Cavallasca non è Canicattì, qualcuno dovrebbe prenderne nota

Dunque succede che, per la festa di San Michele riesumata ed inventata dal nostro parroco show men, incline a spendere i soldi delle offerte dei fedeli in fuochi d’artificio con l’aiuto di un sindaco che forse ha piacere a far lavorare una farmacia di proprietà comunale (da lui indirettamente gestita) sita a San Fermo centro a discapito dell’altra di natura privata sita nella località di Cavallasca, le due strade principali di accesso alla farmacia di Cavallasca, questo sabato 23 settembre, saranno chiuse al traffico.
Si tratta di una vera e propria interruzione di pubblico servizio.
Arroganza pura frammista a disconoscenza totale di come funzioni un buon servizio farmaceutico offerto alla popolazione.

Il titolare della farmacia ha già chiesto il permesso all’ASL di poter tenere chiuso l’esercizio per tutta la giornata di sabato, visto che gli utenti, tutti gli utenti, compresi i più bisognosi, saranno impossibilitati a raggiungere l’esercizio pubblico coi mezzi.
Si tratta quindi, cari lettori, di una vera e propria azione irrispettosa ed irresponsabile, che comporta un disagio oggettivo enorme per un esercizio che effettua un servizio di pubblica utilità.

Azione che, attraverso l’ordinanza n° 23 del 20 settembre, ordina la chiusura delle strade via per Montano, via Dunant e via Borsellino.

Ognuno tragga le proprie conclusioni.

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10 commenti su “Cavallasca non è Canicattì, qualcuno dovrebbe prenderne nota”

  1. Un saluto da Canicattì.

    E' il ritardo causato da quel “ventennio” che il Sud non riesce a recuperare compreso l'indecoroso e fortunatamente raro, omaggio al potente del paese.

    Le “processioni religiose” in quella parte di Sud che conosco, si svolgono in piena festa e possono contare sulla convinta e rispettosa partecipazione di tutti: fedeli e non, farmacisti compresi, ed il baciamano non è di moda.

    Mi sembra di aver capito che a San Fermo, paragonabile per numero di abitanti ad un quartiere di Canicattì, il percorso delle processioni venga stabilito, secondo te, dalla Curia per omaggiare il “mafioso del paese”; oppure che oggi non lo è ti auguri (vivamente) che non succeda domani.

    Voglio ben sperare che tu, accecato dalla rabbia di questi giorni, non ti sia reso conto della gravità delle affermazioni fatte nei confronti del Borgomastro Sanfermino dimenticando il tuo “percorso religioso” osannante e baciapile a lui riservato durante il referendum, le elezione e fino a qualche mese, cioè fino a quando è parso chiaro ed inequivocabile che sarebbe stato impossibile, per te, trovare spazio nella maggioranza appena costituita.

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  2. Dimentica che, anche grazie a lei, Cavallasca non e' piu' un paese. San Fermo infatti era perfettamente operativa, tranne una piccola porzione di una frazione in cui c'è anche la seconda farmacia. La prima era perfettamente operativa. Ci spiace solo che la sua bile non le abbia permesso di godersi la festa. L'anno prossimo potrebbe distribuire ziguli...si proponga.

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  3. bloccare un paese in forza di una festività religiosa non è una cosa propria di una società progredita, laica ed efficiente.
    I ritmi sono cambiati come le esigenze della totalità dei cittadini, anche non residenti.
    Il sud è indietro al nord di almeno un ventennio.
    Al sud le processioni religiosi seguono il percorso per omaggiare il mafioso del paese.
    In questo mi auguro vivamente che Cavallasca non ne segua
    l'esempio.

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  4. Questa polemica non ha senso... Se in Italia si dovessero annullare tutte le manifestazioni che richiedono la chiusura di una strada non faremmi più nemmeno il carnevale!
    Ben vengano feste, manifestazioni, concerti e tutto ciò che unisce e rende vivi i nostri paesi e le nostre comunità!

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  5. ....bell'idea la festa ...ma credo che la cosa sia stata presa un po ' alla leggera !

    Solidarietà a Vittorio per le problematiche che ha espresso... ti consiglio di esporre un bel cartello sul portone della farmacia così che coloro che la troveranno chiusa sapranno a chi rivolgersi per le lamentele .

    never give up!!

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  6. io dico solo che una comunità che si ferma per festeggiare un santo patrono, bloccando il traffico e quindi creando impedimento all'espletamento di un servizio essenziale quale è una farmacia, non è civile.
    Forse, chi ha organizzato e pensato di chiudere le strade di accesso ai pazienti ed ai fornitori, dovrebbe provare, almeno una volta nella vita e sulla propria pelle, cosa significa aver bisogno di una farmacia in un giorno semifestivo, magari per un antidolorifico tumorale o per una bombola di ossigeno, e trovarsi davanti ad una strada chiusa con un nugulo di paesani che sorridono beotamente per il loro giorno di festa.

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  7. Certo che siamo uno strano paese . Ogni campanile un santo e quindi un comune. Con la fusione o meglio con la regalia abbiamo pure declassato un santo di paese ad un santo di frazione. San. Michele patrono della frazione di Cavallasca del paese San. Fermo della Battaglia. Prima eravate due santi di pari grado ed ora , caro San. Michele, non avertene, vali molto meno. Coraggio abituati al declassamento ma sai lo abbiamo fatto per mettere a posto dei grossi debiti di cui ancora oggi non ne sappiamo l'entità ma la festa seppur di frazione sarà rumorosa, spumeggiante come quando eri santo di paese.

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  8. Caro Vittorio.
    In Italia spesso capita , da nord a sud, che quando ti "tocca il santo " tutto si ferma.
    Giusto ? Non lo so .
    Non resta comunque che pregare che nulla di brutto accada , in fondo ma sin dall'inizio i santi servono a questo.

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  9. Con la presente si chiede alla Vostra autorità l'autorizzazione alla chiusura straordinaria di sabato 23 settembre della farmacia di Cavallasca a causa del fatto che i festeggiamenti del santo patrono
    autorizzati dall'amministrazione comunale, causeranno un oggettivo impedimento del pubblico servizio chiudendo ogni strada d'accesso alla farmacia.

    Grazie per l'attenzione e mi scuso se Vi inoltro questa richiesta solo ora, ma solo ora ho preso visione della ordinanza comunale.

    Vittorio Belluso

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