Cari amici e lettori,

la novità della settimana è il giornalino di 16 pagine a colori, edito e distribuito dal secondo gruppo Consigliare.
Credo sia giusto darne notizia, e commentarlo.

Innanzi tutto va detto che sappiamo bene quanto lavoro ci sia dietro ad un documento simile, che è ammirevole la qualità dell’impaginazione e della carta lucida.
Non sappiamo se i costi dell’edizione siano in toto a carico di chi l’ha stampato, o se per la sua diffusione vi sia stata una sovvenzione comunale (cosa di cui dubitiamo fortemente).
Sia in un caso che nell’altro, va dato atto a San Fermo democratica che il lavoro svolto è encomiabile, perchè non solo si tratta di una forma di controinformazione di cui la popolazione ha bisogno, ma anche perchè dà una chiara visione del pensiero che vi è dietro. Vediamolo insieme:
Il giornalino esordisce a pagina 2 con una critica all’avvenuta fusione, presentata come un pescecane (San Fermo) che si mangia il pesciolino Cavallasca.
Le idee espresse sono le mie, lo dico con immodestia. Ma basta scorrere questo blog andando indietro fino a 4 anni per ritrovale fatte e finite.
Mi compiaccio di aver “fatto scuola”.

A pagina 3 si tratta l’argomento del lavoro, in cui si evidenzia la distanza abissale che vi è fra me e chi si ritrova nelle mie idee e i consiglieri di Enzo Tiso.

Si propone infatti il famigerato “sportello lavoro” di inFausta memoria, e di adibire l’area ex-Somaini a coworking.
Niente di più distante da noi!
Il problema occupazionale di San Fermo è quello congiunturale italiano.
I vari sportelli o aree per trovare lavoro sanno tanto di DDR.
L’unico modo per rilanciare l’economia- l’abbiamo scritto tante volte – consiste nell’abbassare il costo del lavoro, abbassando le tasse, locali e nazionali.
Le aziende e – più in generale – chi possiede una partita iva, in Italia è sfruttato fino al midollo, perchè tocca poi a questa categoria mantenere tutto l’esercito del carrozzone statale, con i suoi sprechi, con le sue regalie finalizzate al consenso elettorale.
Se si vuole rilanciare il lavoro, il Comune, cioè la giunta, dovrebbe abolire l’IRPEF comunale e ridurre la TARI (per le aziende), la TASI e l’IMU.
Lo Stato dovrebbe immediatamente abolire il reddito di cittadinanza, abolire i senatori a vita mangia pane a tradimento, vendere la RAI e l’Alitalia (o chiuderla e pace amen), tanto per iniziare!

A pagina 4 viene trattato l’argomento della viabilità e dei trasporti, sottolineando come il servizio sia insufficiente.
Anche questo è un argomento già trattato su questo blog e non possiamo che condividere quanto riportato nel giornalino della minoranza.

A pagina 5 viene bocciata la famosa bretella inserita nell’accordo di programma al tempo della costruzione del nuovo ospedale.
L’opera viene definita inutile e dannosa.
Personalmente sono del parere contrario.

A pagina 6 viene trattato l’argomento della fatiscenza del nostro acquedotto, già ripreso da me ai tempi in cui ero consigliere comunale.
Anche qui non posso che concordare con quanto scritto.

A pagina 7 viene trattato l’argomento del prossimo PGT (piano di governo del territorio) in cui viene auspicato uno stop alle nuove costruzioni.

A pagina 8 e 9 vi è il bilancio comunale.
Viene evidenziata una cosa da me detta già innumerevoli volte: le cose andranno bene finchè potremo contare sui trasferimenti dello Stato per la avvenuta fusione.
Ma dal 2026, quando cesseranno, saranno cavoli amari, vista la propensione a spendere a casaccio di questa amministrazione, senza un piano organico, senza una visione di insieme, senza un razionale sviluppo urbanistico.
Il gruppo consiliare auspica più partecipazione nella redazione del documento del PGT.
Come dar loro torto?
… Dove, quanto, e come costruire lo decide una persona sola a San Fermo: il sindaco. (E peste colga chi non la pensa come lui).

A pagina 10 viene fuori la in maniera evidente lo stampo buonista immigrazionista del gruppo consiliare.

Ci manca solo un: “abbasso Salvini!” e poi la pagina sarebbe perfetta.
Si auspica maggior integrazione per i “poveri migranti” che scappano dalle torture (è scritto esattamente così) e dalle guerre.
Insomma, una pantomima fritta e rifritta targata PD che gli italiani non sopportano più di sentirsi ripetere.

A pagina 11 si parla delle opere pubbliche, cioè del “regalo” di 1 milione di euro fatto dal sindaco alla parrocchia di Cavallasca per ricostruire l’asilo (o scuola materna che dir si voglia) di proprietà della parrocchia.
Si dice che sarebbe stato meglio costruirlo all’inizio di via Dunant, su terreno comunale e tutto su un piano, (con annessi parcheggi e aree di manovra, aggiungeremo noi).

…. Chi è solito leggere questo blog sa bene come la pensiamo nel merito, e di come tante e tante volte mi sia espresso sull’argomento, inimicandomi chi non vuole (o non sa) distinguere ciò che è realmente un bene per la collettività da ciò che non lo è.
Idem per la prossima inutile palestra annessa alla scuola elementare. Altro spreco di denaro pubblico.
Altro attentato alla viabilità del quartiere.
Altro esempio di come NON si deve governare un territorio.

Le restanti pagine 12, 13, 14, e 15, parlano fra l’altro del nuovo appalto per la raccolta della nettezza urbana, auspicando una ben poco probabile diminuzione di produzione pro-capite abitante di rifiuti.

Circa poi il concetto che San Fermo Democratica ha della farmacia comunale, stendo un telo pietoso.
Per la serie: come mandare subito in perdita un’attività e caricarne i conseguenti deficit sulla popolazione.
Comunale è bella, privata è orrenda!

L’importante è crederci!

vittorio belluso

Mi Piace(13)Non Mi Piace(1)
Print Friendly, PDF & Email