il virus abbia di molto attenuato la sua morsa, ma sia ancora presente.
E se i casi sono diminuiti nella quantità, ora l’impressione è che attacchi anche organismi più giovani di quanto ne abbia attaccati inizialmente.
Quello che proprio non riesco a spiegarmi, è che sembrerebbe che tale virus – attraverso il tampone – non sempre sia diagnosticabile.
E’ mia convinzione che alcune persone risultate ripetutamente negative al tampone, siano invece state colpite dal virus.
Virus che non necessariamente colpisce i polmoni, sfociando in trombi diffusi ed emboli.
La terapia migliore e ormai largamente più usta non sono più gli antibiotici, e meno ancora l’ossigeno, ma le calcieparine e gli antiaggrganti in genere.

Parlando con alcuni operatori sanitari impegnati in prima linea, abbiamo appurato che i ricoveri al Sant’Anna sono diminuiti del 70%.
Ciò fa supporre che la popolazione lombarda si sia ormai immunizzata a tale influenza, secondo la ormai famosa legge dell’ “immunità di gregge”.
Il fatto che in nazioni con clima molto caldo, quali per esempio India e Brasile, il virus stia entrando solo adesso nella sua fase più acuta, mietendo centinaia di migliaia di vittime, confermerebbe questa tesi.
Il virus non è sensibile ( o è poco sensibile) al caldo.
Fa il suo corso mortale ovunque trova organismi umani ricettivi, trasmettendosi con modalità tutt’ora da capire interamente, nelle quali gli assembramenti e la vicinanza fisica sono si i principali veicoli di contagio, ma non gli unici.
Se così fosse – le mie sono solo supposizioni – in giro per il mondo questo maledetto deve ancora mietere molte vittime.
Il dramma nel dramma è oramai quello economico e politico.
La crisi nella quale siamo piombati genererà disoccupazione e povertà.
Molte persone non si sono ancora rese conto della gravità della situazione.
Il rischio di un crollo verticale della nostra economia è reale le conseguenze del tutto imprevedibili.
La patrimoniale, o, in subordine, un aumento generale delle tasse, appare sempre più inevitabile.
Spero tanto di sbagliarmi, ma non vedo una via d’uscita dalla crisi economica che sta per incombere, stando alla situazione politica attuale.
Per i 2 giugno varie associazioni hanno dichiarato di voler andare a Roma – in occasione della festa della Repubblica – a manifestare contro l’attuale guida politica, giudicata incapace e parassita.
Staremo a vedere.

Situazione locale

E’ di questi giorni la notizia che il Comune di San Fermo ha finanziato con decine di migliaia di euro la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione a led del capo sportivo di Cavallasca, notoriamente accessibile solo a chi pratica il gioco del calcio e iscritto alla polisportiva. (quindi, di fatto, pagando per accedervi).
In una Cavallasca semibuia, specie nelle periferie, con ancora lampioni ad incandescenza, comprendiamo perfettamente che, la priorità, fosse questa.
Dopo aver fatte contente le parrocchie, con elargizioni varie, ora tocca alle associazioni, tutte quante bacini di voti.

vittorio belluso

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