Il quotidiano La Provincia di Como presenta una realtà artefatta a senso unico a favore dell’amministrazione Mascetti, riducendosi, in pratica, a claque.

Non ce ne voglia a male la nostra cara amica giornalista, ma gli ultimi articoli pubblicati su La Provincia, al riguardo della fusione fra Cavallasca e San Fermo, non rispondono alla realtà riscontrata nell’opinione pubblica, soprattutto cavallaschina.

A leggere questi articoli, si ha la sensazione che il debito lasciato in eredità dalla precedente amministrazione, sia stato estinto – bontà sua – dall’attuale sindaco, per eroico spirito di stampo suorteresa-calcuttiano.
Leggendo le interviste prese ‘a caso’ fra i residenti di Cavallasca, sembrerebbe che siano tutti felici e contenti di come sia stata messa in opera questa benedetta fusione, di cui noi, io in particolare, quando ero consigliere comunale, m’ero fatto paladino.

Ma la realtà, ancora una volta, è diversa, e a questo coraggioso blog spetta fornire al lettore attento e raziocinante l’altra versione, quella raccolta dai banchi della farmacia e nei commenti inviatimi in privato, dove non sfugge niente.
E la realtà che ne scaturisce è diversa da quella presentata.

Per esempio un intervistato, il cui nome omettiamo e che, per inciso, nell’articolo è stato scritto inesatto, sostiene che le sue dichiarazioni siano state modificate.

Il residente sostiene che ha sottolineato come l’Irpef, i cavallaschini, se la siano pagata per intero, fino a forte contrazione del debito, e che tanto più abbiano sofferto i lavoratori a reddito medio alto, che si sono visti trattenere, nel 2017, dei bei soldoni.
Un altro signore, ex consigliere comunale, durante l’intervista, ha preso a male parole la giornalista, andandosene senza rilasciare dichiarazioni  bestemmiando nell’incomprensibile  dialetto calabrese contro la fusione: non ci pare di aver letto nel trafiletto questo episodio non marginale.

E poi c’è la rete, in cui è stato postato l’articolo e dove sono arrivati commenti a chiarificazione che ne contraddicevano l’impostazione edulcorata, come quello di una sostenitrice dell’ex sindaco ed il mio, che qui sotto riporto tali e quali; e questo per sottolineare che se l’amministrazione vuole risalire la china, a nostro umile avviso, dovrebbe fare una politica un po’ più vicina ai reali bisogni dei residenti,e non solo omaggiare i centri di potere locali quali le associazioni di San Fermo in cambio di futuri voti.
Perchè così facendo, il discredito e le spaccature interne alle varie realtà da gravi si faranno definitive, come quelle avvenute in seno alla Protezione Civile, laddove l’unificazione fra Cavallasca e San Fermo ha portato ad una vera e propria resa dei conti con dimissioni a raffica.
Ma già…. anche di questo, sul quotidiano dei vescovi di Bergamo, non c’è traccia,

Ecco i commenti cui ho accennato, apparsi su di un social network dedicato alla nostra comunità

Cittadina di Cavallasca 1

Quando si fa informazione le notizie devono essere precise, o perlomeno bisogna provarci. Es: i soldi ricevuti dal consorzio depurazione (456,000€) comprendono i comuni di San Fermo e Cavallasca. Il debito di Cavallasca nei confronti del consorzio era di 280,000€ da restituirsi in 8 anni, va da se che con la cifra incamerata, questo debito sia quasi totalmente estinto. È da restituire il Fondo di rotazione di 139,000€, iscritto nelle previsione 2016/18. Altri benefici non provengono solo dalle “magie” (che non esistono in campo finanziario), ma dai 752,000€ provenienti della fusione di entrambi i comuni, fusione che come primo obiettivo doveva perseguire il benessere dei cittadini, senza denigrare alcuni e incensare altri. Nulla di personale, è comprensibile che lo “scoop” faccia gola, ma bisognerebbe avere l’onestà e l’umiltà di raccontare i fatti in modo imparziale e obiettivo.

Il sottoscritto

Il nostro debito ce lo siamo pagato noi nel 2017. Anche prendersi meriti non propri non è una bella cosa. San Fermo ha avuto solo vantaggi dalla fusione e non ha ripartito i benefici in parti uguali. Senza di me la fusione non ci sarebbe stata e noi tutti abbiamo rinunciato a tutto il lavoro svolto fino a quel momento per il bene della comunitá. Le strade fanno schifo, ci sono dossi fuori norma ovunque e autovelox pronti a spillarti altri soldi. Verrà speso più di un milione dei nostri soldi per accrescere il patrimonio immobiliare della parrocchia. Mi guardo intorno e vedo una Cavallasca sporca come può esserelo un paese declassato a periferia. … ma di cosa stiamo parlando? Il signor Mascetti dimostri di essere il sindaco di tutti. Per il momento è ancora e solo il sindaco di San Fermo. Un paese che noi abbiamo contribuito a rendere ancor più ricco di quanto già fosse.

vittorio belluso

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