Verso il voto del 4 marzo

Alle regionali si può votare la persona, alle politiche no.
Il 4 marzo si avvicina e mai come stavolta l’incertezza regna sovrana in tutti gli strati sociali della popolazione italiana

La disillusione è tangibile, la volontà di una legge elettorale studiata a tavolino per fare in modo che non vi sia ricambio e le vecchie cariatidi possano continuare ad esercitare il loro potere, è chiara a tutti.

Difficile per noi, che siamo anche noi disillusi, prendere una posizione.

Possiamo però dire che, almeno a livello regionale, è ancora possibile votare la persona.
E a questo proposito, Alessandro Fermi, sottosegretario uscente e candidato ad un ruolo di giunta al Pirellone, ci pare una ottima scelta.
La persona la conosciamo bene, è capace e onesta.
Ed è una persona in grado di rappresentare quegli interessi comaschi che da molti anni non vengono sufficientemente tutelati, a tutto vantaggio dei varesotti.
Fontana, come Maroni prima di lui, è un varesino.
Noi vogliamo in giunta un comasco!
Fermi – secondo noi – è la persona giusta.
Ricordiamo poi che le preferenze che l’elettore può indicare sono due, un uomo e una donna.
Sarà quindi possibile abbinare al nome di Fermi, in maniera coerente e non disgiunta, il nome di una donna, anch’essa però appartenente allo stesso schieramento politico.

Ben diverso il discorso per la consultazione nazionale.
Fermo restando che mai e poi mai daremmo la fiducia a chi ha ridotto l’Italia nelle condizioni in cui è, riteniamo doveroso guardare a chi, negli ultimi 5 anni, è stato minoranza, oppure a chi in parlamento non c’è mai entrato.

Confessiamo di non avere alcuna fiducia nel Movimento 5 Stelle, che tanto bene parla così come tanto male razzola.
E quindi, sia pure turandoci talvolta il naso, non ci resta che la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia oppure i movimenti di estrema destra che si affacciano alla consultazione popolare.
Sebbene non crediamo affatto nella possibilità di un ritorno del fascismo, così come sbandierato da talune cariche istituzionali, crediamo che un’affermazione della estrema destra sarebbe un bel monito per chi ha trasformato l’Italia, facendoci sopra affari d’oro, in un gigantesco campo d’accoglienza per clandestini liberi di delinquere fino alle peggiori efferatezze.
Ma non facciamoci illusioni.

La legge elettorale porcata è lì a dimostrarlo: nel caso in cui le tre principali forze politiche si equivalessero, non si tornerà alle urne.
I nostri politici, così come già nel lustro precedente, troveranno il modo di mettersi d’accordo spartendosi le poltrone, al fine di garantire la permanenza per altri 5 anni, con i relativi stipendi, dei parlamentari.
Un accordo Renzi-Berlusconi è sempre in agguato, così come un accordo Movimento 5 Stelle – PD, che altro non sono che due facce di una stessa medaglia, essendo la matrice di provenienza uguale.
Del resto, non si pensi che Renzi verrà spazzato via come crediamo meriterebbe. Ha già pensato di blindare il voto di tre milioni e mezzo di statali, che in blocco voteranno per lui, oltre a contare sull’apporto di una importante fetta di clero che, da qui al voto, non perderà occasione per fare campagna elettorale occulta in favore della sinistra, in linea con le idee dell’attuale corso vaticano.

E a tutte le brave persone che ogni domenica si recano in chiesa, qualora si trovassero in difficoltà con la propria coscienza circa l’espressione di voto perchè succubi della propaganda pro accoglienza, … ricordiamo semplicemente che, nel segreto dell’urna, Dio vede, … Bergoglio no.

nelle foto, Alessandro Fermi e Federica Bernardi(FI) candidati per la Lombardia e Alessandra Locatelli e Nicola Molteni (Lega), candidati alla Camera dei deputati.

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