Si è svolta la giornata di raccolta di farmaci del Banco Farmaceutico

Ieri, 10 febbraio 2018, per il sesto anno consecutivo, si è svolta nella località di Cavallasca la giornata di raccolta dei farmaci da donare ad enti bisognosi presenti ed operanti nella provincia, coordinata dall’associazione del Banco Farmaceutico.
La raccolta si è svolta in tutta Italia.
Fra i volontari che hanno reso possibile lo svolgimento della raccolta per tutto l’arco di apertura della farmacia, si ringrazia:

Alice Taborelli, Michela Frascoli, Vanessa Guggi, Carolina e Nicola Belluso, Manuel Stoppiello. (foto)

Il totale dei farmaci raccolti è stato di 93, in linea con l’anno scorso.
Nel caso di San Fermo, i farmaci donati andranno direttamente all’Associazione del Banco di Solidarietà di Como.

Ora, come è ormai consuetudine nel nostro rapporto di come si svolta la giornata di raccolta, dopo aver fatto i ringraziamenti doverosi ai volontari, dovremmo “attaccare” con la solita pappardella della crisi economica che attanaglia le famiglie italiane, ragion per cui la donazione di un farmaco assume valenza doppia.
Nossignori.
Quest’anno, ci lasceremo andare ad alcune considerazioni frutto unicamente di nostre sensazioni.
E cioè che, nell’aria, nelle espressioni delle quasi 100 persone che ieri hanno deciso di aderire all’iniziativa ritornando una seconda volta alla cassa e stavolta non per se stessi ma per una persona ‘perfetta sconosciuta”, mi è parso di scorgere un qualcosa di inedito.
Cioè che chi può permetterselo si rende conto che il momento è difficile, e acquista senza battere ciglio, consapevole dell’importanza sociale del gesto.

Forse complice il fatto che l’iniziativa, nella nostra farmacia, è ormai giunta alla sesta o settima edizione consecutiva per cui buona parte della clientela era già stata edotta sull’iniziativa negli anni precedenti, o forse a causa della povertà che avanza e che si nota ad ogni angolo delle nostre città ove sono comparsi mendicanti che prima non c’erano, …. fatto sta che la carità ha assunto un livello di consapevolezza che ci è parso inedito.
E’ questa la cosa bella!

Sempre in attesa di poter raccogliere anche i farmaci nuovi e non usati ma già dispensati dal Sistema Sanitario Nazionale, auguriamo a tutti una buona settimana.
Per qualche giorno il blog va in vacanza, in attesa di uscire con una nuova e strepitosa veste grafica.
Buona settimana a tutti. 

Vittorio Belluso


p.s. Nelle foto, complice il carnevale, potete osservare il nostro messo comunale, Franco Guglielmetti, dopo aver completato la cura per i capelli confezionata appositamente per lui nella nostra farmacia.  🙂  🙂

Mi Piace(7)Non Mi Piace(1)

Sabato 10 febbraio giornata del Banco Farmaceutico

Elenco delle farmacie che sabato 10 febbraio aderiranno all’iniziativa di raccolta del farmaco

  • FARMACIA SAN MICHELE VIA HENRY DUNANT 15 – 22042 San Fermo della Battaglia
    Tel. 031535021 

    • FARMACIA GROSSIVIA CESARE CANTU’, 9 – 22031 ALBAVILLA
      Tel. 031627480
    • FARMACIA PERTUSINIVIA POZZI, 1 – 22070 ALBIOLO
      Tel. 031806205
    • FARMACIA PAGANIP.ZZA CAVOUR, 1 – 22070 APPIANO GENTILE
      Tel. 031930235
    • FARMACIA COLZANIPIAZZA TESTI 12 – 22010 ARGEGNO
      Tel. 031821155
    • FARMACIA FOISVIA S.M. MADDALENA, 13 – 22060 AROSIO
      Tel. 031762283
    • FARMACIA DI BIZZARONEVIE DELLE GINESTRE, 1/A – 22020 BIZZARONE
      Tel. 031803151
    • FARMACIA S. AGATAVIA GUFFANTI, 2/D – 22070 BULGAROGRASSO
      Tel. 031930460
    • FARMACIA ALZANIVIA V. VENETO, 10 – 22060 CABIATE
      Tel. 031766316
    • FARMACIA CENTRALE MARCANTONIOVIA MATTEOTTI, 18 – 22063 CANTU’
      Tel. 031715128
    • FARMACIA SONVICOVIA MATTEOTTI, 34 – 22063 CANTU’
      Tel. 031714055
    • FARMACIA COMUNALE N.1 DI VIGHIZZOLOVIA SAN GIUSEPPE 2A/B – 22063 CANTÙ
      Tel. 031731194
    • FARMACIA COMUNALE N.3VIA LOMBARDIA 68, C/O CENTRO COMMERCIALE – 22063 CANTÙ – MIRABELLO
      Tel. 031732033
    • FARMACIA DI SALAVIA REGINA, 111 – 22010 CARATE URIO
      Tel. 031400157
    • FARMACIA FILIPPINIVIA VOLTA, 41 – 22070 CARBONATE
      Tel. 0331821446
    • FARMACIA ZIBETTIVIA NAZIONALE, 21 – 22070 CASSINA RIZZARDI
      Tel. 031880518
    • FARMACIA ARIENTIVIA MILANO, 165 – 22100 COMO
      Tel. 031272226
    • FARMACIA ARRIGHIVIA STATALE PER LECCO, 51 – 22100 COMO
      Tel. 031280869
    • FARMACIA BANIVIA GIOVIO, 24 – 22100 COMO
      Tel. 031266389
    • FARMACIA CAMERLATA SNCP.ZZA CAMERLATA, 3/B – 22100 COMO
      Tel. 031521098
    • FARMACIA CENTRALEVIA PLINIO, 1 – 22100 COMO
      Tel. 031304204
    • FARMACIA DE FILIPPISVIA V. VITTORIO EMANUELE, 40 – 22100 COMO
      Tel. 031262277
    • FARMACIA DELLA SALUTEVIA CONCILIAZIONE, 69 – 22100 COMO
      Tel. 031573135
    • FARMACIA DI BRECCIAVIA ANDREA PEREGO, 7 – 22100 COMO
      Tel. 031505454
    • FARMACIA INTERNAZIONALEVIA FONTANA, 13 – 22100 COMO
      Tel. 031270308
    • FARMACIA LANZETTI DR.ANDREAVIA T.CICERI 8/C – 22100 COMO
      Tel. 031306130
    • FARMACIA ORSENIGOVIA NATTA, 15 – 22100 COMO
      Tel. 031260383
    • FARMACIA S.AGOSTINOP.ZZA MATTEOTTI, 3/A – 22100 COMO
      Tel. 031304738
    • FARMACIA SAN MARTINOVIA CASLETTI, 26 – 22100 COMO
      Tel. 031308433
    • FARMACIA SANTA TERESAVIALE ROSSELLI, 35 – 22100 COMO
      Tel. 031574630
    • FARMACIA SANT’ANNAVIA VARESINA 93 – 22100 COMO
      Tel. 031593172
    • FARMACIA SOVARZIVIA MUGGIO’, 34 – 22100 COMO
      Tel. 031282391
    • FARMACIA VIA MILANOVIA MILANO, 39/41 – 22100 COMO
      Tel. 031272410
    • NUOVA FARMACIA SAGNINOVIA PIO XI, 112/B – 22100 COMO
      Tel. 031542436
    • FARMACIA PIAZZAVIA GARIBALDI, 37 – 22013 DOMASO
      Tel. 034495066
    • FARMACIA TILIP.ZZA V. VENETO, 32 – 22036 ERBA
      Tel. 031644193
    • PREMIATA FARMACIA CENTRALE ROBBIOC.SO 25 APRILE, 101 – 22036 ERBA
      Tel. 031641237
    • FARMACIA MOIOLIVIA V.VENETO, 43 – 22020 FALOPPIO
      Tel. 031986246
    • FARMACIA DELL’OCAVIA GARIBALDI, 95 – 22073 FINO MORNASCO
      Tel. 031920165
    • FARMACIA GEROSAVIA GARIBALDI, 42 – 22073 FINO MORNASCO
      Tel. 031929488
    • FARMACIA DI GRANDOLAVIA ITALIA, 24 – 22010 GRANDOLA ED UNITI
      Tel. 034432237
    • FARMACIA LIPIRAVIA ROMA, 24 – 22070 GUANZATE
      Tel. 031976938
    • FARMACIA CERCHIARIVIA GENERAL CANTONE, 56 – 22044 INVERIGO
      Tel. 031699888
    • FARMACIA LAMBROVIA ROMA 3 – 22045 LAMBRUGO
      Tel. 031605642
    • FARMACIA SOVARZI SASVIA PROVINCIALE PER LECCO, 850/854 – 22030 LIPOMO
      Tel. 031282391
    • FARMACIA LB FARMAVIA BATTISTI, 87 – 22070 LOCATE VARESINO
      Tel. 0331830286
    • FARMACIA MANERAVIA ROMA 5 – 22074 LOMAZZO
      Tel. 0296344231
    • FARMACIA PIZZIVIA UNIONE, 11 – 22074 LOMAZZO
      Tel. 0296370502
    • FARMACIA RIVOLTAVIA IV NOVEMBRE, 38/C – 22070 LUISAGO
      Tel. 031927075
    • FARMACIA DI LURAGO D’ERBA DR. MARCANTONIO & C. SASVIA ROMA 78 – 22040 LURAGO D’ERBA
      Tel. 3471102037
    • FARMACIA ANGLESEVIA VOLTA, 11 – 22075 LURATE CACCIVIO
      Tel. 031491811
    • FARMACIA S. AMBROGIOVIA XX SETTEMBRE 46 – 22075 LURATE CACCIVIO
      Tel. 031490000
    • FARMACIA CASTELLIP.ZZA ROMA, 2 – 22066 MARIANO COMENSE
      Tel. 031745591
    • FARMACIA RAIMONDIVIA S.ALESSANDRO, 17 – 22066 MARIANO COMENSE
      Tel. 031750892
    • FARMACIA PORROVIA XX SETTEMBRE, 37 – 22026 MASLIANICO
      Tel. 031340455
    • FARMACIA KLUZERVIA IV NOVEMBRE, 30 – 22017 MENAGGIO
      Tel. 034432051
    • FARMACIA ZANONVIA DIAZ, 4/A – 22046 MERONE
      Tel. 031650033
    • FARMACIA COMUNALE E SERVIZIVIA VARESINA 38/A – 22070 MONTANO LUCINO
      Tel. 031471147
    • FARMACIA SAN MARTINOVIA SAN MARTINO,15 – 22076 MOZZATE
      Tel. 0331821260
    • FARMACIA MEDICEAVIA STATALE REGINA 30 – 22010 MUSSO
      Tel. 034486192
    • FARMACIA PATRINIVIA TAVERNA 3 – 22060 NOVEDRATE
      Tel. 031791419
    • FARMACIA SANT’AGATAPIAZZA ITALIA ANG. VIA RONCORONI 35 – 22077 OLGIATE COMASCO
      Tel. 031945336
    • FARMACIA ROVELLO PORROVIA DANTE ALIGHIERI 6 – 22070 ROVELLO PORRO
      Tel. 0296750517
    • FARMACIA COMUNALE DI SAN FEDELE INTELVIVIA ROMA, 5 – 22028 SAN FEDELE INTELVI
      Tel. 031830206
    • FARMACIA SAN MICHELEVIA HENRY DUNANT 15 – 22020 SAN FERMO DELLA BATTAGLIA
      Tel. 031535021
    • FARMACIA CRISTINIVIA PROVINCIALE, 24 – 22038 TAVERNERIO
      Tel. 031426018
    • FARMACIA AGOSTINELLIP.ZZA V. EMANUELE II, 1 – 22029 UGGIATE-TREVANO
      Tel. 031949232

    PARTNER


Perché nessuno debba mai più scegliere
se mangiare o curarsi

Mi Piace(5)Non Mi Piace(2)

Un’uscita di ‘bassa lega”!

Il cazzaro toscano ha contagiato anche Salvini!

Enorme gaffe di Salvini sull’obbligatorietà di vaccinare i bambini.
Ha dichiarato che se vince il cdx lui la toglierà.

Uscita davvero infelice quella di Salvini. Era partito bene mettendo in programma la riforma su diritto di famiglia Separazione / Divorzio (dove attualmente il sessismo di una magistratura Comunista e Femminista ammazza i Padri).
Rischia di perdere parecchi voti.
Ora attendiamo che, da uomo vero quale lo stimiamo essere, ritratti.
Con questa dichiarazione Salvini rischia concretamente di perdere i voti di chi conosce – evidentemente meglio di lui – la materia socio sanitaria.
Probabilmente si è trattato solo di un errore di percorso.
Troppo poco per voltare le spalle ma abbastanza per tirare il regolo sulle dita.
Avere responsabilità di governo significa non potersi più permettere uscite di “bassa lega” – è il caso di dire – come questa.

In base alla disinformazione in atto, c’è una grossa fetta di popolazione italiana che ritiene che l’obbligatorietà di effettuare i vaccini più importanti sia un’imposizione illiberale e vessatoria.
Evidentemente il capo della Lega ha pensato, a 7 settimane dalle elezioni nazionali,  di cavalcare questo malcontento.
Peccato però che, senza l’obbligo di vaccinarsi verso talune forme epidemiologiche, si sta concretizzando lo spettro del ritorno di malattie che si consideravano debellate, coi relativi costi e pericoli per l’intera collettività.
Chi dice che i vaccini siano una truffa dovrebbe vedere coi propri occhi cosa significhi, tanto per fare un esempio, contrarre la poliomielite.
Ma come si fa a dichiarare di voler rendere tale vaccinazione facoltativa?

Gli studi scientifici che ci stanno a fare? Se c’è chi considera il morbillo e o la varicella malattie risibili, é solo perchè non si ha una cultura sanitaria.
Le donne che la contraggono (la semplice varicella) in gravidanza. mettono a rischio il bimbo che portano in grembo, tanto per fare un semplice esempio.

Uno Stato responsabile fa vaccinare i propri cittadini, anche obbligandoli se questi sono recalcitranti.
La scienza dice che contrarre la varicella in gravidanza significa mettere al mondo, con un altissimo indice di  probabilità, un figlio con la spina bifida. Sapete cosa significha questa cosa? Significa un figlio tetraplegico.

La protezione delle malattie di un’intera popolazione dipende da indici matematici. Chi si vaccina protegge anche chi non si vaccina, come le maglie di una rete. I non vaccinati sono i buchi nella maglia.
Purtroppo sempre più persone cadono nella disinformazione che vuole la vaccinazione obbligatoria una imposizione, e non vaccinano né se stessi né – cosa gravissima – i propri figli.
Così facendo arrecano danno a se stessi e al prossimo.

Chi sterminò l’intero popolo Maya?
Cortes e i 4 gatti che erano con lui?
No. Il vaiolo. E’ stato il vaiolo. Ed è solamente grazie a scienziati come Edward Jenner che questa malattia oggi non incute più terrore.
Oppure che dire di Albert Bruce Sabin? (Lo scopritore del vaccino che ha debellato la poliomielite).
Senza quest’uomo oggi quanti infelici sarebbero fra noi?

vittorio belluso

Mi Piace(11)Non Mi Piace(5)

Solo biodegradabili e a pagamento: ce lo impone l’Europa

L’Europa impone al commercio al dettaglio di scontrinare i sacchetti biodegradabili.
Una manovra, mascherata da rispetto ecologico che invece nasconde l’ennesima spremitura di soldi al cittadino europeo.

Da gennaio pagheremo anche le buste per la frutta e la verdura che troviamo normalmente nei supermercati, negozi e farmacie comprese.
Ce lo impone l’Europa!!!

A noi (San Fermo della Battaglia – Como), è arrivata una circolare (il testo della circolare in fondo all’articolo) che obbliga le farmacie a mettere l’importo del sacchetto nello scontrino rilasciato al cliente. Costo da 1 a 10 centesimi, a seconda della grandezza.
10 centesimi che si possono anche scontare al cliente, ma che vanno scontrinati comunque.
Fermiamoci a pensare e cerchiamo di guardare oltre quel che i governanti cercano di farci vedere:

Ce lo impone l Europa?
Ma quanto ritorna allo Stato di Iva, visto che da ora nei bilanci delle farmacie (e dei supermercati) figurerà la voce shoppers, costo 10 centesima di cui iva al 22%?
Quanti sacchetti escono ogni giorno anche solo dalle farmacie italiane?
Noi giudichiamo solo ciò che è di nostra competenza, avanzando i nostri dubbi e nella speranza di venir smentiti da chi è più competente di noi in materia.

Facciamo i calcoli: 200 sacchetti al giorno in media per ogni farmacia italiana a 10 centesimi di cui il 22% di Iva – che si faccia pagare o meno al cliente accreditandoglielo sotto forma di decimo di punto in fidelity card, se il cliente viene in farmacia con un proprio sacchetto in cotone).
Quanto fa?

Ve lo diciamo noi: tanto! Tantissimo!
Un fiume di soldi che ogni 16 del mese, all’atto del pagamento dell’ f24 dell’Iva, si riverserà in ogni modo dalle farmacie italiane all’erario di Roma, e da qui a Bruxelles.
Altro che rispetto della natura!
Forse sarebbe ora che si cominciasse a rispettare di più l’intelligenza del consumatore europeo, che viene spremuto come un limone.

 

Circolare Federfarma

ALLE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI

ALLE UNIONI REGIONALI

PRECEDENTI: Circolare Federfarma prot. n. 11802/370 del 10 settembre 2014 e prot. n. 5679/154 del 12 aprile 2013.

Questa Federazione aggiorna le organizzazioni in indirizzo, sulla questione della commercializzazione dei sacchetti di plastica e del relativo apparato sanzionatorio.

Nell’ambito del Decreto-Legge 20 giugno 2017 n. 91 recante tutt’altro oggetto, ossia “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”, convertito con la Legge 3 agosto 2017 n. 123, è stato introdotto l’art. 9-bis concernente “Disposizioni di attuazione della direttiva (UE) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015, che modifica la direttiva 94/62/CE per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo delle borse di plastica in materiale leggero. Procedura d’Infrazione n. 2017/127” (allegato n.1).

In sostanza, il legislatore per porre fine alla procedura d’infrazione scattata per non aver recepito entro il 27 novembre 2016 la Direttiva 2015/720 sulla riduzione dell’utilizzo delle borse di plastica in materiale leggero, è intervenuto con il Decreto-Legge 91/2017 per recepire la direttiva in questione, andando direttamente a integrare e modificare il Decreto 152/2006 il cd. “Decreto-Ambiente”, inserendo nuovi articoli e nuovi commi.

Le novità

Prima di precedere ad un commento tecnico sull’argomento in oggetto, si ritiene necessario premettere che la più importante novità pratica per la farmacia è rappresentata dall’impossibilità di fornire gratuitamente le borse di plastica alla clientela in quanto il prezzo di vendita di qualunque tipo di borsa di plastica fornita alla clientela deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Ciò premesso e per una immediata comprensione del quadro normativo e dei suoi riflessi pratici per le farmacie, si ritiene utile allegare un prospetto (allegato n. 2) elaborato da Assobioplastiche e Confcommercio che riepiloga le tre tipologie di buste di plastica previste dalla normativa.

Il primo gruppo di tale prospetto è quello delle borse per alimenti sfusi (ossia a diretto contatto con gli alimenti) e che non riguardano le farmacie. Proprio in riferimento a tale categoria di buste di spessore inferiore a 15 micron, definite “ultra-leggere”, la direttiva 2015/720/UE ha inteso avviarne la progressiva riduzione in quanto costituiscono un significativo impatto per l’ambiente.

Con il nuovo articolo 226-ter aggiunto nel D.Lgs. 152/06 anche il nostro paese ha recepito tali obiettivi volti alla progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero da realizzarsi secondo precise modalità e tempistiche:

a) dal 1° gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento;

b) dal 1° gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50 per cento;

c) dal 1° gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60 per cento.

Tali borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.

Il secondo gruppo del prospetto allegato è quello costituito dalle borse biodegradabili e compostabili che riguarda direttamente le farmacie in quanto si tratta di quelle borse che solitamente vengono fornite al cliente dalla farmacia per consentire il trasporto dei diversi prodotti acquistati (medicinali, cosmetici, integratori, prodotti per l’infanzia, ecc.)

Occorre ribadire che anche tali borse di plastica biodegradabili e compostabili non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite.

Infine il terzo gruppo di buste di plastica riportato nel prospetto e che normalmente non sono presenti in farmacia è costituito dalle borse di plastica riutilizzabili che rispondono esclusivamente ai requisiti tecnici di seguito riportati che corrispondono a quelli indicati dal precedente D.M. 18.3.2013 (cfr. Circolare Federfarma n. 154 del 12/4/2013):

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna:

– con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

– con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari.

Borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna:

– con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%, fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

– con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari.

Anche per queste borse non è possibile la cessione gratuita ed il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite.

Come riconoscere il sacchetto “biodegradabile e compostabile” conforme alle norme

Tenuto conto che la tipologia di borse di plastica utilizzata dalle farmacie è nella maggior parte dei casi costituita da quelle “Biodegradabili e compostabili” è opportuno che le farmacie, come peraltro già fanno da tempo, si accertino della conformità di tale tipologia di sacchetti alle norme di legge già al momento dell’acquisto da parte del fornitore. Al fine di evitare l’acquisto di materiale che potrebbe rivelarsi non conforme ai requisiti vigenti si ritiene opportuno chiedere ai propri fornitori l’assicurazione scritta (eventualmente utilizzando il fac-simile, allegato n. 3) che i prodotti ordinati siano conformi a quanto disposto dalla nuova normativa.

Nell’intento di agevolare coloro che intendono effettuare un controllo sulla rispondenza delle buste biodegradabili e compostabili, proposte dai diversi fornitori o già acquistate, con i requisiti normativi vigenti, si segnala che tra i sacchetti che non possono essere commercializzati ci sono in particolare quelli con le seguenti diciture: “biodegradabili al 100%” (o anche solo “Bio”, “Biodegradabile”); “ECM Biodegradabile” o “Sacchetto con additivo ECM”; sacchetto con additivo “EPI”; sacchetto “D2W” o sacchetto con additivo “D2W”.

E’ opportuno chiarire che biodegradabile non necessariamente vuol dire compostabile. I sacchetti in plastica additivati con ECM o con altri additivi (es., d2W o EPI), su cui sono riportate affermazioni di biodegradabilità, non sono conformi alla normativa vigente, anche se talvolta vengono persino spacciati per compostabili quando non lo sono, ed addirittura talvolta sono riportate, in questi sacchetti, scritte che invitano ad utilizzarli per la raccolta dei rifiuti organici.

Nonostante i richiami all’ecologia, questi sacchetti non sono conformi alla normativa in quanto appunto non compostabili secondo i requisiti dello standard UNI EN 13432:2002. Per capire se un sacchetto è legale o meno, occorre leggere le diciture che, come previsto dal nuovo comma 3-bis dell’art. 219 del D.Lgs. 152/06, il produttore deve necessariamente riportare sulla busta, per attestare i requisiti in esame, ossia ad esempio, “compostabile” e “rispetta la normativa UNI EN 13432” o “Sacco biodegradabile e compostabile conforme alla norma UNI EN 13432:2002. Sacco utilizzabile per la raccolta dei rifiuti organici” ecc.

Per maggiore sicurezza occorre cercare sul sacchetto i marchi degli organismi certificatori accreditati che attestano la certificazione della biodegradabilità e della compostabilità, come ad es. “OK Compost”, “Compostable” e “Compostabile CIC”.

SANZIONI

Con alcune modifiche apportate all’articolo 261 del D. Lgs 152/2006 è stata quindi riportata all’interno del Decreto Ambiente la disciplina sanzionatoria già prevista dalla normativa previgente (in vigore dal 21 agosto 2014 come previsto dalla Legge 116/2014 commentata con Circolare Federfarma n. 370 del 10 settembre 2014).

Chi commercializza borse di plastica per il trasporto che non corrispondano alle caratteristiche previste dalla norma è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro. Analoga sanzione colpisce chi commercializza i sacchetti “ultraleggeri” non rispondenti alle caratteristiche del nuovo articolo 226-ter del D. Lgs 152/2006.

La sanzione è aumentata fino al quadruplo del massimo (100.000 euro) se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l’asporto o un valore della merce superiore al 10% del fatturato del trasgressore, nonché nel caso di utilizzo sulle borse di diciture o altri mezzi elusivi degli obblighi previsti dalla normativa. All’accertamento delle violazioni provvede, d’ufficio o su denuncia, la polizia amministrativa.

Mi Piace(7)Non Mi Piace(4)

Inciviltà con latitanza delle istituzioni

Ieri pomeriggio, complice una mostra di presepi in Municipio e la SS Messa delle h 18, la farmacia di Cavallasca, ancora una volta, o, meglio, l’utenza della farmacia di Cavallasca, è stata messa in forte difficoltà dalla maleducazione degli automobilisti che hanno completamente saturato, per circa 1 h e mezza, l’antistante parcheggio – lo ricordiamo ancora una volta – pagato dagli esercenti allorchè comprarono gli spazi e studiato per un miglior svolgimento delle attività produttive che vi si svolgono.
Anche il parcheggio coperto è stato completamente invaso dalle auto dei fedeli, i quali, quando devono andare a Messa, si sentono evidentemente autorizzati a mollare la propria auto dove vogliono, senza curarsi che – così facendo – arrecano danno e intralcio al prossimo loro.
Le autorità, fin dai tempi del sindaco precedente, che evidentemente godeva di questo fatto, essendo allora il farmacista il capo dell’opposizione, continuano a non fare nulla, forse – ma non vogliamo crederlo – per favorire la farmacia comunale di San Fermo.
Altrimenti non ci spieghiamo come mai, ancora oggi, non siano stati realizzati i posti riservati al carico e scarico delle merci nonchè ai portatori di handicap, se non vi fosse una precisa volontà contraria che nulla ha a che vedere col buon senso e con l’ordine pubblico,  da parte di chi ha il potere di decidere.

Eppure… basterebbe poco, basterebbe un po’ più di rispetto e attenzione per chi lavora da parte degli automobilisti e un briciolo in più di attenzione da parte delle autorità, che poterebbero usare il pratone antistante le poste, di proprietà comunale, per far si che gli incresciosi episodi verificatisi ieri pomeriggio non accadano più.

** le foto ritraggono la situazione creatasi ieri sera attorno alle h 18.
Nessuna delle auto parcheggiate era di persone in quel momento in farmacia.

Mi Piace(5)Non Mi Piace(6)

Aumentano i diritti di chiamata per le farmacie di turno

L’altra faccia della medaglia, vista da chi sta ‘di qua’ del banco

Desta scalpore sui media il fatto che siano stati approvati e applicati gli aumenti della quota addizionale che viene richiesta a chi si reca in farmacia dalle 20 alle 6 del mattino successivo.
Per una farmacia rurale il diritto passa da € 4,91 a € 10, mentre per le farmacie urbane si passa da € 3,87 (le ex 7 mila lire) a € 7,50.

I mass-media chiaramente e scontatamente levano gli scudi verso questo aumento di tariffario, che era fermo agli anni 90 quando, per esempio, un litro di benzina costava meno di mille lire, ma non vedono oltre i loro occhi e non sono in grado di analizzare la realtà per come la conoscono gli operatori del settore.
Quali noi.
Da qui la seguente spiegazione del perchè approviamo in pieno questo aumento ed, anzi, lo auspicavamo con qualche anno di anticipo.
Eccola:

I turni notturni, eccettuati quelli di farmacie – peraltro rarissime – situate nelle vie ad enorme scorrimento delle metropoli che sono aperte 24 su 24, sono solo servizio, ovverosia, non generano utili ma perdite economiche per la farmacia che li effettua.
Cosa tanto più vera quanto più decentrata e rurale è la farmacia che effettua il turno.
Ecco il perchè di due tariffe differenziate a vantaggio della farmacia del piccolo borgo.
Il turno notturno costa al titolare della farmacia, se decide di affidarne l’espletamento ad un dipendente, non meno di 200 euro per notte, tasse e costi di esercizio compresi.

200 euro a fronte di un numero di chiamate che si conta sulle dita di una mano, di cui troppo spesso la metà vacue, come la pillola del giorno dopo alle 3 del mattino, il decongestionante nasale alle 4, la compressa per il mal di testa alle h 5.
La gente – spiace dirlo – va educata, perchè la maleducazione aumenta col passare degli anni e si dà per scontato quel che scontato non è, per esempio che una persona che già lavora di giorno debba lavorare anche di notte non bensì per soddisfare esigenze primarie legate al diritto alla salute, ma semplici capricci di chi dà per scontato di trovare una farmacia aperta alle 2 di notte quasi sotto casa.
A ciò si aggiunga che le turnazioni possono capitare in qualunque giorno dell’anno, imponendo una grande organizzazione a monte nella gestione delle ferie del personale e nella scelta delle stesse, che, fino a prova contraria, sono un diritto di tutti.

Chi Vi scrive, per esempio, sarà di turno la notte del 31 dicembre.
Passare in farmacia la notte dell’ultimo dell’anno quando già di giorno hai lavorato una cinquantina di ore nella settimana, secondo noi è giusto che abbia la sua almeno parziale rimunerazione, così come ce l’ha il medico, e qualsiasi professionista a cui si chiede una prestazione professionale in orario non ordinario.
La farmacia non è il Pronto Soccorso, anche questo va chiarito all’utenza.
I costi della prima sono a carico della proprietà, quelli del secondo dello Stato (o della Regione).

Non è smania di guadagno, è semplice remunerazione dei costi aumentati nel  corso degli anni e fermi a 30 anni prima.
E’ necessario che la la popolazione sappia che ogni turno ha un costo salato, fra personale, luci e riscaldamento, e che tale costo è ragionevole che abbia una copertura.

I servizi, per funzionare, debbono essere retribuiti.
Questo è un assioma che non teme smentita.
Altrimenti si abolisca il servizio di turnazione obbligatorio e si lasci il turno notturno e / o festivo unicamente a chi vorrà farlo: cioè praticamente nessuno.
Avere una farmacia aperta la notte del 31 dicembre (esempio) in un raggio di 3 o 4 chilometri ha un costo.
Una sicurezza che va retribuita se davvero la si vuole e se davvero se ne ha bisogno.

vittorio belluso

Ultima postilla necessaria perchè non riportata dai media:
chi proviene da una Pronto Soccorso o da una guardia medica con una ricetta SSN, NON paga la chiamata. Essa, per legge, viene scaricata sulla dispensazione della ricetta dal farmacista ed è a carico del Sistema Sanitario. (con annotazione controfirmata sul retro della ricetta da parte del farmacista dell’orario di dispensazione che deve essere compreso fra le h 10 di sera e le 6 del mattino).

Quindi la quota di chiamata fuori orario resta a carico delle NON urgenze, cioè di chi non è provvisto di ricetta medica mutualistica.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

C’entrano gli incendi. C’entra la mano dell’uomo


Secondo alcuni studiosi, lo spettacoloso tramonto di ieri è stato dovuto all’inquinamento dell’aria.
Le polveri sottili presenti in tutta la valle Padana hanno riflesso la luce del sole, creando gli effetti spettacolari che tutti abbiamo visto.
Il fatto è che è da due mesi che non piove e l’Italia brulica di incendi.

Sabato sera eravamo di persona in cima al Monte Sasso e abbiamo visto una cappa di smog a perdita d’occhio su mezza Lombardia.
Sopra questa il cielo era nitido.
Ciò a conferma che i riflessi che abbiamo visto sono stati causati dai fumi presenti nell’atmosfera.
Aggiungiamoci le ceneri degli incendi in Piemonte e Lombardia e abbiamo la garanzia di magnifici tramonti.
Come dopo le grandi eruzioni vulcaniche.
I pm10 da diesel centrano poco o nulla.

Sono gli incendi la vera causa del tramonto di ieri.
Col vento di questi giorni e la violenza degli incendi, le polveri combuste o parziailmente incombuste sono potute salire ad alta quota. Dove hanno fatto anche da nuclei di condensazione per i cristalli di ghiaccio, che al tramonto funzionano come prismi, scindendo e riflettendo la luce solare radente.

Quindi, in definitiva, ancora una volta da questo blog si alza una voce controcorrente, forse per taluni scomoda, ma basata su solide basi scientifiche.
Una voce dissacrante ma sincera, che, ancora una volta, prova a spiegare la realtà per come è, senza scomodare l’Onnipotente, come sui social network alcune persone hanno fatto.
La spiegazione è razionale e scientifica:
si è trattato di nubi lenticolari dovute al foen e a loro volta i colori spettacolari sono stati dovuti al riverbero del sole sul fumo degli incendi.
Punto. Fine del cinema.
Ora che venga la pioggia.

vittorio belluso

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Breve racconto di un farmacista in turno di notte

Questa notte, durante il turno di servizio della farmacia, attorno alle ore 3,30 è suonato il campanello della bussola attraverso la quale distribuisco i farmaci durante le notti di turno.
Mi alzo con difficoltà, stavo dormendo.
Trovo la bussola già ruotata, con dentro una ricetta dell’ospedale, dall’altra parte della parete, dietro la bussola, nemmeno un buongiorno o buonasera, percepisco solo una presenza che non posso vedere, così come questa non può vedere me.
Sulla prescrizione vi è un banale antiinfiammatorio a pagamento: diclofenac 75mg.
Vado, lo prendo, lo passo al computer, emetto lo scontrino di circa 10 euro e dico il prezzo posando il farmaco all’interno della bussola.

Dall’altra parte finalmente una voce parla: “Gome? Devo bagare? Gome mai non è gratis?”
L’accento è arabo, presumibilmente dell’Africa del Nord.
Comincio a inveire: “ma come si permette di venire di notte a svegliarmi pretendendo che tutto sia gratis? Povera Italia, che brutta fine stai facendo !”

Ma sono parole al vento.
L’immigrato, in silenzio, se n’era andato senza salutare, così come senza salutare era arrivato.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Quel che le autorità non ammetteranno mai

A proposito della bambina di 4 anni morta di malaria

Difficilmente e nostre autorità lo ammetteranno, ma esiste la possibilità che la zanzara che ha infettato mortalmente in Italia una bambina di 4 anni trasmettendo la malaria, sia stata infettata a sua volta da un qualche ‘migrante’ proveniente da una qualche zona endemica dell’Africa che aveva punto giorni o settimane prima.

 
Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Sull’acqua pubblica Tiso ha ragione!

E ci risiamo: Come 3 anni fa a Cavallasca: l’acqua è in alcuni punti risultata contaminata 

Oggi il quotidiano La Provincia ha pubblicato il duro botta e risposta fra il sindaco Mascetti e il capogruppo dell’unica minoranza Tiso, in merito alla riscontrata cattiva qualità dell’acqua dell’acquedotto comunale in alcuni punti di San Fermo, Cavallasca compresa.

Ricordo ai lettori che a suo tempo, quando ero consigliere comunale, combattei un’aspra  battaglia nel merito della potabilità dell’acqua a Cavallasca.
L’acqua è la stessa di San Fermo.
L’acquedotto va rifatto in molti punti.
Ma ciò non porta voti perchè è sottoterra, dove l’occhio del passante non vede e, come se non bastasse, costa molti soldi il rifarlo.
Quindi lo si lascia marcire.
E’ un problema italiano.
Non di sola San Fermo della Battaglia.

E che dire del referendum sulla privatizzazione della distribuzione dell’acqua potabile?
A suo tempo vi fu una mobilitazione di massa che coinvolse persino la chiesa cattolica, che prese parte attiva per far fallire la proposta di legge con lo slogan :”l’acqua pubblica è di tutti. Acqua sorgente di vita!

Peccato però che, secondo noi, quella della privatizzazione della gestione degli acquedotti era e resta l’unica soluzione perchè qualcuno ci metta mano e faccia la necessaria manutenzione.
L’unica soluzione per non doverci bere acqua clorata o con infiltrazioni batteriche, spesso nel silenzio omertoso delle istituzioni locali, che temono una caduta di immagine e quindi di voti.

Purtroppo, la colpa di tutto ciò, non è solo di questa o di quella amministrazione, ma della nostra superficialità di cittadini: ci facciamo incantare dai passaggi pedonali che si illuminano, dalle rotatorie colorate, dai dossi rallenta traffico (fuori norma) ogni 300 metri …e non ci rendiamo conto che queste non sono le reali priorità di una comunità.
Quanti hanno la competenza per comprendere la bontà dell’informazione che ci viene data o non ci viene data?


3 anni fa il sottoscritto passò per quello che si inventava le cose e vennero riportate notizie assolutamente inesatte sul sito istituzionale del Comune di Cavallasca.

Scrive oggi un residente a San Fermo di cui non sveleremo il nome:Onestamente l’acqua del sindaco non è buona, si può bere ma la mattina ha spesso un odore insopportabile.
È fortissimo il sentore di cloro, al punto da costringerci a bere l’acqua delle bottiglie, batteriologicamente forse più sane all’imbottigliamento ma poi l’involucro è un derivato del petrolio e genera tossicità elevate…
Cosa si può fare x avere un’acqua bevibile??”

La mia risposta?

“sostituire tutte le tubature metalliche e non, vecchie, fessurate o che hanno prodotto all’interno del proprio lume quel film peloso tipico delle tubature vecchie che diviene terreno di cultura ideale per i ferrobatteri.”

vittorio belluso

A seguire, l’articolo apparso oggi sul sito di San Fermo Democratica in risposta all’articolo de La Provincia, e del quale diamo volentieri più ampio retaggio

ANCORA UNA VOLTA SIAMO COSTRETTI A PARLARE DIQUALITA’ DELL’ACQUA PUBBLICA

Il quotidiano La provincia ha riportato il 23 Giugno, quasi integralmente, un nostro comunicato del 20 Giugno, del quale di seguito riprendiamo la parte essenziale:

Le analisi di potabilità sulla rete, compito del comune, venivano eseguite fino all’anno scorso circa ogni tre mesi. Dal Novembre 2016 al Maggio 2017, per circa sei mesi quindi, non risulta però essere stato eseguito nessun controllo! Perché risparmiare poche centinaia di Euro per tutelare la nostra salute?

Le analisi di Maggio sono state poi pubblicate sul sito del Comune solo oggi 20 Giugno, dietro nostra insistenza e richiesta di chiarimenti.

Il perché è presto spiegato: per ben 2 volte (9 Maggio e 15 Maggio) le analisi eseguite su acqua prelevata presso le scuole di via Lancini sono risultate batteriologicamente non conformi. Non conforme anche l’acqua prelevata il 22 Maggio presso il lavandino mensa della scuola di Via Monte Sasso a Cavallasca.

E’ vero, la non conformità è per poche colonie di Coliformi e la popolazione non ha corso grossi rischi, ma la positività risulta in ben due analisi consecutive e l’origine può essere da contaminazione da fognatura o da inefficienza della disinfezione, quindi indicatore del cattivo stato delle nostre reti o, come minimo, di cattiva manutenzione”.

Si trattava quindi di dati inconfutabili, ma la replica del Sindaco Mascetti, anziché entrare nel merito si è limitata ad una serie di insulti gratuiti nei confronti di chi, anche per dovere istituzionale se non come semplice cittadino, ha sollevato la questione.

Lo stesso sindaco dimostra anche una certa ignoranza poiché cita fantomatiche “leggi regionali” che non esistono.

La materia è infatti normata da un Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001, numero 31. La Regione Lombardia ha invece poi pubblicato una circolare esplicativa, n. 15/San/2004, ripresa in seguito a livello locale dalle diverse ASL ora ATS in varie occasioni con chiarimenti.

La legge stabilisce chiaramente quali siano i parametri di riferimento per giudicare idonea l’acqua destinata al consumo umano e tra questi l’assenza anche di una sola colonia di microrganismi indicatori, quali quelli trovati nel mese di Maggio in alcuni punti rete di San Fermo e Cavallasca.

La legge stabilisce inoltre che vi siano dei controlli interni a cura del gestore (nel nostro caso il Comune) e controlli esterni a cura dell’ente di controllo ufficiale (ASL ora ATS Insubria).

Nel caso di non conformità delle analisi eseguite da controlli interni, la legge 31 e la circolare regionale impongono che devono essere adottate misure idonee per trovare la causa dell’inconveniente. Sicuramente non basta ripetere l’analisi fino a quando risulta favorevole (presso le scuole di via Lancini l’analisi è risultata non conforme per due volte consecutive!) o semplicisticamente aggiungere ipoclorito di sodio fino a rendere l’acqua dal sapore improponibile.

Va invece immediatamente informata la ASL (ora ATS Insubria) che è la vera autorità titolata a dare il giudizio di potabilità.

Avremmo accettato gli insulti e dichiarato mea culpa se il nostro Sindaco ci avesse dato assicurazioni sul fatto di aver informato tempestivamente ATS, ci avesse elencato le misure prese per individuare le cause (di concerto con ATS) e su quali provvedimenti stia adottando per evitare casi analoghi in futuro (visto che non è la prima volta che succede).

Infine vogliamo citare l’articolo 10 comma 4 del DLgs 31/2001:

4. Il sindaco, l’azienda unità sanitaria locale, l’Autorità d’àmbito ed il gestore informano i consumatori in ordine ai provvedimenti adottati, ciascuno per quanto di propria competenza”.

Il Sindaco lo prenda finalmente in considerazione e informi una volta per tutte sullo stato della rete idrica comunale con dati precisi e non con generiche affermazioni.


Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

La farmacie di San Fermo ora sono due, gli orari pubblicati uno solo

Sul sito istituzionale di San Fermo, ora comprensivo anche della realtà di Cavallasca, in seguito all’accorpamento per fusione del comune, vi sono segnalati gli orari di apertura di quella che viene definita ‘la farmacia di San Fermo’.
Niente da dire sul fatto che gli orari vengano pubblicati, peccato però che, ora, le farmacie siano due e che gli orari pubblicati siano quelli di una farmacia sola.
Da parte di un sito istituzionale gestito coi nostri soldi è giusto pretendere maggiore professionalità e assoluta equità.
La farmacie di San Fermo sono due, una privata, la farmacia San Michele, ed una comunale, la cui rimuneratività, stando almeno all’ultimo bilancio reso pubblico in consiglio comunale, è mediocre.
E forse è per questo che si tenta di recuperare marginalità allungando a dismisura gli orari di apertura a parità di personale impiegato, il che non potrà giocoforza non comportare un peggioramento della qualità del servizio.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Il tuo infermiere

Di Francesca Perego

INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE CONTINUA A CRESCERE SUL TERRITORIO:DALLA FARMACIA A CASA TUA, L’ ASSISTENZA SANITARIA A km “0”

L’ accorpamento dei comuni San Fermo della Battaglia con Cavallasca ha comportato diversi cambiamenti logistici e burocratici. Da una parte questa opportunità creerà nuovi vantaggi, ma dall’ altra potrebbe far insorgere inconvenienti dovuti alla diversa dislocazione dei servizi. Per far fronte alle necessità sociali della popolazione più fragile (anziani, disabili, allettati ecc.), con il sostegno della farmacia di Cavallasca, un gruppo di infermieri ha dato vita a una nuova opportunità di lavoro: INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE, la prima “APP” applicazione che porta un infermiere direttamente al domicilio dell’ assistito.

COME FUNZIONA IL SERVIZIO

Attraverso l’utilizzo di una semplice APP ( scaricabile sia da Apple Store che da Google Play) è possibile registrare i propri dati indicando il tipo di servizio assistenziale richiesto. In pochi minuti l’ infermiere più vicino al domicilio dell’ interessato riceverà la richiesta e potrà accordarsi con il paziente per effettuare la prestazione.

Il servizio privato offre comunque tariffe agevolate e convenzioni con diverse strutture convenzionate della provincia per l’ esecuzione dei prelievi ematici che saranno eseguiti al domicilio e refertati in brevissiomo tempo.

I vantaggi sono rappresentati esclusivamente dalla possibilità di avere un professionista della salute qualificato a casa propria evitando inutili spostamenti, code agli sportelli o disagi burocratici.

QUALI SONO LE PRESTAZIONI OFFERTE

Ogni tipo di prestazione sanitaria infermieristica dall’ iniezione alla medicazione semplice e complessa, dalla sostituzione di un catetere vescicale alla gestione delle stomie, prelievi ematici con consegna del referto, consulenze, igiene della persona, ecc.

LA TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE PAZIENTE CHE GRAZIE AD UN PASSAPAROLA E’ VENUTA A CONOSCENZA DEL NOSTRO TEAM.

Un esempio pratico arriva da una nostra paziente che ha da poco usufruito del servizio rilasciandoci la sua personale testimonianza:

Tiziana è una giovane donna in attesa di due gemelline, la sua è una gravidanza a rischio che le impone diversi controlli ambulatoriali e purtroppo anche periodi di ricovero ospedaliero.
Quando la incontriamo al suo domicilio per la prima volta percepiamo subito uno stato d’ ansia dovuto alla sua condizione clinica e alla mancanza di informazioni utili per alleggerire il suo stress emotivo.
Data la giovane età è stato spontaneo instaurare da subito un rapporto più confidenziale, utile anche per sciogliere un po’ le tensioni create nel suo ultimo ricovero.

Sono venuta a conoscenza del servizio offerto da INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE grazie ad un passaparola. In seguito a una diagnosi di iperuricemia avevo necessità di eseguire una terapia idratante endovenosa per due volte al giorno. Inizialmente ero un po’ scettica circa il servizio che avrei incontrato in quanto la nostra cultura cerca ancora di orientarci verso gli ospedali per ottenere ogni tipo di assistenza.
Il primo colloquio con l’ infermiera, che mi ha poi accompagnato e supportato in questo ciclo terapeutico, è bastato per darmi fiducia e tranquillizzare le mie paure…
L’ esperienza è stata senza dubbio positiva – continua Tiziana – ho apprezzato molto la modalità di relazione che questi professionisti hanno utilizzato per mettersi in contatto con me come paziente.
Simpatia e professionalità, oltre alla preparazione tecnica, sono stati il connubio perfetto per la mia situazione non molto serena di gravidanza a rischio.
Mi sento quindi in dovere di consigliare vivamente questo tipo di approccio assistenziale ovunque sia possibile per evitare lo stress di un ricovero ospedaliero che comporterebbe spese e tempistiche notevolmente maggiori oltre che il disagio di non avere la famiglia sempre al proprio fianco.
Ringrazio tutto il team per avermi seguito e supportato in ogni momento di necessità, per avermi garantito un assistenza a 360 gradi e per tutte le attenzioni e le cure prestate”.

IL PRIMO PASSO DA FARE

Presso la farmacia San Michele del Dott. Belluso a Cavallasca è possibile reperire le brochure o i contatti telefonici utili per l’attivazione del servizio.

Se sei infermiere e sei interessato ad entrare a far parte della rete assistenziale presente nella tua provincia, puoi scaricare l’APP “IL TUO INFERMIERE” e registrarti come professionista.

Medici e farmacisti possono invece visitare il sito “ILTUOINFERMIERE.IT” per attivare il servizio e collaborare con la rete fornita dal portale e, cosa più importante, seguire l’ iter terapeutico dei propri pazienti direttamente online.

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Infermiere di famiglia presso la farmacia di Cavallasca presenta il nuovo test per l’autodeterminazione del virus HIV

AIDS : SE LO CONOSCI LO EVITI, SE LO CONOSCI NON TI UCCIDE.

Si concludeva con questa frase il famoso spot televisivo divulgato dal Ministero della Salute nel 1990 a favore della campagna di prevenzione contro il virus dell’ HIV.

La popolazione venne cosi sensibilizzata all’ uso del profilattico che in alcune realtà veniva pure distribuito gratuitamente fuori da istituti scolastici superiori e locali notturni ad informare che questa grave patologia non era solo trasmissibile per via ematica scambiandosi siringhe in uso tra i tossicodipendenti.

Scoperto nel 1983, a distanza di 33 anni, l’ agente che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), non spaventa più come un tempo. Se diagnosticata e trattata subito all’ esordio, l ‘ aspettativa di vita è molto alta e nella maggior parte dei casi paragonabile a quella di un individuo sano.

Chiaramente questo dato non deve far abbassare la guardia in quanto solo in Italia si parla di 120.000 persone sieropositive e ogni anno sono ben 4.000 i nuovi casi di incidenza soprattutto nei giovani tra i 25 e i 29 anni.

Ad oggi si stima che in tutto il mondo solo la metà delle persone affette da HIV sia realmente a conoscenza del proprio stato ma il dato più inquietante emerso alla vigilia dell’ Icar (Italian Conference of Aids and Antiviral Resarch) è che il 25% delle persone sieropositive non sa di esserlo.

La Lombardia, con circa 20mila persone sieropositive, è tra le regioni italiane più colpite, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Secondo il bollettino del centro operativo Aids dell’ Istituto Superiore di Sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali senza preservativo: l’ 84,1%di tutte le segnalazioni.

Se all’ inizio degli anni Anni 90 la diagnosi rappresentava una condanna certa per la persona affetta dal terribile virus, ad oggi la scoperta delle terapie antivirali mirate hanno di gran lunga diminuito la mortalità delle persone infette e il progredire della ricerca ha dato modo di sviluppare anche terapie più tollerabili e con meno effetti collaterali rispetto alle precedenti.autotest-hiv-1

Rimangono chiaramente l’ informazione attraverso l’ educazione sanitaria e la diagnosi precoce, gli interventi più efficaci per ridurre la progressiva trasmissione del virus.

Dal 1 Dicembre 2016 è possibile l’ acquisto del kit per l’ auto test di determinazione per il virus HIV in tutte le farmacie. Infermiere di famiglia… iltuoinfermiere.it si è recato dal Dott. Belluso Vittorio presso la Farmacia San Michele di Cavallasca in provincia di Como per scoprire cosi l’utilizzo e la praticità di questo test.

Disponibile da subito al costo di 20 Euro, senza obbligo di ricetta medica, l’ auto test prevede il prelievo di una piccola goccia di sangue attraverso la puntura di un polpastrello. Pratico e veloce, in 15 minuti è possibile ottenere il risultato che compare sulla finestrella presente sulla provetta/siringa da cui è stato estratto il campione da analizzare. Come per un normale test di gravidanza è possibile eseguirlo al proprio domicilio rispettando i tempi indicati e leggendo con attenzione le dettagliate e chiare istruzioni contenute nella confezione.

Abbiamo da subito accolto favorevolmente la scelta della farmacia come canale di vendita del nuovo autotest Hiv – commenta Annarosa Racca di Federfarma – sempre di più la farmacia sta diventando un punto di riferimento per il paziente, dove trovare consulenza e competenza. La distribuzione del test cosi importante per la salute, in farmacia, significa garantire un accesso agevole al prodotto e allo stesso tempo fornire assistenza e supporto al paziente”.

Grazie alla sensibilizzazione sulla problematica da parte del dott. Belluso, sarà possibile l’ acquisto presso la Farmacia di Cavallasca del kit di autodeterminazione e consulenza o aiuto nell ‘esecuzione con “infermiere di famiglia…iltuoinfemiere.it”.

farmacia-san-michele-3

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Malasanità

Una nostra testimonianza di quanto accade a pochi metri dal nostro Comune e nel moderno Ospedale Sant’Anna.

Una breve premessa

Il giorno 2 novembre, Commemorazione Defunti, alle ore 17:42 arriva a sirena accesa l’ambulanza del 118 per soccorrere mia moglie a causa di una caduta accidentale in casa, con arrivo alle 18:33 al Pronto Soccorso Presidio Ospedaliere Sant’Anna dove le viene diagnosticato una frattura scomposta sovracondilica dell’omero sinistro e impotenza afunsionale assoluta al gomito.

Per mancanza di posti letto viene dimessa alle ore 21:16 con l’avvertenza di presentarsi il giorno successivo a digiuno in sala gessi alle ore 08:00 per il trattamento chirurgico della lesione. Dopo un’attesa di quattro ore viene scarrozzata alla stanza 2056 del Dipartimento Gestionale di Chirurgia Traumatologica e Ricostruzione, sembrava un caso d’urgenza nella sua fattispecie.

Oggi, 13 novembre 2016 a distanza di 11 giorni ciò che sembrava appunto un caso d’urgenza, di fatto è ancora in attesa di essere curata per la suddetta lesione e non si capisce ancora quanto tempo dovrà passare per avere l’inefficiente servizio a carico della spesa pubblica regionale e della sofferenza fisica e morale di una paziente e comune famiglia, in attesa di un infame sperpero delle risorse pubbliche, passando da una micro a una macro spesa sanitaria.

Nel 2016, tale spesa dovrebbe assestarsi intorno ai 113,3 miliardi di euro mentre gli italiani sono 7,1 milioni che nell’ultimo anno hanno fatto ricorso all’intromoenia (il 66,4% proprio per evitare le lunghe liste d’attesa). Il 30,2% si è rivolto alla sanità a pagamento, (ecco la legale l’estorsione degli addetti ai lavori).

Ora i 240.000 euro della prevista ristrutturazione della ex caserma della G. di F. per accogliere i clandestini, mi sembrano un volo di farfalla con l’ennesima strumentalizzazione politica.

Cavallasca, 13 novembre 2016 Tonino Beatrice

ospedale-st-anna

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Eternit, messe a norma, riqualificazioni ambientali: è qui che l’Italia dei piccoli Comuni affonda

Come ho scritto ieri nell”articolo ‘non chiamatela solo fatalità‘, ed oggi riportato dai più importanti giornali di caratura nazionale, le conseguenze tragiche che il terremoto del centro Italia ha causato, sarebbero potute essere infinitamente minori se solo … gli italiani non fossero i soliti italiani, frutto di un retaggio servile e clientelare che trova radice nella storia stessa del nostro Paese.

Un Paese che ha costruito la propria unità sulle battaglie combattute fra di loro dalle nazioni sue dominanti, (Francia, Germania, Stato Pontificio, Austria e Inghilterra) e cambiando le alleanze secondo la convenienza del momento in base al genio di Cavour.
So che quanto sto scrivendo, dato il momento, potrà sembrare irrispettoso o forse addirittura offensivo, ma questo è il mio convinto pensiero, suffragato dalla mia esperienza di consigliere comunale negli ultimi due mandati, dal 2009 ad oggi.
Qualcuno dirà:
“ma cosa c’entra Cavallasca col terremoto?
Possibile che questo signore non perda occasione per dire male della nostra amministrazione?
Cos’è?
Un’ossessione?”
No, nessuna ossessione, ma solo la fredda analisi di mali insiti nel nostro sistema di potere, che parte dagli enti locali  e arriva a Roma.
Siamo tutti nella stessa barca.
Il sistema è marcio dalla testa ai piedi.

Il sistema di potere, basato sul voto clientelare, è lo stesso, sicchè, se vuoi fare politica attivamente e onestamente, sarai sempre costretto ai margini, sorpassato dal politically correct, quel politically correct che ci sta riempiendo fino all’orlo di clandestini sistemati in alberghi a 3 stelle (coi nostri senza tetto terremotati dentro alle tende della Croce Rossa), che si mangia i fondi destinati alla messa a norma di edifici pubblici contro la non remota eventualità di un terremoto, che si mangia i soldi pubblici destinati al raddoppio della linea ferroviaria che avrebbe impedito lo scontro di Puglia del mese scorso, che si mangia i soldi pubblici destinati allo smaltimento dell’eternit, di cui le nostre campagne sono piene fino al collo, e che causano e causeranno tanti morti di mesotelioma ai polmoni, senza che nessuno se ne accorga, o senza che nessuno sappia fare le debite connessioni con le terribili responsabilità che il nostro sistema politico ha.
Dalla piccola comunità come Cavallasca fino alla città metropolitana.
Vi faccio un piccolo esempio personale e poi vi lascio tornare alle vostre faccende.
Anni fa sollevai la questione eternit.
In giro per Cavallasca ce n’è ancora tanto.
In parte anche abbandonato abusivamente nei campi.
Dai tetti degli orti, dei pollai, addirittura delle cucce dei cani.
Più un paio di caseggiati post industriali dismessi.
Eternit che è li a marcire, col suo potere mortale intatto (anzi amplificato dallo sbriciolamento causato dall’invecchiamento) e senza che nessuno ci faccia caso.
Sollevai la questione, mi feci solo dei nemici.
Gente che avrebbe  poi votato per chiunque, eccetto che per me.
Il mio intento era salvare delle vite.
Passai per rompiscatole.
Non venne elargita una multa una per possesso non denunciato di eternit.
Feci persino fatica a conoscere, (ci furono delle resistenze a fornirmi i dati, pur nel mio ruolo di consigliere comunale), i nominativi di quei cittadini che correttamente avevano denunciato di avere dell’eternit dentro alle loro proprietà, in modo da sapere, per esclusione, chi non l’avesse fatto e quindi chi stava potenzialmente attentando, causa la propria ignoranza e mancanza di senso civico, alla salute pubblica.
Questa è l’Italia,
Questa è la Cavallasca del buco in bilancio da 1 milione di euro in cui il sindaco da 7 anni va dicendo a tutti di non aver mai saputo niente.

vittorio belluso

stato criminale

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Subito un defibrillatore per San Rocco (e chi lo possa usare)

Finchè non ci scapperà il morto, dormiranno tutti

Dunque, la 43° edizione della Sagra di San Rocco è partita.
Ed io, ne sono uno degli sponsor.
Ma, haimè, mi duole notare come, nonostante la mia mozione di qualche anno fa per ripristinare la viabilità della via Comunale della Vetta (foto), nulla è stato fatto.
L’unica strada di accesso, è stretta e non permette il transito contemporaneo di due auto in direzioni opposte.
Servirebbe una via di sfogo, la via Comunale della Vetta, appunto!
Come da me proposto, inutilmente.
Forse, quando ci scapperà il morto d’infarto, morto perchè i soccorsi portati dall’ambulanza saranno rimasti imbottigliati lungo la salita di via Alla Torre, ci si renderà conto dell’importanza della mia proposta.
Come il defibrillatore.
Possibile che nessuno ci abbia pensato?
C’è un defibrillatore a San Rocco? E, sopratutto, c’è qualcuno abilitato ad usarlo?

Come per la fusione ch’io proposi con San Fermo tre anni fa e che in tanti bollarono come la ‘sparata di un pazzo’, ora ci si rende conto che sarebbe stata la soluzione migliore per il nostro Comune e che avrebbe risparmiato il salasso di tasse che sta arrivando.
Credo che sia davvero giunto il tempo che venga dato un seguito alla mia mozione sul ripristino della via Comunale della Vetta,
Sindaco e organizzatori vari, non si rendono conto che basterebbe un malore finito in tragedia, per porre fine alla sagra per sempre.
Sveglia ragazzi, sveglia!

vittorio belluso

via comunale della vetta colombiriolo copiavia comunale della vetta provinciale copiamozione strada comunale della vetta

 

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)

Parcheggio Centro Servizi: manca un carico e scarico

Come già tante volte fatto su questo blog ed in Consiglio Comunale, siamo ad evidenziare una grave lacuna della nostra Amministrazione e del nostro Ufficio Tecnico, nel momento in cui, nel parcheggio del Centro Servizi, mancano i posti riservati ai portatori di handicap e al carico & scarico delle merci.
Stavolta, invece di tante parole, abbiamo pensato di postare queste due foto di oggi, 16 giugno 2016.
I mezzi in questione, in mancanza di un posto adibito al carico e scarico delle merci, per poter effettuare la loro consegna, hanno dovuto sostare in mezzo al parcheggio per circa  dieci minuti nella posizione che potete osservare, creando ostacolo a tutti.

manca carico e scaricovalentina

Mi Piace(0)Non Mi Piace(0)