L’anno che sta per chiudersi, è stato un anno che non verrà dimenticato facilmente, almeno dal punto di vista politico/amministrativo.
Molte cose sono successe.
Innanzitutto il clima fra le 3 liste presenti oggi in Consiglio Comunale, complice la crisi economica e la pochezza delle risorse a disposizione, è di molto migliorato.
I rapporti fra noi e la maggioranza, come fra noi e l’altra minoranza, sono improntati alla collaborazione e non più al muro contro muro.
Del resto, che senso avrebbe una battaglia fra poveri?
Appurato, per usare una metafora, che tutto quel che rimane da fare è il comandare al meglio la ritirata delle truppe dal campo di battaglia, è inutile creare ostacoli.
L’amministrazione attuale è chiamata a gestire la mancanza di risorse, sia quelle che non ci sono sia quelle che non è stata in grado di trovare, senza per questo diminuire i servizi.
Questa è la scommessa.
Una battaglia perduta in partenza.
Per il resto, Cavallasca conta davvero poco nel panorama provinciale, ed il suo destino verrà deciso altrove.
Mi spiego meglio:
La fusione con San Fermo della Battaglia, unico mezzo possibile per riuscire a mettere in campo quelle economie di scala che sole avrebbero potuto migliorare la qualità e la quantità dei servizi offerti alla cittadinanza, è saltato.
E’ saltato per 1000 e una ragione.
Una su tutte: la disinformazione di una buona parte cittadinanza stessa che non l’ha pretesa con la forza che avrebbe potuto e dovuto non conoscendone i vantaggi, essendo in gioco i suoi interessi primari, e quello che tale fine non venisse perseguito, da parte di alcuni dirigenti comunali, uno su tutti, colei (o colui) che percepisce due stipendi (più l’eventuale salario accessorio a premio di presunto obiettivo raggiunto) di cui uno per il ricoprire una carica che non spetterebbe non essendo in possesso di una laurea.
Costui, (o Costei), che non nomino per non dare adito a querele di sorta, è il vero capo dell’amministrazione, ricoprendo un ruolo che nel caso di specie non dovrebbe competere.
In tempo di elezioni fa politica attiva, contravvenendo in maniera palese al codice deontologico, favorendo chi poi è disposto a non dar troppo fastidio.
Questa scritta è, a mio avviso, la, prima causa che non va a Cavallasca, la prima cosa su cui occorre mettere mano pesante,
Ma ci vuole coraggio!
Abbiamo scritto che siamo convinti che San Fermo, tempo un lustro, finirà assorbita da Como.
Noi seguiremo a ruota.
O con Como, o con Colverde, ma senza più i benefici fiscali e gli incentivi di Stato. perchè, per allora, saranno definitivamente sfumati e le operazioni di fusioni comunali saranno imposte per legge,
Il grande Cottarelli, ex commissario alla Spending review, poco prima di dimettersi, ha dichiarato alla commissione sull’anagrafe tributaria.

«Ottomila comuni sono troppi, bisognerebbe pensare ad una riduzione che renda più facile il coordinamento». «Questo faceva già parte delle misure di riduzione della spesa e renderebbe più facile il coordinamento. Ma poi non si è più tornati sull’argomento». «I Comuni, per poter risparmiare, devono investire, occorre dare priorità a degli investimenti che consentano il risparmio da parte delle pubbliche amministrazioni. Bisognerebbe anche, secondo il commissario, prevedere «un meccanismo premiale per i comuni che si mettono assieme».

Le prossime elezioni, che si svolgeranno fra oltre 3 anni, sono lontane.
Per almeno un paio d’anni le talpe continueranno a dormire i loro sonni letargici, salvo poi risvegliarsi e saltare fuori tutte insieme giusto un anno prima della chiamata alle urne.
Motore l’interesse personale, l’ambizione personale, qualche magagna da mettere a posto in famiglia. Praticamente mai il desiderio di fare realmente il bene comune.
Mai la volontà di rimetterci soldi a vantaggio della collettività.
La politica del paese, ma anche dell’Italia, è fatta così.

Quindi andiamo avanti, tenterò di tenervi sempre informati, personalmente continuerò la mia battaglia per cercare di fare capire che Comuni come il nostro, di soli 3.000 abitanti, non hanno più ragione di esistere.
Essi vanno aboliti, inglobati in realtà più grandi.
E prima la popolazione se ne renderà complessivamente conto, e prima sfuggiremo al giogo di burocrati senza scrupoli, che amministrano con arroganza (e spesso palese incapacità) le nostre già scarse risorse.

Cari amici,
alla prossima.

Buona domenica!

Vittorio Belluso
cavallasca

 

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