E’ notizia ufficiale, data l’altro ieri dal quotidiano locale “La Provincia”, quel che da tempo avevamo scritto su questo blog senza il corredo dei numeri ufficiali, del crollo degli incassi, per il nostro Comune, derivanti dai parcheggi dell’ospedale Sant’Anna.
L’immagine di copertina, è ripresa, appunto, da La Provincia, che ringraziamo.

Al di là dei numeri, che dicono che negli ultimi 9 anni, cioè da quando il parcheggio è stato inaugurato, ha fruttato alle casse del Comune di San Fermo 9 milioni di euro, subito tradotte in opere faraoniche-regalo per le associazioni, dossi altissimi e telecamere stradali, (più utili a rilevare infrazioni sanzionabili che a scoraggiare rapinatori), ma senza nel contempo che nemmeno uno spicciolo venisse speso per riasfaltare le strade (per quello si aspetta l’immediata ricorrenza delle elezioni, momento più propizio in termini di voti), o per rimettere in sesto l’arrugginito acquedotto comunale, o per mantenere le strade e le piazze sufficientemente pulite.
E nemmeno per assumere personale per rimpolpare le esigue fila della Polizia Locale, o, ancora più semplicemente, per assumere degli stradini, indispensabili per mantenere il decoro urbano.
Bene, il crollo degli incassi dei circa 1500 posti auto messi a disposizione dei visitatori dei parenti dei degenti dell’ospedale – così riporta il quotidiano – è dell’ordine dell’80%.
Solo 16 mila euro al mese di media, contro i “soliti” 100 mila!
Nel 2020, poi, il bilancio del parcheggio ha chiuso con un – 60%.

Ora, questi dati non solo impongono una riflessione su quanto poco accorto sia stato l’uso che l’amministrazione ha fatto di questi proventi, facili quanto copiosi, nell’illusione che l’”albero della cuccagna”, sarebbe durato per sempre.
E’ chiaro che ora l’amministrazione stia sperando che la pandemia finisca in fretta, prima il castello di carta su cui il sindaco ha costruito la sua rielezione, gli crolli addosso, sull’onda di spese per mutui divenuta già ora insostenibile.
Noi, su questo blog, tutte queste considerazioni – in tempi non sospetti – le abbiamo dette e scritte.
Avevamo messo in guardia dall’uso smodato e clientelare che veniva fatto dei proventi dell’ospedale, in aggiunta a quelli provenienti dallo Stato come premio per la fusione fra San Fermo e Cavallasca.

Occorre quindi – ma questo è solo il nostro modesto parere – rivedere subito al ribasso le stime di spesa, accantonare le opere faraoniche quanto inutili messe in cantiere, e cospargersi il capo di cenere per tutti gli sprechi e le regalie fatte nel recente passato, al solo scopo di ingraziarsi i potentati locali.
Tutti quei soldi mancano e mancheranno.
E ci verrà detto che l’aumento delle tasse locali sarà inevitabile.

vittorio belluso

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