Cavallasca fra passato e presente

Oggi si sono svolti i funerali di Danilo Fontana, la nostra memoria storica.

La chiesa era piena in ogni ordine di posti e tre degli ultimi quattro sacerdoti erano presenti ad officiare la onoranza.
C’era don Pierino e c’era anche don Renato, a fianco di don Teresio, l’officiante.
Mancava il mio caro amico don Luca, impegnato con la sua parrocchia che ha accorpato tre chiese di tre ridenti paesi lacustri.
Con Danilo se ne va, come ho già detto ieri l’altro, il nostro “git n°1”, ovvero sia uno dei pochissimi cittadini di Cavallasca che il paese l’hanno vissuto interamente, fin dall’inizio della loro esistenza.
Ora, lo scettro, per non dire il testimone, passa d’ufficio al cavalier Marco Frigerio, presidente dell’associazione ‘amici di Cavallasca’, che il paese lo ama quanto lo amava Danilo.
Un paese – Cavallasca- in questo momento privo di rappresentanza politica adeguata, che ha perso il suo Municipio, che aspetta l’invasione dei negri nella ex caserma Gdf del Monte Sasso.
Un paese con l’anima tramortita, in evidente crisi d’ossigeno, ma stracolmo di storia e di tradizioni, il cui nuovo sindaco, mai sarà all’altezza perchè troppo preso dal commemorare se stesso, attraverso l’ostentazione di un potere che ha nella sola San Fermo -secondo la sua visione ristretta – il suo epicentro.
Noi difenderemo la nostra identità con le unghie e coi denti, pronti alle barricate, ai blocchi stradali, a manifestare fin sotto la Prefettura, se solo si oserà attentare alla sicurezza ed alla fisionomia della nostra comunità.

L’invasione dei clandestini in atto, è ormai la prima emergenza nazionale.
Non si può stravolgere la fisionomia di una comunità in questa maniera.
Chi lo fa, chi se ne rende complice, avrà in noi un baluardo insormontabile, dei nemici acerrimi dalla memoria che non dimentica.
E lo faremo anche in onore di chi non c’è più.

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9 commenti su “Cavallasca fra passato e presente”

  1. Nuvola Azzurra non precipitiamo i tempi. Per ora sono qui e non nella gloria del Signore a leggere i suoi arzigogolati pensieri. Su Andreotti che Dio lo abbia in gloria ed abbia avuto pietà per la sua anima . Ne aveva bisogno.

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  2. Sino a qualche mese fa, a novant'anni caro Danilo eri veramente in gamba, ricordo gli ultimi pranzi con te sia a Ponte Tresa sul lago di Lugano che ad Argegno sul lago di Como ed eri tu ad organizzare malgrado la tua veneranda età.
    Ora te ne sei andato quasi in punta di piedi.
    Purtroppo tutto cambia ed è difficile accettare le nuove realtà.
    Quando vado al cimitero e guardo le foto delle tombe conosco tutti, mentre di chi abita in paese non conosco più nessuno.
    Sono smarrito e amareggiato, e mi chiedo se stò sognando o stò vivendo la realtà.
    Non so più chi sono e dove sono, tra le foto del cimitero non vedo la mia e a questo punto mi rendo conto che sono ancora vivo, vivo come un vegetale ma in realtà sono morto e sepolto.
    Caro Danilo illumina tu il mio cammino mentre in una notte oscura e tenebrosa percorro la via del cimitero,

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  3. Nuvola Azzurra volando troppo in alto dove l'ossigeno viene meno i pensieri si contorcono, si oscurano e diventano incomprensibili per i comuni terrestri e solo gli illuminati abituati alle altezze siderali non sentono la mancanza dell'ossigeno comprendono il tuo divagare. Per essere semplicemente chiaro : non so quanti di noi ti hanno compreso soprattutto dopo aver letto.....se vogliamo uscire fuori ....perchè sinceramente uscire dentro sarebbe stato incomprensibile anche per gli illuminati.

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  4. Secondo il tuo pensiero, trovo opportuno citare l'ironia corrosiva di Andreotti :che Dio l'abbia in gloria almeno per le battute. " So di essere di media statura ma non vedo giganti attorno a me"

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  5. Su Nuvola azzurra, bellissimo il tuo pensiero.
    Un pensiero che raccoglie e sintetizza perfettamente quel che è stata la nostra " missione" fin qui.
    Ma siamo sempre lì: noi rappresentiamo una ellite, e, in quanto tale, saremo sempre una voce ne deserto della mediocrità.
    Parleremo sempre una lingua ai più incomprensibile.
    Fa niente se anticipiamo gli eventi, se mettiamo in guardia, tanto la massa percepisce il pericolo solo a giochi fatti. E poi si riempiono le fosse dei "chi l'avrebbe detto".
    Così non si vincono le elezioni e si passa da un incompetente ad un ras di quartiere.
    Per evitare ciò dobbiamo imparare - e questo è il nostro limite - a renderci comprensibili a tutti, anche alla sciura Maria.

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  6. Vittorio, in occasione della commemorazione dell'amico Danilo Fontana, ho trovato interessante l'accenno sul nuovo sindaco di San Fermo, " mai sarà all'altezza perché troppo preso dal commemorare se stesso, attraverso l'ostentazione di un potere che ha nella sola San Fermo -secondo la sua visione ristretta il suo epicentro".
    Credo sia una caratteristica dell'uomo-animale seguire le pulsioni all'abitudine e alla ripetitività per tutta la vita e non trova il bisogno di cambiare se può continuare a fare e ritorna subito al metodo abitudinario.
    Per una persona normale, già cambiare abitazione nello stesso Comune, almeno inizialmente, per poco o tanto tempo, occorre stabilire un nuovo rapporto con le cose e individui dei dintorni, a me è successo- dopo diversi lustri- di non trovare sintonia e ancora oggi non ci salutiamo- dunque se non trovi un'adeguata partecipazione, ti senti esluso per non dire emarginato, come un cane che non ha marcato con la propria urina il territorio.
    Se poi, il nuovo sindaco sente un'avversione palesemente dimostrata -vedi GIT e non solo- la percepisce come pregiudizievole alla propria carica pubblica, seppure votata democraticamente con ampio consenso -82.02%- certamente nel proprio ego, i cavallaschini verranno considerati un'appendice nella roccaforte di San Fermo e nella gestione amministrativa sono solo delle vacche da mungere, cttraverso il forzoso prelievo fiscale e con lo sfruttamento dei beni immobili portati in dote nella fusione per accorpamento, sempre democraticamente votata con oltre 80 per cento dei votanti.
    Secondo il pensiero del filosofo britannico Thomas Hobbes, l'uomo non è un animale politico ma un essere asociale, mentre le formiche e le api sono giustamente considerate da Aristotele "animali Politici" perché tutti collaborano per il bene comune senza litigio e con disciplina. Confrontando i comportamenti degli animali che vivono "in società" con quelli degli uomini, Hobbes ne rafforza la sua convinzione.
    In primo luogo gli uomini sono in continua competizione per l'onore e la dignità, cose che quelle creature non conoscono nemmeno, e di conseguenza fra loro sorgono per questa ragione invidia, odio e infine guerre.
    Con il nostro sindaco, se vogliamo uscirne fuori senza romperci la testa, dobbiamo innanzitutto rispettare il patto delle elezioni e cercare di incanalare le forze positive per il bene comune, secondo il saggio esempio del cavaliere Marco frigerio, primo cittadino del cessato Municipio di Cavallasca e nemmeno più "GIT n° 1".

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  7. É vero. Per una volta ho preferito non infierire. Forse anche per rispetto di chi se n'è andato.

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  8. Hai dimenticato di commemorare il vero responsabile e affossatore di Cavallasca.
    Colui che maggiormente ha contribuito a riempire di africani il paese e che non ha mosso una paglia per evitare la ristrutturazione della ex casema della G di F. Portando le aliquote delle addizionali sui redditi e le tasse sui servizi indivisibili al massimo consentito dalla legge cercando di scaricare su altri soggetti la responsabilità della propria condotta di rappresentante della collettività.

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  9. La coerenza questa sconosciuta. L'amico Danilo le cui performace durante le battute ai Canestri parrocchiali nulla avevano da invidiare rispetto ad altri noti imbonitori televisivi per la vivacità e per l'arguzia delle battute sono certo che nel nefasto referendum della fusione si sia schierato contro rimanendo coerente con la sua storia. Ora ha lasciato il testimone al numero due dei Git che invece incoerentemente al voto ha votato a favore della fusione. Che dire poi del promotore alla fusione che ora invita alle barricate a difesa del bel bel paesello che fu. Mah.... Spero che sia solo l'effetto del caldo agostano. Caro Danilo , un sincero abbraccio.

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