E’ veramente paradossale l’atmosfera che si respira in paese.
E’ come se la democrazia fosse stata messa nel congelatore.
Le notizie trapelano a spanne e ogni giorno di una gravità crescente.
Ognuno dice la sua,
Il grosso dei residenti di Cavallasca è contro l’attuale amministrazione, ma teme che, con un suo cambio, le tasse aumenteranno.
Ad avvalorare questa ipotesi strampalata, ci si mette il sindaco in persona e i suoi consiglieri comunali, molti dei quali non sanno nemmeno di cosa si stia parlando, essendo al loro posto per volontà  dei rispettivi papà.

E’ di ieri la notizia, in verità vecchia di una settimana (solo che si erano dimenticati di comunicarcela), che il revisore dei conti si è dimesso. Fatto di una gravità assoluta che ci conferma quanto sia pesante la situazione finanziaria del nostro Comune.
Imperdonabile e scandaloso che il Sindaco ne abbia fatto comunicazione alle minoranze con 8 giorni di ritardo, a conferma di come queste ultime siano sempre ostacolate nei fatti, a dispetto delle ipocrite dichiarazioni di volontà di trasparenza più volte manifestate pubblicamente. fattorini giuseppe

In questo quadro di dissesto economico, in cui la convocazione del Consiglio Comunale slitta di settimana in settimana ormai da mesi, vi è da registrare che ancora c’è chi difende l’operato della Giunta, presentando il Sindaco come una vittima a cui si è “remato contro”.
Poco o nulla, per costoro, conta il fatto che il signor Ronchetti, nel 2009, abbia ereditato un Municipio coi conti in ordine e con un piccolo tesoretto in cassa, e che, in soli 7 anni, sia riuscito a dilapidarlo completamente e indebitare pesantemente l’intera comunità per almeno i prossimi 10 anni.
Fra costoro, fra i ‘difensori d’ufficio’-chiamiamoli così- in larghissima parte, il popolo degli anziani, dei pensionati, dei meno giovani, di coloro i quali, insomma, alle elezioni del 2014 votarono in massa per la riconferma dell’amministrazione uscente.
Ronchetti promise loro che Cavallasca sarebbe rimasta com’era, non si sarebbe fusa con nessun Comune limitrofo in omaggio e difesa del campanilismo più estremo, che avrebbe conservato la propria identità storica e culturale, che si sarebbe fatto il possibile per migliorare le attività legate alle figure dei meno giovani.
Viceversa, i poveri pensionati di Cavallasca, dopo non aver visto nulla di quanto promesso, neppure il campo da bocce poi realizzato a sue spese da un privato, fra poco saranno chiamati a mettere mano al portafoglio, visto che l’Imposta Comunale sui Redditi delle Persone Fisiche (IRPEF) varrà anche per loro, e non solo sui lavoratori dipendenti e autonomi.
La trattenuta nella pensione sarà la più alta possibile per legge.

Sicuramente la giunta di idea comune, dove potrà,  sceglierà le aliquote a scaglioni, onde poter dire di aver tutelato le fasce più deboli della popolazione, ma dimenticando di dire di aver bastonato due volte tutte le altre.
Di certo, i pensionati si accorgeranno del prelievo alla fonte e si vedranno la pensione decurtata.
Anche allora difenderanno l’operato del sindaco?

vittorio belluso

*nella foto il signor Giuseppe Fattorini, già tre volte sindaco di Cavallasca.

Per approfondire

Le addizionali comunali Irpef sono imposte sul reddito da versare ai Comuni.
Sono tenuti al versamento tutti i contribuenti, sia che siano residenti che non lo siano, che nell’anno di riferimento debbano pagare l’Irpef. Se l’Irpef non è dovuta sia per effetto delle detrazioni spettanti che per crediti d’imposta, allora non devono essere versate neanche le addizionali regionali e comunali.
Su quale base imponibile si calcolano le addizionali regionali e comunali? La base imponibile per il calcolo è costituita dal reddito dichiarato ai fini Irpef al netto delle deduzioni e della rendita per l’abitazione principale con le sue relative pertinenze.
Per effettuare il calcolo bisogna applicare l’aliquota fissata dalla propria regione e del proprio Comune di residenza al reddito imponibile.
Per i percettori di busta paga, quindi per i lavoratori dipendenti e per i pensionati, le addizionali comunali sono determinante dal sostituto di imposta o dall’ente che eroga la pensione, nel momento che vengono effettuati i conguagli relativi a questi redditi.
Per i contribuenti che invece hanno redditi diversi da quelli di lavoro dipendente, il pagamento delle addizionali regionali e comunali avviene in sede di dichiarazione dei redditi.

Le aliquote applicate al reddito sono definite dai diversi Comuni.
Per e addizionali comunali, che vengono fissate da ogni comune entro il 15 dicembre, il limite di applicazione è un’aliquota dello 0,8% cui i diversi Comuni possono decidere di sommare un’ulteriore percentuale massima dello 0,30%.
E’ facoltà di ogni singolo Comune istituirla, ( o non metterla del tutto), stabilendone l’aliquota e l’eventuale soglia di esenzione nei limiti fissati dalla legge statale.
Le delibere di determinazione dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF devono essere approvate dal Comune entro il termine fissato dalle norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione, come stabilito per la generalità dei tributi locali dall’art. 1, comma 169, della legge n. 296 del 2006.

 

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