La distinzione fra chi ha il senso degli affari e chi non lo ha, fra chi genera benessere e chi lo brucia, è il pragmatismo

Il sindaco di San Fermo, è stato chiaro: l’offerta di salvataggio nei confronti di Cavallasca scade il 31 luglio.
Se non giungerà risposta entro quella data, l’offerta sarà da ritenersi non più valida e annullata per sempre.
In questa ottica, voglio fare delle riflessioni, alla vigilia di un importante Consiglio comunale – domani sabato 30 luglio all’insolita ora delle h 8:30 del mattino – in cui il sindaco dovrebbe annunciare alle opposizioni la sua decisione e, soprattutto, alla luce dell’articolo apparso su
La Provincia di oggi a firma Paola Mascolo, col quale  anche noi consiglieri di opposizione, siamo venuti a conoscenza che ieri è stato comunicato ai dipendenti comunali la sua volontà di accettare l’offerta di San Fermo.

Dunque, la mia riflessione è la seguente:

il sindaco di Cavallasca e la sua giunta, dal 2014 ad oggi, hanno avuto tutto il tempo possibile ed immaginabile per addivenire ad una decisione ponderata, ogni ulteriore ritardo sarebbe pretestuoso e contro producente.
Nel frattempo, si è evidenziato un gigantesco debito di cui l’unica responsabile – secondo l’amministrazione attuale – sarebbe la ragioniera, debito che si pretenderebbe, in caso di mancata fusione con la ricca San Fermo, di caricare per intero sulla popolazione.
Ora il tempo è scaduto.
E’ giunta l’ora delle decisioni.
Impossibile tergiversare ancora.

Personalmente, sono in parte dispiaciuto, dopo 7 anni di lotte, dopo aver subito attacchi inqualificabili anche di natura personale da chi di cambiare proprio non ne voleva sapere, di ritrovarmi senza una carica elettiva, specie ora che i fatti ci hanno dato totalmente ragione.
Rinunciare ai frutti del mio lavoro ora, significa rinunciare a coglierne i frutti in caso di elezioni domani. (O comunque a breve termine).
E ciò è un peccato.
E’ chiaro che mi scocci!
Mi scoccia tremendamente e sarei un ipocrita se non l’ammettessi.
Ma, dall’altra parte, se penso alle famiglie in difficoltà, ai benefici infiniti di cui potrà godere la nostra comunità in caso di fusione con San Fermo, tutte queste considerazioni di natura personale passano d’un colpo in second’ordine, per lasciare posto alla soddisfazione, alla contentezza.

Quel che conta è il risultato finale, non la soddisfazione dell’ego personale.
Penso che non ci resti altra alternativa e che un uomo di coscienza, quale mi reputo, ha il dovere di ammettere.
Il risultato della mia analisi è che Cavallasca deve scegliere fra l’avere davanti a se 10 anni di tasse forzose (51.000 euro annui in più), oppure un miglioramento immediato e la possibilità di non finire ad essere, entro lo stesso lasso di tempo, periferia di Como, alla stregua di una Prestino o di una Breccia.
La distinzione fra chi ha il senso degli affari e chi non lo ha, fra chi genera benessere e chi lo brucia, è il pragmatismo.
Bisogna essere pragmatici per cogliere al volo questa opportunità.
In essa, è vero, vi sono delle incognite, ma tutte le scelte importanti che si prendono nella vita ne contengono.
Quindi ci vuole coraggio, mettendo da parte i meschini egoismi di bottega, il coraggio di prendere una decisione chiara che vada nell’interesse della stragrande maggioranza dei residenti.
Solo questo conta.

vittorio belluso

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