Archivi categoria: Farmacia e salute

C’entrano gli incendi. C’entra la mano dell’uomo


Secondo alcuni studiosi, lo spettacoloso tramonto di ieri è stato dovuto all’inquinamento dell’aria.
Le polveri sottili presenti in tutta la valle Padana hanno riflesso la luce del sole, creando gli effetti spettacolari che tutti abbiamo visto.
Il fatto è che è da due mesi che non piove e l’Italia brulica di incendi.

Sabato sera eravamo di persona in cima al Monte Sasso e abbiamo visto una cappa di smog a perdita d’occhio su mezza Lombardia.
Sopra questa il cielo era nitido.
Ciò a conferma che i riflessi che abbiamo visto sono stati causati dai fumi presenti nell’atmosfera.
Aggiungiamoci le ceneri degli incendi in Piemonte e Lombardia e abbiamo la garanzia di magnifici tramonti.
Come dopo le grandi eruzioni vulcaniche.
I pm10 da diesel centrano poco o nulla.

Sono gli incendi la vera causa del tramonto di ieri.
Col vento di questi giorni e la violenza degli incendi, le polveri combuste o parziailmente incombuste sono potute salire ad alta quota. Dove hanno fatto anche da nuclei di condensazione per i cristalli di ghiaccio, che al tramonto funzionano come prismi, scindendo e riflettendo la luce solare radente.

Quindi, in definitiva, ancora una volta da questo blog si alza una voce controcorrente, forse per taluni scomoda, ma basata su solide basi scientifiche.
Una voce dissacrante ma sincera, che, ancora una volta, prova a spiegare la realtà per come è, senza scomodare l’Onnipotente, come sui social network alcune persone hanno fatto.
La spiegazione è razionale e scientifica:
si è trattato di nubi lenticolari dovute al foen e a loro volta i colori spettacolari sono stati dovuti al riverbero del sole sul fumo degli incendi.
Punto. Fine del cinema.
Ora che venga la pioggia.

vittorio belluso

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Breve racconto di un farmacista in turno di notte

Questa notte, durante il turno di servizio della farmacia, attorno alle ore 3,30 è suonato il campanello della bussola attraverso la quale distribuisco i farmaci durante le notti di turno.
Mi alzo con difficoltà, stavo dormendo.
Trovo la bussola già ruotata, con dentro una ricetta dell’ospedale, dall’altra parte della parete, dietro la bussola, nemmeno un buongiorno o buonasera, percepisco solo una presenza che non posso vedere, così come questa non può vedere me.
Sulla prescrizione vi è un banale antiinfiammatorio a pagamento: diclofenac 75mg.
Vado, lo prendo, lo passo al computer, emetto lo scontrino di circa 10 euro e dico il prezzo posando il farmaco all’interno della bussola.

Dall’altra parte finalmente una voce parla: “Gome? Devo bagare? Gome mai non è gratis?”
L’accento è arabo, presumibilmente dell’Africa del Nord.
Comincio a inveire: “ma come si permette di venire di notte a svegliarmi pretendendo che tutto sia gratis? Povera Italia, che brutta fine stai facendo !”

Ma sono parole al vento.
L’immigrato, in silenzio, se n’era andato senza salutare, così come senza salutare era arrivato.

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Quel che le autorità non ammetteranno mai

A proposito della bambina di 4 anni morta di malaria

Difficilmente e nostre autorità lo ammetteranno, ma esiste la possibilità che la zanzara che ha infettato mortalmente in Italia una bambina di 4 anni trasmettendo la malaria, sia stata infettata a sua volta da un qualche ‘migrante’ proveniente da una qualche zona endemica dell’Africa che aveva punto giorni o settimane prima.

 
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Sull’acqua pubblica Tiso ha ragione!

E ci risiamo: Come 3 anni fa a Cavallasca: l’acqua è in alcuni punti risultata contaminata 

Oggi il quotidiano La Provincia ha pubblicato il duro botta e risposta fra il sindaco Mascetti e il capogruppo dell’unica minoranza Tiso, in merito alla riscontrata cattiva qualità dell’acqua dell’acquedotto comunale in alcuni punti di San Fermo, Cavallasca compresa.

Ricordo ai lettori che a suo tempo, quando ero consigliere comunale, combattei un’aspra  battaglia nel merito della potabilità dell’acqua a Cavallasca.
L’acqua è la stessa di San Fermo.
L’acquedotto va rifatto in molti punti.
Ma ciò non porta voti perchè è sottoterra, dove l’occhio del passante non vede e, come se non bastasse, costa molti soldi il rifarlo.
Quindi lo si lascia marcire.
E’ un problema italiano.
Non di sola San Fermo della Battaglia.

E che dire del referendum sulla privatizzazione della distribuzione dell’acqua potabile?
A suo tempo vi fu una mobilitazione di massa che coinvolse persino la chiesa cattolica, che prese parte attiva per far fallire la proposta di legge con lo slogan :”l’acqua pubblica è di tutti. Acqua sorgente di vita!

Peccato però che, secondo noi, quella della privatizzazione della gestione degli acquedotti era e resta l’unica soluzione perchè qualcuno ci metta mano e faccia la necessaria manutenzione.
L’unica soluzione per non doverci bere acqua clorata o con infiltrazioni batteriche, spesso nel silenzio omertoso delle istituzioni locali, che temono una caduta di immagine e quindi di voti.

Purtroppo, la colpa di tutto ciò, non è solo di questa o di quella amministrazione, ma della nostra superficialità di cittadini: ci facciamo incantare dai passaggi pedonali che si illuminano, dalle rotatorie colorate, dai dossi rallenta traffico (fuori norma) ogni 300 metri …e non ci rendiamo conto che queste non sono le reali priorità di una comunità.
Quanti hanno la competenza per comprendere la bontà dell’informazione che ci viene data o non ci viene data?


3 anni fa il sottoscritto passò per quello che si inventava le cose e vennero riportate notizie assolutamente inesatte sul sito istituzionale del Comune di Cavallasca.

Scrive oggi un residente a San Fermo di cui non sveleremo il nome:Onestamente l’acqua del sindaco non è buona, si può bere ma la mattina ha spesso un odore insopportabile.
È fortissimo il sentore di cloro, al punto da costringerci a bere l’acqua delle bottiglie, batteriologicamente forse più sane all’imbottigliamento ma poi l’involucro è un derivato del petrolio e genera tossicità elevate…
Cosa si può fare x avere un’acqua bevibile??”

La mia risposta?

“sostituire tutte le tubature metalliche e non, vecchie, fessurate o che hanno prodotto all’interno del proprio lume quel film peloso tipico delle tubature vecchie che diviene terreno di cultura ideale per i ferrobatteri.”

vittorio belluso

A seguire, l’articolo apparso oggi sul sito di San Fermo Democratica in risposta all’articolo de La Provincia, e del quale diamo volentieri più ampio retaggio

ANCORA UNA VOLTA SIAMO COSTRETTI A PARLARE DIQUALITA’ DELL’ACQUA PUBBLICA

Il quotidiano La provincia ha riportato il 23 Giugno, quasi integralmente, un nostro comunicato del 20 Giugno, del quale di seguito riprendiamo la parte essenziale:

Le analisi di potabilità sulla rete, compito del comune, venivano eseguite fino all’anno scorso circa ogni tre mesi. Dal Novembre 2016 al Maggio 2017, per circa sei mesi quindi, non risulta però essere stato eseguito nessun controllo! Perché risparmiare poche centinaia di Euro per tutelare la nostra salute?

Le analisi di Maggio sono state poi pubblicate sul sito del Comune solo oggi 20 Giugno, dietro nostra insistenza e richiesta di chiarimenti.

Il perché è presto spiegato: per ben 2 volte (9 Maggio e 15 Maggio) le analisi eseguite su acqua prelevata presso le scuole di via Lancini sono risultate batteriologicamente non conformi. Non conforme anche l’acqua prelevata il 22 Maggio presso il lavandino mensa della scuola di Via Monte Sasso a Cavallasca.

E’ vero, la non conformità è per poche colonie di Coliformi e la popolazione non ha corso grossi rischi, ma la positività risulta in ben due analisi consecutive e l’origine può essere da contaminazione da fognatura o da inefficienza della disinfezione, quindi indicatore del cattivo stato delle nostre reti o, come minimo, di cattiva manutenzione”.

Si trattava quindi di dati inconfutabili, ma la replica del Sindaco Mascetti, anziché entrare nel merito si è limitata ad una serie di insulti gratuiti nei confronti di chi, anche per dovere istituzionale se non come semplice cittadino, ha sollevato la questione.

Lo stesso sindaco dimostra anche una certa ignoranza poiché cita fantomatiche “leggi regionali” che non esistono.

La materia è infatti normata da un Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001, numero 31. La Regione Lombardia ha invece poi pubblicato una circolare esplicativa, n. 15/San/2004, ripresa in seguito a livello locale dalle diverse ASL ora ATS in varie occasioni con chiarimenti.

La legge stabilisce chiaramente quali siano i parametri di riferimento per giudicare idonea l’acqua destinata al consumo umano e tra questi l’assenza anche di una sola colonia di microrganismi indicatori, quali quelli trovati nel mese di Maggio in alcuni punti rete di San Fermo e Cavallasca.

La legge stabilisce inoltre che vi siano dei controlli interni a cura del gestore (nel nostro caso il Comune) e controlli esterni a cura dell’ente di controllo ufficiale (ASL ora ATS Insubria).

Nel caso di non conformità delle analisi eseguite da controlli interni, la legge 31 e la circolare regionale impongono che devono essere adottate misure idonee per trovare la causa dell’inconveniente. Sicuramente non basta ripetere l’analisi fino a quando risulta favorevole (presso le scuole di via Lancini l’analisi è risultata non conforme per due volte consecutive!) o semplicisticamente aggiungere ipoclorito di sodio fino a rendere l’acqua dal sapore improponibile.

Va invece immediatamente informata la ASL (ora ATS Insubria) che è la vera autorità titolata a dare il giudizio di potabilità.

Avremmo accettato gli insulti e dichiarato mea culpa se il nostro Sindaco ci avesse dato assicurazioni sul fatto di aver informato tempestivamente ATS, ci avesse elencato le misure prese per individuare le cause (di concerto con ATS) e su quali provvedimenti stia adottando per evitare casi analoghi in futuro (visto che non è la prima volta che succede).

Infine vogliamo citare l’articolo 10 comma 4 del DLgs 31/2001:

4. Il sindaco, l’azienda unità sanitaria locale, l’Autorità d’àmbito ed il gestore informano i consumatori in ordine ai provvedimenti adottati, ciascuno per quanto di propria competenza”.

Il Sindaco lo prenda finalmente in considerazione e informi una volta per tutte sullo stato della rete idrica comunale con dati precisi e non con generiche affermazioni.


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La farmacie di San Fermo ora sono due, gli orari pubblicati uno solo

Sul sito istituzionale di San Fermo, ora comprensivo anche della realtà di Cavallasca, in seguito all’accorpamento per fusione del comune, vi sono segnalati gli orari di apertura di quella che viene definita ‘la farmacia di San Fermo’.
Niente da dire sul fatto che gli orari vengano pubblicati, peccato però che, ora, le farmacie siano due e che gli orari pubblicati siano quelli di una farmacia sola.
Da parte di un sito istituzionale gestito coi nostri soldi è giusto pretendere maggiore professionalità e assoluta equità.
La farmacie di San Fermo sono due, una privata, la farmacia San Michele, ed una comunale, la cui rimuneratività, stando almeno all’ultimo bilancio reso pubblico in consiglio comunale, è mediocre.
E forse è per questo che si tenta di recuperare marginalità allungando a dismisura gli orari di apertura a parità di personale impiegato, il che non potrà giocoforza non comportare un peggioramento della qualità del servizio.

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Il tuo infermiere

Di Francesca Perego

INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE CONTINUA A CRESCERE SUL TERRITORIO:DALLA FARMACIA A CASA TUA, L’ ASSISTENZA SANITARIA A km “0”

L’ accorpamento dei comuni San Fermo della Battaglia con Cavallasca ha comportato diversi cambiamenti logistici e burocratici. Da una parte questa opportunità creerà nuovi vantaggi, ma dall’ altra potrebbe far insorgere inconvenienti dovuti alla diversa dislocazione dei servizi. Per far fronte alle necessità sociali della popolazione più fragile (anziani, disabili, allettati ecc.), con il sostegno della farmacia di Cavallasca, un gruppo di infermieri ha dato vita a una nuova opportunità di lavoro: INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE, la prima “APP” applicazione che porta un infermiere direttamente al domicilio dell’ assistito.

COME FUNZIONA IL SERVIZIO

Attraverso l’utilizzo di una semplice APP ( scaricabile sia da Apple Store che da Google Play) è possibile registrare i propri dati indicando il tipo di servizio assistenziale richiesto. In pochi minuti l’ infermiere più vicino al domicilio dell’ interessato riceverà la richiesta e potrà accordarsi con il paziente per effettuare la prestazione.

Il servizio privato offre comunque tariffe agevolate e convenzioni con diverse strutture convenzionate della provincia per l’ esecuzione dei prelievi ematici che saranno eseguiti al domicilio e refertati in brevissiomo tempo.

I vantaggi sono rappresentati esclusivamente dalla possibilità di avere un professionista della salute qualificato a casa propria evitando inutili spostamenti, code agli sportelli o disagi burocratici.

QUALI SONO LE PRESTAZIONI OFFERTE

Ogni tipo di prestazione sanitaria infermieristica dall’ iniezione alla medicazione semplice e complessa, dalla sostituzione di un catetere vescicale alla gestione delle stomie, prelievi ematici con consegna del referto, consulenze, igiene della persona, ecc.

LA TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE PAZIENTE CHE GRAZIE AD UN PASSAPAROLA E’ VENUTA A CONOSCENZA DEL NOSTRO TEAM.

Un esempio pratico arriva da una nostra paziente che ha da poco usufruito del servizio rilasciandoci la sua personale testimonianza:

Tiziana è una giovane donna in attesa di due gemelline, la sua è una gravidanza a rischio che le impone diversi controlli ambulatoriali e purtroppo anche periodi di ricovero ospedaliero.
Quando la incontriamo al suo domicilio per la prima volta percepiamo subito uno stato d’ ansia dovuto alla sua condizione clinica e alla mancanza di informazioni utili per alleggerire il suo stress emotivo.
Data la giovane età è stato spontaneo instaurare da subito un rapporto più confidenziale, utile anche per sciogliere un po’ le tensioni create nel suo ultimo ricovero.

Sono venuta a conoscenza del servizio offerto da INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE grazie ad un passaparola. In seguito a una diagnosi di iperuricemia avevo necessità di eseguire una terapia idratante endovenosa per due volte al giorno. Inizialmente ero un po’ scettica circa il servizio che avrei incontrato in quanto la nostra cultura cerca ancora di orientarci verso gli ospedali per ottenere ogni tipo di assistenza.
Il primo colloquio con l’ infermiera, che mi ha poi accompagnato e supportato in questo ciclo terapeutico, è bastato per darmi fiducia e tranquillizzare le mie paure…
L’ esperienza è stata senza dubbio positiva – continua Tiziana – ho apprezzato molto la modalità di relazione che questi professionisti hanno utilizzato per mettersi in contatto con me come paziente.
Simpatia e professionalità, oltre alla preparazione tecnica, sono stati il connubio perfetto per la mia situazione non molto serena di gravidanza a rischio.
Mi sento quindi in dovere di consigliare vivamente questo tipo di approccio assistenziale ovunque sia possibile per evitare lo stress di un ricovero ospedaliero che comporterebbe spese e tempistiche notevolmente maggiori oltre che il disagio di non avere la famiglia sempre al proprio fianco.
Ringrazio tutto il team per avermi seguito e supportato in ogni momento di necessità, per avermi garantito un assistenza a 360 gradi e per tutte le attenzioni e le cure prestate”.

IL PRIMO PASSO DA FARE

Presso la farmacia San Michele del Dott. Belluso a Cavallasca è possibile reperire le brochure o i contatti telefonici utili per l’attivazione del servizio.

Se sei infermiere e sei interessato ad entrare a far parte della rete assistenziale presente nella tua provincia, puoi scaricare l’APP “IL TUO INFERMIERE” e registrarti come professionista.

Medici e farmacisti possono invece visitare il sito “ILTUOINFERMIERE.IT” per attivare il servizio e collaborare con la rete fornita dal portale e, cosa più importante, seguire l’ iter terapeutico dei propri pazienti direttamente online.

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Sabato 11 febbraio giornata del Banco Farmaceutico

Elenco delle farmacie che sabato 11 febbraio aderiranno all’iniziativa di raccolta del farmaco

  • FARMACIA GROSSIVIA CESARE CANTU’ 9 – 22031 ALBAVILLA
    Tel. 031627480
  • FARMACIA PERTUSINIVIA POZZI 1 – 22070 ALBIOLO
    Tel. 031806205
  • FARMACIA PAGANIP.ZZA CAVOUR, 1 – 22070 APPIANO GENTILE
    Tel. 031930235
  • FARMACIA FOIS E FIGLI SNCVIA S.M. MADDALENA 13 – 22060 AROSIO
    Tel. 031762283
  • FARMACIA DI BIZZARONE DELLA DOTT.SSA ERBISINI SIMONAVIE DELLE GINESTRE, 1/A – 22020 BIZZARONE
    Tel. 031803151
  • FARMACIA S.AGATAVIA GUFFANTI 2/D – 22070 BULGAROGRASSO
    Tel. 031930460
  • FARMACIA DOTT.VITTORIO ALZANI & C. SNCVIA V.VENETO 10 – 22060 CABIATE
    Tel. 031766316
  • FARMACIA CENTRALE MARCANTONIOVIA MATTEOTTI 18 – 22063 CANTU’
    Tel. 031715128
  • FARMACIA SONVICOVIA MATTEOTTI 34 – 22063 CANTU’
    Tel. 031714055
  • FARMACIA COMUNALEVIA LOMBARDIA 68 C/O CENTRO COMMERCIALE – 22063 CANTU’ – MIRABELLO
    Tel. 031732033
  • FARMACIA DI SALA DR.SSA MADDALENAVIA REGINA 111 – 22010 CARATE URIO
    Tel. 031400157
  • FARMACIA FILIPPINIVIA VOLTA 41 – 22070 CARBONATE
    Tel. 0331821446
  • FARMACIA DR.SSA ANGELA ZIBETTIVIA NAZIONALE 21 – 22070 CASSINA RIZZARDI
    Tel. 031880518
  • FARMACIA ANTICA ROMAVIA ROMA 33 – 22023 CASTIGLIONE INTELVI
    Tel. 031831352
  • FARMACIA SAN MICHELE VIA HENRY DUNANT 15 – 22020 Cavallasca/San Fermo della Battaglia
    Tel. 031535021
  • FARMACIA ARIENTIVIA MILANO 165 – 22100 COMO
    Tel. 031272226
  • FARMACIA ARRIGHI SNCVIA STATALE PER LECCO, 51 – 22100 COMO
    Tel. 031280869
  • FARMACIA BANIVIA GIOVIO 24 – 22100 COMO
    Tel. 031266389
  • FARMACIA CAMERLATA DOTT.SSA ELENA NOCCOPIAZZA CAMERLATA 3/B – 22100 COMO
    Tel. 031521098
  • FARMACIA CENTRALEVIA PLINIO 1 – 22100 COMO
    Tel. 031304204
  • FARMACIA DE FILIPPISV. VITTORIO EMANUELE, 40 – 22100 COMO
    Tel. 031262277
  • FARMACIA DELLA SALUTEV. CONCILIAZIONE, 69 – 22100 COMO
    Tel. 031573135
  • FARMACIA DI BRECCIAV. ANDREA PEREGO, 7 – 22100 COMO
    Tel. 031505454
  • FARMACIA INTERNAZIONALEVIA FONTANA 13 – 22100 COMO
    Tel. 031270308
  • FARMACIA ORSENIGOVIA NATTA 15 – 22100 COMO
    Tel. 031260383
  • FARMACIA S.AGOSTINOPIAZZA MATTEOTTI 3/A – 22100 COMO
    Tel. 031304738
  • FARMACIA SAN MARTINOVIA CASLETTI 26 – 22100 COMO
    Tel. 031308433
  • FARMACIA SANTA TERESA SNCVIALE ROSSELLI 35 – 22100 COMO
    Tel. 031574630
  • FARMACIA SOVARZI MUGGIO’VIA MUGGIO’ 34 – 22100 COMO
    Tel. 031282391
  • FARMACIA VIA MILANO DOTT. FARE’ DANIELEVIA MILANO 39/41 – 22100 COMO
    Tel. 031272410
  • NUOVA FARMACIA SAGNINOVIA PIO XI 112/B – 22100 COMO
    Tel. 031542436
  • FARMACIA PIAZZA DOTT.SSA CARLOTTA PIAZZAVIA GARIBALDI, 37 – 22013 DOMASO
    Tel. 034495066
  • FARMACIA DR. TILI DI MARCELLA TILI E C. SNCPZZA V.VENETO, 32 – 22036 ERBA
    Tel. 031644193
  • PREMIATA FARMACIA CENTRALE ROBBIOCORSO 25 APRILE, 101 – 22036 ERBA
    Tel. 031641237
  • FARMACIA DELL’OCAVIA GARIBALDI 95 – 22073 FINO MORNASCO
    Tel. 031920165
  • FARMACIA DOTT. GEROSA MATTEOVIA GARIBALDI 42 – 22073 FINO MORNASCO
    Tel. 031929488
  • FARMACIA DI GRANDOLA DI REZZONICOVIA ITALIA,24 – 22010 GRANDOLA ED UNITI
    Tel. 034432237
  • FARMACIA LIPIRA NUNZIOVIA ROMA, 24 – 22070 GUANZATE
    Tel. 031976938
  • FARMACIA CERCHIARIVIA GENERAL CANTONE, 56 – 22044 INVERIGO
    Tel. 031699888
  • FARMACIA SOVARZI SASVIA PROVINCIALE PER LECCO 850/854 – 22030 LIPOMO
    Tel. 031282391
  • LB FARMA SNC DI LONGONI E BARBATOV. BATTISTI,87 – 22070 LOCATE VARESINO
    Tel. 0331830286
  • FARMACIA PIZZIVIA UNIONE, 11 – 22074 LOMAZZO
    Tel. 0296370502
  • FARMACIA RIVOLTAVIA IV NOVEMBRE 38/C – 22070 LUISAGO
    Tel. 031927075
  • FARMACIA DOTT.SSA LUISELLA ANGLESEVIA VOLTA, 11 – 22075 LURATE CACCIVIO
    Tel. 031491811
  • FARMACIA CASTELLI DR. SIMONEPIAZZA ROMA, 2 – 22066 MARIANO COMENSE
    Tel. 031745591
  • FARMACIA PORROVIA XX SETTEMBRE, 37 – 22026 MASLIANICO
    Tel. 031340455
  • FARMACIA KLUZERVIA IV NOVEMBRE 30 – 22017 MENAGGIO
    Tel. 034432051
  • FARMACIA ZANONVIA DIAZ 4/A – 22046 MERONE
    Tel. 031650033
  • FARMACIA COMUNALE DI TRE TORRIPIAZZA SAN GERARDO 8 – 22077 OLGIATE COMASCO
    Tel. 031945336
  • FARMACIA COMUNALE DI SAN FEDELE INTELVIVIA ROMA, 5 – 22028 SAN FEDELE INTELVI
    Tel. 031830206
  • FARMACIA CRISTINI DEL DR. FABRIZIO CRISTINIVIA PROVINCIALE 24 – 22038 TAVERNERIO
    Tel. 031426018
  • FARMACIA DOTT. AGOSTINELLI PAOLOPIAZZA VITTORIO EMANUELE II 1 – 22029 UGGIATE-TREVANO
    Tel. 031949232

Perché nessuno debba mai più scegliere
se mangiare o curarsi

Sabato 11 febbraio, lungo l’arco di tutta la giornata, si svolgerà nelle farmacie aderenti la giornata italiana di raccolta del farmaco, nella quale è possibile, a chiunque lo desideri, acquistare un farmaco da banco da destinare ad enti caritatevoli assistenziali della zona.
Nel caso della farmacia di S.Michele di Cavallasca, la raccolta andrà al Banco di Solidarietà di Como a sostegno e assistenza delle realtà famigliari povere e disagiate.

Le farmacie hanno un ruolo centrale nel sistema di donazione dei farmaci essendo sin dall’origine protagoniste della Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco e fulcro del progetto “recupero farmaci validi non scaduti”.

La farmacia di San Fermo/Cavallasca, per quanto concerne la realtà di Como e provincia, è in prima fila a fianco del dott. Carlo Ravera, nel combattere la battaglia ancora più grande, che consiste nel riuscire a recuperare i farmaci prescritti dal medico e non usati. A Roma, Milano e Varese è possibile. A Como ancora purtroppo no.
Ma, dopo la riunione avvenuta ieri sera lunedì 8 febbraio nella sede del Banco di Solidarietà di Como, è stato concordato l’impegno della onlus locale a fare il possibile perchè, già dall’anno prossimo, il farmaco prescrivibile non usato sia possibile raccoglierlo anche nelle farmacie aderenti della provincia di Como senza più gettarlo inutilizzato.

Collaborando con il Banco Farmaceutico, il farmacista trova possibilità di espressione e valorizzazione del proprio compito: essere sempre in prima linea al fianco dei cittadini.
Il farmacista che aderisce alla Giornata di Raccolta del Farmaco indirizza i clienti all’acquisto dei medicinali (OTC e SOP) necessari all’Ente assistenziale a cui la sua farmacia è collegata: potrà contare sul supporto di Banco Farmaceutico, sia per il materiale di comunicazione sia per la presenza in farmacia dei volontari durante la Giornata.
Per aderire alla Giornata di Nazionale di Raccolta del Farmaco, la farmacia dovrà mettersi in contatto con il Delegato Territoriale del Banco Farmaceutico e compilare un modulo di adesione. Contestualmente al farmacista è richiesta una erogazione liberale.

Lettera aperta del Banco Farmaceutico

Se qualcuno sapesse, se qualcuno mi aiutasse”, pensa il mendicanteche non ti chiederà mai, probabilmente, un analgesico per la strada, non ti parlerà mai dell’infezione che lo affligge e, obbligato dalle circostanze, dovrà sempre scegliere se, quel giorno, mangiare o curarsi.

Eppure, lui c’è.

Ci sono il suo urgente bisogno di guarire e la mortificazione di non poterlo fare.

In Italia, i poveri sono 4,1 milioni, secondo gli ultimi dati Istat. Sono mendicanti, ma anche mamme, anziani, disoccupati e immigrati.
Sono volti che appartengono al contesto del nostro vivere e interpellano il nostro senso della misericordia.

Hanno bisogno di biberon per i loro figli, antidolorifici per l’artrosi, integratori e antinfluenzali per continuare e cercare lavoro.

Hanno tutti bisogno del minimo indispensabile per sopravvivere dignitosamente.

Hanno bisogno di un tuo gesto di carità.

Puoi acquistare e regalare loro un farmaco da banco, sabato 13 febbraio, andando in una farmacia che espone la locandina della Giornata di Raccolta del Farmaco 2016 organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus.

Nel 2015, Banco Farmaceutico, ha raggiunto 400.000 poveri grazie all’impegno di 3.673 farmacie e più di 14.000 volontari (400 operano tutto l’anno). 
Quest’anno, aiutaci a fare in modo che nessuno debba mai più scegliere se mangiare o curarsi.
Grazie!

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Infermiere di famiglia presso la farmacia di Cavallasca presenta il nuovo test per l’autodeterminazione del virus HIV

AIDS : SE LO CONOSCI LO EVITI, SE LO CONOSCI NON TI UCCIDE.

Si concludeva con questa frase il famoso spot televisivo divulgato dal Ministero della Salute nel 1990 a favore della campagna di prevenzione contro il virus dell’ HIV.

La popolazione venne cosi sensibilizzata all’ uso del profilattico che in alcune realtà veniva pure distribuito gratuitamente fuori da istituti scolastici superiori e locali notturni ad informare che questa grave patologia non era solo trasmissibile per via ematica scambiandosi siringhe in uso tra i tossicodipendenti.

Scoperto nel 1983, a distanza di 33 anni, l’ agente che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), non spaventa più come un tempo. Se diagnosticata e trattata subito all’ esordio, l ‘ aspettativa di vita è molto alta e nella maggior parte dei casi paragonabile a quella di un individuo sano.

Chiaramente questo dato non deve far abbassare la guardia in quanto solo in Italia si parla di 120.000 persone sieropositive e ogni anno sono ben 4.000 i nuovi casi di incidenza soprattutto nei giovani tra i 25 e i 29 anni.

Ad oggi si stima che in tutto il mondo solo la metà delle persone affette da HIV sia realmente a conoscenza del proprio stato ma il dato più inquietante emerso alla vigilia dell’ Icar (Italian Conference of Aids and Antiviral Resarch) è che il 25% delle persone sieropositive non sa di esserlo.

La Lombardia, con circa 20mila persone sieropositive, è tra le regioni italiane più colpite, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Secondo il bollettino del centro operativo Aids dell’ Istituto Superiore di Sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo: l’ 84,1%di tutte le segnalazioni.

Se all’ inizio degli anni Anni 90 la diagnosi rappresentava una condanna certa per la persona affetta dal terribile virus, ad oggi la scoperta delle terapie antivirali mirate hanno di gran lunga diminuito la mortalità delle persone infette e il progredire della ricerca ha dato modo di sviluppare anche terapie più tollerabili e con meno effetti collaterali rispetto alle precedenti.autotest-hiv-1

Rimangono chiaramente l’ informazione attraverso l’ educazione sanitaria e la diagnosi precoce, gli interventi più efficaci per ridurre la progressiva trasmissione del virus.

Dal 1 Dicembre 2016 è possibile l’ acquisto del kit per l’ auto test di determinazione per il virus HIV in tutte le farmacie. Infermiere di famiglia… iltuoinfermiere.it si è recato dal Dott. Belluso Vittorio presso la Farmacia San Michele di Cavallasca in provincia di Como per scoprire cosi l’utilizzo e la praticità di questo test.

Disponibile da subito al costo di 20 Euro, senza obbligo di ricetta medica, l’ auto test prevede il prelievo di una piccola goccia di sangue attraverso la puntura di un polpastrello. Pratico e veloce, in 15 minuti è possibile ottenere il risultato che compare sulla finestrella presente sulla provetta/siringa da cui è stato estratto il campione da analizzare. Come per un normale test di gravidanza è possibile eseguirlo al proprio domicilio rispettando i tempi indicati e leggendo con attenzione le dettagliate e chiare istruzioni contenute nella confezione.

Abbiamo da subito accolto favorevolmente la scelta della farmacia come canale di vendita del nuovo autotest Hiv – commenta Annarosa Racca di Federfarma – sempre di più la farmacia sta diventando un punto di riferimento per il paziente, dove trovare consulenza e competenza. La distribuzione del test cosi importante per la salute, in farmacia, significa garantire un accesso agevole al prodotto e allo stesso tempo fornire assistenza e supporto al paziente”.

Grazie alla sensibilizzazione sulla problematica da parte del dott. Belluso, sarà possibile l’ acquisto presso la Farmacia di Cavallasca del kit di autodeterminazione e consulenza o aiuto nell ‘esecuzione con “infermiere di famiglia…iltuoinfemiere.it”.

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Malasanità

Una nostra testimonianza di quanto accade a pochi metri dal nostro Comune e nel moderno Ospedale Sant’Anna.

Una breve premessa

Il giorno 2 novembre, Commemorazione Defunti, alle ore 17:42 arriva a sirena accesa l’ambulanza del 118 per soccorrere mia moglie a causa di una caduta accidentale in casa, con arrivo alle 18:33 al Pronto Soccorso Presidio Ospedaliere Sant’Anna dove le viene diagnosticato una frattura scomposta sovracondilica dell’omero sinistro e impotenza afunsionale assoluta al gomito.

Per mancanza di posti letto viene dimessa alle ore 21:16 con l’avvertenza di presentarsi il giorno successivo a digiuno in sala gessi alle ore 08:00 per il trattamento chirurgico della lesione. Dopo un’attesa di quattro ore viene scarrozzata alla stanza 2056 del Dipartimento Gestionale di Chirurgia Traumatologica e Ricostruzione, sembrava un caso d’urgenza nella sua fattispecie.

Oggi, 13 novembre 2016 a distanza di 11 giorni ciò che sembrava appunto un caso d’urgenza, di fatto è ancora in attesa di essere curata per la suddetta lesione e non si capisce ancora quanto tempo dovrà passare per avere l’inefficiente servizio a carico della spesa pubblica regionale e della sofferenza fisica e morale di una paziente e comune famiglia, in attesa di un infame sperpero delle risorse pubbliche, passando da una micro a una macro spesa sanitaria.

Nel 2016, tale spesa dovrebbe assestarsi intorno ai 113,3 miliardi di euro mentre gli italiani sono 7,1 milioni che nell’ultimo anno hanno fatto ricorso all’intromoenia (il 66,4% proprio per evitare le lunghe liste d’attesa). Il 30,2% si è rivolto alla sanità a pagamento, (ecco la legale l’estorsione degli addetti ai lavori).

Ora i 240.000 euro della prevista ristrutturazione della ex caserma della G. di F. per accogliere i clandestini, mi sembrano un volo di farfalla con l’ennesima strumentalizzazione politica.

Cavallasca, 13 novembre 2016 Tonino Beatrice

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Eternit, messe a norma, riqualificazioni ambientali: è qui che l’Italia dei piccoli Comuni affonda

Come ho scritto ieri nell”articolo ‘non chiamatela solo fatalità‘, ed oggi riportato dai più importanti giornali di caratura nazionale, le conseguenze tragiche che il terremoto del centro Italia ha causato, sarebbero potute essere infinitamente minori se solo … gli italiani non fossero i soliti italiani, frutto di un retaggio servile e clientelare che trova radice nella storia stessa del nostro Paese.

Un Paese che ha costruito la propria unità sulle battaglie combattute fra di loro dalle nazioni sue dominanti, (Francia, Germania, Stato Pontificio, Austria e Inghilterra) e cambiando le alleanze secondo la convenienza del momento in base al genio di Cavour.
So che quanto sto scrivendo, dato il momento, potrà sembrare irrispettoso o forse addirittura offensivo, ma questo è il mio convinto pensiero, suffragato dalla mia esperienza di consigliere comunale negli ultimi due mandati, dal 2009 ad oggi.
Qualcuno dirà:
“ma cosa c’entra Cavallasca col terremoto?
Possibile che questo signore non perda occasione per dire male della nostra amministrazione?
Cos’è?
Un’ossessione?”
No, nessuna ossessione, ma solo la fredda analisi di mali insiti nel nostro sistema di potere, che parte dagli enti locali  e arriva a Roma.
Siamo tutti nella stessa barca.
Il sistema è marcio dalla testa ai piedi.

Il sistema di potere, basato sul voto clientelare, è lo stesso, sicchè, se vuoi fare politica attivamente e onestamente, sarai sempre costretto ai margini, sorpassato dal politically correct, quel politically correct che ci sta riempiendo fino all’orlo di clandestini sistemati in alberghi a 3 stelle (coi nostri senza tetto terremotati dentro alle tende della Croce Rossa), che si mangia i fondi destinati alla messa a norma di edifici pubblici contro la non remota eventualità di un terremoto, che si mangia i soldi pubblici destinati al raddoppio della linea ferroviaria che avrebbe impedito lo scontro di Puglia del mese scorso, che si mangia i soldi pubblici destinati allo smaltimento dell’eternit, di cui le nostre campagne sono piene fino al collo, e che causano e causeranno tanti morti di mesotelioma ai polmoni, senza che nessuno se ne accorga, o senza che nessuno sappia fare le debite connessioni con le terribili responsabilità che il nostro sistema politico ha.
Dalla piccola comunità come Cavallasca fino alla città metropolitana.
Vi faccio un piccolo esempio personale e poi vi lascio tornare alle vostre faccende.
Anni fa sollevai la questione eternit.
In giro per Cavallasca ce n’è ancora tanto.
In parte anche abbandonato abusivamente nei campi.
Dai tetti degli orti, dei pollai, addirittura delle cucce dei cani.
Più un paio di caseggiati post industriali dismessi.
Eternit che è li a marcire, col suo potere mortale intatto (anzi amplificato dallo sbriciolamento causato dall’invecchiamento) e senza che nessuno ci faccia caso.
Sollevai la questione, mi feci solo dei nemici.
Gente che avrebbe  poi votato per chiunque, eccetto che per me.
Il mio intento era salvare delle vite.
Passai per rompiscatole.
Non venne elargita una multa una per possesso non denunciato di eternit.
Feci persino fatica a conoscere, (ci furono delle resistenze a fornirmi i dati, pur nel mio ruolo di consigliere comunale), i nominativi di quei cittadini che correttamente avevano denunciato di avere dell’eternit dentro alle loro proprietà, in modo da sapere, per esclusione, chi non l’avesse fatto e quindi chi stava potenzialmente attentando, causa la propria ignoranza e mancanza di senso civico, alla salute pubblica.
Questa è l’Italia,
Questa è la Cavallasca del buco in bilancio da 1 milione di euro in cui il sindaco da 7 anni va dicendo a tutti di non aver mai saputo niente.

vittorio belluso

stato criminale

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Subito un defibrillatore per San Rocco (e chi lo possa usare)

Finchè non ci scapperà il morto, dormiranno tutti

Dunque, la 43° edizione della Sagra di San Rocco è partita.
Ed io, ne sono uno degli sponsor.
Ma, haimè, mi duole notare come, nonostante la mia mozione di qualche anno fa per ripristinare la viabilità della via Comunale della Vetta (foto), nulla è stato fatto.
L’unica strada di accesso, è stretta e non permette il transito contemporaneo di due auto in direzioni opposte.
Servirebbe una via di sfogo, la via Comunale della Vetta, appunto!
Come da me proposto, inutilmente.
Forse, quando ci scapperà il morto d’infarto, morto perchè i soccorsi portati dall’ambulanza saranno rimasti imbottigliati lungo la salita di via Alla Torre, ci si renderà conto dell’importanza della mia proposta.
Come il defibrillatore.
Possibile che nessuno ci abbia pensato?
C’è un defibrillatore a San Rocco? E, sopratutto, c’è qualcuno abilitato ad usarlo?

Come per la fusione ch’io proposi con San Fermo tre anni fa e che in tanti bollarono come la ‘sparata di un pazzo’, ora ci si rende conto che sarebbe stata la soluzione migliore per il nostro Comune e che avrebbe risparmiato il salasso di tasse che sta arrivando.
Credo che sia davvero giunto il tempo che venga dato un seguito alla mia mozione sul ripristino della via Comunale della Vetta,
Sindaco e organizzatori vari, non si rendono conto che basterebbe un malore finito in tragedia, per porre fine alla sagra per sempre.
Sveglia ragazzi, sveglia!

vittorio belluso

via comunale della vetta colombiriolo copiavia comunale della vetta provinciale copiamozione strada comunale della vetta

 

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Parcheggio Centro Servizi: manca un carico e scarico

Come già tante volte fatto su questo blog ed in Consiglio Comunale, siamo ad evidenziare una grave lacuna della nostra Amministrazione e del nostro Ufficio Tecnico, nel momento in cui, nel parcheggio del Centro Servizi, mancano i posti riservati ai portatori di handicap e al carico & scarico delle merci.
Stavolta, invece di tante parole, abbiamo pensato di postare queste due foto di oggi, 16 giugno 2016.
I mezzi in questione, in mancanza di un posto adibito al carico e scarico delle merci, per poter effettuare la loro consegna, hanno dovuto sostare in mezzo al parcheggio per circa  dieci minuti nella posizione che potete osservare, creando ostacolo a tutti.

manca carico e scaricovalentina

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LILT lega italiana per la lotta contro i tumori

L’altroieri sera, alle ore21 presso la nuova biblioteca del Comune di San Fermo, si è tenuto un incontro molto istruttivo ed educativo da parte di vari
professionisti (medici) su iniziativa della LILT e concernente la
prevenzione oncologica.
In particolare, sono stati illustrati gli atteggiamenti essenziali da
perseguire e mantenere nel corso della propria esistenza con riferimento ai tumori della mammella.
Hanno interessato brillantemente l’intera platea gli intervenuti:
dr.Francesco Valenti, chirurgo senologo dr.ssa Giuliana Mura, nutrizionista senologa
Chiara Rogantini, Accademia di senologia
Martina Buttera, Accademia di senologia
Molti hanno posto quesiti e chiesti chiarimenti, ottenendone
esaustive risposte.
L’incontro si ripeterà venerdì 10 giugno prossimo, presso la biblioteca del Comune di Cavallasca, ma con argomentazione più ampia e riguardante patologie oncologiche diverse.
Ritengo importante che i cittadini, interessati tutti all’argomento,
partecipino numerosi.
Interverranno:
-dr.Francesco Valenti, chirurgo senologo, su prevenzione
tumore del polmone
-dr.ssa Tiziana Gazzotti, psicologa, sul progetto “lotta contro
il fumo”
-dr. Giuseppe Ferro, dermatologo, su prevenzione tumori della
cute
-dr.Domenico Arena, urologo, su prevenzione tumori urologici

Michele Fuccilo

 

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Permane la chiusura dell’erogazione dell’acqua nella casetta di distribuzione di via Borsellino

Un ritardo che avvalora quanto noi sosteniamo da tempo

Da molti giorni la casetta dell’acqua di via Borsellino è chiusa perchè è in corso l’ennesima sanificazione, con la sovraintendenza dell’ASL, per riscontrata contaminazione dallo scarsamente pericoloso batterio Pseudomonas aeruginosa.
Specifichiamo che il batterio è poco pericoloso (ma non per i soggetti immunodepressi).casetta a
Ugualmente anche chi non ha avuto la fortuna di effettuare studi scientifici di natura chimico tossicologica, comincia a chiedersi come mai sempre a Cavallasca, a differenza delle confinanti San Fermo e Colverde, ove il servizio di acquedotto è lo stesso, viene riscontrato questo batterio.
Anche l’uomo della strada, comincia a comprendere che il problema, con ogni probabilità, è da ricercarsi a monte della casetta, ovverosia nelle fatiscenti tubazioni presenti in ancora molti punti di Cavallasca.
Quando il sottoscritto, ormai 2 anni fa, lo denunciò per questo mezzo, venne letteralmente virtualmente linciato.

vittorio belluso

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Ennesima chiusura della casetta dell’acqua di via Borsellino causa Pseudomonas

Da qualche giorno, la casetta dell’acqua di via Borsellino è chiusa perchè è in corso l’ennesima sanificazione, con la sovraintendenza dell’ASL, per riscontrata contaminazione dallo scarsamente pericoloso batterio Pseudomonas aeruginosa.

Lungi da me entrare ancora una volta in polemica con l’Amministrazione, specie in questo momento di grande difficoltà, ma mi permetto di riaffermare, ancora una volta, quando già ebbi a scrivere 2 anni orsono, allorchè, per la prima volta, scoppiò il caso: “ Pseudomonas aeruginosa”.
Allora la mie affermazioni vennero messe in dubbio  e ciò addirittura sul sito istituzionale del Municipio che riportava evidenti errori di natura scientifica.
Ora, i fatti, confermano la correttezza della mia interpretazione di allora nella ricerca delle cause che potrebbero essere all’origine della ricorrente problematica. (Basta effettaure una ricerca dal motore Continua la lettura di Ennesima chiusura della casetta dell’acqua di via Borsellino causa Pseudomonas

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Lo smaltimento dell’amianto è nell’interesse di tutti

Come viene smaltito l’amianto rimosso dai nostri tetti?

In Italia non si contano le persone che a proprie spese stanno facendo rimuovere i pericolosi laminati di eternit, sfibrati e polverosi, causa di malattie terribili, ma, tali gesti, non devono venir vanificati da una non corretta gestione dello smaltimento da parte delle ditte incaricate.

Parlando con un tecnico del settore edilizio, tecnico di cui non faremo il nome, egli ci ha detto che, secondo quanto ne sa, i trafilati cancerosi vengono indirizzati in siti di stoccaggio, e li lasciati senza essere distrutti.
Addirittura, è stata avanzata l’ipotesi che, tali materiali, vengano seppelliti sottoterra, cosa che ci rifiutiamo di credere.
Perchè, se così fosse, significherebbe che il profitto senza scrupoli l’ha sempre vinta.
Se noi pensiamo che l’amianto, nel mondo, è calcolato che uccida ogni anno non meno di 100 mila persone e che, solo nella zona di Casale Monferrato, ha causato la morte di 3 mila persone fra gli anni 60 e 80, ci rendiamo conto che la nostra preoccupazione non finisce con una semplice autodenuncia o con una semplice rimozione.

Coloro i quali provvedono, vestiti con apposite tute e maschere che li fanno assomigliare a degli astronauti, a rimuovere vecchie tettoie, e coperture di garage, allo stesso tempo hanno una seconda enorme responsabilità: provvedere allo smaltimento del materiale tossico nocivo.
L’Italia, come sempre, è indietro anni luce a queste problematiche, complici anche sindaci impreparati in materia, e, proprio per questo l’Unione Europea ci bacchetta, ricordandoci che il mancato smaltimento di strutture in amianto sia pericolosissimo alla salute dei cittadini, visto che 1000 mq di eternit rilasciano almeno 1kg di fibre d’amianto nell’aria ogni anno.
A Mantova è in progetto l’installazione di un impianto per lo smaltimento dell’eternit di ultima generazione, ad opera di una ditta specializzata.

Ma, purtroppo, gli italiani sono alquanto qualunquisti, fedeli alla teoria del nimbysti, ‘mai a casa mia’, per cui i residenti nei pressi di tale fabbrica si oppongono al fatto che tale impianto venga installato, al pari di un termovalorizzatore, di una grande stufa o altro.
Insomma, occorre che gli italiani tutti si rendano conto che l’amianto costituisce, oggi come ieri, un grave problema per la salute pubblica e che il suo completo smaltimento è nell’interesse di tutti.

La foto che segue mostra lo smaltimento di una tettoia in eternit, ordinata e fatta eseguire circa 1 anno fa da una famiglia di Cavallasca, cui, ancora oggi, va il nostro sentito ringraziamento.
Altri dovrebbero prenderne l’esempio.

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Olio di palma: dietro la sua produzione girano interessi miliardari

In questi giorni i produttori mondiali di olio di palma si sono mobilitati con una campagna mediatica a tappeto su tutti gli organi di informazione per tentare di riabilitare l’olio di palma, componente onnipresente nella moderna industria alimentare.

Qualsiasi cibo può fa parte della nostra alimentazione, purché se ne faccia un consumo moderato.

Va sottolineato che l’olio di palma è ricco, come il burro, di grassi saturi, (potenzialmente cancerogeni se assunti in quantità eccessiva, come la margarina e come tutti i grassi satiuri, che tendono a depositarsi nei tessuti), il problema è che è presente in qualsiasi cibo pre-fritto ( per es. patatine o pollo surgelati) , merendine dolci, biscotti, snack salati, ecc che trovi in circolazione, quindi risulta praticamente impossibile consumarlo e smaltirlo moderatamente.
In altre parole, si accumula nei tessuti adiposi e nei vasi circolatori.
Per non parlare poi degli enormi problemi che reca all’intero pianeta.
Spesso nella margarina c’è l’olio di palma.

Ultima cosa: la produzione di olio di palma è talmente conveniente e remunerativa per le multinazionali che la producono, che per fare spazio alla sua coltivazione si stanno distruggendo campi altrimenti adibiti a foresta o già coltivati. (Come a Sumatra).

nella foto, una foresta data alle fiamme per far posto alla coltivazione delle palme.

foresta

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