Di Marco Frigerio

Alcune considerazioni tratte da un giornale cattolico che messe davanti allo specchio riflettono perfettamente le mie immagini.
Nella popolazione sta crescendo un clima preoccupante oltre i livelli di guardia.
Quando il troppo è troppo: il malcontento serpeggia e non se ne fa più mistero.
Nei giorni scorsi sono sbarcati o sono stati portati in Italia a bordo delle navi che li hanno soccorsi migliaia di migranti provenienti da ogni dove.
Ora pensate cosa significa l’arrivo di una tale massa di stranieri che non si sa ne chi siano ne da che nazioni arrivino, perchè privi di documenti di identificazione.
Giungono su un territorio, nelle valli di montagna, di collina in comuni che non toccano il migliaio di abitanti.
Ci sono porte che si aprono per umanità e per solidarietà, ma molte si aprono, inutile farsi mistero, per calcolo e per interesse.
Come si inseriscono queste persone che sono sistemate in queste piccole comunità e come reagisce la gente che vede gruppi di stranieri che non si integrano, che sono lasciati soli senza uno scopo, senza una finalità a piccolo o a lungo termine.
Ci sono paesi che vedono giovanotti girovagare da mattino a sera e provocano reazioni che magari non si manifestano ma sono ormai palpabili.
Ci si chiede come mai nessuna delle autorità responsabili se lo domandi e si chiede come si sente o come può sentirsi una comunità di fronte alle notizie continue di sbarchi di massa di stranieri che difficilmente, non per colpa loro, riusciranno a inserirsi o a integrarsi.
Non conoscono la lingua, vivono nel raggio che diventa loro familiare, fanno gruppo, spesso finiscono nella manovalanza che assoda criminalità a basso costo.
Questo vivere parcheggiati non giova a nessuno, con uno stato che sembra non accorgersi di quanto accade.
Queste ondate che si intensificano ingestibili e sempre più massicce: ci vuole un cambio di rotta.
Chiusa la via attraverso la Turchia, il tutto converge sulle coste italiane mentre le altre nazioni fanno ciò che gli pare a discrezione chiudendo le frontiere a piacimento, e l’Italia oltre a tutto si deve sobbarcare una spesa che nel 2017 supererà i quattro miliardi di euro.
E dove si recupereranno questi soldi, con un’altra manovrina a spese dei contribuenti italiani, dove molti dei quali fanno fatica con le loro famiglie, dentro una crisi che non si allenta, e con una povertà che lambisce milioni di persone e senza la possibilità di poterli assistere.
Tutto questo impone una riflessione, in quanto non siamo in grado di accogliere tutte queste persone.
Quando lo stato non sarà più in grado di mantenere queste persone, cosa faranno, dove andranno ad abitare, cosa mangeranno?
PS
I cavallaschini-Sanfermini non si facciano illusioni, prima o dopo i profughi arriveranno anche nella ex Caserma della Guardia di Finanza.
Ciò è inevitabile.

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