Legge elettorale coi listini bloccati: rischio astensionismo oltre il 50%

Cari amici, sapete cosa comporta la legge elettorale che, col ritorno prepotente della quota proporzionale, non solo benedice gli inciuci post voto, ma ripresenta anche i listini bloccati dei tempi che furono?
Col fatto che gli italiani non potranno esprimere una preferenza nei confronti di questo o quella candidata, è certo che molte delle figure ormai divenute impresentabili, poggeranno ancora il deretano nel prossimo parlamento, col relativo stipendio per i prossimi 5 anni.

Fra questi – ne nominiamo solo alcuni – di sicuro ci ritroveremo i Casini, i La Russa, le Bonino e tanti altri che non nomineremo per sola carità di Patria.
Persone che erano già vecchie 20 anni fa, veri dinosauri della politica ma che, in virtù della loro esperienza, sono riuscite a riciclarsi infinite volte.
Veri e propri politici di mestiere, miranti a riciclarsi a  vita perchè altro non sanno e non possono fare nella vita.
La legge elettorale permette anche che, personaggi bruciati sul loro territorio, possano essere sicuri di farsi rieleggere candidandosi lontano dalla città che li ha prodotti.
E’ il caso della Boschi, l’inossidabile e mai dimissionario ministro che tanto bene ha fatto, nei 5 anni passati, gli interessi di papà. ( ,,, un po’ meno quelli dei risparmiatori, ma che importanza ha?)
Ma non finisce qui l’orrore per la legge elettorale.
Perchè anche sul rovescio della medaglia, notiamo che – sicure di venire elette perchè in lista in partiti in forte ascesa– vengono candidate delle perfette mezze calzette, senza cultura, senza preparazione, incapaci di un ragionamento politico che abbia del costrutto, di reggere un confronto, totalmente prive di dialettica, ma semplici altoparlanti incantati di slogan editi e inventati da altri.
E allora ecco che tutti i giochi saltano.
Ecco che troviamo candidati che non voteremmo mai nel partito che avremmo votato, e candidati che stimiamo nel partito che non avremmo voluto votare.
Purtroppo, grazie agli intelligentoni che hanno partorito questa legge, almeno la metà degli aventi diritto al voto, resterà a casa. Schifata.

Forse, l’unica cosa da fare è votare la persona, vedere chi sono i primi due nomi in lizza nelle varie circoscrizioni e poi, in base a questi, e solo a questi, scegliere il partito.

vittorio belluso

 

Mi Piace(4)Non Mi Piace(0)

Verso il voto del 4 marzo

Alle regionali si può votare la persona, alle politiche no.
Il 4 marzo si avvicina e mai come stavolta l’incertezza regna sovrana in tutti gli strati sociali della popolazione italiana

La disillusione è tangibile, la volontà di una legge elettorale studiata a tavolino per fare in modo che non vi sia ricambio e le vecchie cariatidi possano continuare ad esercitare il loro potere, è chiara a tutti.

Difficile per noi, che siamo anche noi disillusi, prendere una posizione.

Possiamo però dire che, almeno a livello regionale, è ancora possibile votare la persona.
E a questo proposito, Alessandro Fermi, sottosegretario uscente e candidato ad un ruolo di giunta al Pirellone, ci pare una ottima scelta.
La persona la conosciamo bene, è capace e onesta.
Ed è una persona in grado di rappresentare quegli interessi comaschi che da molti anni non vengono sufficientemente tutelati, a tutto vantaggio dei varesotti.
Fontana, come Maroni prima di lui, è un varesino.
Noi vogliamo in giunta un comasco!
Fermi – secondo noi – è la persona giusta.
Ricordiamo poi che le preferenze che l’elettore può indicare sono due, un uomo e una donna.
Sarà quindi possibile abbinare al nome di Fermi, in maniera coerente e non disgiunta, il nome di una donna, anch’essa però appartenente allo stesso schieramento politico.

Ben diverso il discorso per la consultazione nazionale.
Fermo restando che mai e poi mai daremmo la fiducia a chi ha ridotto l’Italia nelle condizioni in cui è, riteniamo doveroso guardare a chi, negli ultimi 5 anni, è stato minoranza, oppure a chi in parlamento non c’è mai entrato.

Confessiamo di non avere alcuna fiducia nel Movimento 5 Stelle, che tanto bene parla così come tanto male razzola.
E quindi, sia pure turandoci talvolta il naso, non ci resta che la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia oppure i movimenti di estrema destra che si affacciano alla consultazione popolare.
Sebbene non crediamo affatto nella possibilità di un ritorno del fascismo, così come sbandierato da talune cariche istituzionali, crediamo che un’affermazione della estrema destra sarebbe un bel monito per chi ha trasformato l’Italia, facendoci sopra affari d’oro, in un gigantesco campo d’accoglienza per clandestini liberi di delinquere fino alle peggiori efferatezze.
Ma non facciamoci illusioni.

La legge elettorale porcata è lì a dimostrarlo: nel caso in cui le tre principali forze politiche si equivalessero, non si tornerà alle urne.
I nostri politici, così come già nel lustro precedente, troveranno il modo di mettersi d’accordo spartendosi le poltrone, al fine di garantire la permanenza per altri 5 anni, con i relativi stipendi, dei parlamentari.
Un accordo Renzi-Berlusconi è sempre in agguato, così come un accordo Movimento 5 Stelle – PD, che altro non sono che due facce di una stessa medaglia, essendo la matrice di provenienza uguale.
Del resto, non si pensi che Renzi verrà spazzato via come crediamo meriterebbe. Ha già pensato di blindare il voto di tre milioni e mezzo di statali, che in blocco voteranno per lui, oltre a contare sull’apporto di una importante fetta di clero che, da qui al voto, non perderà occasione per fare campagna elettorale occulta in favore della sinistra, in linea con le idee dell’attuale corso vaticano.

E a tutte le brave persone che ogni domenica si recano in chiesa, qualora si trovassero in difficoltà con la propria coscienza circa l’espressione di voto perchè succubi della propaganda pro accoglienza, … ricordiamo semplicemente che, nel segreto dell’urna, Dio vede, … Bergoglio no.

nelle foto, Alessandro Fermi e Federica Bernardi(FI) candidati per la Lombardia e Alessandra Locatelli e Nicola Molteni (Lega), candidati alla Camera dei deputati.

Mi Piace(6)Non Mi Piace(8)

Dove sta la verità?

Non si può non prendere una posizione precisa dopo i terribili fatti nazionali accaduti, laddove una ragazza, è stata uccisa e fatta a pezzi da un uomo di colore, clandestino e con precedenti penali per spaccio di droga, in circolazione senza permesso di soggiorno.
Fatto terribile che  ha portato un esagitato a recarsi a  Macerata per sparare a caso su alcune persone di colore senza però ucciderne nessuna.

Ora stiamo assistendo ad un linciaggio mediatico nei confronti della componente politica di destra, in particolare di Matteo Salvini, in quanto il ragazzo che ha sparato a Macerata è stato in passato un componente della Lega.
Un attacco mediatico vigliacco e strumentale, portato proprio da quella stampa a favore dell’accoglienza indiscriminata ( …poverini dobbiamo accoglierli tutti perchè scappano dalla guerra) che, forse proprio perchè con la coscienza sporca, scaricano su chi si è schierato contro l’immigrazione clandestina, la responsabilità di quel che è successo.
Ma la verità sta esattamente dall’altra parte!
Pare infatti che il ragazzo di Trani che ha sparato a Macerata sia stato un amico della ragazza fatta a pezzi a Roma dal presunto nigeriano. ( Ma anche se così non fosse la sostanza non cambierebbe di tanto).
Chi ha armato quindi la mano che ha sparato a Macerata?
L’intolleranza?
… O piuttosto chi promuove e specula sull’immigrazione clandestina?
Perchè assistiamo a così poca indignazione da parte degli organi di stampa per la ragazza fatta a pezzi e così tanta nei confronti di chi, in preda ad una esasperazione evidentemente insostenibile per lui, ha pensato erroneamente di farsi giustizia da sé?
Perchè non si è udita una voce di cordoglio che sia una, nei confronti della vittima da parte di chi ora punta il dito al pericolo ‘ritorno’ dei fascismi?

Una sorta di anticipazione locale dell’aria che tira in tutto il Paese, l’abbiamo avuta in settimana su di un social network dedicato a San Fermo della Battaglia, ove sono stati postati due resoconti della serata a favore dell’accoglienza svoltasi a villa Imbonati la settimana scorsa.
Tutta la ‘crema’ del cattocomunismo nostrano era presente per autocelebrarsi e preparare il terreno a nuovi arrivi clandestini, visto che la ‘piazza’ di San Fermo, sotto questo punto di vista, in passato aveva dimostrato di essere un poco ostica per queste ricche onlus che con il business dell’accoglienza campano e prosperano.

Bene … le cose non sono precisamente andate come ci si aspettava.
Sul social, oltre al sottoscritto, la maggioranza dei lettori ha confermato che a San Fermo, di clandestini, non se ne vogliono più e che certe serate ‘caritatevoli’ – a differenza di quanto scritto sul giornale del vescovo di Bergamo (La Provincia) – non sono gradite.

Se vogliamo comprendere a fondo i profondi mutamenti che la soscietà italiana sta compiendo in questo periodo storico, allora dobbiamo fare mente locale, smarcandoci dalle falsità che ogni giorno la stampa di potere cerca di inculcare nelle nostre menti.
Chi sono i veri “pericolosi”?
Coloro che si oppongono all’invasione dell’italia da parte dell’Africa o quelli che hanno devastato l’economia negli ultimi 5 anni, ingigantito il debito pubblico, assunto altre centinaia di migliaia di statali, letteralmente massacrato di tasse la classe media (l’unica che produce ancora reddito) e, dulcis in fundo, riempito anche i singoli paesini di sedicenti profughi che vivono senza fare nulla e spesso sputando nel piatto in cui mangiano?

Diamo i mille e passa euro che costa ogni singolo clandestino non più alla Caritas o alle sua affiliate onlus, ma alle mamme che mettono al mondo un italianissimo figlio!

vittorio belluso

Mi Piace(16)Non Mi Piace(7)

Alle regionali vota Alessandro Fermi

Alessando Fermi si ricandida per la Lombardia, dopo 5 anni di incessante lavoro effettuato sul territorio.

Di seguito i principali punti da Egli stesso portati avanti.
Certamente una persona che merita la riconferma attraverso l’espressione nominale del voto.
Di seguito, il pdf del programma di Alessandro.
Vi invitiamo a darvi un’occhiata.

Libro definitivo Alessandro Fermi

Mi Piace(5)Non Mi Piace(7)

L’eterno cantiere del passaggio pedonale illuminato

Passaggio pedonale in manutenzione da settimane con conseguente carreggiata ristretta: i cittadini iniziano a spazientirsi

Noi, qualche dubbio, l’avevamo espresso fin dall’inizio, circa l’effettiva  utilità del passaggio pedonale illuminato all’attarversamento del pedone nel bel mezzo della piazza di San Fermo, che è già costata due giorni di traffico bloccato sulla provinciale coi conseguenti inquinamento e perdita di ore di lavoro, oltre che un cospicuo gruzzolo di soldi pubblici.
Ora accade che, dopo tre settimane di lavori in corso a causa di una mattonella che è stata presumibilmente scardinata da un mezzo spazzaneve durante l’ultima nevicata ormai di oltre 1 mese fa,  la carreggiata appaia ristretta da una serie di transenne.
Perchè tanto tempo per aggiustarla?

Questa è la domanda che si stanno ponendo in tanti.
Probabilmente la specificità dell’opera richiede l’intervento della stessa manodopera che ha installato il passaggio, che al momento, evidentemente, è impegnata altrove.
In realtà di altro non si tratta che del solito specchietto per le allodole.
Non ci si è fatto scrupoli di spendere ingenti risorse e creare enormi difficoltà alla viabilità della strada provinciale solo per poter dire in tempi di campagna elettorale:” i primi siamo noi! Le strisce illuminate siamo noi i primi in Italia ad averle adottate!

Ma ora, come testimonia un post da noi reso irriconoscibile nell’autore, apparso su di un social locale, altri cittadini cominciano a porsi le stesse domande che noi ci siamo posti fin dall’inizio.

Mi Piace(5)Non Mi Piace(5)

Il 4 marzo è doveroso andare a votare se si vuol cambiare qualcosa

Pericolo astensionismo il 4 marzo

Il 4 marzo, ovverosia fra meno di 60 giorni, il popolo italiano sarà chiamato alle urne per il rinnovo delle camere.

E ciò avviene con una legge elettorale studiata apposta in funzione ‘anti populismi‘, come ha sottolineato il vescovo di Como, cioè una legge che privilegia le accozzaglie, gli inciuci, i tradimenti, e punisce chi non è in vendita.
Una legge che non prevede che coloro i quali decidano di cambiare casacca in corso d’opera, lo possano fare tranquillamente passando da uno schieramento ad un altro ( e quindi sovvertendo gli equilibri usciti dalle urne), senza dover rinunciare a privilegio alcuno.

Leggi tutto “Il 4 marzo è doveroso andare a votare se si vuol cambiare qualcosa”

Mi Piace(14)Non Mi Piace(9)

Sinistri e radicali non si rassegnano al naufragio della Jus soli

Nonostante la stragrande maggioranza degli italiani, di clandestini, onlus assistenziali e leggi integrative forzose non vogliano più sentir parlare, la sinistra parlamentare non si rassegna, e spera che il Presidente della Repubblica sposti la data di scioglimento delle camere in modo da poter approvare l’iniqua legge a colpo di maggioranza, attraverso la fiducia.

Ma – ci si permetta obiettare – una legge come lo Jus soli, dovrebbe essere una di quelle leggi che, per venire approvate, siano in grado di raccogliere la stragrande maggioranza dei voti parlamentari in una logica bipartisan.
Viceversa, nonostante il Paese sia diviso in due e la maggioranza degli italiani abbia chiaramente fatto capire di non volerla, la parte politica che ci ha governato nell’ultimo lustro, cerca di imporcela con ogni mezzo, anche a colpi di maggioranza.
Come se una legge di questa portata fosse eticamente corretto approvarla con una sorta di blitz.
Ecco, questa è la cosa più scandalosa di Boldrini e Grasso – le due massime cariche dello Stato dopo Mattarella – e compagnia bella: non possiedono il benchè minimo rispetto per chi abbia una visione del mondo differente dalla loro.
Ricordiamocene quando andremo a votare in primavera.

Mi Piace(12)Non Mi Piace(5)

Il ritorno di Moiregirf

INGORGHI PRENATALIZI A COMO
Nei giorni prenatalizi si è verificato come già da anni ingorghi pazzeschi di auto in cerca di parcheggio per le vie e negli autosili della città.
Come già segnalato da noi nel marzo 2014 delle soluzioni di poco costo per ovviare a questi inconvenienti:

1) Ripristinare il battellino navetta da Tavernola (dove esiste un enorme parcheggio) a piazza Cavour.
Questa viabilità lacustre ridurrebbe l’intasamento del borgovico e le auto provenienti dal lago e dintorni posteggerebbero a Tavernola, prenderebbero il battellino migliorando sensibilmente la qualità dei trasporti e della vita (vedi smog)
Como diverrebbe come Venezia la città che si arriva in battello nel pieno centro storico.

2) Altra soluzione rilanciare la cosiddetta metropolitana leggera fermando il capolinea delle Nord o a Grandate o a Camerlata o all’autosilo Valmulini usando l’ultimo tratto della linea ferrata per raggiungere il centro città con delle fermate a Camerlata alla cittadella sanitaria (ex Sant’Anna, dipende da dove si fa il capolinea) all’università di via Valleggio, in viale Lecco (Sant’Orsola) piazza del Popolo, Como lago (Sant’Agostino)
Se il capolinea si dovesse effettuare all’autosilo Vallmulini si potrebbero realizzare dei camminamenti al coperto per raggiungere la ferrovia.
Questo capolinea sarebbe in grado di assorbire il traffico proveniente dall’olgiatese, dal canturino e addirittura dall’erbese realizzando una strada veloce sino all’autosilo.
Il tutto ovviamente va reclamizzato e segnalato, la gente ci mette molto tempo a cambiare abitudini
Del resto io che abito a Como da sempre (ci sono nato) non so ancora come fare e quale strada prendere per posteggiare al Valmulini.
Come si può costatare il tutto si può adeguare con poche spese, con corse frequenti, ci vuole solamente lungimiranza e volontà.

BUON NATALE da Moiregirf

Mi Piace(7)Non Mi Piace(2)

Ma è davvero sicuro quell’attraversamento?

Capita in piazza a San Fermo (Como) ove, da circa 6 mesi, sono state installate delle strisce pedonali che si illuminano col buio quando un pedone decide di attraversare, grazie a dei sensori a pavimento.
Testimoni oculari riferiscono che capita spesso che gli automobilisti, distratti e incuriositi dalle strisce che si illuminano, si concentrino più su quelle e non sui pedoni che gli stanno attraversando davanti al cofano dell’auto.

Testimoni oculari riferiscono che l’altra sera, una mamma con un bambino piccolo mano nella mano, stava attraversando il passaggio pedonale luminoso quando l’auto che giungeva da Como in direzione Cavallasca,  per un pelo non la tirava sotto, visto che il guidatore si era distratto ad osservare di lato e non davanti a lui quelle strane strisce – forse avrà pensato – natalizie.

Vi terremo informati.
Se qualcuno ha notizie in merito è pregato di darcele, visto che il progetto delle strisce che si illuminano è nuovo e pilota in Italia, e quindi, come tale, l’efficacia reale tutta da dimostrare, così come la sua presunta pericolosità.

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Ma sto autovelox funziona o non funziona?

Ripristinato l’autovelox di via Ravona (la via rettilinea che porta al nuovo Ospedale St.Anna) distrutto dai vandali nei mesi scorsi.
Stamattina abbiamo fatto un sopralluogo e ci è parso essere il classico specchietto per le allodole.
Un giornalista, incuriosito da un nostro post su di un social network, ha ripreso la notizia riportandola sul suo giornale online ed ha anche  interpellato il sindaco Mascetti, il quale – ma secondo noi non poteva fare altro – ha dichiarato che il marchingegno trappola è funzionante e tarato sulla velocità di appena 50 km/h.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

0-0 a casa Ventura, Tavecchio & co

L’eliminazione della nazionale italiana di calcio dai mondiali – fatto che non accadeva dai tempi dei tempi – deve farci tutti quanti riflettere, perchè non è stato un caso.
E’ un dato di fatto che quest’Italia mediocre non meritava di andare ai mondiali. E nemmeno e soprattutto il suo quadro dirigente, a sua volta nominato dalla politica.
Non si creda che la politica non c’entri niente. C’entra! Eccome se c’entra!
Ora occorre che gli italiani comprendano che è ora di voltare pagina e che il calcio non è altro che il loro specchio.
Visto che gli italiani pensano solo al calcio, forse con l’Italia fuori dai mondiali cominceranno a capire qualcosa di se stessi.

Ventura è solo un impiegato signorsì. Non solo lui va mandato a casa ma anche chi è sopra chi è sopra di lui in quanto l’allenatore è solo l’ultima ruota del carro.
Caso mai ci si interroghi del perchè, persone capaci e vincenti ma scomode, sono state emarginate dal grande calcio, coi risultati che si sono visti ieri sera.

Perchè, ipotizziamo, non un Claudio Gentile al posto di Ventura? E di un Arrigo Sacchi al posto di Tavecchio? E Malagò?
Un Malagò sempre in prima fila a dire signorsì al politico al potere di turno, a vendere la propria immagine, ma ultimo nel fare il vero ‘bene’ dell’ente che presiede.
Lo sport italiano è in crisi perchè in crisi vi è il Paese che c’è dietro, invaso dagli stranieri fin dentro le squadre di calcio.
I nostri migliori giovani o non trovano sbocco, o devono emigrare. Tanto vengono ignorati.

Claudio Gentile meriterebbe quella nazionale da cui fu cacciato il giorno dopo avergli promesso la carica di CT per motivi che solo oggi appaiano chiari: non era un signorsi, non avrebbe mai preso ordini dal politicante di turno.
Il calcio in Italia è lo specchio della politica.
Il calcio è politica.
E bisogna ripartire da zero.

Ad ogni livello.

Vittorio Belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Il Treno perso della Meloni

La nostra impressione è che sul referendum per l’indipendenza di Lombardia e Veneto, la Meloni abbia dimostrato ancora una volta il sua visione romano – centrica, perdendo un’occasione d’oro per smarcarsi dal quello che fu il Movimento Sociale italiano, con la sua matrice corporativista e centralista.

Ciò, sempre a nostro avviso, si può spiegare unicamente col fatto che il segretario di Fratelli d’Italia, dei problemi del nord, non ne sa nulla.

E questa è una responsabilità grave, perchè significa che la Meloni non riesce o non vuole allargare i propri orizzonti, preferendo coltivare l’orticello romano, l’unico nel quale ad oggi abbia raccolto in maniera significativa.

Del resto -ricordiamo- anni fa, non scese in piazza in difesa del salario accessorio dei dipendenti comunali che Renzi ( il buffone Renzi) aveva minacciato di congelare?
Un tentativo di imbonirsi la pressochè totalità del voto degli statali, in particolare dei dipendenti del comune di Roma, in cui Ella ambiva candidarsi a sindaco, prima ancora che scoppiasse lo scandalo che avrebbe poi travolto il sindaco PD in carica, tal Marino.

Quindi, secondo noi, non sostenendo il voto referendario plebiscitario, la Meloni ha perso un’occasione per smarcarsi dall’ottusità preconcetta che vuole sensata l’esistenza di un sistema che vede le comunità virtuose del nord condannate a mantenere in perpetuo sprechi e parassitume vario della peggior Italia.

vittorio belluso e altri autori

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Perchè domenica occorre recarsi a votare

Fra le 1001 una ragioni per cui domenica dovremmo tutti quanti recarci a votare il referendum, è la sua apoliticità.

Infatti, ci sono anche fior di sindaci del PD che approvano e sostengono il referendum.
Non é questione di simpatie o appartenenze a dx come a sx, ma di buon senso e volontà per i lombardi (e i veneti) di smettere di venire usati a mo’ di mucca da latte da uno Stato centrale parassita e clientelare.

A quanti poi criticano l’investimento che la Regione Lombardia ha dovuto sostenere per implementare il voto elettronico, rispondiamo che gli stessi aggeggi serviranno anche per la prossima volta.

Il mondo va avanti al pari passo della tecnologia e così i brogli e le interpretazioni di voto, sempre presenti ad ogni votazione grazie alla slealtà ed alla malafede talvolta presente in chi è deputato allo spoglio dei voti cartacei, vengono annullate.
Il residuo fiscale lombardo ha raggiunto la stratosferica cifra di 54 mld di euro.
La Lombardia non è un mucca da latte che serve a tenere in piedi uno Stato che spreca risorse comprando consensi attraverso il voto di scambio.

La crisi italiana è essenzialmente strutturale. Mettiamocelo bene in testa.
Prima mandiamo fuori dalle scatole chi ci dissangua e meglio sarà per tutti.
Prima ci decideremo a dare il nostro consenso in funzione di ciò che riteniamo più giusto e meritorio (e non più utile per il nostro orticello) e prima l’Italia potrà tornare a sperare in un futuro meno buio di quello che ci aspetta.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Il centro destra vincerà senza merito le prossime elezioni

Ormai è chiaro a tutti: il popolo italiano non ne può più della classe politica che è al potere in questo momento.

Non ne può più di immigrazione selvaggia, di disparità di trattamento lavorativo fra pubblico e privato, di ingiustizie sociali, di poveri abbandonati a se stessi in quanto italiani, di un regime tassatorio strozzino e vessatorio.
Non ne può più nemmeno delle sparate di Bergoglio.
Sarà il centro destra, col sempieterno e incartapecorito Berlusconi, a vincere – senza alcun merito – le prossime elezioni politiche.
E questo solo e grazie alla politica dissennata del PD, che ha distrutto quel poco che restava in piedi quando, 4 anni e mezzo fa, andò al potere.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Il nuovo scuolabus pagato coi soldi della fusione? … a San Fermo, sia chiaro!

La notizia è ora ufficiale: il nuovo scuolabus ‘tipo Hammer’ in grado di scalare le vette dei dossi patologici mascettiani, sarà appannaggio della scuola di San Fermo, e non di Cavallasca, il cui scuolabus residuato bellico inquinantissimo è stato da esso appunto sostituito.
Logica avrebbe voluto che il nuovo scuolabus rimpiazzasse il vecchio sulle tratte di Cavallasca.

Invece no!

Il nuovo sarà destinato ai bambini di San Fermo, e quello già in uso (assolutamente moderno ad onor del vero ma pur sempre in uso ormai da qualche anno) ai bambini di Cavallasca, evidentemente considerati dal nostro primo cittadino come alunni di serie B, non degni di poter usufruire del nuovo mezzo, anche se pagato con le tasse dei genitori, anche se frutto del premio pecuniario che lo Stato ha elargito al nuovo Comune allargato come premio per l’avvenuta fusione dei due paesi.

E, come se non bastasse, i bambini di Cavallasca dovranno farsi un bel tratto a piedi nel raggiungere l’istituito sanfermino, sempre a causa degli stramaledetti dossi.

Altro capitolo incandescente, che smentisce clamorosamente quanto detto dal sindaco in fase di campagna elettorale in cui promise, oltre che un milione duecento mila euro al prete per rifare l’asilo parrocchiale , anche che non avrebbe toccato l’organizzazione della distribuzione dei pasti, che, a Cavallasca, venivano prodotti al momento nella cucina dell’asilo, è quello appunto dei pasti.
Altra bugia!

Da quest’anno, anche per i bambini cavallaschini, arriveranno i cibi precotti altrove da una ditta specializzata del settore, la stessa che già serviva i bambini di San Fermo da qualche tempo.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Scoppia il caso Palasesto

Scoppia il caso Palasesto, negato ai festeggiamenti islamici dal sindaco di Sesto San Giovanni, e subito c’e’ chi paventa la minaccia della perdita della liberta’ di religione.
Vorrei invitare costoro ad andare in un paese islamico a chiedere una struttura per festeggiare il Natale o la Pasqua per saggiare la risposta.
Ora dunque bene liberta’ e diritti ma a patto che si rispettino elementari canoni di reciprocita’ come del resto e’ sancito dal Diritto Internazionale.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Basta velobox!

Ci voleva Quattroruote per sapere che i velobox sono abusati e illegali. Altro che un metodo per garantire la sicurezza… ma un mezzo delle amministrazioni comunali più venali per spillare quanti più soldi è possibile dagli automobilisti!

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)