Archivi categoria: Como e Provincia

E’ mancato Walter Noseda, membro ‘storico’ della miglior sinistra cavallaschina

Dopo lunga malattia è mancato ieri sera il nostro caro amico e buon vicino Walter Noseda.
Noseda, membro storico della sinistra cavallaschina, era nostro amico benchè avversario politico.
Con Lui se ne va un galantuomo, un vicino attento e gentile, un uomo vero.
Certamente una persona che negli anni a venire avrebbe potuto dare molto alla causa della rappresentanza cavallasachina in seno al nuovo comune accorpato.

Purtroppo il destino ha disposto diversamente.
Per chi volesse porgere un ultimo saluto a Walter, domani alle 10.30 presso l’auditorium di San Fermo della Battaglia in via Lancini (Mornago) sarà possibile vivere insieme il commiato dall’amico, esprimendo ognuno, per chi lo volesse, un pensiero.

La famiglia Belluso porge le proprie più sentite condoglianze alla famiglia del caro amico scomparso.

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Prende il via Filomeeting

Venerdì sera prenderà il via il Filomeeting, una rassegna di musica, filosofia per tutti (anche per bambini), laboratori, momenti conviviali particolari come la cena filosofica, il buffet a Villa Imbonati e il pranzo sulla cucina di Hemingway. Ci sono 14 eventi in programma fino a domenica (anche un mio laboratorio grafologico). Venerdì sera lo spettacolo di Murubutu, sabato sera Valentina Colonna e Davide Rondoni, domenica un reading di Valeria Palumbo e i CantarStorie e la sera una Jam sessione con i Five PlusOne.

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Cinghiali in Spina Verde: ad oggi 167 abbattimenti

Ecco il report , redatto dall’Ente Spina Verde- che ci aggiorna circa attività 2016 (94 abbattimenti) inviato a ISPRA (Istituto Superiore Protezione Ambientale) che ha autorizzato il piano di prelievo triennale di contenimento della specie del cinghiale selvatico.
In questi giornio sono stati effettuati numerosi abbattimenti, l’ultimo due sere fa.
Come si può notare nelle righe che seguono, il report spiega dettagliatamente i metodi adottati per la i selezione, risultati, efficacia etc…
Si evidenzia come l’attività non sia la cosiddetta “caccia al cinghiale“, bensì un prelievo faunistico volto a riequilibrare l’ambiente e le condizioni ecologiche.

Analogo report verrà fatto a termine 2017.
Ad oggi siamo a 73 prelievi (abbattimenti) nel 2017 che si sommano ai 94 dell’intero 2016

clicca link seguente

report spina verde

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Mascetti è diventato lo yesmen del Prefetto

Radicale cambio di punteggiatura nella politica del Sindaco  fra il ‘prima’ elezioni e il ‘dopo’ elezioni:
arriveranno i nuovi clandestini nella ex caserma

Si è svolta ieri sera l’annunciata assemblea convocata dal nostro sindaco sul tema dei nuovi clandestini che la Prefettura vuol mandare sul nostro territorio.
Un’assemblea che, nonostante si sia in piena estate, ha visto un coinvolgimento di pubblico senza precedenti.
Ad occhio abbiamo contato almeno un paio di centinaia di persone, ma molte altre sono rimaste fuori dall’aula perchè non hanno trovato posto.

L’assemblea è andata avanti fino a mezzanotte con toni molto accesi.
Il presente articolo ha lo scopo di informare coloro che non sono potuti essere presenti su cosa è successo, cosa si è detto, cosa si è deciso.
I punti salienti della serata sono stati 3

Il primo è stata la dichiarazione di Mascetti – di cui oggi il quotidiano locale La Provincia da ampio spazio – di aver subito una intimidazione presso la sua casa la notte scorsa.
Tre colpi di pistola dall’esterno sono stati sparati e le ogive dei proiettili sono state rinvenute nell’abitazione. Non si conosce il motivo per cui questi tre colpi sono stati sparati.
Al Sindaco ed alla  famiglia va la nostra solidarietà per questo grave fatto, che ci convince ancor di più che occorra più sicurezza sul nostro territorio, magari anche – come da noi sostenuto da anni – ricorrendo ad istituti di vigilanza privata in supporto notturno delle Forze dell’Ordine.

Il secondo punto – il più importante – è stata la dichiarazione – sempre del sindaco – di aver aderito al protocollo SPRAR, cioè quel protocollo pensato e voluto dall’attuale Governo di sinistra per disseminare clandestini su tutto il territorio nazionale, rendendo gli enti locali complici del Governo.

Un protocollo che le nuove amministrazioni di centro destra stanno rigettando alle Prefetture stracciandolo, ma che l’amministrazione del Mascetti, di fatto filo sinistrorsa e asservita al potere dominante, ha invece deciso di sottoscrivere.
Una ‘calata di brache‘ assolutamente vergognosa, questa del nostro sindaco, che, con una spettacolare giravolta, ha persino avuto l’ardire di far credere ai cittadini che questa decisione, totalmente contraria ai voleri del popolo, ma utilissima al mantenimento e consolidamento della sua poltrona di sindaco, sia stata presa nell’interesse della cittadinanza.
Quindi Mascetti, ieri sera, ha calato la maschera rivelandosi per quel che è e che noi da tempo avevamo intuito che fosse: un amministratore di provincia, forte coi deboli e debole coi forti, sempre pronto a cogliere – per puro opportunismo – le occasioni che la vita politica gli offre.

Oggi di qua … domani di là … a seconda di dove tira il vento.
Un comportamento talmente camaleontico da farci rimpiangere persino Ronchetti, che mai era arrivato a tanto.
Chi non ricorda le parole del nostro sindaco – a fianco del Comitato NO caserma – in fase di campagna elettorale?
Faceva il gradasso dicendo che non avrebbe mai accettato l’invio di nuovi clandestini.
Ma … ora… con appena incassato il mandato per altri 5 anni, si piega al Governo centrale, sottoscrive – senza consultarsi con la popolazione – il protocollo di intesa Governo/enti locali per l’accettazione di nuovi clandestini sul nostro territorio.
Bene, non so come lo chiamate Voi un comportamento simile ma, a casa Belluso, tale atteggiamento ha solo un nome: voltafaccia, tradimento!

Ecco quindi il file audio del mio intervemnto in cui, in sintesi, annuncio la nascita di un nuovo movimento politico locale, che farà della negazione della politica di accoglienza la sua bandiera. “NO invasione!”, potrebbe chiamarsi, oppure, semplicemente, “San Fermo ai sanfermini !”.

File audio  

 

Il terzo punto che va sottolineato è che, allorquando la clak buoinista presente in sala (e crediamo chiamata dal sindaco stesso), composta da elementi della Caritas diocesana comasca, ha tentato, per bocca di tre donne, di prendere parola sciorinando le solite tesi trite e ritrite tanto care alla Boldrini … sono state seccamente zittite dai cittadini.
Cittadini che cominciano ad aprire gli occhi sulla loro amministrazione, capace di elargire un milione e duecento mila euro alla parrocchia in cambio di voti, ma che, parallelamente,  non si fa scrupolo di vendere il proprio territorio, senza consultare il popolo, alla politica del Governo che vuole l’invasione dell’Italia da parte dell’Africa sub shaariana, con la conseguente fine della nostra cultura in quanto tale.
Noi del comitato ci opponiamo fermamente a questo modo di fare politica.

Venite con noi, facciamo in modo che chi ci governa e amministra comprenda che i tempi sono cambiati e che la nuova San Fermo è cambiata: non più politichetta locale fatta di zampilli d’acqua colorata e dossi rallenta auto ovunque, di prezzi salatissimi del posteggio dell’ospedale per finanziare la politica clientelare locale, di autovelox disseminati ovunque, ma Politica con la P maiuscola, ove noi sposiamo la linea di chi, ad una accoglienza indiscriminata, contrappone muri e barriere, al multiculturalismo forzoso, la difesa delle nostre tradizioni e della nostra cultura.

Cioè contrapponi tutto ciò che serva a scongiurare questa accoglienza indiscriminata, immorale, interessata, distruttiva degli interessi degli italiani.

vittorio belluso

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Sabato 15 luglio presidio Comitato NO caserma+Lega nord a S.Fermo

Roma, 5 lug. – “Basta migranti irregolari. Stop all’assurda e dispendiosa ristrutturazione dell’ex caserma della Guardia di Finanza di Cavallasca. Spendere 240 mila euro per adattare la struttura ad accogliere clandestini è l’ennesimo affronto ai tanti cittadini che sono in difficoltà e che vengono regolarmente dimenticati da questo governo filo immigrazionista.  Una decisione assurda vista anche la particolare posizione dell’ex caserma, sita a ridosso della frontiera con la Svizzera nel cuore del parco della Spina Verde. Una zona che rende difficile il controllo delle persone ospitate. Neanche questo ha fermato la vergognosa macchina della finta accoglienza del governo che ha ignorato la protesta e la preoccupazione dei cittadini, pronti ora a scendere in piazza dopo aver appreso che il bando dei lavori è stato assegnato e che nei primi mesi del 2018 sorgerà il nuovo centro di accoglienza. Noi a questo scempio non ci stiamo. Per questo ho presentato un’interrogazione urgente al ministro Minniti per chiedere la sospensione della costosa ristrutturazione dell’ex caserma di Cavallasca, considerata anche la sua particolare posizione che pone seri problemi di controllo e il già elevatissimo numero di migranti presenti nella zona prescelta per il nuovo insediamento”.

Lo dichiara il deputato comasco della Lega Nord Nicola Molteni, firmatario dell’interrogazione.

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Idea di riqualificazione area ex Biglietteria lungo lago di Como

Landriscina legga qui:

Buongiorno,
Vi ringrazio anticipatamente per L’ attenzione che vorrete concedermi.
A mio avviso al di sopra della zona della ex biglietteria andrebbe
posizionato un infopoint per i turisti , infopoint che non riguardi
solamente la città di Como ma anche il lago di Como e le ville da visitare, ovviamente anche con orari e tariffe dei battelli. Secondo me in quella
posizione e con adeguati orari di apertura sarebbe una scelta strategica poiché permetterebbe ai turisti di vedere il lago già da lì e così facendo
li invoglierebbe a continuare le visite sul nostro territorio non solo
nella città di Como. Sono un ragazzo diciottenne e questo è solamente il mio modesto parere , mi piacerebbe venisse preso in considerazione.
Ringraziandovi per l’attenzione

Distinti Saluti

Alessandro Carughi

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Sull’acqua pubblica Tiso ha ragione!

E ci risiamo: Come 3 anni fa a Cavallasca: l’acqua è in alcuni punti risultata contaminata 

Oggi il quotidiano La Provincia ha pubblicato il duro botta e risposta fra il sindaco Mascetti e il capogruppo dell’unica minoranza Tiso, in merito alla riscontrata cattiva qualità dell’acqua dell’acquedotto comunale in alcuni punti di San Fermo, Cavallasca compresa.

Ricordo ai lettori che a suo tempo, quando ero consigliere comunale, combattei un’aspra  battaglia nel merito della potabilità dell’acqua a Cavallasca.
L’acqua è la stessa di San Fermo.
L’acquedotto va rifatto in molti punti.
Ma ciò non porta voti perchè è sottoterra, dove l’occhio del passante non vede e, come se non bastasse, costa molti soldi il rifarlo.
Quindi lo si lascia marcire.
E’ un problema italiano.
Non di sola San Fermo della Battaglia.

E che dire del referendum sulla privatizzazione della distribuzione dell’acqua potabile?
A suo tempo vi fu una mobilitazione di massa che coinvolse persino la chiesa cattolica, che prese parte attiva per far fallire la proposta di legge con lo slogan :”l’acqua pubblica è di tutti. Acqua sorgente di vita!

Peccato però che, secondo noi, quella della privatizzazione della gestione degli acquedotti era e resta l’unica soluzione perchè qualcuno ci metta mano e faccia la necessaria manutenzione.
L’unica soluzione per non doverci bere acqua clorata o con infiltrazioni batteriche, spesso nel silenzio omertoso delle istituzioni locali, che temono una caduta di immagine e quindi di voti.

Purtroppo, la colpa di tutto ciò, non è solo di questa o di quella amministrazione, ma della nostra superficialità di cittadini: ci facciamo incantare dai passaggi pedonali che si illuminano, dalle rotatorie colorate, dai dossi rallenta traffico (fuori norma) ogni 300 metri …e non ci rendiamo conto che queste non sono le reali priorità di una comunità.
Quanti hanno la competenza per comprendere la bontà dell’informazione che ci viene data o non ci viene data?


3 anni fa il sottoscritto passò per quello che si inventava le cose e vennero riportate notizie assolutamente inesatte sul sito istituzionale del Comune di Cavallasca.

Scrive oggi un residente a San Fermo di cui non sveleremo il nome:Onestamente l’acqua del sindaco non è buona, si può bere ma la mattina ha spesso un odore insopportabile.
È fortissimo il sentore di cloro, al punto da costringerci a bere l’acqua delle bottiglie, batteriologicamente forse più sane all’imbottigliamento ma poi l’involucro è un derivato del petrolio e genera tossicità elevate…
Cosa si può fare x avere un’acqua bevibile??”

La mia risposta?

“sostituire tutte le tubature metalliche e non, vecchie, fessurate o che hanno prodotto all’interno del proprio lume quel film peloso tipico delle tubature vecchie che diviene terreno di cultura ideale per i ferrobatteri.”

vittorio belluso

A seguire, l’articolo apparso oggi sul sito di San Fermo Democratica in risposta all’articolo de La Provincia, e del quale diamo volentieri più ampio retaggio

ANCORA UNA VOLTA SIAMO COSTRETTI A PARLARE DIQUALITA’ DELL’ACQUA PUBBLICA

Il quotidiano La provincia ha riportato il 23 Giugno, quasi integralmente, un nostro comunicato del 20 Giugno, del quale di seguito riprendiamo la parte essenziale:

Le analisi di potabilità sulla rete, compito del comune, venivano eseguite fino all’anno scorso circa ogni tre mesi. Dal Novembre 2016 al Maggio 2017, per circa sei mesi quindi, non risulta però essere stato eseguito nessun controllo! Perché risparmiare poche centinaia di Euro per tutelare la nostra salute?

Le analisi di Maggio sono state poi pubblicate sul sito del Comune solo oggi 20 Giugno, dietro nostra insistenza e richiesta di chiarimenti.

Il perché è presto spiegato: per ben 2 volte (9 Maggio e 15 Maggio) le analisi eseguite su acqua prelevata presso le scuole di via Lancini sono risultate batteriologicamente non conformi. Non conforme anche l’acqua prelevata il 22 Maggio presso il lavandino mensa della scuola di Via Monte Sasso a Cavallasca.

E’ vero, la non conformità è per poche colonie di Coliformi e la popolazione non ha corso grossi rischi, ma la positività risulta in ben due analisi consecutive e l’origine può essere da contaminazione da fognatura o da inefficienza della disinfezione, quindi indicatore del cattivo stato delle nostre reti o, come minimo, di cattiva manutenzione”.

Si trattava quindi di dati inconfutabili, ma la replica del Sindaco Mascetti, anziché entrare nel merito si è limitata ad una serie di insulti gratuiti nei confronti di chi, anche per dovere istituzionale se non come semplice cittadino, ha sollevato la questione.

Lo stesso sindaco dimostra anche una certa ignoranza poiché cita fantomatiche “leggi regionali” che non esistono.

La materia è infatti normata da un Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001, numero 31. La Regione Lombardia ha invece poi pubblicato una circolare esplicativa, n. 15/San/2004, ripresa in seguito a livello locale dalle diverse ASL ora ATS in varie occasioni con chiarimenti.

La legge stabilisce chiaramente quali siano i parametri di riferimento per giudicare idonea l’acqua destinata al consumo umano e tra questi l’assenza anche di una sola colonia di microrganismi indicatori, quali quelli trovati nel mese di Maggio in alcuni punti rete di San Fermo e Cavallasca.

La legge stabilisce inoltre che vi siano dei controlli interni a cura del gestore (nel nostro caso il Comune) e controlli esterni a cura dell’ente di controllo ufficiale (ASL ora ATS Insubria).

Nel caso di non conformità delle analisi eseguite da controlli interni, la legge 31 e la circolare regionale impongono che devono essere adottate misure idonee per trovare la causa dell’inconveniente. Sicuramente non basta ripetere l’analisi fino a quando risulta favorevole (presso le scuole di via Lancini l’analisi è risultata non conforme per due volte consecutive!) o semplicisticamente aggiungere ipoclorito di sodio fino a rendere l’acqua dal sapore improponibile.

Va invece immediatamente informata la ASL (ora ATS Insubria) che è la vera autorità titolata a dare il giudizio di potabilità.

Avremmo accettato gli insulti e dichiarato mea culpa se il nostro Sindaco ci avesse dato assicurazioni sul fatto di aver informato tempestivamente ATS, ci avesse elencato le misure prese per individuare le cause (di concerto con ATS) e su quali provvedimenti stia adottando per evitare casi analoghi in futuro (visto che non è la prima volta che succede).

Infine vogliamo citare l’articolo 10 comma 4 del DLgs 31/2001:

4. Il sindaco, l’azienda unità sanitaria locale, l’Autorità d’àmbito ed il gestore informano i consumatori in ordine ai provvedimenti adottati, ciascuno per quanto di propria competenza”.

Il Sindaco lo prenda finalmente in considerazione e informi una volta per tutte sullo stato della rete idrica comunale con dati precisi e non con generiche affermazioni.


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