I due documenti ufficiali di cui Belluso, grazie a Lucarini_PU, è entrato in possesso

Dunque, cari amici, da Pesaro, grazie all’interessamento di un bravissimo consigliere comunale che ha a cuore lo stesso nostro problema e che sta studiando il caso per la sua città, tale Luca Lucarini, siamo venuti in possesso di documenti che si esprimono nel merito della validità o meno della fusione di Comuni secondo incorporazione e la conseguente, o meno, validità di deroga dal patto di stabilità per cinque anni.
Il quesito è di fondamentale importanza, perchè la sua eventuale non validità comprometterebbe la convenienza a fondersi fra due Comuni, nel nostro caso San Fermo della Battaglia (4.500 abitanti) e Cavallasca (3.000 abitanti) , nel caso di specie Pesaro (95.000 abitanti) con Mombaroccio (2.000 abitanti) rendendo la legge, di fatto lettera morta.

Oggi analizziamo due documenti ufficiali, il primo, proveniente dal Ministero dell’Interno a firma Agostino Anatriello, un funzionario del Ministero, il quale, a differenza della laconica e per questo quasi offensiva mail NON firmata inviata ai nostri due sindaci di Cavallasca e San Fermo, spiega il perchè, secondo tale parere, la fusione per incorporazione NON derogherebbe il patto, rendendo la fusione NON conveniente.

Il secondo documento_foto_al contrario, è la risposta data da un deputato al sindaco di Pesaro, Matteo Ricci pezzo grosso del Partito Democratico, che conferma la deroga del famigerato patto di stabilità, ed a firmare la seconda missiva, stavolta è ninetepopodimenoche il sottosegretario Giampiero Bocci.

I due documenti, quindi, si contraddicono.
Il primo conferma la non-possibilità di derogare al patto in caso di incorporazione.
Il secondo, una lettera a firma appunto del sottosegretario Bocci indirizzata al Sindaco di Pesaro, sconfessa il primo parere.

Insomma confusione totale in un Paese, l’Italia, in cui persino il Ministero risulta inattendibile.

Ora è opinione del bravo consigliere comunale Lucarini, e noi la condividiamo in pieno, che sia improcrastinabile che il Parlamento (o il Ministero) debba intervenire in maniera inequivocabile entro le prossime settimane, per porre fine a questa telenovela. di stampo brasiliano.
Dal canto nostro, stiamo attivando tutti i nostri canali politici affinchè s faccia luce al più presto su questa questione, tanto che un’interrogazione parlamentare è già in fase di stesura.

Certamente, è convinzione di Lucarni, ci saranno altre puntate.

Vittorio Belluso

Lettera del Ministero dell’Interno.
DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI
DIREZIONE CENTRALE DELLA FINANZA LOCALE

L’articolo 20, comma 2, del decreto legge 6 giugno 2012, n. 95, come sostituito dall’articolo 1, comma 118-bis, della legge 7 aprile 2014, n. 56, dispone che “Alle fusioni per incorporazione, ad eccezione di quanto per esse specificamente previsto, si applicano tutte le norme previste per le fusioni di cui all’articolo 15, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni.”

Il richiamato articolo 15, comma 3, del decreto legislativo n. 267 del 2000, a sua volta, prevede che “Al fine di favorire la fusione di comuni, oltre ai contributi della regione, lo stato eroga, per i dieci anni decorrenti dalla fusione stessa, appositi contributi straordinari commisurati ad una quota dei trasferimenti spettanti ai singoli comuni che si fondono.”

Per espressa previsione dello stesso citato articolo 20, comma 1,del decreto legge n. 95 del 2012, l’attribuzione di detti contributi straordinari sono estesi, a decorrere dal 2013, anche alle fusioni per incorporazione di cui all’articolo 1, comma 130, della legge n. 56 del 2014.

In ordine alla specifica problematica sottoposta all’attenzione, occorre osservare che nel procedimento per incorporazione non si configura, come espressamente previsto dal predetto articolo 1, comma 130, della legge n. 56 del 2014, l’istituzione di un nuovo ente, in quanto il comune incorporante conserva la propria personalità giuridica e “assorbe” l’ente incorporato.

Pertanto, in linea generale, si ritiene che al procedimento per incorporazione, a parte l’espressa applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3 del citato articolo 15, del decreto legislativo n. 267 del 2000, tenuto conto che lo stesso procedimento viene denominato “fusione per incorporazione”, possano essere applicabili le norme che fanno riferimento alle “fusioni”, ma non anche quelle che fanno riferimento al nuovo comune istituito a seguito di fusione, che essendo soggetto giuridico diverso rispetto a quelli precedenti, costituisce fattispecie diversa.

La seconda è la risposta data dall’onorevole Bocci al sindaco di Pesaro, Ricci:

“caro Matteo Ricci,
come già anticipato a voce, ribadisco che il ministero dell’interno non ha rilasciato agli enti locali alcun parere interpretativo in merito alle disposizioni di legge statale che disciplinano le fusioni per incorporazione di cui all’art. 1, comma 130, della legge numero 56/2014.

E’ mia opinione, tra l’altro, che il processo di aggregazione dei comuni, finalizzato ad una più efficiente gestione dei servizi e alla creazione di realtà più idonee allo sviluppo economico del territorio, ha sempre goduto di un’ottica di favore nella legislazione che, nel sostenerlo, ha introdotto benefici di carattere finanziario volti a rendere, anche ai cittadini coinvolti, immediatamente percepibili, i vantaggi di tale iniziativa.

La recente legge n. 56 del 2014, cosiddetta “Del Rio”, seguendo questo solco ha, con chiarezza, esteso alle incorporazioni tutti i benefici riservati alle fusioni, evitando che carenze normative fossero di ostacolo a queste azioni, particolarmente utili nell’attuale periodo di crisi finanziaria che sta inducendo anche una razionalizzazione delle diverse forme di governo.

Anche nelle fusioni per incorporazione, si avrebbe chiaramente una riduzione e una soppressione degli enti al pari delle fusioni tradizionali.

La circostanza, inoltre, che il processo di fusione per incorporazione non dia luogo ad un rinnovo degli organi in quanto rimangono in carica quelli del comune incorporante e che quindi la soggettività giuridica dell’ente risulti inalterata, non vale di per sé assolutamente ad escludere tali fusioni dagli istituti premianti previsti dal legislatore”.

Onorevole Gianpiero Bocci

lettera Bocci


Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)
Print Friendly, PDF & Email