Dunque ci siamo!
Fra 2 giorni si vota!
Stanotte scatterà il silenzio elettorale.
Ed io, ancora non ho deciso bene cosa fare.
La mia famiglia voterà Mascetti.
Ma non tanto per lui.
Per Lucia Borgesi, che è un’amica nella quale noi tutti confidiamo tanto che la sua candidatura l’abbiamo avanzata proprio noi.
Ma, personalmente, non apprezzo il modo con cui Mascetti è arrivato a queste elezioni, dopo aver tagliato con la scure la rappresentanza politica cavallaschina, chiamando a sé solo figure ‘minori’ con la scusa della rappresentanza femminile.

In realtà si è trattato di un escamotage per non chiamare chi vi scrive, il quale è stato il primo artefice della fusione di Cavallasca con San Fermo.
Chi, come un mio ex candidato poi passato all’altra sponda (in Italia non è un costume solo nazionale), sostiene ai 4 venti ch’io sia mosso unicamente da spirito di rivalsa per il semplice fatto che non sono stato voluto tra i piedi, non ha tutti i torti.
Ma c’è anche dell’altro.
C’è una villa Imbonati lasciata andare (vedi foto di sporcizia nel parco che solo il senso civico di alcuni cittadini sta mitigando), c’è la smania elettorale di disseminare tutta la contea di quei cavolo di autovelox colorati d’arancione, attraverso i quali l’amministrazione, (con la scusa della sicurezza), intende nel prossimo futuro fare ulteriormente cassa.

Ci sono le strisce pedonali che si illuminano costate 15.000 euro … installate nel punto più illuminato del paese dopo aver bloccato per due giorni il traffico di tutta una provincia (le code di auto sono arrivate fino a Como), c’è quel progetto di regalare alla chiesa 1 milione e duecento mila euro per rifare l’asilo parrocchiale, operazione che mi schifa così tanto, tanto è il ‘puzzo’ di clientelismo in salsa buonista che emana, che non solo mi ha indotto a revocare il mio 8×1000 allo Stato Pontificio, ma che anche mi allontana dalle urne come una calamita inversa.

La scelta è fra gli ex comunisti e l’uomo solo al comando.
Cosa è peggio?
San Fermo deve crescere dal punto di vista della coscienza politica.
La parabola di ‘king Pier’ a queste elezioni, subirà una prima inversione verso il basso.
A segnarla, sarà l’astensionismo.
E noi saremo quelli che ‘l’avevano detto’.
Si imporrà una revisione.
Un’analisi.
Un cambiamento di rotta.
Sorgerà la necessità di contornarsi di persone veramente amministrativamente valide e non solo di signorsì.
Sono in tanti a non avere alcuna voglia di andare a votare, perchè non si sentono rappresentati.
Altri perchè, come me, si sentono forzatamente messi all’angolo.
Sarà l’astensionismo a vincere.
Vedrete!
Anche se una squadra otterrà tre o quattro volte più voti dell’altra, non avrà da andare fiera del risultato, con metà dei cittadini rimasti a casa.
Ora aspettiamo e vediamo.
Una chance alla compagine che uscirà vincitrice va comunque data, ma a noi, che non ci facciamo incantare dagli specchietti per le allodole, che non sopportiamo i dossi sorti come funghi negli ultimi 20 giorni, che riteniamo che coi soldi tutti siano bravi a governare e che è solo quando questi mancano che si vedono le vere capacità degli amministratori … siamo ogni giorno più scettici.
Andrò a votare?
Ancora non lo so.
Ma, se lo farò o non lo farò, e a chi andrà la mia eventuale preferenza, non ne farò mistero.
vittorio belluso

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