La situazione politica e amministrativa sanfermina segna un momento di stallo, in attesa del solito e quasi inutile Consiglio Comunale che verrà convocato presumibilmente ad aprile, in cui verrà ratificato quanto già deciso da un uomo solo in sede di consiglio di giunta.
La politica sanfermina ha da anni un solo nome e un solo cognome e tutto è incentrato su di lui.
Nel bene e nel male il nome che risponde a Pierluigi Mascetti fa nel locale quello che vuole.
Nel bene e nel male.
Vietato contraddirlo.
Pena l’insulto o, peggio, la emarginazione.
Cavallasca da quando c’è stata la fusione fa schifo da un punto di vista del decoro urbano? Del grado di pulizia generale? Del modo con cui vengono manutenuti gli spazi verdi e i canali di scolo?
Guai a farlo presente!
E così ecco che Cavallasca si ritrova priva di una rappresentanza capace di fare un minimo di opposizione interna, quanto meno di fare presente al capo che qui a Cavallasca qualcosa non va.
Chi ci ha provato è stato duramente zittito. (O zittita).
Nessuno che osi contraddire il capo.
Non sia mai!
Così ad errori si cumulano errori, errori di gestione delle risorse che un giorno verranno a galla, senza che il grosso della popolazione si sia mai accorto di nulla.
Parliamo, tanto per fare un esempio, dell’enorme patrimonio immobiliare che è in via di costante accrescimento, senza che alla base vi sia un piano di sviluppo, né tantomeno di gestione.
Finchè i soldi del parcheggio dell’ospedale e del premio fusione con Cavallasca continueranno ad entrare, questo sindaco continuerà a spendere senza criterio, appesantendo a dismisura il patrimonio immobiliare che il Comune si vede e si vedrà costretto a gestire.
Mascetti non vende niente. Caso mai compra. Ci penseranno i figli dei sui figli a mantenere.
E così vengono vendute per buone cose che in una comunità anche solo un filo più acculturata suonerebbero come bestemmie.
Come per esempio che sovvenzionare la parrocchia con 1 milione di euro per rifare da cima a fondo il suo asilo, è cosa da preferire che farne uno tutto nuovo – comunale – in altra e più consona sede.
Oppure che una farmacia comunale debba perseguire il pareggio di bilancio, senza la necessità produrre utili atti ad esservi reinvestiti o che vengano spesi per lavori di pubblica utilità. Si tiene un capitale di oltre 2 milioni di euro fermo, improduttivo, al solo scopo di appagare una ego comunale che oramai lascia il tempo che trova.

Anche il progetto di ristrutturazione della ex Somaini, che in un primo momento si voleva affidare in gestione ad un ente privato per farci una scuola materna, è fallito, con buona pace della sinistra locale, che non riesce a scrollarsi di dosso l’impronta comunista, secondo la quale tutto ciò che è Privato è anche cattivo, e tutto ciò che è statale, anziché essere palla al piede e rifugio di privilegiati … è buono.
E si va avanti così.
Senza un progetto che guardi anche solo un centimetro più in là dell’anno temporale.

Fino al giorno in cui o succederà qualcosa di eclatante che aprirà gli occhi al grosso di quella popolazione che pensa che tutto ciò che va bene al sindaco od al prete debba andare per forza bene anche a lei, oppure – non sia mai – si comincerà a ragionare con la propria testa valutando la realtà per quello che realmente è.

vittorio belluso

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