Ad un anno esatto di distanza dal periodo più buio – in termini di sicurezza – che San Fermo e Cavallasca abbiano mai provato sulla propria pelle, i ladri tornano sul territorio da loro evidentemente “mappato”lo scorso anno, in cerca di bottini.

Quanto accaduto ad una villetta di via Sarfatti merita di essere raccontato, affinchè i lettori si rendano conto del livello di “specializzazione” che questi disgraziati hanno raggiunto.

La villetta, già presa di mira 1 anno fa, colpo fallito all’ultimo momento per il provvidenziale intervento della vigilanza privata, dopo che i ladri si erano impossessati delle chiavi di casa sottraendole direttamente dall’auto della proprietaria parcheggiata fuori dal suo ufficio a Como (Quindi con tutto un lavoro e studio a monte che nulla lasciava al caso), è stata stavolta assaltata, non appena i proprietari si sono allontanati.
L’allarme risultava inserito dalla proprietaria alle h 19,32 di giovedì sera, ed è scattato alle h 19,50.
18 minuti quindi per entrare nella proprietà dal terreno della villetta confinante, in quel giorno disabitata.
18 minuti per preparare una via di fuga appoggiando una scaletta alla siepe di confine fra la dimora persa di mira e quella confinante.
18 minuti per oscurare con un secchio il lampione che illumina l’entrata principale della casa.
18 minuti per trovare una scala lasciata dal proprietario in una intercapedine nascosta della casa, e appoggiarla al balcone che dava accesso alla sirena d’allarme.
18 minuti per cominciare a spaccare col piccone una parete in vetrocemento che dava accesso al garage. (le cui vibrazioni -prima che il muro cedesse – hanno fatto partire l’allarme, collegato alla vigilanza ed ai Carabinieri).

Dal momento in cui l’allarme è scattato, sono passati circa 8 minuti, prima che i proprietari ritornassero indietro.
Subito dopo sono arrivati anche la Vigilanza e i Carabinieri, ma dei ladri non c’era già più traccia.
Con ogni probabilità sono scappati dal giardino dei vicini e da qui, non visti, hanno raggiunto la loro auto, lasciata nel parcheggio antistante il cimitero di Cavallasca.
Testimoni riferiscono che nel pomeriggio, in via Roncoreggio, sia aggirava un uomo, giovane e dall’accento italiano, che osservava le case.
Interrogato da una residente, riferiva di essersi perso, nonostante un chiaro cartello indicasse che la strada privata che stava percorrendo a piedi era a fondo cieco.
Con ogni probabilità, tale individuo era il “basista”. Cosi come non si è chiarito chi fosse la donna bionda che circa 1 mese fa ha percorso tutte le strade di Cavallasca facendo foto e filmati delle case.
Quello che è certo che i ladri, – e questa è la cosa più fastidiosa- hanno curato i proprietari appostandosi in qualche posto appartato, aspettando il momento in cui entrare in azione.
Momento venuto appunto dall’uscita occasionale dei proprietari per andarsi a mangiare una pizza.

Cosa si può dire di questa storia?
Innanzitutto che – a dispetto delle cifre ufficializzate dal Viminale e dalla Prefettura di Como – i furti nella nostra zona non sono affatto diminuiti.
Le case isolate erano a rischio e continuano ad essere a rischio.
I ladri sono organizzati, agiscono in branco dopo aver attentamente studiato il luogo in cui intendono entrare in azione.
Che le nostre millantate telecamere, non servono a niente, perchè non vengono usate a scopo preventivo di sicurezza dai ladri, ma solo come fonte di reddito per il Comune, cioè per rilevare – attraverso al lettura delle targhe – le auto che circolano senza assicurazione o senza aver fatto la revisione.
Il che non è certo ciò che si aspettano i cittadini.
Non come prima cosa, perlomeno.
I cittadini non desiderano, ESIGONO, che i loro soldi vengano impiegati nella sicurezza delle loro dimore come prima cosa, e poi, solo poi, per individuare coloro che circolano con la revisione scaduta.
I cittadini desiderano che le Forze dell’Ordine vengano affiancate dalle Forze della Polizia Locale nel duro lavoro di pattugliare le nostre strade, specie quelle più buie e secondarie.
I ladri temono la luce.
Esigiamo che le nostre vie siano illuminate meglio.
Che altro dire?
I proprietari della villetta riferiscono che in casa non tengono più valori da anni, depositati nella cassetta di sicurezza della banca.
Ragione per cui il danno maggiore che i ladri possono fare, sono quelli di scasso per tentare di entrare nella dimora. (in questo caso c’è una parete in vetrocemento da rifare).
I proprietari della villetta riferiscono che provvederanno la propria casa di un impianto di videosorveglianza da remoto, provvisto di videoregistratore.

Altro da dire, per questa settimana, non abbiamo.
Buona domenica a tutti.

vittorio belluso

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