Pazza idea chiudere il passaggio a livello di Grandate

Solo ieri pomeriggio ci siamo resi conto di quanto la decisione del sindaco di Grandate – l’amica Monica Luraschi – sia stata improvvida.

Chiudere il passaggio a livello delle ferrovie nord di Grandate Breccia ha come conseguenza diretta l’intasamento totale del raccordo dietrostante, ove confluisce tutto il traffico da e per Como.
Abbiamo impiegato oltre un’ora, semplicemente per raggiungere Portichetto, passando dal punto in cui saremmo passati e siamo passati per anni, per poter arrivare al cavalcavia della ferrovia situato poche centinaia di metri più avanti, per poi giungere praticamente il punto di partenza.

Perdita di tempo, inquinamento dell’aria oltre la soglia di tolleranza, intasamento delle strade, vanificazione dei lavori fatti a San Fermo in via Ravona – la via del nuovo ospedale – perchè ora non ha più senso percorrerla, visto che, proprio a causa della chiusura del passaggio a livello, il traffico appare bloccato già alla rotatoria della bennet, proprio davanti all’ospedale.

Chiediamo che il nostro sindaco si faccia portatore di questa problematica nelle sedi appropriate, affinchè faccia pressione sulla collega di Grandate perchè si renda conto che la sua decisione di sopprimere il passaggio a livello di Grandate è stato un madornale errore.

vittorio belluso

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E’ mancato Walter Noseda, membro ‘storico’ della miglior sinistra cavallaschina

Dopo lunga malattia è mancato ieri sera il nostro caro amico e buon vicino Walter Noseda.
Noseda, membro storico della sinistra cavallaschina, era nostro amico benchè avversario politico.
Con Lui se ne va un galantuomo, un vicino attento e gentile, un uomo vero.
Certamente una persona che negli anni a venire avrebbe potuto dare molto alla causa della rappresentanza cavallasachina in seno al nuovo comune accorpato.

Purtroppo il destino ha disposto diversamente.
Per chi volesse porgere un ultimo saluto a Walter, domani alle 10.30 presso l’auditorium di San Fermo della Battaglia in via Lancini (Mornago) sarà possibile vivere insieme il commiato dall’amico, esprimendo ognuno, per chi lo volesse, un pensiero.

La famiglia Belluso porge le proprie più sentite condoglianze alla famiglia del caro amico scomparso.

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Cinghiali in Spina Verde: ad oggi 167 abbattimenti

Ecco il report , redatto dall’Ente Spina Verde- che ci aggiorna circa attività 2016 (94 abbattimenti) inviato a ISPRA (Istituto Superiore Protezione Ambientale) che ha autorizzato il piano di prelievo triennale di contenimento della specie del cinghiale selvatico.
In questi giornio sono stati effettuati numerosi abbattimenti, l’ultimo due sere fa.
Come si può notare nelle righe che seguono, il report spiega dettagliatamente i metodi adottati per la i selezione, risultati, efficacia etc…
Si evidenzia come l’attività non sia la cosiddetta “caccia al cinghiale“, bensì un prelievo faunistico volto a riequilibrare l’ambiente e le condizioni ecologiche.

Analogo report verrà fatto a termine 2017.
Ad oggi siamo a 73 prelievi (abbattimenti) nel 2017 che si sommano ai 94 dell’intero 2016

clicca link seguente

report spina verde

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Mascetti è diventato lo yesmen del Prefetto

Radicale cambio di punteggiatura nella politica del Sindaco  fra il ‘prima’ elezioni e il ‘dopo’ elezioni:
arriveranno i nuovi clandestini nella ex caserma

Si è svolta ieri sera l’annunciata assemblea convocata dal nostro sindaco sul tema dei nuovi clandestini che la Prefettura vuol mandare sul nostro territorio.
Un’assemblea che, nonostante si sia in piena estate, ha visto un coinvolgimento di pubblico senza precedenti.
Ad occhio abbiamo contato almeno un paio di centinaia di persone, ma molte altre sono rimaste fuori dall’aula perchè non hanno trovato posto.

L’assemblea è andata avanti fino a mezzanotte con toni molto accesi.
Il presente articolo ha lo scopo di informare coloro che non sono potuti essere presenti su cosa è successo, cosa si è detto, cosa si è deciso.
I punti salienti della serata sono stati 3

Il primo è stata la dichiarazione di Mascetti – di cui oggi il quotidiano locale La Provincia da ampio spazio – di aver subito una intimidazione presso la sua casa la notte scorsa.
Tre colpi di pistola dall’esterno sono stati sparati e le ogive dei proiettili sono state rinvenute nell’abitazione. Non si conosce il motivo per cui questi tre colpi sono stati sparati.
Al Sindaco ed alla  famiglia va la nostra solidarietà per questo grave fatto, che ci convince ancor di più che occorra più sicurezza sul nostro territorio, magari anche – come da noi sostenuto da anni – ricorrendo ad istituti di vigilanza privata in supporto notturno delle Forze dell’Ordine.

Il secondo punto – il più importante – è stata la dichiarazione – sempre del sindaco – di aver aderito al protocollo SPRAR, cioè quel protocollo pensato e voluto dall’attuale Governo di sinistra per disseminare clandestini su tutto il territorio nazionale, rendendo gli enti locali complici del Governo.

Un protocollo che le nuove amministrazioni di centro destra stanno rigettando alle Prefetture stracciandolo, ma che l’amministrazione del Mascetti, di fatto filo sinistrorsa e asservita al potere dominante, ha invece deciso di sottoscrivere.
Una ‘calata di brache‘ assolutamente vergognosa, questa del nostro sindaco, che, con una spettacolare giravolta, ha persino avuto l’ardire di far credere ai cittadini che questa decisione, totalmente contraria ai voleri del popolo, ma utilissima al mantenimento e consolidamento della sua poltrona di sindaco, sia stata presa nell’interesse della cittadinanza.
Quindi Mascetti, ieri sera, ha calato la maschera rivelandosi per quel che è e che noi da tempo avevamo intuito che fosse: un amministratore di provincia, forte coi deboli e debole coi forti, sempre pronto a cogliere – per puro opportunismo – le occasioni che la vita politica gli offre.

Oggi di qua … domani di là … a seconda di dove tira il vento.
Un comportamento talmente camaleontico da farci rimpiangere persino Ronchetti, che mai era arrivato a tanto.
Chi non ricorda le parole del nostro sindaco – a fianco del Comitato NO caserma – in fase di campagna elettorale?
Faceva il gradasso dicendo che non avrebbe mai accettato l’invio di nuovi clandestini.
Ma … ora… con appena incassato il mandato per altri 5 anni, si piega al Governo centrale, sottoscrive – senza consultarsi con la popolazione – il protocollo di intesa Governo/enti locali per l’accettazione di nuovi clandestini sul nostro territorio.
Bene, non so come lo chiamate Voi un comportamento simile ma, a casa Belluso, tale atteggiamento ha solo un nome: voltafaccia, tradimento!

Ecco quindi il file audio del mio intervemnto in cui, in sintesi, annuncio la nascita di un nuovo movimento politico locale, che farà della negazione della politica di accoglienza la sua bandiera. “NO invasione!”, potrebbe chiamarsi, oppure, semplicemente, “San Fermo ai sanfermini !”.

File audio  

 

Il terzo punto che va sottolineato è che, allorquando la clak buoinista presente in sala (e crediamo chiamata dal sindaco stesso), composta da elementi della Caritas diocesana comasca, ha tentato, per bocca di tre donne, di prendere parola sciorinando le solite tesi trite e ritrite tanto care alla Boldrini … sono state seccamente zittite dai cittadini.
Cittadini che cominciano ad aprire gli occhi sulla loro amministrazione, capace di elargire un milione e duecento mila euro alla parrocchia in cambio di voti, ma che, parallelamente,  non si fa scrupolo di vendere il proprio territorio, senza consultare il popolo, alla politica del Governo che vuole l’invasione dell’Italia da parte dell’Africa sub shaariana, con la conseguente fine della nostra cultura in quanto tale.
Noi del comitato ci opponiamo fermamente a questo modo di fare politica.

Venite con noi, facciamo in modo che chi ci governa e amministra comprenda che i tempi sono cambiati e che la nuova San Fermo è cambiata: non più politichetta locale fatta di zampilli d’acqua colorata e dossi rallenta auto ovunque, di prezzi salatissimi del posteggio dell’ospedale per finanziare la politica clientelare locale, di autovelox disseminati ovunque, ma Politica con la P maiuscola, ove noi sposiamo la linea di chi, ad una accoglienza indiscriminata, contrappone muri e barriere, al multiculturalismo forzoso, la difesa delle nostre tradizioni e della nostra cultura.

Cioè contrapponi tutto ciò che serva a scongiurare questa accoglienza indiscriminata, immorale, interessata, distruttiva degli interessi degli italiani.

vittorio belluso

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Idea di riqualificazione area ex Biglietteria lungo lago di Como

Landriscina legga qui:

Buongiorno,
Vi ringrazio anticipatamente per L’ attenzione che vorrete concedermi.
A mio avviso al di sopra della zona della ex biglietteria andrebbe
posizionato un infopoint per i turisti , infopoint che non riguardi
solamente la città di Como ma anche il lago di Como e le ville da visitare, ovviamente anche con orari e tariffe dei battelli. Secondo me in quella
posizione e con adeguati orari di apertura sarebbe una scelta strategica poiché permetterebbe ai turisti di vedere il lago già da lì e così facendo
li invoglierebbe a continuare le visite sul nostro territorio non solo
nella città di Como. Sono un ragazzo diciottenne e questo è solamente il mio modesto parere , mi piacerebbe venisse preso in considerazione.
Ringraziandovi per l’attenzione

Distinti Saluti

Alessandro Carughi

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Sull’acqua pubblica Tiso ha ragione!

E ci risiamo: Come 3 anni fa a Cavallasca: l’acqua è in alcuni punti risultata contaminata 

Oggi il quotidiano La Provincia ha pubblicato il duro botta e risposta fra il sindaco Mascetti e il capogruppo dell’unica minoranza Tiso, in merito alla riscontrata cattiva qualità dell’acqua dell’acquedotto comunale in alcuni punti di San Fermo, Cavallasca compresa.

Ricordo ai lettori che a suo tempo, quando ero consigliere comunale, combattei un’aspra  battaglia nel merito della potabilità dell’acqua a Cavallasca.
L’acqua è la stessa di San Fermo.
L’acquedotto va rifatto in molti punti.
Ma ciò non porta voti perchè è sottoterra, dove l’occhio del passante non vede e, come se non bastasse, costa molti soldi il rifarlo.
Quindi lo si lascia marcire.
E’ un problema italiano.
Non di sola San Fermo della Battaglia.

E che dire del referendum sulla privatizzazione della distribuzione dell’acqua potabile?
A suo tempo vi fu una mobilitazione di massa che coinvolse persino la chiesa cattolica, che prese parte attiva per far fallire la proposta di legge con lo slogan :”l’acqua pubblica è di tutti. Acqua sorgente di vita!

Peccato però che, secondo noi, quella della privatizzazione della gestione degli acquedotti era e resta l’unica soluzione perchè qualcuno ci metta mano e faccia la necessaria manutenzione.
L’unica soluzione per non doverci bere acqua clorata o con infiltrazioni batteriche, spesso nel silenzio omertoso delle istituzioni locali, che temono una caduta di immagine e quindi di voti.

Purtroppo, la colpa di tutto ciò, non è solo di questa o di quella amministrazione, ma della nostra superficialità di cittadini: ci facciamo incantare dai passaggi pedonali che si illuminano, dalle rotatorie colorate, dai dossi rallenta traffico (fuori norma) ogni 300 metri …e non ci rendiamo conto che queste non sono le reali priorità di una comunità.
Quanti hanno la competenza per comprendere la bontà dell’informazione che ci viene data o non ci viene data?


3 anni fa il sottoscritto passò per quello che si inventava le cose e vennero riportate notizie assolutamente inesatte sul sito istituzionale del Comune di Cavallasca.

Scrive oggi un residente a San Fermo di cui non sveleremo il nome:Onestamente l’acqua del sindaco non è buona, si può bere ma la mattina ha spesso un odore insopportabile.
È fortissimo il sentore di cloro, al punto da costringerci a bere l’acqua delle bottiglie, batteriologicamente forse più sane all’imbottigliamento ma poi l’involucro è un derivato del petrolio e genera tossicità elevate…
Cosa si può fare x avere un’acqua bevibile??”

La mia risposta?

“sostituire tutte le tubature metalliche e non, vecchie, fessurate o che hanno prodotto all’interno del proprio lume quel film peloso tipico delle tubature vecchie che diviene terreno di cultura ideale per i ferrobatteri.”

vittorio belluso

A seguire, l’articolo apparso oggi sul sito di San Fermo Democratica in risposta all’articolo de La Provincia, e del quale diamo volentieri più ampio retaggio

ANCORA UNA VOLTA SIAMO COSTRETTI A PARLARE DIQUALITA’ DELL’ACQUA PUBBLICA

Il quotidiano La provincia ha riportato il 23 Giugno, quasi integralmente, un nostro comunicato del 20 Giugno, del quale di seguito riprendiamo la parte essenziale:

Le analisi di potabilità sulla rete, compito del comune, venivano eseguite fino all’anno scorso circa ogni tre mesi. Dal Novembre 2016 al Maggio 2017, per circa sei mesi quindi, non risulta però essere stato eseguito nessun controllo! Perché risparmiare poche centinaia di Euro per tutelare la nostra salute?

Le analisi di Maggio sono state poi pubblicate sul sito del Comune solo oggi 20 Giugno, dietro nostra insistenza e richiesta di chiarimenti.

Il perché è presto spiegato: per ben 2 volte (9 Maggio e 15 Maggio) le analisi eseguite su acqua prelevata presso le scuole di via Lancini sono risultate batteriologicamente non conformi. Non conforme anche l’acqua prelevata il 22 Maggio presso il lavandino mensa della scuola di Via Monte Sasso a Cavallasca.

E’ vero, la non conformità è per poche colonie di Coliformi e la popolazione non ha corso grossi rischi, ma la positività risulta in ben due analisi consecutive e l’origine può essere da contaminazione da fognatura o da inefficienza della disinfezione, quindi indicatore del cattivo stato delle nostre reti o, come minimo, di cattiva manutenzione”.

Si trattava quindi di dati inconfutabili, ma la replica del Sindaco Mascetti, anziché entrare nel merito si è limitata ad una serie di insulti gratuiti nei confronti di chi, anche per dovere istituzionale se non come semplice cittadino, ha sollevato la questione.

Lo stesso sindaco dimostra anche una certa ignoranza poiché cita fantomatiche “leggi regionali” che non esistono.

La materia è infatti normata da un Decreto Legislativo del 2 febbraio 2001, numero 31. La Regione Lombardia ha invece poi pubblicato una circolare esplicativa, n. 15/San/2004, ripresa in seguito a livello locale dalle diverse ASL ora ATS in varie occasioni con chiarimenti.

La legge stabilisce chiaramente quali siano i parametri di riferimento per giudicare idonea l’acqua destinata al consumo umano e tra questi l’assenza anche di una sola colonia di microrganismi indicatori, quali quelli trovati nel mese di Maggio in alcuni punti rete di San Fermo e Cavallasca.

La legge stabilisce inoltre che vi siano dei controlli interni a cura del gestore (nel nostro caso il Comune) e controlli esterni a cura dell’ente di controllo ufficiale (ASL ora ATS Insubria).

Nel caso di non conformità delle analisi eseguite da controlli interni, la legge 31 e la circolare regionale impongono che devono essere adottate misure idonee per trovare la causa dell’inconveniente. Sicuramente non basta ripetere l’analisi fino a quando risulta favorevole (presso le scuole di via Lancini l’analisi è risultata non conforme per due volte consecutive!) o semplicisticamente aggiungere ipoclorito di sodio fino a rendere l’acqua dal sapore improponibile.

Va invece immediatamente informata la ASL (ora ATS Insubria) che è la vera autorità titolata a dare il giudizio di potabilità.

Avremmo accettato gli insulti e dichiarato mea culpa se il nostro Sindaco ci avesse dato assicurazioni sul fatto di aver informato tempestivamente ATS, ci avesse elencato le misure prese per individuare le cause (di concerto con ATS) e su quali provvedimenti stia adottando per evitare casi analoghi in futuro (visto che non è la prima volta che succede).

Infine vogliamo citare l’articolo 10 comma 4 del DLgs 31/2001:

4. Il sindaco, l’azienda unità sanitaria locale, l’Autorità d’àmbito ed il gestore informano i consumatori in ordine ai provvedimenti adottati, ciascuno per quanto di propria competenza”.

Il Sindaco lo prenda finalmente in considerazione e informi una volta per tutte sullo stato della rete idrica comunale con dati precisi e non con generiche affermazioni.


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Il dott. Adriano Caldara si presenta a Como con la Lega Nord

Buongiorno, mi presento:

mi chiamo Adriano Caldara e sono candidato per il Consiglio Comunale alle elezioni di Como del prossimo 11 giugno nella lista della Lega Nord.
E’ una data importante per il futuro della città. Ci sarà da stare vicino alle persone, raccoglierne le idee, condividerne le preoccupazioni, suscitarne l’entusiasmo.

Esercito la professione di Dottore Commercialista in città da 25 anni e sono Revisore di imprese ed enti pubblici. Molti di voi mi conoscono anche come docente di economia aziendale al Caio Plinio, vicino ai ragazzi per la loro crescita umana e professionale.

La Fede Cattolica mi ha spinto ad impegnarmi nel Consiglio Pastorale di San Giorgio e nello studio della Dottrina Sociale Cristiana.

La Lega Nord, da sempre espressione della gente, dice quello che pensate. Fate in modo che lo possa dire anche per Como. Datemi la vostra voce col vostro voto il prossimo 11 giugno.

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Landriscina ospite di Fucina Liberale e di Fratelli d’Italia

Presente anche Alessandro Sallusti – direttore de Il Giornale nuovo

Si è tenuto ieri sera, presso la sala congressi del birrificio di Como, un interessantissimo convegno -organizzato da Fratelli d’Italia in collaborazione con Giovanni Sallusti rappresentante di Fucina Liberale – avente come tema il business legato all’accoglienza indiscriminata.
Relatori, fra gli altri, Alessandro Sallusti – direttore de ‘Il Giornale’ nonché nostra personale conoscenza (fa piacere essere salutati per nome dal direttore del quotidiano che regolarmente leggi quasi ogni giorno) – Marco Butti – consigliere comunale di opposizione nell’amministrazione Lucini, e il senatore Riccardo De Corato, ex consigliere comunale di Milano di Alleanza Nazionale.

Ospite d’onore Mario Landriscina – candidato unico di tutto il centro dx, che ha convinto la platea con la forza della sua dotta eloquenza, con la innata capacità di ergersi a leader.

Cosa è venuto fuori ieri sera?
Quali i punti salienti?

Analizziamoli, per come ce li ricordiamo, sottolineando i parallelismi con la nostra realtà sanfermina, ove – lo ricordiamo ancora una volta – abbiamo la spada di Damocle di una caserma dismessa che la prefettura vorrebbe riempire di ‘risorse con lo smartphone’ a scapito dei poveri disgraziati residenti attorno alla ex caserma della Gdf del Monte Sasso.

1 il sindaco è la massima autorità locale.
E’ nei suoi poteri il rifiutare l’invio da parte del Prefetto di immigrati sul suo territorio.
Il Prefetto è tenuto a chiedere preventivamente ai sindaci la disponibilità all’accoglienza – anche la meno indiscriminata.
Esistono anche sindaci del PD che cominciano a ribellarsi all’invio sul loro territorio di nuovi ‘profughi’.

I sindaci rispondono ai cittadini che li hanno eletti.

I Prefetti al ministro dell’Interno, che è a Roma – e che conseguentemente, se ne può infischiare altamente della volontà del popolo.
Il Prefetto che crea problemi al ministro dell’Interno, mettendosi al traverso sul tema dell’accoglienza indiscriminata – stando all’attuale governo – non fa carriera, col rischio di vedersi trasferito a Canicattì.

Il sindaco che rifiuta fermamente le pressioni del Prefetto di accogliere sul suo territorio nuove orde di sedicenti profughi, è nel pieno dei suoi diritti. ( n.b. : cade così, miseramente, la fandonia per oltre un anno raccontata alla popolazione dall’ ex sindaco della scomparsa Cavallasca, che Egli non fosse stato messo al corrente dal Prefetto di inviare 25 clandestini nella villetta di via Fontanina.
Evidentemente lo sapeva,  ma ha preferito tenerlo nascosto per non incappare nelle ire dei suoi stessi elettori, salvo poi recitare la parte della povera vittima indifesa in balia del ‘prefetto cattivo‘).

2 Stando all’attuale trend di immigrazione, fra 30 anni la popolazione musulmana avrà superato in numero quella italiana.
Quindi anche l’Italia è destinata a diventare un paese a religione maomettana.

3 Gli aiuti di Stato- quantificabili in miliardi di euro ogni anno – stanno assorbendo tutte le risorse che il popolo italiano è in grado di mettere in campo.
Per accogliere i clandestini si rinuncia ad aggiustare le strade, ad aiutare gli anziani, a fornire il giusto quantitativo materiale protesico ai malati e quant’altro.
A ricavare enormi guadagni sono le onlus legate a questo nuovo business, visto come una vera e propria nuova frontiera del guadagno facile.

4 Non è un caso che le Procure italiane stiano incominciando – finalmente – a mettere in relazione questa forma di business con la mafia.

5 Soros – sostiene De Corato – avrebbe tutto l’interesse a finanziare le ONG che vanno a fare da Taxi fin sulle coste libiche per la Sicilia (laddove il porto più vicino sarebbe Tunisi), piuttosto che – tramite le compagnie di assicurazione che fanno capo ad aziende a lui legate– rimborsare le compagnie marittime che si sono obbligatoriamente fermate a prestare assistenza ai gommoni carichi di profughi: costa di meno.

6 La jus soli– la famigerata legge allo studio a Montecitorio – legge che darebbe la cittadinanza italiana a chiunque nascesse sul territorio Italiano – in procinto di essere votata dal Governo – diventerà un boomerang micidiale se messo in relazione al bonus bebè appena approvato.

7  Lucini – in quanto sindaco di Como – è stato – con la questione dei profughi che hanno permanentemente stazionato alla stazione ferroviaria di San Giovanni trasformandola in un bivacco, un sindaco semplicemente vergognoso: uno zerbino nei confronti del Governo guidato dal suo partito.

vittorio belluso

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Clamoroso flop di affluenza alle primarie del PD

Primarie nazionali del PD, a Como affluenza crollata del 50%

L’affluenza alle primarie nazionali del PD a Como  ha fatto registrare un crollo rispetto a quelle del 2013. Ai seggi solo 1686 comaschi  rispetto ai 3295 di quattro anni fa.

Il flop clamoroso di affluenza alle primarie del PD ci dice che, destra e sinistra che sia, chi in passato ha creduto in qualcosa e ci ha messo la faccia … oggi è un naufrago solo in mezzo al mare.

L’Italia -come San Fermo & Cavallasca del resto- vive un momento di transizione.
In quest’ottica, sono sempre più contento di essermi preso una pausa per riprendermi i miei spazi, senza compromettermi con nessuno.
Semplicemente … continuo a scrivere quel che penso senza alcun timore reverenziale nei confronti di chicchessia.
E vedo, con piacere, che siete ancora in tanti a leggermi.
Grazie.

vittorio belluso

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E se vincesse lui?

… E se vincesse Rapinese?

Rapinese a sorpresa in testa nei sondaggi.
Secondo Traglio.
Solo terzo Landriscina.

Non me ne vogliano i cari amici di Forza Italia, della Lega e di fratelli d’Italia!

Ma se vincesse Rapinese certo io non piangerei.
In molti sono convinti che l’outsider comasco non vincerà neppure questa volta, eppure, noi, che di tanto in tanto frequentiamo i lavori del Consiglio comunale di palazzo Cernezzi, lo abbiamo visto crescere nei contenuti e nell’oratoria.
Forse in periferia Rapinese è un po’ più debole rispetto alla città, ma la Como doc è praticamente tutta con lui.

E non potrebe essere altrimenti, dopo aver avuto una marionetta e due volte una persona con dei guai con la giustizia come sindaci.
Non me ne vogliano gli amici del centro dx che, con tanta fatica, hanno scelto il bravo e capace Landriscina.
Ma è un fatto che, appena 5 anni fa, il centro dx si spaccò fra Gaddi e una persona che oggi porta i suoi servigi a Traglio, candidato centro dx del centro sx, in pieno stile trasformista e utilitarista.
Lo so, sembra un gioco di parole, eppure questa è semplicemente la verità.
Destra e sinistra a Como hanno fallito.
Hanno prima deturpato la città col muro a lago, con la stasi eterna della Ticosa, poi l’hanno lasciata così per altri 5 anni perdendo solo tempo.
In compenso con una assessora alla viabilità che più che far morire negozi con la sua idiota ztl non ha fatto. (P.za Roma esempio eclatante).
Per questo la Como che conta non è più disposta a firmare cambiali in bianco ai partiti di ex appartenenza
Troppo politichese ha schifato tutti.
Se vincesse Rapinese sarebbe un monito per tutti, di caratura nazionale: il popolo è nauseato della politica che vive di tangenti e di raccomandazioni, di favori alle varie associazioni, di connubi con la stampa vescovile, di asservimenti ai poteri di Roma.
La vera politica è altro.

E’ disinteresse, è nobiltà, è altruismo, è sacrificio, è dare per il gusto di dare … senza nulla chiedere in cambio.
In altre parole … è cacciare i mercanti dal tempio.

vittorio belluso

nella foto scattata ieri sera un cartello pubblicitario di Rapinese su di un bus che gira per Como

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Nicola Molteni denuncia la vergogna del nuovo appalto per l’accoglienza: 58.932.300,00 euro !!!

+++SCANDALOSO+++
Nuovo bando europeo della Prefettura di COMO.
58 MILIONI DI € ( !!!!!) per i prossimi 2 anni per l’accoglienza di 2100 richiedenti asilo più altri 420 in PROVINCIA DI COMO!
Una montagna di quattrini per presunti finti profughi!
Questo è RAZZISMO al contrario nei confronti di COMASCHI in povertà, disoccupati, cassaintegrati, indigenti, esodati e senza casa!!!
Tra i servizi garantiti ai finti profughi anche SERVIZIO DI LAVANDERIA e igiene di CAPELLI E BARBA!!
E’ INACCETTABILE!!

Nicola Molteni

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Landriscina a villa Imbonati; si è parlato della Grande Como?

La foto che vedete, è stata postata dal candidato sindaco del centro destra ieri pomeriggio sulla sua pagina fb.
Lo ritrae di spalle mentre sta uscendo dal portone di villa Imbonati.
La foto è priva di un qualsiasi commento, il che lascia spazio a molte congetture.
Sappiamo per certo che, se la foto è stata effettivamente scattata ieri pomeriggio, Landriscina non si è incontrato con Giorgio Casati, presidente dell’ente regionale Spina Verde.

Lo aveva fatto invece nei giorni scorsi.
Ma perchè postare una foto vecchia proprio ieri?
L’altra ipotesi, ben più intrigante, è che il candidato sindaco di Como si sia incontrato col nostro sindaco chiamato da quest’ultimo nella ormai semi deserta villa Imbonati, per parlare del progetto accennato in campagna elettorale di creare una ‘Grande Como’, come da noi puntualmente riferito sul nostro lettissimo blog, che vedrebbe Como assorbire San Fermo della Battaglia e con essa l’ospedale St.Anna e le sue uova d’oro.
Il Mascetti, spaventato da una simile ipotesi che gli toglierebbe gran parte delle frecce al suo arco, avrebbe – il condizionale è d’obbligo’ -convocato il Landriscina proprio per trovare un accordo che possa andar bene sia al candidato di Como responsabile del servizio 118 del St.Anna, che a lui, salvando l’autonomia di San Fermo con le sue entrate milionarie.

Vi terremo informati

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