comunicato stampa

Il ministero del Tesoro spegne i sogni di fusione
fra Cavallasca e San Fermo della Battaglia

Con una laconica mail, arrivata ieri nel tardo pomeriggio, e con imperdonabile ritardo, lasciando in noi il fondato sospetto che a monte vi stata una precisa volontà degli amministratori di ritardare le cose affinchè al fine finissero proprio così, sfuma l’ipotesi di referendum consultivo e di fusione per incorporazione fra Cavallasca e San Fermo della Battaglia:
NON SI FA PIU’!

Lasciamo ad un articolo che uscirà nei prossimi giorni ogni considerazione di natura politica e amministrativa, anche perchè, il farlo ora, significherebbe denunciare con inaudita forza i meccanismi clientelari che sono all’origine di questo fallimento, ripetiamo ancora una volta, guidato, cercato, voluto, utile a scaricare sul governo colpe che sono da addebitarsi in toto a chi ci amministra, prima fra tutte l’aumento delle tasse, già iniziato e che perdurerà nei prossimi tre anni, oltre al non aver saputo fornire risposta alcuna a quelle famiglie che non sono più in grado di arrivare alla fine del mese. (Se non sotto forma di inefficace puro assistenzialismo finito a se stesso e frutto di donazioni di privati).
Ripetiamo, torneremo con un articolo successivo sulle considerazioni durissime e amarissime che faranno da corollario a questa notizia per noi tragica ma oramai attesa, per il momento ci limitiamo a constatare che le indennità di carica di alcuni dirigenti della Pubblica Amministrazione locale sono salve, così come quelle del sindaco e degli assessori, almeno per i prossimi 3 anni, unitamente alla loro vanagloria ed al loro egoismo.

vittorio belluso

seguirà riflessione politica nei prossimi giorni.

di seguito, la mail giunta solo ieri dal Ministero dell’interno, che ha spento le nostre speranze di una Cavallasca progredita ed efficiente.

In merito alla problematica dell’assoggettamento al patto di stabilità interno degli enti derivanti da fusione per incorporazione e all’applicazione della norma di cui al comma 23, dell’art. 31 della legge n. 183/2011, per quanto di competenza, si rappresenta che il Ministero dell’interno, con nota n. 93447 del 3 settembre scorso, nel richiamare quanto disposto dall’art. 1, comma 130 della legge n. 56/2014 e nel riportare quanto ha osservato, fra l’altro, la Corte Costituzionale nella sentenza n. 50 del 2015, secondo la quale la disposizione di cui al citato comma 130, relativa alla fusione per incorporazione “….non ha ad oggetto l’ istituzione di un nuovo ente territoriale bensì l’incorporazione in un Comune esistente di un altro Comune,…..”, si è espresso ritenendo che le disposizioni che fanno riferimento al “comune istituito a seguito di fusione” non sarebbero riferibili al comune incorporante, in quanto lo stesso non costituisce un nuovo ente.

Ciò premesso, nel ritenere condivisibile quanto espresso dal Ministero dell’interno e nelle more di ulteriori approfondimenti, si ritiene che alla fattispecie della fusione per incorporazione non si applichi l’esenzione dal rispetto delle regole del patto di stabilità interno prevista dall’articolo 31, comma 23, ultimo periodo, della legge 12 novembre 2011, n. 183.

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