Archivi categoria: Cultura

Difensori della libertà a raccolta a Como in difesa del loro business

Stamattina quel che resta di una maggioranza parlamentare che ha trasformato l’Italia nell’immondezzaio d’Europa, si raccoglie a Como al capezzale di una onlus pro accoglienza loro affiliata che avrebbe subito una intimidazione di stampo fascista.
Ministri senza la laurea, venditori di pentole a pressione, figlie di papà messe lì a fare gli interessi di babbo, tutti insieme appassionatamente si danno convegno a Como per dimostrare contro la lettura di un volantino da parte di un ragazzo di destra, laddove – appena ieri – gli stessi – si schierarono dalla parte dei black block che misero a ferro e fuoco Genova.
La massima che ne vien fuori è: lancio di estintore e molotov contro l’arma dei Carabinieri da parte di un sinistro SI, lettura di un innocuo volantino da parte di un destro NO.
Facciamo in modo che la città accolga questi rottami politici con l’indifferenza che meritano.

vittorio belluso

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TG5 e il grande fratello vip

La notizia d’ esordio di ieri sera del TG5? : ‘stasera si svolgerà la finale del grande fratello vip‘.
Domanda:
‘ma il direttore non si vergogna almeno un po’?

In una Milano in cui un vigilantes viene accoltellato da extracomunitari clandestini (notizia completamente oscurata) il telegiornale di Berlusconi ieri sera ha posto la serata finale del grande fratello vip come notizia più importante di tutte, missili atomici nord coreani compresi.
E’ la vittoria del trash, significa che chi ci informa ci considera tutti quanti dei poveri fessi, niente di più e niente di meno che delle semplici galline da spennare con la pubblicità.

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Le fake news … spesso sono tutto fuorchè fake news

Fake news

Se si va a leggere con attenzione la proposta di legge, si nota che si parla di tutto tranne che di fake news. (Notizie spazzatura – false- tedianti – disinformanti).

In verità si vuole censurare i siti web per le opinioni che contengono e che, più dei telegiornali e delle trasmissioni di Stato, vengono lette dal popolo italiano.
Chi ci governa si sente sotto assedio, comprende che ogni giorno di più sta perdendo il controllo dell’informazione e la capacità di generare modi di pensare funzioanli al proprio sistema di potere.

Chi ci governa, ogni giorno di più sbugiardato – nessuno escluso  –  dai social network, tenta di correre ai ripari.

Si vuole identificar chi usa i social, si vuole controllare chi insulta e diffama (e questo ci sta), si vuole soprattutto limitare i siti web con notizie vere ma che sono dannose per la politica di accoglienza indiscriminata (dietro cui si celano enormi interessi economici) che si vuole imporre ad un sempre più povero e sfiduciato popolo italiano.

Quindi attenzione, le fake news … spesso sono tutto fuorchè fake news, ma l’unica voce onesta e rispondente alla realtà che si può trovare su internet.
L’unica che rispecchi veramente il pensiero di un popolo, indipendentemente da chi lo governa e dai suoi potenti organi di informazione.

vittorio belluso

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Il problema dell’Italia sono gli italiani

Con le casse dell’Inps in profondo rosso, Berlusconi promette che – se vincerà – alzerà la pensione minima di anzianità a 1000 euro.
Promessa populistica. Irresponsabile. Truffaldina.
In piena sintonia con quel che prometteva l’altro venditore di pentole, tal Matteo Renzi.
Ora, il problema non sono i politici, ma noi italiani: fintanto che premiamo chi ci promette di più punendo chi ha il coraggio e l’onestà di dirci la verità, saremo sempre un popolo di serie B dai problemi che si tramandano, peggiorando, di generazione in generazione.
Winston Churchill, nel 40, in un momento drammatico per la sua nazione assediata, ebbe il coraggio di promettere lacrime, sudore e sangue.
E vinse.

vittorio belluso

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Tempo di tasse …

Lo Stato italiano è due volte esoso, quando ti chiede di pagare le tasse:
perchè oltre a chiederti di lavorare per lui per poco meno di 8 mesi l’anno (e questo solo con le tasse dirette, senza contare quelle occulte che pure pesano nel bilancio), ti chiede anche l’acconto sugli ipotetici ricavi che la tua azienda farà l’anno successivo.
E’ la politica che deve dare delle risposte. E’ la politica, con la sua voracità, la prima responsabile della crisi economica in cui versa il nostro paese con la conseguente perdita di posti di lavoro.

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4 novembre festa della vittoria nella 1°guerra mondiale

Guerra ’15-18′: 650.000 ragazzi italiani nei tritacarne delle trincee

Un’altra verità che non è scritta nei libri di storia

Recentemente l’Italia ha commemorato i 100 anni dall’entrata in guerra contro l’Austria Ungheria, della quale, fino al mese prima, eravamo alleati attraverso il patto della Triplice Intesa.

Fino a non molti anni fa, la ricorrenza del 4 novembre, era festeggiata con un giorno di festa nazionale, con tanto di chiusura di scuole e tricolori alle finestre nelle vie centrali delle città, in ricordo del 4 novembre 1918, giorno della vittoria.
Oggi, tale ricordo, va sbiadendosi, e, con esso, la memoria di quei 650.000 ragazzi, morti in una lotta intestina intra-europea, ed altre 580.000 fra la popolazione civile, che vide nei fronti del Carso in Italia e de La Somme in Francia i suoi più micidiali teatri, senza dimenticare che anche sul fronte russo si combattè, anche lì, con milioni di morti, prima che il virus Lenin, inoculato nel decadente impero zarista dagli stessi tedeschi, provocasse il repentino crollo della monarchia, l’uscita della Russia dalla guerra e l’avvento del comunismo.
In totale, quella guerra assurda, costò la bellezza, fra tutte le nazioni partecipanti al conflitto, di oltre 17milioni di morti.

Fu una guerra di trincea, ovverosia di usura, in cui intere generazioni vennero mandate a macellarsi fra di loro in nome di nazionalismi oggi incomprensibili, per fare la fortuna dei guerrafondai produttori di armi e degli speculatori, che si arricchirono enormemente.

Non so quanto di eroico ci fu, in quei poveri ragazzi.
So che mio nonno ebbe due medaglie d’argento al valor militare, per essere andato a posare i tubi ove far passare la dinamite, fin sotto il filo spinato nemico.

Un’operazione più suicida che coraggiosa, che veniva compiuta da volontari durante la notte, nella speranza di non essere individuati dalle fotoelettriche austriache.

Ugualmente, noi italiani, prima della disfatta di Caporetto, conquistammo qualche lembo di terra ad un prezzo altissimo in vite umane, e la storiografia ha sempre dimenticato di scrivere che i nostri soldati, una volta mandati all’attacco, avevano le mitragliatrici non solo di fronte, ma anche alle spalle: erano le mitragliatrici dei nostri reparti di Polizia e dei Carabinieri, che avevano l’ordine di aprire il fuoco su chiunque avesse indugiato ad esporsi al fuoco nemico.
Quanti dei nostri giovani siano morti così, è un’altra cosa che la storiografia ufficiale ha sempre omesso di riportare.
In molti casi, sia sul Carso che sul fronte de La Somme, i soldati si rifiutarono di andare all’attacco in massa, addirittura fraternizzando col nemico.
Fu così che, i nostri generali, pensarono bene di introdurre la decimazione, così ben descritta da Ernest Hemingway in ‘Addio alle armi’, in cui, a caso, veniva preso e fucilato senza processo un soldato su dieci, facente parte di un reparto che si era ammutinato, rifiutandosi di combattere.

Col senno del poi, non sarebbe stato poi così male, se i soldati di tutti gli eserciti, avessero girato la canna dei propri fucili non più verso altri come loro che spesso poi parlavano pure la stessa lingua ( fronte italiano_ austriaci di madre lingua italiana), ma verso chi li stava scientemente mandando al macello.

vittorio belluso

 

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Toh! … si indaga a destra!

Gli avvisi di garanzia all’81enne Berlusconi, a pochi mesi dal voto, dimostrano inequivocabilmente 2 cose:

1) la magistratura italiana, composta per 10 undicesimi da ‘figli del 68’, non è seria, non è credibile. È faziosa e politicizzata.

2) la sinistra italiana – alias il PD – non ha altre risorse per sperare di frenare l’emorragia di voti dovuta al fallimento della sua opera di governo, che infamare l’avversario. Speriamo e crediamo che gli italiani si rendano conto che è ora di cambiare, cacciando chi ci ha indebitato distruggendo posti di lavoro facendo fallire aziende su aziende con un eccessivo carico fiscale, riempiendoci parallelamente di clandestini scrocconi, shaaristi e fancazzisti.

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Uno storico fermo immagine del 22 novembre 1963

Questo fermo immagine è tratto da un filmato originale girato a Dallas il 22 novembre 1963, alla partenza del corteo di auto presidenziale, che di lì ad una manciata di minuti avrebbe visto il presidente degli Stati Uniti, JFC Kenendy, morire a causa di un attentato.
L’immagine dell’uomo texano che fieramente tiene in mano la bandiera secessionista,sebbene non sia mai stata messa in correlazione con l’uccisione del Presidente,  è emblematica del dramma che stava per succedere.

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28 ottobre: anniversario della marcia su Roma

Ricorre oggi, 28 ottobre, l’anniversario della marcia su Roma ideata e pianificata a Cavallasca di San Fermo alla villa del Soldo ove Mussolini si trovava la notte del 28 ottobre in attesa degli sviluppi.

Dopo la presa del potere di Mussolini in Italia si avviò una fase di stabilità e prosperità uscendo quasi indenne dalla crisi economica mondiale del 1929, sino ad indurre il presidente americano Roosevelt a mandare un emissario in Italia per vedere quali misure erano state adottate dal governo italiano per essere usciti in così poco tempo e in modo straordinario dalla crisi.

Purtroppo dopo anni di benessere il regime incappò in madornali sbagli che lo portarono alla disfatta e alla tragica fine di Benito Mussolini.

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Le parrocchie di S.Fermo e Cavallasca verranno accorpate

Presto tutto cambierà

Nel volgere di un tempo inferiore a quella che può concepire la nostra immaginazione, le parrocchie di San Fermo della Battaglia e di Cavallasca verranno accorpate, sulla falsa riga di quanto già avvenuto per i due municipi.

La decisione vescovile è nell’aria, e noi già ne avevamo parlato un paio d’anni fa in un nostro articolo quando il Vescovo era ancora Coletti.
Ma ora pare che questa decisione, per altri versi ineluttabile e scontata, sia ad un passo dall’essere presa dal nuovo Vescovo Oscar.

Con ogni probabilità il parroco di Cavallasca -Don Teresio- proseguirà il suo iter di approfondimento spirituale e migrerà verso altri e più altolocati lidi.
Non ci è dato sapere se il parroco attuale della parrocchia di San Fermo resterà ed allargherà la propria sfera di influenza con l’acquisizione della parrocchia di Cavallasca.

Conseguentemente a ciò, sulla falsa riga di quanto già avvenuto a Parè e Drezzo, frazioni di Colverde, le S.S. Messe saranno ridotte perchè in comune, con la messa della domenica mattina a San Fermo e quella del pomeriggio a Cavallasca e o viceversa.

Tutto ciò non deve sorprenderci.

Queste sono decisioni obbligate che i vari Vescovi italiani stanno prendendo sulla scia del calo delle vocazioni, che fanno si che trovare un parroco di etnia italiana sia diventato difficilissimo

vittorio belluso

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… e se fosse domani il 9 Ottobre 2016?

Di Alessandro Carughi su fb

Cari Amici, Care Amiche,

Esattamente un anno fa , oggi, sarebbe stato l’ultimo giorno da Cavallaschini. Ultimo giorno perché domani appunto saremmo andati a votare per l’avvenuta fusione. Ma oggi è tempo di tirare almeno le prime conclusioni; vale a dire che su 6432 aventi diritto al voto (di domani) solamente 2903 si sarebbero presentati alle urne. Non entro nel merito ne del Si e nemmeno del No; ma in campagna elettorale (pre-fusione) sentivo dire cose di questo genere :

-avremo maggiori impiegati comunali e potenzieremo il servizio , quando invece alcuni per non dire molti hanno chiesto il trasferimento e non sono stati rimpiazzati

-interverremo in maniera ordinaria e straordinaria nella manutenzione della cosa pubblica e sulla sicurezza, è notizia di pochi giorni fa che è saltata una conduttura dell acqua potabile in via Mazzini .. eppure con i soldi dell avvenuta fusione si poteva iniziare a fare degli interventi di manutenzione programmata al nostro acquedotto; come fece , e gliene do atto, Ronchetti che riuscì a diminuire di molto la dispersione. Non ho visto nemmeno interventi di asfaltatura nelle vie che necessitano appunto di un bel nuovo manto stradale eppure i soldi ci sono.. Ho visto tanti dossi in qualsiasi caso esagerati ma talvolta ,non lo nego , molto utili. Ho visto tanti Velobox deturpare il paesaggio del mio paese , ma mai elevare una contravvenzione in quanto , è ora di chiarirlo , sono fuori norma.

Ho visto tanto , e tanto ancora vedrò peccato però che sono rimasto fuori dalle varie commissioni , io come molti altri della ex commissione Cavallasca. Nella quale siamo riusciti con forza ed onesta ad ottenere molto , l’ultima e più visibile è stata l’acquisto dello scuolabus. Ognuno di voi tragga le proprie conclusioni , non spetta a me farlo …
Ma se fosse domani il 9 Ottobre 2016?

 

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Strano papa questo papa: parla spesso a sproposito ma quando deve (o dovrebbe) tace

Più di Rajoy che ha usato l’intimidazione violenta per tentare inutilmente di tenere la gente lontana dai seggi, lascia perplessi questa Europa. Dov’è?? Perché non parla dopo i fatti di Catalogna?? La Catalogna non è forse in Europa?? Ipocrita!! Dica che i soldi dei catalani le fanno comodo. Lo dica, questa Europa di ciarlatani filo immigrazionisti, sfruttatori e parassiti.
E il papa? Perché non parla di domenica? L’abbiamo sentito ultimamente benedire gay, lesbiche, trans e immigrati, imporre ai parroci l’accoglienza dei clandestini negli oratori … ma sulla Catalogna manco una parola!!

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Prende il via Filomeeting

Venerdì sera prenderà il via il Filomeeting, una rassegna di musica, filosofia per tutti (anche per bambini), laboratori, momenti conviviali particolari come la cena filosofica, il buffet a Villa Imbonati e il pranzo sulla cucina di Hemingway. Ci sono 14 eventi in programma fino a domenica (anche un mio laboratorio grafologico). Venerdì sera lo spettacolo di Murubutu, sabato sera Valentina Colonna e Davide Rondoni, domenica un reading di Valeria Palumbo e i CantarStorie e la sera una Jam sessione con i Five PlusOne.

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… l’altro è Bergoglio

Quello a sinistra è il Papa che ha condannato senza se e senza ma il terrorismo di matrice islamica e la “dittatura del relativismo” esortando l’Occidente a rialzare la testa attraverso la riscoperta della propria Identità. L’altro è Bergoglio.

 Alessandro Nardone

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Coming out su papa Francesco

Questa non è la mia chiesa

Si, lo ammetto, papa Francesco non lo reggo più.

Da quando c’è lui il mio distacco dalla religione cattolica è stato inesorabile. Oltre la mia volontà.
Mi chiedo perchè.
Forse perchè non l’ho considerato, fin dall’inizio, un papa legittimo, visto che ritengo la sua elezione il frutto di una truffa in danno dei fedeli del mondo, un colpo di stato tecnicamente perfetto perchè risultato incruento.
A mio avviso, questo papa, è deleterio per la chiesa ed a gioco lungo riuscirà a distruggere 2000 anni di percorso.

Chi l’ha innalzato al soglio, evidentemente, ha ritenuto che il papa precedente non fosse congruo col rapido mutare in senso decadente degli usi e dei costumi del mondo occidentale e con la pressione che il mondo musulmano sta compiendo sulle minoranze cattoliche laddove la religione cristiana è stata radicata.
Ci voleva un papa ‘distensivo’ e ‘comprensivo’, che strizzasse l’occhio ai musulmani da una parte, agli omosessuali dall’altra, che prendesse atto che l’istituzione del matrimonio nel mondo occidentale è in crisi irreversibile, e che quindi si dovesse effettuare un’apertura anche a quelle persone reduci da un divorzio, permettendo loro la partecipazione alla messa con pari diritti rispetto a chi divorziato non è.
Stesso discorso per le cosiddette coppie di fatto, ormai la netta maggioranza delle unioni.
E lo stesso per quanto concerne il dare i sacramenti ai nati da una unione di fatto.
Tutto questo, papa Ratzinger, non l’avrebbe mai permesso.
Viceversa, Bergoglio, si.

Solo questi dati di fatto rappresentano un buon motivo per prendere le distanze da questo papa, perchè è fasullo, ipocrita, falso profeta.

Pensiamo all’atteggiamento che Questi ha nei confronti dell’immigrazione insostenibile a cui il nostro Paese sta sottostando negli ultimi anni.
Ancora l’altro giorno,  ha dichiarato che chi non accoglie clandestini non è un buon cristiano.
(Quindi non andrà in paradiso… siamo sempre alla vendita delle indulgenze, sia pure sotto altra forma).
Bene!
Lo prendo in parola.
Non sono un buon cristiano, ed evito di andare a messa.
Ho revocato il mio 8×1000 alla chiesa cattolica e spero che molti altri seguano il mio esempio.
Non sopporto la ‘spremitura’, ovverosia l’ingordigia di soldi, che la chiesa ci propina ogni qualvolta abbiamo bisogno di lei.
Non sopporto che mi si chiedano soldi durante i funerali.
Non lo sopporto!
Forse che la famiglia del morto non ha dato l’offerta per l’omelia?
Ogni famiglia dà.
Dà per quel che può.
Che bisogno c’è di chiedere altri soldi?
E poi … per fare che?
Per comprare l’attico a Bertone?

No, no, la chiesa di Bergoglio non è la mia chiesa.

Una chiesa che va a braccetto coi terroristi tentando di comprenderli e sempre perdonarli non è la mia chiesa.
Una chiesa che tenta di instillarmi sensi di colpa perchè difendo il mio mondo e tento di costruire un futuro ai miei figli e la mia cultura bollandomi di razzismo, non è la mia chiesa.
Una chiesa sempre pronta a far valere il suo peso politico influenzando le elezioni a tutti i livelli … non è la mia chiesa.
Una chiesa che copre e protegge i preti pedofili e omosessuali non è la mia chiesa.
Una chiesa che volta lo sguardo dall’altra parte di fronte alle stragi ijhidaiste, fermandosi sempre alle solite frasi di rito ma senza mai entrare nel nocciolo del problema del multiculturalismo forzoso che essa stessa ha incentivato, non è la mia chiesa.

E fa niente se questo mio scritto sarà il mio epitaffio politico.

Ciò che ho scritto avevo il dovere morale di scriverlo in nome di coloro che mi onorano della loro lettura, e che non ringrazio mai abbastanza.

Buona domenica a tutti.

vittorio belluso

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Sinistra ipocrisia

Guardate bene questo povero cucciolo: è il bambino ucciso dagli jihdaisti l’altro ieri a Barcellona.
Questa immagine i nostri media filo immigrazionisti – con la complicità della chiesa di bergoglio – NON ce la mostreranno perchè troppo scomoda.
… In compenso -mesi fa- il bimbo morto annegato sulle spiagge greche, ce l’hanno propinato anche nel pranzo di Natale.
… 2 pesi, 2 misure.
Occhio!

vittorio belluso

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Velobox sparito per la seconda volta

Apprendiamo che stanotte questo velobox sul rettilineo dell’ospedale è sparito per la seconda volta.
Pensiamo che le nostre autorità dovrebbero farsi un esame di coscienza.
Il popolo si ribella a queste estorsioni legalizzate, ammantate dell’ipocrisia di voler garantire sicurezza, quando invece anche un bambino comprende che servono solo per fare cassa.

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