Cari amici e care amiche, riprendo la tastiera del computer in questa domenica uggiosa per tentare di fare il punto della situazione politico-amministrativa cavallaschina, alla luce degli ultimi importantissimi avvenimenti, quali l’avvenuto referendum incorporativo e il bando da € 240 mila che la Prefettura di Como ha bandito per trasformare Cavallasca in un ghetto immigrazionista di Como, al pari e forse peggio di quanto già visto per mesi fuori e dentro la stazione ferroviaria di San Giovanni a Como.

Innanzitutto mi scaglio, spero per l’ultima volta, contro l’operato del nostro primo cittadino, il signor Fausto Ronchetti.casema gdf 2
Sebbene sia sindaco uscente ed a gennaio decadrà dalla carica lasciando le decisioni sulle spalle del sindaco di San Fermo, ancora continua a fare danni.

L’ultimo danno lo si è visto venerdì sera in assemblea, ove un Ronchetti nervoso, a tratti patetico e mai del tutto sincero, ha nascosto alla comunità che la Prefettura aveva emesso il bando per rendere la caserma ex Gdf oggetto della serata, atta ad accogliere un centinaio di immigrati clandestini.

Di più, ha persino sostenuto che il passaggio del confine dei clandestini avviene per il 92% su treno, e non col tentativo di scavalco della rete di confine attraverso i sentieri dei boschi di cui Cavallasca è piena.
Non poteva non sapere, venerdì sera, del bando prefettizio.
Il Prefetto l’aveva incontrato quella mattina stessa.
E il dottor Corda non può non avere reso edotto il nostro sindaco su quel che sta succedendo. (Chi si ricorda di 2 anni fa coi migranti arrivati di notte in via Fontanina? Ebbene, l’atteggiamento è lo stesso, non è cambiato niente).

Ronchetti sapeva del bando perchè non poteva non sapere, e se non fosse stato per il mio intervento su questo blog all’indomani, quando ho pubblicato detto bando che alcuni nostri collaboratori avevano trovato nei meandri del sito del ministero dell’Interno, le bugie e le omissioni del sindaco sarebbero ancora rimaste in piedi.
Ciò è scorretto.
Moralmente eccepibile.
Come può, il sindaco uscente -chiediamo noi – minimizzare di fronte ad un evento del genere?
Sostenere che non è vero niente, che nulla di certo si sa, che i lavori sono solo allo stadio iniziale, che il Prefetto non gli aveva comunicato nulla di concreto sulla tempistica dei lavori e sulla destinazione effettiva della caserma … quando il bando firmato era già stato pubblicato e visibile in rete?
E’ sempre lui: un sindaco che pensa a se, attaccato morbosamente alla poltrona che poi ha dovuto giocoforza mollare, abituato a nascondere lo sporco di casa sua sotto il tappeto, anziché denunciarlo per poi spazzarlo via.
Di buono c’è che da gennaio avremo un altro sindaco, ch’io ho fortemente voluto e per il quale mi sono speso.

Ma gennaio potrebbe già essere tardi.
I lavori stanno per partire non appena il bando di aggiudicazione degli appalti verrà chiuso.
Dobbiamo agire.
In arrivo una petizione di firme per sollecitare il Prefetto a desistere dalla scelta di realizzare un enorme centro di accoglienza a pochi metri dallo sbrindellato confine svizzero.
Una scelta scellerata!
Cittadini, mobilizzatevi, coordinatevi, firmate la petizione che Vi presenteremo!

vittorio belluso

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