L’eterno cantiere del passaggio pedonale illuminato

Passaggio pedonale in manutenzione da settimane con conseguente carreggiata ristretta: i cittadini iniziano a spazientirsi

Noi, qualche dubbio, l’avevamo espresso fin dall’inizio, circa l’effettiva  utilità del passaggio pedonale illuminato all’attarversamento del pedone nel bel mezzo della piazza di San Fermo, che è già costata due giorni di traffico bloccato sulla provinciale coi conseguenti inquinamento e perdita di ore di lavoro, oltre che un cospicuo gruzzolo di soldi pubblici.
Ora accade che, dopo tre settimane di lavori in corso a causa di una mattonella che è stata presumibilmente scardinata da un mezzo spazzaneve durante l’ultima nevicata ormai di oltre 1 mese fa,  la carreggiata appaia ristretta da una serie di transenne.
Perchè tanto tempo per aggiustarla?

Questa è la domanda che si stanno ponendo in tanti.
Probabilmente la specificità dell’opera richiede l’intervento della stessa manodopera che ha installato il passaggio, che al momento, evidentemente, è impegnata altrove.
In realtà di altro non si tratta che del solito specchietto per le allodole.
Non ci si è fatto scrupoli di spendere ingenti risorse e creare enormi difficoltà alla viabilità della strada provinciale solo per poter dire in tempi di campagna elettorale:” i primi siamo noi! Le strisce illuminate siamo noi i primi in Italia ad averle adottate!

Ma ora, come testimonia un post da noi reso irriconoscibile nell’autore, apparso su di un social locale, altri cittadini cominciano a porsi le stesse domande che noi ci siamo posti fin dall’inizio.

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Il ritorno di Moiregirf

INGORGHI PRENATALIZI A COMO
Nei giorni prenatalizi si è verificato come già da anni ingorghi pazzeschi di auto in cerca di parcheggio per le vie e negli autosili della città.
Come già segnalato da noi nel marzo 2014 delle soluzioni di poco costo per ovviare a questi inconvenienti:

1) Ripristinare il battellino navetta da Tavernola (dove esiste un enorme parcheggio) a piazza Cavour.
Questa viabilità lacustre ridurrebbe l’intasamento del borgovico e le auto provenienti dal lago e dintorni posteggerebbero a Tavernola, prenderebbero il battellino migliorando sensibilmente la qualità dei trasporti e della vita (vedi smog)
Como diverrebbe come Venezia la città che si arriva in battello nel pieno centro storico.

2) Altra soluzione rilanciare la cosiddetta metropolitana leggera fermando il capolinea delle Nord o a Grandate o a Camerlata o all’autosilo Valmulini usando l’ultimo tratto della linea ferrata per raggiungere il centro città con delle fermate a Camerlata alla cittadella sanitaria (ex Sant’Anna, dipende da dove si fa il capolinea) all’università di via Valleggio, in viale Lecco (Sant’Orsola) piazza del Popolo, Como lago (Sant’Agostino)
Se il capolinea si dovesse effettuare all’autosilo Vallmulini si potrebbero realizzare dei camminamenti al coperto per raggiungere la ferrovia.
Questo capolinea sarebbe in grado di assorbire il traffico proveniente dall’olgiatese, dal canturino e addirittura dall’erbese realizzando una strada veloce sino all’autosilo.
Il tutto ovviamente va reclamizzato e segnalato, la gente ci mette molto tempo a cambiare abitudini
Del resto io che abito a Como da sempre (ci sono nato) non so ancora come fare e quale strada prendere per posteggiare al Valmulini.
Come si può costatare il tutto si può adeguare con poche spese, con corse frequenti, ci vuole solamente lungimiranza e volontà.

BUON NATALE da Moiregirf

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Ma è davvero sicuro quell’attraversamento?

Capita in piazza a San Fermo (Como) ove, da circa 6 mesi, sono state installate delle strisce pedonali che si illuminano col buio quando un pedone decide di attraversare, grazie a dei sensori a pavimento.
Testimoni oculari riferiscono che capita spesso che gli automobilisti, distratti e incuriositi dalle strisce che si illuminano, si concentrino più su quelle e non sui pedoni che gli stanno attraversando davanti al cofano dell’auto.

Testimoni oculari riferiscono che l’altra sera, una mamma con un bambino piccolo mano nella mano, stava attraversando il passaggio pedonale luminoso quando l’auto che giungeva da Como in direzione Cavallasca,  per un pelo non la tirava sotto, visto che il guidatore si era distratto ad osservare di lato e non davanti a lui quelle strane strisce – forse avrà pensato – natalizie.

Vi terremo informati.
Se qualcuno ha notizie in merito è pregato di darcele, visto che il progetto delle strisce che si illuminano è nuovo e pilota in Italia, e quindi, come tale, l’efficacia reale tutta da dimostrare, così come la sua presunta pericolosità.

 

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Ma sto autovelox funziona o non funziona?

Ripristinato l’autovelox di via Ravona (la via rettilinea che porta al nuovo Ospedale St.Anna) distrutto dai vandali nei mesi scorsi.
Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo e ci è parso essere il classico specchietto per le allodole.
Un giornalista, incuriosito da un nostro post su di un social network, ha ripreso la notizia riportandola sul suo giornale online ed ha anche  interpellato il sindaco Mascetti, il quale – ma secondo noi non poteva fare altro – ha dichiarato che il marchingegno trappola è funzionante e tarato sulla velocità di appena 50 km/h.

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Il nuovo scuolabus pagato coi soldi della fusione? … a San Fermo, sia chiaro!

La notizia è ora ufficiale: il nuovo scuolabus ‘tipo Hammer’ in grado di scalare le vette dei dossi patologici mascettiani, sarà appannaggio della scuola di San Fermo, e non di Cavallasca, il cui scuolabus residuato bellico inquinantissimo è stato da esso appunto sostituito.
Logica avrebbe voluto che il nuovo scuolabus rimpiazzasse il vecchio sulle tratte di Cavallasca.

Invece no!

Il nuovo sarà destinato ai bambini di San Fermo, e quello già in uso (assolutamente moderno ad onor del vero ma pur sempre in uso ormai da qualche anno) ai bambini di Cavallasca, evidentemente considerati dal nostro primo cittadino come alunni di serie B, non degni di poter usufruire del nuovo mezzo, anche se pagato con le tasse dei genitori, anche se frutto del premio pecuniario che lo Stato ha elargito al nuovo Comune allargato come premio per l’avvenuta fusione dei due paesi.

E, come se non bastasse, i bambini di Cavallasca dovranno farsi un bel tratto a piedi nel raggiungere l’istituito sanfermino, sempre a causa degli stramaledetti dossi.

Altro capitolo incandescente, che smentisce clamorosamente quanto detto dal sindaco in fase di campagna elettorale in cui promise, oltre che un milione duecento mila euro al prete per rifare l’asilo parrocchiale , anche che non avrebbe toccato l’organizzazione della distribuzione dei pasti, che, a Cavallasca, venivano prodotti al momento nella cucina dell’asilo, è quello appunto dei pasti.
Altra bugia!

Da quest’anno, anche per i bambini cavallaschini, arriveranno i cibi precotti altrove da una ditta specializzata del settore, la stessa che già serviva i bambini di San Fermo da qualche tempo.

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Basta velobox!

Ci voleva Quattroruote per sapere che i velobox sono abusati e illegali. Altro che un metodo per garantire la sicurezza… ma un mezzo delle amministrazioni comunali più venali per spillare quanti più soldi è possibile dagli automobilisti!

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Una proposta per ‘King Pier’ che arriva direttamente da Moneglia

La foto che vedete arriva da Moneglia, sulla riviera di Levante della bellissima Liguria.
Essa ci mostra il bordo di un marciapiedi che, con l’oscurità o il maltempo (tipo stamattina), si illumina, facendo percepire nel migliore dei modi il limite della strada sia agli automobilisti che agli eventuali pedoni.
Una bella idea!
Che ne dite?
Si potrebbe aggiungere al passaggio pedonale che si illumina al passaggio del pedone della piazza di San Fermo.
Si potrebbe ubicare magari nel percorso che unisce Cavallasca a Ca’ Martello, un tratto pericolosissimo nel quale hanno trovato la morte, negli anni passati, già diverse persone.

In attesa di un bel marciapiedi, questa sarebbe una buona e fattibile cosa.
Che ne pensa signor sindaco?

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La carica delle cavallaschine in giunta

il punto della situazione politica secondo il nostro metro di giudizio

Ad una settimana dalle avvenute elezioni, ora che le bocce si sono fermate o stanno per terminare la corsa, si possono già fare alcune considerazioni che,appena pochi giorni fa, non si sarebbero nemmeno potute immaginare.
Innanzitutto chiariamo che le elezioni, come invero abbiamo  già scritto, non sono state per nulla conservative, ma il risultato che ne è conseguito è stato per certi versi sorprendente.

Non era per molti prevedibile (non da noi che l’avevamo anche scritto esortando la sinistra a NON presentarsi)  che un cittadino su due disertasse le urne.
All’83% di consenso andato alla lista Mascetti si è contrapposto un 48% di cittadini che non lo ha votato.

Questo è un dato eclatante e subito messo in ombra da chi, evidentemente non senza imbarazzo, ha tutto l’interesse a passare per quel ‘trionfatore’ che invece non è stato.

L’altra considerazione, in realtà non frutto del nostro sacco ma fattaci notare, è che il voto cavallaschino, con l’espressione delle preferenze per le tre figure femminili presenti in lista – Orlando, Borgesi, Robba – nonché con Burgassi Daniele presentato come quel cavallaschino doc che in realtà non è mai stato, avendo in passato concentrato la sua attività locale nell’ambito della sola parrocchia, disertando parallelamente la vita politico amministrativa perchè già impegnato a San Fermo, ha creato un grande sconquasso.
Mascetti ha sbagliato i suoi calcoli.

Pensava, candidando tre figure minori e tagliando fuori la rappresentanza delle tre  liste che hanno segnato gli ultimi anni della storia politica locale, di passare indenne mantenendo intatto il suo potere e i suoi uomini.

Viceversa metà della sua giunta è stata spazzata via dal voto cavallaschino, ed ora, con Burgassi nominato vice sindaco ( è pur sempre una figura residente in Cavallasca), dovrà dare spazio nei due posti che contano in giunta, oltre ai riconfermati Ansideri e, appunto Burgassi, a due delle nostre tre donne.
Saranno all’altezza?
Sono sufficientemente preparate a svolgere il lavoro che le attende?
E chi saranno?
Dando per scontato che una sarà Chiara Robba, l’altra chi sarà fra le due che restano?
Faranno sentire la propria voce?
Avranno il coraggio, la forza, l’acume e l’onestà di picchiare i pugni sul tavolo se sarà il caso?
Vedremo.
Vedremo.
Da questo dipende il futuro della nostra comunità.
Se la giunta tradirà le aspettative del popolo, allora noi ridiscenderemo in campo.
Se l’ambiente verrà fatto oggetto di speculazione edilizia, se il Piano di Governo del Territorio che si dovrà andare a rinnovare entro un paio d’anni lascerà spazio agli “amici degli amici”, ( o peggio agli interessi di qualcuno facente parte dell’amministrazione), se con la Prefettura che vuole riempire di clandestini la ex caserma Gdf del Monte Sasso, anche dopo che sono stati scoperti traffici di droga nella villetta di via Fontanina l’atteggiamento del sindaco sarà servile come quello del precedente, se i servizi migliori verranno accentrati su San Fermo relegando Cavallasca a divenirne periferia (è già un po’ così), se, in definitiva, le nostre rappresentanti non si dimostreranno all’altezza e saranno solo yeswoman … allora ridiscenderemo in campo con l’obiettivo di portare alle urne anche il 50% degli elettori che stavolta non ha votato, molti dei quali rimasti fedeli a noi.
Come vedete, cari amici, non siamo andati in pensione.
Siamo qui, siamo sul pezzo, siamo con Voi.

vittorio belluso

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San Fermo prima in Italia in materia di sicurezza

Al via le nuove strisce perdonali intelligenti che si illuminano al passaggio del pedone, in piazza a San Fermo.
Il progetto, già trattato su questo blog, è pilota per l’Italia intera.
Operai e Polizia Locale hanno lavorato giorno e notte per rispettare la tempistica e arrecare il minor fastidio possibile alla circolazione ordinaria.

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Quattroruote intervista Francesco Leanza sui nuovi passaggi pedonali

Articolo ripreso da Quattroruote, a firma Fabrizio Formenti, in seguito all’ordinanza che pubblichiamo

Con ogni probabilità, le prime zebre che s’illuminano automaticamente al passaggio di un pedone si accenderanno a 15 minuti di auto da Como, esattamente nel comune di San Fermo della Battaglia. L’idea di base è più pratica che geniale: quando qualcuno si appresta ad attraversare, un semplice sensore attiva speciali pannelli carichi di luci a led, che formano piastrelle luminose di circa 50 centimetri per lato. Queste, posizionate in testa e in coda a ogni striscia bianca della zebra, non possono passare inosservate a chi, alla guida di un mezzo, con l’anticipo necessario alla sicurezza riceve così un deciso e inequivocabile avvertimento. Fra le dozzine di sistemi installati negli anni nel tentativo di proteggere chi attraversa la strada a piedi e con diritto di precedenza, questo (importato dalla Spagna da una società dell’Alessandrino, che ne ha opzionato il brevetto) pare efficace già a prima vista; e le sperimentazioni condotte sulla costa spagnola a Cambrils, a sud di Barcellona, avrebbero già convinto altre amministrazioni ad adottarlo.

“Parla il comandante. Il dispositivo, ovviamente, pretende adeguata alimentazione; esiste anche una versione a pannelli solari, certo più economica ma potenzialmente soggetta a cali di energia che, visto il contesto, non sarebbero tollerabili… A San Fermo della Battaglia, come detto, già a fine mese sono pronti per installarne uno: “Siamo convinti che infrastrutture stradali adeguate valgano più di ogni multa o autovelox”, dice il comandante della Polizia locale, Francesco Leanza. Che continua: “Da qualche tempo, anche per proteggere chi attraversa le strade, abbiamo optato per una viabilità fluida ma rallentata, che induce l’automobilista ad andare piano ma senza incagli, su tratti di strade scorrevoli ma un po’ più lente. E a fine mese installeremo le prime zebre attive: non costano molto o tanto di più di altri sistemi di protezione per i pedoni”.

Fabrizio Formenti

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Tutti pazzi per la Stelvio

A Cavallasca, a sole 2 settimane dal lancio, già 2 Alfa Romeo Stelvio sono state acquistate da residenti.
Certo, l’auto, per altro davvero bella, non è alla portata di tutte le tasche, ma è significativo che già due esemplari siano stati scelti da due nostri ‘vip’.

Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di provarne una, quella nera, e dobbiamo dire che il mezzo ci ha davvero impressionato.
Potente e silenzioso, più che discretamente rifinito, lascia trasparire una sensazione di qualità un tempo appannaggio delle sole auto tedesche.
C’è poco da dire… Marchionne ha fatto centro un’altra volta.
E’ facile prevedere che il suv Alfa avrà un grande successo, specie quando usciranno le versioni meno lussuose, accessoriate e potenti, quindi meno costose.


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Alfa Romeo Stelvio

Le nostre prime impressioni sulla nuova suv Alfa Romeo Stelvio

Stamattina siamo andati a toccare con mano, sia pure in maniera statica, la nuova Alfa Romeo Stelvio, presentata nella concessionaria Alfa Romeo di Grandate.
Una Suv sportiva di lusso, dalla linea sinuosa, proporzionata e suadente, che entra in un ricco mercato presidiato da Mercedes, Audi, Porsche, Jaguar e Maserati.

L’auto costa di listino € 57.000, con ogni optional possibile e immaginabile, compresi quelli non richiesti e non voluti.
Poi c’è lo sconto che presumiamo non essere inferiore al 10%.
L’auto, grazie a molte parti in alluminio, è molto leggera e potente (280 cv) a tutto vantaggio delle prestazioni e della guidabilità.
La qualità percepita è buona, l’abitabilità anche, seppure il 5° passeggero centrale posteriore ci sia apparso sempre un po’ troppo sacrificato, a causa delle bocchette di areazione posteriori troppo sporgenti dal pianale e dello schienale poggiabraccio ripiegato molto rigido.
Scarso l’ingombro del pianale al posteriore, a differenza dell’AUDI Q5 che ci è apparsa posteriormente inabitabile per una quinta persona, specie in un viaggio lungo.
Belli i materiali, piacevoli al tatto.
Soprattutto le due palette in alluminio al volante per cambiare manualmente.

Poco pastosa la rotella che regola il computer.
Buona l’ergonomia dal posto di guida.
Esagerati, per una suv, a nostro avviso, i cerchi da 20 pollici con pneumatici ribassati: un non senso su di un’auto che vorrebbe piccarsi di essere all’occorrenza una fuoristrada, come assurda la mancanza della ruota di scorta, sostituita dall’odiosa pompetta elettrica che non serve a nulla in caso di squarcio del pneumatico, con obbligo conseguente di chiamata del carro attrezzi.
Altro difetto per noi insopportabile è il navigatore satellitare imposto.
Infatti, quel che molti non sanno, è che gli aggiornamenti costano un occhio della testa e te li impongono nel momento in cui porti l’auto a fare il tagliando. Si parla addirittura, per Audi e Bmw, di cifre che variano dalle 200 alle 400 €, e questo solo per fare un banale aggiornamento altrimenti scaricabile da internet gratuitamente con lo stesso software della ditta produttrice.

Altra pecca, a nostro avviso, è la mancanza della tradizionale chiave di accensione, sostituita dal sistema- sempre quello – keyless entry -che consiste in una chiave elettronica da tenere con sé che permette l’apertura a sfioro e l’accensione a pulsante.
Peccato però che noi abbiamo conosciuto persone a cui l’auto l’abbiano rubata proprio attraverso la clonazione in un parcheggio pubblico di tale codice di accesso e accensione, all’atto in cui il proprietario arrivava o andava via, facilitando il ‘lavoro’ dei ladri che non hanno dovuto fare altro che seguire il proprietario fino a casa per sapere dove stazionava abitualmente l’auto, per poi impossessarsene senza scasso e in pochissimi secondi una volta lasciata incustodita.

In altre parole, aspettiamo che esca una versione della Stelvio meno pompata per motivi di immagine, con le chiavi di apertura e accensione tradizionali, una ruota di scorta reale, niente pelle, niente legno, e magari anche un bel cambio manuale.
A quel punto potremmo anche pensare di acquistarla.

vittorio belluso

seguono foto della Stelvio fatte da noi, in cui si vede l’ingegner Alessandro Ferrara accomodarsi abbastanza comodamente sulla panca posteriore del mezzo

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Donald introduce i dazi per difendere gli operai del Kentucky

Quel che Hillary non avrebbe mai fatto

Donald Trump ha convinto la Ford a non delocalizzare in Messico una fabbrica di suv del Kentucky ed intende imporre dazi del 35% sulle auto importate in USA da quel Paese.

Un questa ottica, la decisione di Audi di produrre il suo nuovo Suv in Messico per ‘sfondare’ nel ricco mercato  a stelle e strisce risulterà fallimentare.

audi-q5

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Presentata al salone di Los Angeles la nuova Alfa Romeo Stelvio

E’ stata presentata ieri sera in anteprima mondiale al salone dell’auto di Los Angeles la nuova Alfa Romeo Stelvio.
Un’auto di classe alta che va ad inserirsi in un mercato remunerativo ed in crescita, ove la concorrenza è fortissima: Audi Q5, Mercedes GLC, sono solo due fra le tante concorrenti.
L’auto, a differenza dell’Audi che è prodotta in Messico, è fatta in Italia, negli stabilimenti di Cassino.
Un motivo in più per comprarla.

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R.P.M. Logistic System SA in crescita nonostante la crisi

La R.P.M. è una ditta italo-svizzera che opera nel settore dei trasporti.

Già in passato abbiamo posto l’attenzione su di essa, in occasione del raduno d’auto d’epoca di Villa d’Este. Infatti la ditta, facente capo alla famiglia Panzeri di Cavallasca, si è specializzata in trasporto mondiale di auto fuori seri, tra cui supercar e auto d’epoca.

Il risultato ottenuto nell’ultimo anno con una mole crescente di lavoro va letta come doppiamente positiva, in quanto la crisi economica mondiale non ha risparmiato nessuno, nemmeno il settore dei trasporti legati ai collezionisti d’auto.

Il dottor Francesco Panzeri è il direttore generale del gruppo, che ha sede sia a Chiasso che a Como.
In origine la sede di Chiasso non aveva la specializzazione che oggi ha assunto l’azienda e si occupava di trasporti internazionali in genere; la sede italiana, invece, è venuta solo successivamente, nel 1994 per iniziativa sia di Francesco che del padre, Vittorio.

È infatti in Italia che, sull’onda della passione per le automobili di pregio di padre e figlio, è nata questa specializzazione.
Al concorso di eleganza di Ascona la R.P.M. si è presentata con una Ferrari 275 Gts di un cliente d’oltre oceano.

Indovinate un po’ chi ha vinto la coppa?

*nella foto qui sotto il cofondatore della R.P.M., Vittorio Panzeri

vittorio panzeri

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Centinaia di telefonate mute nel cuore della notte

Cavallasca: si segnala che nella notte fra il 21 e il 22 settembre, in un lasso di tempo che dalla mezzanotte circa alle h 2, centinaia di utenze telefoniche sono state raggiunte da una chiamata muta.
Interi quartieri sono stati svegliati
Si calcola che le chiamate mute siano state nell’ordine di centinaia.

cavallasca 3b

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Non chiamatela solo fatalità

… c’è chi se la prende col Signore o con la fatalità, ma la colpa è dell’uomo. L’Italia è sismica tanto quanto il Giappone, ma là si è fatta prevenzione e si sono messe in sicurezza le case secondo criteri antisismici, qui no.
Qui in Italia le case vecchie non contengono armatura di rinforzo, sono fatte di sassi e mattoni tenuti insieme con lo sputo.
Qui in Italia la politica usa le risorse del popolo per comperare i voti e vivere nel lusso.
Sapete quanti morti ci sarebbero stati se lo stesso terremoto di Amatricia si fosse verificato a Tokyo?
0.

Amatricia

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