Le immagini che vedete sono state inviate in redazione in questi giorni da cittadini residenti nella località di Cavallasca che non si capacitano di come la Cavallasca del post fusione con San Fermo sia stata abbandonata a se stessa.
Il paese appare trascurato e sporco.

Le tradizioni disconosciute.

La villa Imbonati col suo parco, fiore all’occhiello della comunità, abbandonata a se stessa, dentro con rare iniziative dallo stampo infant-culturale che destano poco o nulla interesse, fuori con un parco che presenta un’erba incolta e quindi spazi non fruibili da parte delle persone.

A tale proposito ci chiediamo come mai gli alpini non la tagliano più.
Erano il vanto (l’unico) dell’amministrazione Ronchetti.

Ora, complice forse l’eta (manca il ricambio generazionale dopo la soppressione della leva obbligatoria), anche questa bella iniziativa si è persa.

Vien da chiedersi se non era un favore al vecchio sindaco il tagliarla prima e forse un dispetto all’attuale questo, sta di fatto che gli alpini il prato del parco non lo tagliano più.

Il pennone della seconda foto, invece, è forse l’emblema di come si stiano perdendo le tradizioni. E’ il pennone che a Pinumbrela portava la bandiera di Cavallasca, ed una volta l’anno vi si celebrava anche una santa Messa.

Ora è mestamente vuoto. Simbolo della Cavallasca di oggi, ormai assurta a periferia di San Fermo, nonostante i soldoni che la fusione ha portato nelle casse del nuovo municipio.
Questi soldi vengono spesi altrove ed ad altro scopo.

vittorio belluso

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