“Biciclettata della Solidarietà” da Rovellasca a San Ginesio (MC)

Caro Vittorio
Ho riflettuto parecchio sul tuo invito a scrivere le mie impressioni su questa bellissima cosa che abbiamo fatto assieme tra gli amici del CAI di Rovellasca. Vuoi perché non è una iniziativa della nostra zona e io non ho voluto coinvolgere enti e persone del nostro territorio in quanto presumevo avessero già fatto e/o stessero facendo la loro parte (è il caso di Colverde dove sono ancora impegnati a raccogliere fondi…), vuoi anche perché queste cose si fanno senza farsi troppo pubblicità. Si fanno e basta.
Però una cosa mi spinge a divulgare l’iniziativa e il motivo è condensato nella breve nota che ho  trasmesso ad amici di qui. Via whatsapp, allegando la foto che vedi sotto, ho scritto loro, testualmente, questa frase: Parlano della nostra impresa! Peccato non inviti ad emulare queste iniziative! Servono….eccome servono!!!
Ecco, è questo il mio pensiero. Più che citare la nostra “piccola” impresa (impegnativa assai quando sono cominciate le salite della zona appenninica) ritengo necessario parlare di quanto hanno ancora bisogno questi nostri splendidi connazionali!! Certo, ci sarà anche chi vuole approfittare della situazione, ma saranno sempre pochi di fronte ai tanti che hanno perso la loro unica casa e con essa la possibilità di invecchiare nel “loro”paese di origine! Ho visto luoghi diventati “paesi fantasma”. Luoghi turistici magnifici, dove in passato in questi periodi avevano ben altra affluenza. Non abbiamo girato video (c’era una sorta di mistico rispetto per le macerie che vedevamo) ma se li avessi ti potrei documentare la desolazione di paesi famosi come Norcia e Cascia frequentati da pochissimi turisti; Camerino, dove l’eco delle nostre voci si diffondeva nei vicoli deserti (4000 sfollati su 8000 abitanti!); Amandola, dove nel centro storico sono rimaste 13 famiglie su 120 ecc.ecc. Ne ho citati alcuni ma avrei potuto parlare di altri 70/100 luoghi. Come San Ginesio, che ci ha accolto tra la commozione generale nostra e dei Sindaci della Bassa Comasca che ci hanno preceduto in auto o in treno.
Hanno bisogno. Hanno ancora tanto bisogno. E non basteranno 10 anni a farli ritornare alle situazioni pre-terremoto e renderli autonomi e produttivi come prima.
E non è gente pigra. Mi è bastato vedere come coltivano la terra per sincerarmene. Colline con pendenze impossibili tutte bellamente arate da formare un quadro degno del miglior pittore. Mi è bastato entrare in una fattoria (l’Angolo di Paradiso) dove un ragazzo di 22 anni, primo di 6 figli, iscritto alla facoltà di Agraria, ci ha accolto nella sua tuta blu e con i suoi stivali infangati, illustrandoci come, con suo padre, stia sperimentando nuove forme di allevamento e mungitura delle mucche. Evitando loro lo stress di lunghe attese per la mungitura ma introducendo un sistema automatizzato che lavora 24 su 24, dove le mucche vi si dirigono spontaneamente quando sentono la necessità di essere munte!
Non voglio scomodare ulteriormente la retorica nell’enunciare la necessità di aiutarli ancora. Non voglio polemizzare con i nostri politici nazionali ed europei nell’essere più attenti a “distribuire” aiuti là dove servono veramente e dove possono essere PRODUTTIVI!! Non voglio condannare il falso buonismo di noi cattolici che, come leggo dalle pagine di un libro che sto leggendo in questo periodo, dove l’autore ( Wilbur Smith-La notte del predatore) parlando della “sua Africa”, cita : ” …l’Africa non è povera. Gran parte degli africani è in miseria, ma l’Africa in sé è molto ricca, o almeno potrebbe esserlo” …. “Se alcuni leader corrotti non tenessero per sé tutte le ricchezze e usassero per il bene del popolo gli aiuti forniti da imbecilli occidentali tormentati dal senso di colpa, vuole dire?”.”chiese Hector…… Ma una lezione la raccolgo: alle prossime elezioni (mi dispiace caro Papa Francesco…) andrò a votare col pensiero che ormai tanti stanno mettendo in pratica (Trump, Macron ecc.) ovvero: PRIMA I NOSTRI!!
Un caro saluto,

Vittorio Folcio

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