Ieri sera si è tenuta a villa Imbonati la presentazione della lista Progetto San Fermo – Mascetti sindaco.

Alcune delle presentazioni di singoli candidati sono state filmate e via via le posteremo sul blog.
Al momento è possibile, in alto a destra, osservare le presentazioni di Lucia Borgesi e Paolo Pozzoli.

Per il resto, ciò di cui vogliamo parlare in questo breve articolo, sono le cose che sono venute fuori dalla domande del pubblico presente in sala, punti interessantissimi e  tralasciati completamente nel programma.
Non è la prima volta che succede, non è l’unico caso. Anche la lista concorrente si è guardata bene di parlare della ex caserma Gdf, del tema scottante del’accoglienza ai clandestini, della promozione del turismo che non può essere scevra dalla realizzazione delle necessarie infrastrutture, del destino del Colombirolino, da anni abbandonato all’oblio, la cui villa storica è oggi un cumulo di macerie invase dai rovi.

Un grazie va all’avvocato Antonio Galasso, che ha avuto il coraggio di porre espressamente tale domanda al sindaco: “cosa intende fare l’amministrazione, qualora si riconfermasse, per promuovere il turismo, unica e principale fonte odierna di occupazione e di valorizzazione del territorio?”.

La risposta di Mascetti è stata esaustiva. Peccato che non una delle parole riferite fosse contenuta nel programma.
Idem sull’argomento Caserma del Monte Sasso, cui sarebbe bello dare un’altra destinazione inerente al controllo del Parco Spina verde.

Per quanto concerne il Colombirolo, è stato confermato che la proprietà abbia contattato l’amministrazione con l’intento di venderla al Comune, al fine di recuperare parte dei capitali a suo tempo investiti.

Ma qui, la risposta del sindaco, non ci ha convinto:
adducendo il vincolo del patto di stabilità, Egli ha detto che sarebbe stato tentato di rilevare la struttura a nome del Comune per poi farci una un bed & breakfast.
Il nostro convincimento è che non spetti al Municipio, in questo caso alla figura dell’amministratore, fare l’imprenditore.
Giammai!
L’Italia è piena di esempi negativi in cui i governi del territorio si sono improvvisati imprenditori, con risultati disastrosi e spreco e sparizioni di risorse pubbliche.
Secondo il nostro convincimento, alle amministrazioni, che siano centrali, regionali, provinciali o locali, spetta far si che si creino le premesse, perché i privati possano fare il proprio mestiere.
Creare i presupposti perché si creino dei posti di lavoro, delle offerte di servizi che prima non c’erano.
Ecco, questo deve fare una buona amministrazione, un buon Governo del territorio, al di sopra di quel che pensa la ‘sciura Maria’, che, 10 volte su 10, ragiona solo  con la pancia e senza il benchè minimo supporto dell’esperienza.
Dire NO allo sviluppo turistico che viene dall’esterno alla comunità significa tagliarsi le gambe da soli.
Ultimo ma non ultimo argomento, questo blog, tirato in ballo continuamente.
Sorrisini di circostanza, che altro non fanno se non convincerci ulteriormente della bontà del nostro lavoro e di come la diffusione del nostro mezzo informativo abbia oramai raggiunto livelli impensabili all’inizio della nostra avventura amministrativa e sul web.

É ora che anche la nostra amministrazione provi a fare il salto di qualità: dalla mentalità strettamente paesana a quella di ben più largo respiro, quale una comunità di quasi 8 mila abitanti impone.
La comunità intera, col tempo – siamo certi – ne beneficerebbe grandemente in beni, servizi e, soprattutto, nuovi posti di lavoro.

Vittorio Belluso

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