La situazione politica locale

Cari lettori, riprendo la tastiera dopo alcuni giorni di silenzio.
E lo faccio – come di consueto – per analizzare, secondo il mio metro di giudizio, la situazione politica locale.

La prima considerazione parte da un articoletto apparso in settimana sul quotidiano La Provincia di Como, che riportava la volontà del Governo di ridurre gli incentivi per le fusioni fra i Comuni, con la giustificazione che le fusioni ”costano troppo” e, in tempi come questi in cui i conti dello Stato vanno di male in peggio, occorre risparmiare.
La considerazione è questa:

Siamo proprio uno Stato poco serio!
Destra o sinistra, sempre espressione della mediocrità sono!
Le fusioni dei Comuni vennero sponsorizzate dallo Stato alla luce dei costi fissi insopportabili che un Municipio deve affrontare semplicemente per esistere.
I vari uffici devono avere un responsabile ed i Comuni stessi un segretario comunale, strapagato in partenza.
A ciò si aggiunga il meccanismo clientelare con cui i dipendenti statali in generale, compresi quelli comunali, in base alla legge Bassanini, si retribuiscono i premi di produzione, i compensi a progetto, le cosiddette indennità di carica.
Un meccanismo perverso che grava sulle spalle degli ignari cittadini.
Ecalatante fu il caso di Genova, ove bastarono delle piogge torrenziali a mettere in ginocchio una città mietendo delle vittime.
L’ufficio tecnico di quella città (e i suoi consulenti esterni) prese fior di quattrini pubblici per progetti di pulizia di alvei che non si tradussero mai in reale manutenzione.
Le fusioni fra i Comuni servono a diminuire i costi di gestione, ammortizzando i costi fissi, attraverso l’armonizzazione del personale e la sua globale riduzione di numero a parità di numero di abitanti.

Ora, se lo Stato ridurrà gli incentivi ora fissati a 752 mila euro annui per altri 7 anni che il Comune di San Fermo deve ricevere come premio per l’incorporazione di Cavallasca, per i cittadini di Cavallasca la cosa si tradurrà in una solenne fregatura.
Perchè avranno perso la sovranità per non ricevere nulla in cambio.
Per ritrovarsi come prima, con servizi mediocri e tasse alle stelle.

Punto 2: le tasse locali

E qui la considerazione che, per ora almeno, le tasse locali, pur non essendo affatto calmierate per le imprese, sono basse per il privato cittadino.
Ma, attenzione, esse resteranno tali fintanto che ci saranno le entrate della fusione e quelle del parcheggio dell’ospedale.

In mancanza di queste due entrate, o solo di una di esse, sarà lo sfacelo e gli errori che sta compiendo l’attuale amminstrazione verranno a galla in tutta la loro gravità.

Altra notizia che abbiamo appreso dal giornale, (non avendo noi più alcuna rappresentanza in Comune le notizie dobbiamo attingerle dal giornale o presenziando di persona alle sedute del Consiglio comunale), è quella che la giunta ha deciso di procedere con la ristrutturazione della ex Somaini (ove vi è la splendida biblioteca comunale) a spese nostre.
Fallita l’ipotesi di ristrutturazione in accordo con L’asilo Montessori di Como, ipotesi sempre osteggiata dalla minoranza sanfermina ma da noi invece incoraggiata, si procede in proprio.
Senza un progetto credibile, sostenibile ed in sintonia con la realtà.
Solo altisonanti nomi in inglese per una destinazione degli spazi che è tutta da inventare.
Un altro carrozzone – quindi- che va ad aggiungersi alla già elefantiaco elenco di proprietà immobiliari facenti capo al Comune di San Fermo, che stanno in pedi solo a grazie alle succitate entrate straordinarie, fintanto che ci saranno.
Si trova quindi 1 milione di euro da destinarsi ad una area dismessa, ma non si trovano i mezzi per ridare condizioni appena accettabili ai residenti delle periferie, come per esempio Olcellera, i cui abitanti sono giustamente scocciati per le condizioni di abbandono in cui versano le loro strade ed il loro tratto di acquedotto comunale, le cui perdite e rotture sono all’ordine del giorno.
Ecco, questa è la situazione.
Non secondo il mio personale metro. Ma nella realtà.

Quindi, ormai al traguardo di metà mandato, vedete voi abitanti se non è il caso di ragionare sulla formazione di una nuova lista che si occupi realmente degli interessi di San Fermo nella sua globalità – durante tutto il quinquennio del mandato e non solo negli ultimi giorni come siamo ormai abituati a constatare – senza trascurare nessuno, senza privilegiare nessuno.
Una nuova lista di rottura col passato, che segni il reale cambiamento.
Cambiamento che non deve fare paura.
Perchè appare ogni giorno più necessario.

vittorio belluso

 

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