Autorizzata la caccia al cinghiale in tutta la Lombardia.
Ma gli uomini della Spina Verde non riescono a prendere una decisione per paura che possa succedere qualche guaio, sia per la presenza di agglomerati urbani dentro al parco, sia per la nuova pratica dello sport notturno dell’enduro bike, ultimamente molto in voga nei boschi fra Cavallasca e Colverde.

ll provvedimento preso a livello regionale nei giorni scorsi, consentirà agli agricoltori di sparare ai cinghiali tutto l’anno, con l’evidente obiettivo di contenerne il numero e limitarne i danni causati sia al bosco che agli orti.

E’ dagli anni 50 che il numero dei cinghiali selvatici è in aumento in Italia, e ciò sia a causa dell’ottusità dei movimenti animalisti composti per la stragrande maggioranza da persone che, vivendo in città, non hanno la più pallida idea di cosa significhi fare i conti coi disastri causati da questi animali, ottusità che fa si che ci sia anche chi, oltre a proteggerne gli esemplari con petizioni e quant’altro, pensa pure a dar loro da mangiare. Oltre a ciò va detto che il predatore naturale del cinghiale – il lupo – esso si, è stato sterminato e si è praticamente estinto.

...“È una decisione forte che vuole essere una risposta concreta alla situazione di esasperazione che molti agricoltori sono costretti a vivere – ha commentato colui che ha proposto la delibera, Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi della Lombardia. – Con questo atto diamo la possibilità agli agricoltori, provvisti di regolare licenza, di abbattere tutto l’anno i cinghiali. Si tratta di un ampliamento dell’attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori”

Quindi ora spetta all’amico Giorgio Casati il prendere una decisione.
Fossimo in lui, questa benedetta autorizzazione, la daremmo.

Vittorio Belluso

 

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