Interesse composto e Tempo … due preziosi alleati!

Interesse composto e Tempo - ...due preziosi alleati !!!Interesse Composto unito ad una buona dose di Tempo e si creano i capitali….la pensione integrativa, …la serenita’ finanziaria.

L’interesse viene detto composto quando invece di essere “goduto” viene aggiunto al capitale iniziale che lo ha prodotto.
Un recente studio americano presenta un esempio di due dipendenti coetanee assunte nello stesso momento dalla stessa azienda: una che aderisce subito al fondo pensione con una stima di accantonamento a scadenza ( a 65 anni di eta’)di 620.000 $ contro  un versamento complessivo di 68.800$.
L’altra collega decide di sottoscrivere il fondo pensione otto anni dopo….con un capitale stimato a scadenza di 368.000 $……un effetto tempo imponente…otto anni di ritardo presentano un minor capitale di 252.000 $ !!!!!!
Cosa puo’ succedere se procrastiniamo ancora di piu ????
Per ottenere 100 € di pensione e’ necessario accantonarne 20 se si hanno 25 anni.
Per ottenere 100 € di pensione  e’ necessario accantonarne 55  se si hanno 40 anni.
Oltre si arrivera’ a dover accantonare 100 € ogni mese per averne 100 ….fino ad arrivare a doverne accantonare 134 € ogni mese per averne 100 !!!!!
Chi prima inizia e’ gia a meta’ dell’opera….e non parlo solo di previdenza,…ma di investimento in generale…..l’interesse composto unito al tempo crea le condizioni per potersi costruire sia flussi reddituali che capitali , un esempio su tutti e’ il piano di accumulo, dove la grossa differenza la faranno i versamenti dei primi periodi magari anche effettuati in momenti di mercato piu’ favorevoli di altri….

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Forza Gaddi !

Ebbene sì, sono una bandiera. Che è l’esatto contrario della banderuola, che cambia continuamente direzione. Fedele alla maglia di Forza Italia (non nei secoli) ma da 25 anni (che comunque non sono pochi) oggi sono candidato alla Camera nel collegio di Como, Lecco e Sondrio. Certo, parto da una posizione che potrebbe essere definita, appunto, di bandiera, ma poco importa. La bandiera è il simbolo più alto, e la sua difesa è sempre un onore. Quindi, per darmi una mano a farla sventolare, basta decidere di andare a votare e mettere una croce sul simbolo senza dover scrivere null’altro. Semplicissimo. Ah, dimenticavo. In ogni caso mi occuperò (come faccio da una bella ventina d’anni) essenzialmente di cultura, che è l’unico tema utile per tutti, che non deve avere bandiera. Una contraddizione sana, che mi diverte assai.

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Roberto Sarfatti, Venezia, 10 maggio 1900 – Col d’Echele, 28 gennaio 1918

Ricorre domani 28 gennaio l’anniversario della morte di Roberto Sarfatti caduto su Colle D’Echerle nella prima guerra mondiale.

Arruolato nel corpo degli alpini, medaglia d’oro che onora il Gruppo Alpini di Cavallasca di San Fermo guidati dal capogruppo Livio Borromini a dal segretario Sergio Tuia.
Per l’occasione riproponiamo uno scritto di Renato Leoni a suo tempo pubblicato su una nota rivista comasca riguardante Margherita Sarfatti  (madre di Roberto) madrina nella costituzione del Gruppo Alpini per un sensibile omaggio al figlio caduto sul fronre a solo 17 anni,
LA SARFATTI E IL ” SUO” GRUPPO ALPINI.
Il gruppo Alpini è ovviamente quello di Cavallasca dove la celebre scrittrice Margherita Sarfatti (1880-1961) aveva la sua prediletta residenza di campagna in località Soldo. Una residenza acquistata cento anni fa dai coniugi Cesare Sarfatti e Margherita Grassini e tuttora proprietà delle nipoti che però non la frequentano  assiduamente come la notissima nonna.
Quando nel 1961, il capitano degli alpini in congedo. Flaminio Frigerio. estroso e persino avventuroso imprenditore locale. promosse la costituzione del gruppo delle penne nere di Cavallasca volle affidare a Margherita Sarfatti l’incarico onorifico di madrina per un sensibile omaggio al primo figlio della scrittrice, Roberto,  caduto sul fronte della prima guerra mondiale a soli diciassette anni.
I momenti della giornata inaugurale del Gruppo Alpini videro quindi in prima fila la Sarfatti, i discorsi del noto latinista padre G.B. Pigato e del brillante avvocato Stefano Benzoni.
I ricordi commoventi del giovanissimo Roberto Sarfatti, medaglia d’oro. i cui resti furono recuperati soltanto nel 1938 su  col d’Echerle, guadagnarono con la regia del capitano Frigerio una cornice più che dignitosa. Il rapporto di Flaminio Frigerio con la scrittrice risaliva a qualche decennio precedente quando la moglie Giuseppina Butti gli portò in dote anche la casa e i terreni del Bruschèe confinante con la proprietà Sarfatti.
Quando i Frigerio e i Butti si trasferiscono nell’antica villa detta Carbonera già proprietà dei Butti, Margherita Sarfatti frequentò anche la nuova residenza di questi suoi amici.
Destino volle che quando morì la scrittrice nell’ottobre di quello stesso 1961 che l’aveva vista “battezzare” il Gruppo Alpini era sindaco di Cavallasca il cognato del capitano Frigerio l’indimenticato Cav. Augusto Butti. Fu sua l’incombenza di garantire una bella tomba alla Sarfatti nel cimitero locale. Una tomba in linea con la spiccata sensibilità artistica di colei che era stata nella prima metà del Novecento una protagonista delle vicende culturali italiane.
E non si può certo dimenticare il curioso testamento dell’amico e promotore del Gruppo Alpini che testualmente lasciò scritto: ” Niente carro funebre. Niente fotografi. Quattro alpini mi porteranno dalla casa alla chiesa e dalla chiesa al cimitero, tanto peso poco. Solo due drappi neri sulle porte di casa e della chiesa.
Niente monumenti. Solo una pietra verde se possibile in terra. Durante le mie esequie coloro che mi vollero bene troveranno in Cooperativa e al Bar Sport una damigiana di vino di litri 25 cadauna. Salvatene  qualche bicchiere per gli alpini.
Aveva 54 anni quando, il 12 maggio 1962, morì il generoso capitano.
foto Borromini
foto Tuia
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Cambiare si può, sempre …

trovare nuovi interlocutori nel mondo dei servizi finanziari

cambiare si può, sempre..... - trovare nuovi interlocutori nel mondo dei servizi finanziariLo scorso Ottobre la Consob nel consueto rapporto ci comunica che il 57 % degli italiani dice di ricevere una consulenza passiva e/o generica.

Inoltre sempre gli italiani dichiarano di non essere in grado di valutare la qualità del servizio che viene loro fornito….

Con l’arrivo della direttiva Mifid II  l’aspetto consulenziale verrà sicuramente e maggiormente evidenziato e promosso, ma qui c’è da iniziare un grande lavoro di educazione finanziaria con la propria clientela, e quella potenziale, per offrire una vera consulenza personalizzata in maniera tale che le lacune e le carenze di cui sopra possano venire nel tempo rimediate.

Non sono mai riuscito a capire come si possano spendere giorni e giorni nella scelta di una automobile o delle piastrelle di un bagno e contemporaneamente decidere frettolosamente come allocare i risparmi di una vita, magari delegando totalmente senza capire cosa si stia facendo…..sto parlando di situazioni limite ….ma ne esistono e temo non siano ad oggi rare.

Molto probabilmente la responsabilità è’ anche degli operatori del settore , alcuni poco formati ed alcuni non particolarmente interessati a far evolvere la cultura finanziaria del proprio cliente, ma temo sia un errore strategico nel lungo termine.

D’altro canto e’ indubbio che cambiare intermediario finanziario rappresenti una fonte di stress ( ogni cambiamento ci destabilizza nel breve….) analoga ad un trasloco….non arrivo a fare analogie con il divorzio, non esageriamo.

Eppure molte situazioni di non soddisfazione derivano dalla procrastinazione , e questo succede in tutti i settori della nostra vita, ma il tempo in questo caso ci potrebbe remare contro…

La concorrenza si farà più accesa e le qualità del consulente andranno potenziate, ma il cliente dovrà essere disponibile anche a ricevere  sempre un educational advice dal proprio interlocutore in primis per poter decidere meglio……..e per poter raggiungere nel tempo la propria felicità finanziaria.

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Il risparmio tradito

di Andrea Poggi
Se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria, molte persone non avrebbero visto l’azzeramento delle loro posizioni

Il risparmio tradito dai fallimenti bancari - Se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria, molte persone non avrebbero visto l'azzeramento delle loro posizioniSono in pausa pranzo e mi e’ venuto in mente tutto quello che e’ successo relativamente ad una banca italiana  ma in generale relativamente ai diversi defaults bancari che si sono succeduti e che, forse, si succederanno ancora.
A me premono le implicazioni che coinvolgono i risparmiatori, la clientela.
Secondo me quello che i mass media non hanno evidenziato, tra le mille cose che avrebbero dovuto evidenziare, e’ che se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria e conseguente consulenza, molte persone non avrebbero potuto vedere l’azzeramento delle loro posizioni.
E’ evidente che un cliente di una certa eta’, con una bassa propensione al rischio, dovrebbe in primis presentare una profilatura mifid di carattere molto prudente, e che quindi evita ex ante la sottoscrizione massicia di prodotti rischiosi e che rappresentano magari anche  la quasi totalita’ del portafoglio.
Ad un cliente che arrivava dai titoli governativi italiani  non puo’ essere collocata una obbligazione strutturata subordinata emessa dalla stessa banca. E’ decisamente un’altra cosa, e non per una bassa percentuale, per magari cifre determinanti. Il consulente deve esplicitare il rischio, mostrando ex ante la perdita potenziale massima del portafoglio e delle sue singole componenti. Ripeto, ex ante!!!!
Chiudo qua. Sull’argomento sono state spese fin troppe parole. Mi sento di dire che se ci fosse stata una buona consulenza in fase di costruzione delle proposte di investimento, possibilmente scevra da conflitti di interesse, qualcuno avrebbe perso meno o addirittura niente. Il risparmio va tutelato…non delegate troppo, chiedete sempre il rischio che andrete a correre in termini numerici. Anche se la finanza non e’ una scienza esatta, aiuta molto ad acquisire la consapevolezza che in finanza, come nella vita, no free lunch!!!
A presto.
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Noi stiamo con Fontana!

Noi stiamo con Fontana, che ha la colpa di aver detto niente di più e niente di meno che la pura verità. E cioè che il popolo Lombardo (e sottinteso italiano), a causa della sua scarsa natalità (i cui motivi sono sociologici e contingentali) si sta estinguendo, subendo un processo di vera e propria sostituzione etnica, ad opera dell’immigrazione incontrollata.
Non capiamo cosa ci sia di male ad ammettere quel che persino nella nostra Costituzione è scritto, laddove si cita testualmente la parola: ”razze”.
Le razze esistono eccome e si formano adattandosi all’ambiente che le circonda, specificandosi ed evolvendosi, come ha scientificamente comprovato Darwin nella sua teoria dell’evoluzione della specie, che tanto clamore fece quando vene presentata riscontrando la violenta avversione della Chiesa cattolica di allora, che vedeva molti dei suoi fondamenti dottrinali messi in discussione alla radice.
La società multiculturalista, altrimenti chiamata Eurabia, che i padroni dell’economia mondiale vorrebbero imporci, è costituita da un mondo piatto, di esseri uguali anche sotto il punto di vista morfologico, un mondo di eguali che risulterebbe evidentemente più facile da comandare, sfruttare e indottrinare.

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21 milioni di italiani nella morsa di Equitalia

21 milioni di italiani nella morsa di Equitalia, di cui il 96% con presunti debiti sotto i cento mila euro.
Un credito preteso dallo Stato di oltre 810 miliardi di euro.
Ma chi ci dice che parte di queste cartelle non sia pretestuosa?
Che vengano emesse cartelle induttivamente sulla base del nulla o di regole cambiate in corso d’opera e con valore retroattivo?
Cioè a dire, un’estorsione legalizzata nei confronti della parte che, da sola, tiene in piedi l’Italia: quella delle ‘piccole’ partite iva.
Bersagliati con le tasse dirette e quelle, come queste, occulte.

Ricordiamocene il 4 marzo!

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… “che bravi che siamo, non abbiamo alzato le tasse!”

L’amministrazione sanfermina si autoincensa, anche grazie ad articoli benevoli, ribaltando la realtà dei fatti, che vedono le tasse invariate rispetto all’anno scorso nonostante le entrate erariali straordinarie seguite alla fusione.
Cioè a dire, un capolavoro di contorsionismo politico che fa presa su di una popolazione evidentemente superficiale e succube di una informazione a senso unico, che si ferma alla forma, senza entrare nella sostanza delle decisioni deliberate dal consiglio comunale.

E così, enfatizzata, spicca a caratteri cubitali la frase dell’assessore al bilancio, come se fosse un qualche cosa di cui andar fieri, anziché vergognarsi: ”non aumentiamo le tasse!”, e il popolo sanfermino se la beve ed è contento.
Un po’ meno quello cavallaschino, che, seppur ancora traumatizzato dall’incedere degli eventi che hanno visto venduta nel 2017 la propria sovranità in nome di una impunità dei responsabili del buco di bilancio, si ritrova ad essere, niente di più e niente di meno, che periferia del Comune incorporante.

Nell’ultimo consiglio comunale, con un articolo pubblicato leggi qui, ho attaccato l’amministrazione sul fatto che non aveva abbassato le tasse pur a fronte di entrate in enorme aumento, in parte provenienti dagli incentivi di Stato per l’avvenuta incorporazione di Cavallasca.
Proponevo di sopprimere l’IRPEF.
E ritenevo la cosa un dovere morale prima ancora che politico.
La risposta ufficiale dell’amministrazione si è fatta attendere una ventina di giorni, ed è arrivata per mezzo  del giornale locale.
A fronte dei fatti che avrebbero dovuto far esclamare: “nonostante le notevoli entrate non abbiamo voluto diminuire le tasse“, rispondono con un “non abbiamo alzato le tasse!“. Una bella differenza! Che ne dite?
Una frittata rigirata bella e buona!
E i lettori del gruppo fb di San Fermo sembrano in maggioranza bersi la fregnaccia, illusi che non si potesse altrimenti.
Ergo, i residenti son contenti! (fa anche rima).
Ma invece si sarebbe potuto fare molto, molto meglio di così.
La voragine di Cavallasca è stata coperta ampiamente dai 752 mila euro annui per 10 anni che entreranno annualmente nelle casse del comune, ( 752 mila son già entrate), come da me sostenuto con forza fin da 4 anni fa.

L’irpef, per esempio, era un dovere morale toglierla, così come altri Comuni più virtuosi di noi non la fanno comparire nel bilancio da anni.
Sarebbe stato un incentivo alle imprese ed ai lavoratori.
Perché non l’hanno fatto?
Per tenersi le mani libere di spendere altri soldi, e ciò a spese soprattutto dei residenti di Cavallasca?
Aggiungo infine che le tasse sono relativamente basse (io direi nella norma) solo per i privati.
Le imprese a San Fermo pagano molto, come abbiamo già documentato in passato, a conferma della inestinguibile sete di denaro pubblico di chi ci amministra.

vittorio belluso

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Chi ha paura di re ‘sciaboletta’?

Secondo il nostro modesto parere la salma di ‘re sciaboletta’, alias Vittorio Emanuele III, soprannominato così a causa del fatto che la sua sciabola d’ordinanza si era dovuta accorciare per non farla toccar per terra a causa dell’altezza davvero bassa del re (m 1,53 cm), andrebbe comunque tumulata al Pantheon.
A prescindere dal suo operato storico.
Non esistono re buoni o cattivi.
Esistono solo re.
E i primi 2 della breve monarchia d’italia unita, (Vittorio Emanuele II e Umberto I, rispettivamente nonno e padre di Vittorio Emanuele terzo) sono al Pantheon.
Poi, sempre a nostro avviso, toccherebbe anche al cosiddetto ‘re di maggio‘, Umberto II, che fu re, appunto, per un solo mese, dopo la tardiva abdicazione del padre in vista del referendum del 2 giugno 1946, che vide l’Italia trasformarsi in una Repubblica.
Così il cerchio si chiuderà.
E finalmente si volterà pagina.

Perchè se è vero che Vittorio Emanuele III viene accusato di aver sottoscritto le leggi razziali nel 1938 che ci allineavano al potente alleato tedesco, noi consideriamo altrettanto infame la fuga sul Baionetta da Pescara alla volta di Brindisi, per correre in bocca agli alleati abbandonando Roma e l’esercito alla mercè dei tedeschi, così come, ancora più infame, l’aver fatto arrestare e rapire il suo primo ministro in casa sua, venuto a rendere conto della seduta del Gran Consiglio del fascismo avvenuta la notte prima che lo aveva visto, per la prima volta, contestato dai sui stessi uomini e messo in minoranza.
Al Pantheon riposa Vittorio Emanuele II, che in Aspromonte fece sparare su Garibaldi, e Umberto I, che a Milano nel 1898 fece sparare dal suo generale Fiorenzo
Bava Beccaris sulla folla che chiedeva il pane.
Nonostante queste infamie, i primi due re sono lì, nel Pantheon.
Perchè non metterci anche gli altri due?
E specie l’ultimo, quel gran signore di Umberto II che lasciò l’Italia senza colpo ferire quando ben 10 milioni di italiani erano ancora profondamente con lui e con la monarchia?
Suvvia, i morti sono morti!
Lasciamoli riposare in pace e nella loro terra!

vittorio belluso

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… “non votate i populisti!”

Lo spot elettorale del Vescovo di Como a favore di PD e Liberi e uguali

Il Vescovo di Como, nella sua omelia nella funzione di fine anno, ha esortato i fedeli presenti a  “non votare i populisti“.
ha inoltre sottolineato che per il cattolico l’astenersi dal recarsi alle urne sia peccato.
Ma, diremo noi, senza tanti giri di parole, anzichè far capire agli astanti di non votare per Salvini, Meloni, Berlusconi o Grillo … non avrebbe fatto prima a dire direttamente per chi votare?

Ha detto testualmente Cantoni:

“Non posso poi tralasciare un appello che mi sembra importante e che deve interessare tutti. Nel prossimo mese di marzo saremo chiamati alle urne. Siamo in un periodo in cui i partiti e gli uomini politici hanno generato delusioni e disaffezione all’impegno politico. Il malcontento e la diffidenza verso i leaders politici sono approfonditi a causa di aspettative non soddisfatte e problemi non risolti. L’astenersi dal voto, a cui invece tutti siamo obbligati, non deve essere espressione di questa delusione. Non deve essere il partito dei rinunciatari a prevalere e nemmeno i leaders politici populisti possono assumere le responsabilità di governo sfruttando le rabbie e le paure della gente, a causa di promesse di cambiamento seducenti quanto irrealistiche. Ciascuno, in coscienza, si orienti verso quei candidati che presentano programmi che facilitino il bene possibile, che tutelino la dignità e il rispetto della vita delle persone, che facilitino solidarietà e non si limitino a promesse aleatorie”.

Scrive l’onorevole Nicola Molteni sulla sua pagina facebook, ribattendo alle parole del Vescovo:

“Non commento le parole della Curia, ad ognuno il suo compito.
Compito della politica è gestire bene la “cosa pubblica” e portare i cittadini ad esercitare il diritto/dovere di votare.
La Chiesa ha un altro ruolo, guidare le anime dei fedeli e parlare alla Comunità dei cattolici. 
Come fedele avverto l’assenza di un pastore come Monsignor Maggiolini che ci invitava a cogliere i pericoli del relativismo culturale e religioso minaccia della nostra civiltà cattolica.
Sui migranti ho ben chiare le parole di Papa Benedetto XVI “Prima del diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare”.

Certo, diremo noi rincarando la dose, che  Maggiolini era altra e ben più alta cosa!
Altri tempi, altra Italia, altra chiesa!

 

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Ennesima gaffe di Bergoglio

Un disco rotto.
L’attuale papa parla quando dovrebbe stare zitto, e tace quando invece dovrebbe parlare.

Questo papa, con l’omelia pro migranti in cui ha paragonato Giuseppe e Maria ai cosiddetti migranti (altrimenti chiamati clandestini), ha creato, una volta di più sconcerto.
Una vera e propria sollevazione popolare che ha in questi giorni sui social network la sua espressione più aspra e tamureggiante.

Anche a Natale – e questo è un fatto- l’attuale papa non ha saputo fare a meno di fare politica dal pulpito più alto, tentando di inculcare agli europei le sue tesi tutte volte a favore di un’accoglienza indiscriminata quanto insostenibile, sia da un punto di vista economico che pratico.

Giuseppe e Maria non erano in fuga, visto che andavano a farsi censire nella loro nazione (la Giudea) come ordinato da Cesare Augusto.
Quindi, i genitori di Gesù, erano rispettosi delle leggi e si muovevano in casa propria.
L’esatto contrario di quel che ha sostenuto il papa nella sua omelia natalizia.

Scrive Socci:
Non ci si può credere! E’ veramente ossessionato! Anche nell’omelia di questo Natale il comiziante peronista obamiano invece di parlare di Gesù Cristo, parla dei migranti. Solo e sempre politica! Gli hanno ordinato di martellare su questo punto e lui da cinque anni bombarda quotidianamente,.
Oltretutto colpisce l’ignoranza. Qualcuno gli spieghi che Giuseppe stava portando la sua famiglia non in un pase straniero per motivi economici, ma nel suo stesso paese per il censimento, perché lui era originario di Betlemme. Quindi era a casa sua. E il versetto “non c’era posto per loro” si riferisce al fatto che nel caravanserraglio dove erano tutti non c’era un luogo appartato per partorire. Come si può distruggere così l’annuncio del Natale con un banale comizietto populista?”

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Domenica aperto!

Liberalizzazione degli orari – negozi aperti la domenica e nei festivi, dopo l’”uscita” di Di Maio e la conseguente presa di posizione dei media che l’hanno attaccato per questo tacciandolo di arretratezza mentale, mi limito ad osservare che:

coloro che la domenica non hanno un cavolo da fare sono fermamente favorevoli (circa il 95% della popolazione italiana) all’apertura di tutti i negozi, mentre il restante 5% che, per essere al servizio del primo 95, deve rinunciare ad avere una propria vita sociale e stare con la famiglia, … è compattamente contrario.
La libertà di apertura – va detto – se da una parte viene presentata come un incentivo all’economia che genera nuovi posti di lavoro, è di fatto a tutto vantaggio del grande capitale e a svantaggio del piccolo negozio di quartiere a carattere familiare.
E’ un po’ come far salire sul ring un peso piuma a combattere con George Foremann dicendo: “a Voi, vinca il migliore!”.
Si sta creando inoltre una nuova realtà: negozi vuoti durante la settimana e pieni la domenica. 
Parlavo giorni fa con un’operatrice nel settore dell’abbigliamento che si lamentava, secondo me a ragione.
La signora lavora in outlet di una grande azienda. In certe stagioni le impongono le ferie infrasettimanali, la cassa integrazione, i contratti di solidarietà perché non hanno lavoro mentre in questi giorni le impongono di lavorare anche la domenica e nei festivi.
Io capisco che gli orari deregolamentati non hanno incrementato l’economia ma hanno solo ridistribuito (male) Il lavoro che c’era.
Per i bene informati questo è il mondo che cambia e che purtroppo anche in Italia, come all’estero, si dovrà lavorare quando c’è domanda!
Comunque – riferiscono sempre i bene informati – anche la grande distribuzione avrà vita breve . In USA si stanno smantellando centinaia di centri commerciali.
Rimane lo specializzato di altissima gamma il resto verrà distrutto da internet:
Amazon! … il peggio del peggio del peggio.
Elude le tasse con sedi nei paradisi fiscali.
E chi crede di fare un affare comprando via internet non si accorge che si sta scavando la fossa da solo.

Moltissime persone sono costrette a lavorare sabato domenica festivi notturni nei centri commerciali al limite dello sfruttamento.
Il problema nasce dalla retribuzione adeguata e da una turnazione equilibrata che certo il piccolo esercente non può attuare ma i grandi centri commerciali si

vittorio belluso

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Difensori della libertà a raccolta a Como in difesa del loro business

Stamattina quel che resta di una maggioranza parlamentare che ha trasformato l’Italia nell’immondezzaio d’Europa, si raccoglie a Como al capezzale di una onlus pro accoglienza loro affiliata che avrebbe subito una intimidazione di stampo fascista.
Ministri senza la laurea, venditori di pentole a pressione, figlie di papà messe lì a fare gli interessi di babbo, tutti insieme appassionatamente si danno convegno a Como per dimostrare contro la lettura di un volantino da parte di un ragazzo di destra, laddove – appena ieri – gli stessi – si schierarono dalla parte dei black block che misero a ferro e fuoco Genova.
La massima che ne vien fuori è: lancio di estintore e molotov contro l’arma dei Carabinieri da parte di un sinistro SI, lettura di un innocuo volantino da parte di un destro NO.
Facciamo in modo che la città accolga questi rottami politici con l’indifferenza che meritano.

vittorio belluso

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TG5 e il grande fratello vip

La notizia d’ esordio di ieri sera del TG5? : ‘stasera si svolgerà la finale del grande fratello vip‘.
Domanda:
‘ma il direttore non si vergogna almeno un po’?

In una Milano in cui un vigilantes viene accoltellato da extracomunitari clandestini (notizia completamente oscurata) il telegiornale di Berlusconi ieri sera ha posto la serata finale del grande fratello vip come notizia più importante di tutte, missili atomici nord coreani compresi.
E’ la vittoria del trash, significa che chi ci informa ci considera tutti quanti dei poveri fessi, niente di più e niente di meno che delle semplici galline da spennare con la pubblicità.

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Le fake news … spesso sono tutto fuorchè fake news

Fake news

Se si va a leggere con attenzione la proposta di legge, si nota che si parla di tutto tranne che di fake news. (Notizie spazzatura – false- tedianti – disinformanti).

In verità si vuole censurare i siti web per le opinioni che contengono e che, più dei telegiornali e delle trasmissioni di Stato, vengono lette dal popolo italiano.
Chi ci governa si sente sotto assedio, comprende che ogni giorno di più sta perdendo il controllo dell’informazione e la capacità di generare modi di pensare funzioanli al proprio sistema di potere.

Chi ci governa, ogni giorno di più sbugiardato – nessuno escluso  –  dai social network, tenta di correre ai ripari.

Si vuole identificar chi usa i social, si vuole controllare chi insulta e diffama (e questo ci sta), si vuole soprattutto limitare i siti web con notizie vere ma che sono dannose per la politica di accoglienza indiscriminata (dietro cui si celano enormi interessi economici) che si vuole imporre ad un sempre più povero e sfiduciato popolo italiano.

Quindi attenzione, le fake news … spesso sono tutto fuorchè fake news, ma l’unica voce onesta e rispondente alla realtà che si può trovare su internet.
L’unica che rispecchi veramente il pensiero di un popolo, indipendentemente da chi lo governa e dai suoi potenti organi di informazione.

vittorio belluso

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Il problema dell’Italia sono gli italiani

Con le casse dell’Inps in profondo rosso, Berlusconi promette che – se vincerà – alzerà la pensione minima di anzianità a 1000 euro.
Promessa populistica. Irresponsabile. Truffaldina.
In piena sintonia con quel che prometteva l’altro venditore di pentole, tal Matteo Renzi.
Ora, il problema non sono i politici, ma noi italiani: fintanto che premiamo chi ci promette di più punendo chi ha il coraggio e l’onestà di dirci la verità, saremo sempre un popolo di serie B dai problemi che si tramandano, peggiorando, di generazione in generazione.
Winston Churchill, nel 40, in un momento drammatico per la sua nazione assediata, ebbe il coraggio di promettere lacrime, sudore e sangue.
E vinse.

vittorio belluso

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Tempo di tasse …

Lo Stato italiano è due volte esoso, quando ti chiede di pagare le tasse:
perchè oltre a chiederti di lavorare per lui per poco meno di 8 mesi l’anno (e questo solo con le tasse dirette, senza contare quelle occulte che pure pesano nel bilancio), ti chiede anche l’acconto sugli ipotetici ricavi che la tua azienda farà l’anno successivo.
E’ la politica che deve dare delle risposte. E’ la politica, con la sua voracità, la prima responsabile della crisi economica in cui versa il nostro paese con la conseguente perdita di posti di lavoro.

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