Si è riunita per la prima volta la nuova commissione sulla sicurezza

Ieri sera, nella sede municipale di San Fermo, si è riunita la neo nominata commissione che avrà il compito di occuparsi di tutto ciò che attiene la sicurezza del cittadino sul territorio di San Fermo.

Presidente nominato della commissione è il dott. Pierangelo Marongiu (foto), coadiuvato da Fabrizio Barbagallo, Alessandro Ferrara, Carlo Gemignani, Pillo Sala, Enzo Tiso, Giuseppe Micari, Sabrina Butti e Vittorio Belluso.
Erano assenti Failla e Zecchi, anch’essi facenti parte dell’organo municipale.

Si è parlato di legalità, di bullismo, di controllo del territorio attraverso le oltre 60 telecamere distribuite sul territorio, di prostituzione, di rispetto dell’ambiente, di barriere architettoniche.

Si è parlato inoltre di controllo del vicinato, cioè di rendere applicativi gli ultimi strumentoi forniti dala tecnologisa pe rcoadiuvare le forze dell’ordine e la polizia locale nel loro lavoro.

Ferrara ha espressamente proposto, con l’aiuto delle forze dell’ordine, di avere una mappature sui furti e vandalismi nel territorio.
Chiara Robba, presente in rappesentanza della Giunta, ha presentato un documento sul problema del degrado “broken window” , cioè la dimostrazione certificata che degrado attira degrado, e come individuare zone e problematiche (es. Illuminazione zone buie, visto che anche il buio favorisce comportamenti incivili o, peggio, delinquenziali).

Tiso ha posto l’attenzione sui problemi di sicurezza viabilistici (es. sicurezza pedoni) e li tentativi di truffe agli anziani che sono state segnalate nelle settimane passate.

Belluso introduce la problematica della presenza dei centri massaggi aperti in pratica 24h su 24h, in barba alla legge Merlin, e auspica la riapertura ufficiale delle cosiddette “case chiuse”, che si mettano in regola con la legge sia da un punto di vista sia fiscale che di tutela della salute.

Sala, in ultimo, propone su segnalazioni dei cittadini, la necessità percepita di una maggiore presenza della Polizia Locale in paese.

Il calendario delle riunione è stato stabilito che sarà mensile, ogni primo martedì.

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Togliete i bambini da quell’asilo!

Come volevasi dimostrare, il sindaco di San Fermo, dopo aver finto disponibilità nell’accettare la proposta, fattibile e sensata, dell’opposizione, circa la nuova ubicazione della scuola materna di Cavallasca … tira dritto per la sua strada e persiste nel voler omaggiare la parrocchia, spremendo un milione di euro dalle casse del comune per rifare da cima a fondo l’edificio esistente di proprietà parrocchiale.
Non avevamo dubbi.
C’è tutto in questo modo di agire.
Aldilà di tutte le balle che Vi saranno dette (e scritte), cari genitori di buon senso, cari genitori che desiderate una giusta e buona sede ove avviare il vostro figlioletto o la vostra figlioletta alla carriera scolastica, pensate bene ai secondi fini che l’operazione asilo nella sede odierna nascondono.
Avete un solo modo di esprimere la vostra contrarietà a questa soluzione che non va affatto nella direzione degli interessi dei vostri figli, soprattutto da un punto di vista di formazione psico-fisica e crescita, (visto che gli spazi esterni, sul terreno odierno, sono risicati e tali resteranno), togliere i vostri figli dall’asilo attuale!
Dimostrate che siete al di sopra dei giochi  di potere, del modo univoco e unilaterale di utilizzare le risorse pubbliche derivanti dalla fusione delle due comunità per assecondare le ambizioni, senza rendere conto di da dove si andrà a prelevare i capitali necessari, quanto questi siano già costati a noi tutti, e di quanto le priorità siano altre, come le strade e le infrastrutture da rifare o realizzare ex novo (asilo su suolo comunale compreso). E questo non solo nella località di Cavallasca ma anche sul territorio di San Fermo.
Genitori, siate decisi!
E agite di conseguenza.
L’asilo di Cavallasca non è l’unico esistente.
Guardate altrove.

vittorio belluso

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Fusioni: hanno scoperto l’acqua calda!

Il nostro torto politico? Aver intuito troppo anzitempo il corso degli eventi. Il grosso dell’elettorato cavallaschino ha compreso troppo tardi la portata del nostro messaggio del 2014.
Se l’avesse fatto subito, ora Cavallasca non sarebbe nella posizione di totale sudditanza a San Fermo nella quale si trova.

Ora scoprono l’acqua calda, in quanto se ne parla quasi tutti i giorni sui giornali locali, ma noi, checché se ne dica, l’acqua calda l’avevamo scoperta qualche anno fa, a dimostrazione ancora una volta che siamo all’avanguardia e con gli occhi fuori dalle orbite, a proposito delle unioni dei comuni noi ne avevamo già parlato qualche anno fa.

Devo dire che personalmente anche se ho votato si al referendum del mio paese, avevo qualche perplessità in proposito, in quanto, forse sono troppo romantico, ma a me piacciono i paesini con la loro chiesa, il loro campanile, il municipio, la farmacia, la stazione dei Carabinieri (vedi il film pane amore e fantasia.)
Con le fusioni tutto questo, dicevamo, non esisterà più.
Verranno formati dei paesi che saranno delle piccole cittadine. Si verrà a formare una comunità anonime dove tutto sarà anonimo.
Più o meno si vivrà come nelle grandi città ove mancano quei contatti umani dei piccoli comuni.

Tutti si chiuderanno in se stessi, ognuno vivrà nella sua casa dove non si conosce chi abita nella porta accanto.
Dicono che il mondo sta cambiando e noi in base a questo avevamo ipotizzato, già molti anni fa una unione tra Cavallasca, Parè, Drezzo, Gironico (ai tempi doveva già entrare nel Lieto Colle) San Fermo e Montano Lucino, meglio l’unione con la sola frazione di Montano, esclusa Lucino, in quanto non omogenea con il nostro territorio.
Con Montano ai tempi in cui io ero ragazzo, avevamo frequenti contatti, che raggiungevamo con la strada dell’Occellera (sul ponte di Montano noi ci darem la mano).
Venuta meno questa via di comunicazione, in quanto la strada venne abbandonata a se stessa e cadde in disuso fino a subire gravi dissesti, tanto che oggi non è più praticabile.
Di conseguenza oggigiorno pur confinando fra loro, tra Cavallasca e Montano si sono persi i contatti, perchè si deve fare un lungo giro per raggiungere questa seconda località.
Con questa ipotetica fusione non ci sarebbe stato un comune predominante ma dei comuni che potevano dialogare tra loro da posizioni paritetiche senza divenire una semplice frazione.
Pur riluttanti alle fusioni avevamo scritto queste nostre proposte sentendo che con le ristrettezze economiche i piccoli comuni non potevano più sopravvivere ed essendo costretti a scegliere ci eravamo orientati in questa ipotetica unione (magari dando il nome di Lieto Colle, inventato dalla grande scrittrice Margherita Sarfatti)
Come già detto all’inizio noi l’acqua calda l’avevamo scoperta fin dai tempi che furono.
Buona fusione a tutti.
                                       Moiregirf
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Asilo: Tiso presenta la sua proposta di sede alternativa (che è poi la nostra)

Come da me sostenuto da ormai 1 anno, inizialmente in totale solitudine, il progetto del nuovo asilo di Cavallasca è pieno di falle, e getterebbe un’ombra oscura sul connubio fra l’ente laico rappresentato dal Municipio e quello religioso, dalla parrocchia.
Un progetto che abbiamo criticato aspramente, pubblicamente e dettagliatamente, che ora, la minoranza sanfermina, (Tiso, Micari, Failla, Butti), pare aver recepito in pieno facendo propria la nostra critica, con tanto di proposta di costruire una nuova sede nei prati antistanti villa Imbonbati, come da noi anticipato nei mesi scorsi.
L’unica differenza rispetto al nostro pensiero presentata da Enzo Tiso, sta nel fatto che noi saremmo favorevoli a lasciare la gestione della nuova struttura a chi l’ha così ben gestita negli anni passati: i genitori e la parrocchia, senza coinvolgere cooperativa alcuna o enti parastatali, come ipotizzato dalla minoranza sanfermina.
Cioè, in sintesi, lasciando l’organigramma della scuola materna tale quale è adesso.

La risposta del sindaco Mascetti è stata all’altezza della proposta, perchè anziché rigettare alla fonte tale idea a fronte di decisioni ormai prese in privata sede e in attesa solo di essere ratificate, si è detto disponibile a trattare.
Tutto ciò è di buon auspicio per la nostra comunità.
Bene così!

vittorio belluso

Di seguito, la proposta presentata

Scuola materna in località Cavallasca 

Ristrutturazione della scuola privata esistente o edificazione di un nuovo asilo a cura del Comune? 

Premessa

In località Cavallasca è ubicata in via Monte Sasso una scuola d’infanzia privata, di ispirazione religiosa, che ospita attualmente meno di 80 bambini, divisi in 4 sezioni compresa la cosiddetta Primavera per i più piccini.

Opera ormai da decenni con buona soddisfazione degli utenti, con un corpo docente di 6 insegnanti più una segretaria e due cuoche. Usufruisce della supervisione di una pedagogista.

È gestita da una associazione composta da genitori che nomina un Consiglio di Amministrazione.

Gli utenti pagano una retta, non sufficiente a coprire le spese se non ci fosse anche un cospicuo contributo erogato dal Comune pari a 950,00 Euro/anno per alunno.

La scuola è posta in un vecchio edificio su due piani, di proprietà della Parrocchia, ceduto in comodato d’uso all’Associazione.

Questo edificio però presenta ormai carenze sia strutturali che impiantistiche e necessita di adeguamenti alle più moderne esigenze educative e didattiche oltre che alle più recenti norme in materia di sicurezza, superamento delle barriere architettoniche, prevenzione incendi, sicurezza antisismica ecc.

Altri limiti importanti sono rappresentati dalla mancanza di spazi all’aperto fruibili dai bimbi, in contrasto quindi con quanto prevede la legge sull’edilizia scolastica del 1975, e dalla presenza di pochi e disagevoli spazi per la sosta e la manovra delle auto. L’ubicazione in posizione decentrata disincentiva l’arrivo a piedi ed obbliga le famiglie ad usare l’auto per raggiungere l’edificio.

La proposta della Giunta Comunale di San Fermo della Battaglia

Come anticipato dagli organi di stampa locale il Comune di San Fermo della Battaglia avrebbe destinato circa un milione di Euro del proprio bilancio alla ristrutturazione di questo edificio.

Per ora è stato redatto solo uno studio di fattibilità, non deliberato né dalla Giunta né dal Consiglio Comunale, che prevede di fatto una trasformazione importante dell’edificio che passerebbe da 2 a 3 piani, con completa riorganizzazione degli spazi a disposizione, rifacimento completo di tutti gli impianti (elettrico, termico, idraulico, cucine …), collocamento di un ascensore oltre che di nuovi infissi.

In base a questo studio presentato dal Sindaco al Consiglio di Amministrazione dell’Asilo a dicembre 2017, l’edificio completamente ristrutturato potrebbe ospitare fino a 120 bambini. Non è possibile però ricavare spazi verdi esterni e nuovi parcheggi interni.

Il costo di questo intervento comprensivo di demolizioni, ricostruzioni e nuovi impianti, sarebbe di circa 1.000,00 Euro al metro quadrato e sarebbe quindi coerente con lo stanziamento fissato di circa un milione di euro. Non è chiaro se nel computo siano stati considerati i costi di progettazione e sicurezza. Non sono invece compresi i nuovi arredi e le nuove attrezzature.

Non esiste ancora (o non è stata resa pubblica), neanche in bozza, la descrizione della modalità amministrativa che permetta di utilizzare risorse pubbliche per intervenire su una struttura privata. Si parla di applicare il principio di sussidiarietà che permetterebbe all’Amministrazione pubblica di contribuire al mantenimento di un servizio di pubblica utilità. Lo strumento ipotizzato sarebbe una convenzione con la quale l’attuale Consiglio di Amministrazione della scuola e la proprietà si impegnerebbero a mantenere la destinazione a scuola per l’infanzia per 30 anni, come riportato nell’articolo del quotidiano “la Provincia” del dicembre 2017.

Criticità di questa proposta

Costi:

La stima di 1.000,00 Euro al metro quadro sembra poco realistica. L’intervento di demolizione-ricostruzione è radicale e le nuove normative cui bisogna adeguarsi (risparmio energetico, prevenzione incendi comprensiva di spazi per l’evacuazione ecc) richiedono investimenti cospicui. Da ricordare anche le nuove norme antisismiche, alle quali deve seguire l’obbligatoria verifica della vulnerabilità sismica con conseguente lievitazione dei costi dell’opera in caso di ristrutturazione.

Secondo stime di esperti i costi per una simile ristrutturazione sarebbero da ipotizzare in circa 1600,00 Euro al metro quadro e non 1000,00 Euro come stimato nello studio.

Dimensionamento:

Sembra fuori luogo prevedere la presenza di 120 bambini, quando l’evoluzione demografica va in direzione opposta. In base agli indici statistici riguardanti i nuovi nati, la fascia di età interessata in località Cavallasca si è attestata negli ultimi anni intorno ai 100 bimbi/anno. Questo numero, comprensivo anche della classe cosiddetta “Primavera”, è destinato a stabilizzarsi o addirittura diminuire considerato anche che non è previsto uno sviluppo urbanistico. Inoltre non tutti i bambini residenti frequenteranno il triennio dell’asilo e ancor meno la classe “Primavera”. A meno che non si vogliano incentivare convenzioni con i comuni limitrofi.

Età 01/01/13 01/01/14 01/01/15 01/01/16 01/01/17
2 19 20 22 36 23
3 24 19 20 24 34
4 36 25 17 25 23
5 20 37 25 18 24
TOTALE 99 101 84 103 104

Tabella elaborata da dati ISTAT riportante il numero di bambini residenti in località Cavallasca

Ubicazione e spazi esterni:

Nella situazione attuale gli spazi dedicati all’attività all’aperto sono scarsi e disagevoli, con presenza di barriere architettoniche. La carenza di spazi esterni che, ripetiamo, sono previsti dalla normativa, non verrà risolta e continuerà a costringere i bambini a rimanere sempre in uno spazio chiuso. Non viene risolto neppure il problema della mancanza di parcheggi e la viabilità difficoltosa.

Gestione fase di cantiere:

I tempi di realizzazione di un simile intervento saranno di diversi mesi rendendo necessario ricollocare in altri spazi idonei i bambini. Questa ipotesi al momento appare di difficile soluzione, a meno di ricollocare i bambini in luoghi diversi e distanti tra loro, con grave disagio e difficoltà didattiche, organizzative e famigliari. D’altra parte sedi idonee, pur provvisorie, ad oggi non sono disponibili se non con investimento di ulteriori risorse economiche.

Proprietà e gestione:

L’edificio rimarrebbe di proprietà privata. L’intervento verrebbe inoltre sottratto al controllo dell’ente pubblico sia nell’affidamento in modo trasparente degli appalti edili sia nella futura gestione, salvo la possibilità, mediante convenzione, di avere rappresentanti in posizione minoritaria nel Consiglio di Amministrazione dell’Asilo.

La nostra proposta alternativa: costruzione di un nuovo asilo a cura del Comune

Il Comune possiede ampie superfici di terreno in posizione centrale in località Cavallasca. È possibile quindi edificare un nuovo edificio su un unico piano, dimensionato per tre classi più una per i più piccoli, con spazi verdi circostanti fruibili e la vicinanza del parco di Villa Imbonati.

Vantaggi di questa proposta alternativa

Costi:

Riteniamo indispensabile, ma non è stata fatta dal Comune, una preventiva analisi comparativa per singolo dettaglio rispetto alla ristrutturazione ipotizzata, che comprenda anche i costi di progettazione e sicurezza. Però, sempre in base all’esperienza di esperti del settore, possiamo prevedere che i costi sarebbero più contenuti rispetto alla ristrutturazione dell’esistente, che necessita invece anche di verifiche statiche e di sicurezza antisismica sulla struttura dell’edificio.

Alleghiamo a conferma di questa ipotesi esempi di progetti di nuove scuole materne, in corso di realizzazione o già realizzati in altri Comuni, con costi variabili tra 1.000-1.500 Euro al metro quadro.

Anche i tempi di realizzazione, cui sono legati anche i costi, di un nuovo edificio in una area libera possono essere inferiori ai tempi necessari per una ristrutturazione e messa in sicurezza del vecchio edificio.

Va considerato inoltre che dal 2014 col Decreto n. 66 del 24 aprile vengono ogni anno pubblicati bandi ministeriali per l’edilizia scolastica che, se approvati, concedono finanziamenti svincolati dal patto di stabilità.

Sempre in deroga al patto di stabilità la legge finanziaria assegnava agli enti locali “spazi finanziari” per il triennio 2017-2019 nel limite complessivo di 700 milioni annui, di cui 300 milioni di Euro destinati ad interventi di edilizia scolastica. Finanziamenti recentemente confermati, anzi aumentati a 400 milioni di Euro per l’anno 2018.

Non risulta sia stata verificata l’opportunità di partecipare a questi bandi, che permetterebbero di avere in tutto o in parte dallo Stato i finanziamenti necessari, senza vincoli o problemi di bilancio.

Dimensionamento:

La nuova struttura dovrebbe essere realisticamente dimensionata per un massimo di 100 bambini.

Con l’Asilo già presente a Mornago sarebbe soddisfatta la domanda del paese, anche ipotizzando una, pur improbabile, controtendenza del numero di nuove nascite.

Ubicazione e spazi esterni:

L’ubicazione in posizione pianeggiante, nel centro della località Cavallasca è ideale per avere a disposizione spazi verdi e inoltre per essere facilmente raggiungibile da molti a piedi outilizzando i parcheggi già esistenti, riducendo anche il traffico e l’inquinamento.

Aree verdi a disposizione consentirebbero ai bambini di svolgere utili attività all’aperto a contatto con la natura, come previsto anche dal Decreto Legge di riferimento.

Gestione fase di cantiere:

Non vi saranno criticità: i bambini durante il periodo di costruzione potrebbero rimanere nell’attuale struttura senza problematici spostamenti e traslochi.

Proprietà e gestione:

La proprietà sarebbe comunale. Per la gestione si possono ipotizzare due possibilità. La prima rappresentata da una gestione diretta comunale, la seconda dall’affidamento ad una società privata di servizi o ad una cooperativa. La gran parte dei Comuni sta abbandonando la prima ipotesi, soprattutto per la difficoltà ad assumere direttamente personale, stanti gli attuali vincoli normativi. Sono invece ormai tante le esperienze di affidamento in concessione sia dell’attività pedagogica e didattica che dei servizi (pulizia, mensa) sulla base di precisi capitolati.

Nulla toglie che l’Associazione che attualmente gestisce l’Asilo di Via Monte Sasso, dandosi una opportuna veste giuridica e mettendo a disposizione la passata esperienza ed il personale qualificato, partecipi al bando di gestione comunale.

 

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Voterò populista perché non sono come loro

Ho deciso: voterò i populisti!

Caro Vescovo, debbo dire che la sua esternazione di un mese fa in duomo, allorchè esortò i suoi astanti a recarsi al voto e ad aborrire i non meglio definiti “populisti”, è stato per me illuminante.
Mi sono ricordato di qualche anno fa, quando, in un oratorio di San Fermo pieno di giovani, don Angelo Riva fece più o meno lo stesso suo discorso.

Erano le politiche del 2013 e il sacerdote invitò a non votare i cosiddetti “populisti”, esattamente come ha fatto lei il mese scorso, facendo allora – a differenza di oggi – preciso riferimento a Berlusconi, e Grillo (la Lega viaggiava sotto il 10% per cui non era ancora degna di nota, e Salvini era poco più di un illustre sconosciuto).
Il buon prete, elogiò la serietà del rigore del professor Mario Monti, dove il nome era sempre preceduto da un ‘professor‘ pronunciato con enfasi.

… Abbiamo visto tutti come è andata a finire.  Monti si rivelò un perfetto incapace e la sua ministra, tal Fornero, la ideatrice della legge più infame mai emanata dal Parlamento negli ultimi 50 anni, quella sul taglio delle pensioni ai poveri cristi  mantenendo però intatte quelle d’oro.
Una legge che ha sbattuto in mezzo ad una strada un esercito di cinquantenni, ormai oggi in preda alla più cupa disperazione.
Fu quindi la volta dell’altro paladino della CEI italiana, tal Renzi … accompagnato da tale Boldrini …
Che parole si possono spendere che non ho ancora speso su questi due personaggi?
Un venditore di pentole e una persona che ogni volta che apre bocca non riesce a fare a meno di esternare odio nei confronti della parte politica avversa.
Ma non finisce qui!
La situazione politica ed economica italiana è disperata.

Siamo invasi dall’esterno dagli africani che vengono qui in massa perchè è stato detto loro che l’Italia è l’Eldorado. Un posto dove si mangia a scrocco, si dorme in albergo, si spaccia la droga e non si rischia niente.
(La droga di via Fontanina, nel marzo scorso, l’ho vista coi miei occhi, visto che la Guardia di Finanza che l’aveva appena sequestrata venne proprio da me- farmacista in turno notturno – a pesarla.  Salvo poi il giorno dopo accorgermi che la notizia, le nostre istituzioni, nonché il giornale del vescovo di Bergamo, avevano inizialmente deciso di non divulgarla, evidentemente perchè troppo scomoda. Fu solo il mio intervento su questo blog che portò il marciume in superficie).

Le Onlus catto-comuniste continuano a martellare l’opinione pubblica, complice il papa sud americano (un usurpatore, visto che ai nostri occhi il vero papa è ancora Benedetto, cacciato per motivi che oggi appaiono chiarissimi, non era a favore dell’Islamizzazione dell’Europa, quindi andava contro gli interessi del grande capitale, lo stesso grande capitale che promuove e finanzia l’immigrazione clandestina di massa).
Instillano sensi di colpa ad un popolo italiano sempre più disorientato.
In merito riporto tal quale un commento scritto da un amico di Milano- Emilio-, a proposito della sua scelta – che condivido al 100% – di recarsi alle urne, che motiva come segue:

“Io voterò populista.
Dopo anni di astensione sceglierò tra quei partiti o movimenti definiti populisti da una elitè di potere che si propone moralmente superiore; dagli utili idioti, sono numericamente i più, strumenti e vittime inconsapevoli di dinamiche che non percepiscono e intendono; e dal clero bergogliano a metà strada tra i primi e i secondi, virus pernicioso e distruttivo in una Chiesa da tempo indebolita.
I medesimi che per populista intendono i non collusi al sistema, i non omologati e funzionali al modello globalista che vuole annullare confini, tradizioni, diversità, pluralità, famiglia, onore, rispetto dei limiti, senso di appartenenza per facilitare la permeabilità delle logiche di ricerca del potere e della ricchezza su scala planetaria.
Voterò populista perchè non sono come loro“.

Come Emilio, anch’io voterò i “populisti”, che poi populisti proprio non sono.
Non ho problemi a dichiararlo pubblicamente.
Liberi di criticarmi, o di fare come me.
A seconda della coscienza di ognuno.

vittorio belluso

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Vaselina dalla Caritas e dal Comune

Ad un anno dal mio decadimento come consigliere comunale, da sempre unica voce fuori dal coro ‘buonista’ del consiglio di San Fermo/Cavallasca, una voce che di altri clandestini nella ex caserma della Guardia di Finanza del Monte Sasso, in aggiunta a quelli che già ci sono in centro Cavallasca, non voleva nemmeno sentir parlare, la Caritas, attraverso l’accondiscendente sindaco, trova campo libero a villa Imbonati, per trattare un argomento scottante che i residenti sanfermini hanno già mostrato ampiamente di non gradire: l’accoglienza sul territorio dei cosiddetti “migranti”, altrimenti clandestini di fatto.
E’ notizia di oggi, che a villa Imbonati si terrà un ciclo di incontri sull’argomento “accoglienza” affinchè i residenti pensino in maniera meno – testuali parole del quotidiano vescovile di Bergamo – ‘pregiudiziale“, cioè un ciclo di tentativo di lavaggio del cervello per coloro i quali amano farsi cospargere di vaselina in attesa dell’atto l’ultimo tratto dell’intestino crasso, patrocinato dalla parrocchia, dai servizi sociali e, appunto, dal Comune di San Fermo.

In altre parole, la Caritas – secondo il nostro modesto parere – sta preparando il terreno ai nuovi arrivi nella ex caserma Gdf, con il beneplacito del sindaco che non alzerà un dito per evitare questa malaugurata ipotesi. Una medaglia a due facce, quindi, quella del nostro sindaco.
In realtà, quella vera, è quella che si sta mostrando in questi giorni ai nostri occhi.
La faccia di un ex democristiano poi divenuto montiano e poi ancora qualcos’altro, culo e camicia con le parrocchie, dalle quali trae forza politica in cambio di interventi finanziati con risorse pubbliche. (interventi – va però detto – perfettamente legali perchè  preceduti da convenzioni specifiche,  che mettono le intere operazioni al riparo da eventuali ricorsi di cittadini che, come lo scrivente, non tollerano quest’ordine di cose).

vittorio belluso

 

 

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Oplà … le transenne son sparite!

A sole 24 h dal nostro ‘articolino’, – non si sa se per combinazione o per magia- le transenne che da circa 1 mese restringevano la carreggiata in prossimità del passaggio pedonale della piazza di San Fermo, sono state rimosse.
Complimenti al nostro comandante dei vigili, il buon Francesco, che si è attivato a tempo record.

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La vergogna dell’asilo di Cavallasca

La vergogna dell’asilo di Cavallasca sarà una cosa di cui gli abitanti di San Fermo si renderanno conto solo fra un paio d’anni, quando sarà chiaro a tutti il perchè di questa operazione immobiliare del valore di oltre 1 milione di euro pubblici e di cui beneficeranno realmente solo due figure: il parroco e il sindaco.
Il primo potendo portare il dote al vescovo una proprietà immobiliare quintuplicata nel valore, il secondo con la quasi certa rielezione nelle elezioni prossime venture.
A meno che la gente non cominci ad aprire gli occhi e cominci a ragionare con la propria testa, liberata da influenze che con il credo religioso non c’entrano nulla.

Capita infatti che ci sia apprensione fra i genitori che hanno i figli alla scuola materna o che siano in procinto di mandarceli, per il fatto che per un anno la struttura ora esistente sarà inagibile a causa dei lavori che vi verranno fatti, cosa che comporta necessariamente che il servizio venga spostato da un’altra parte per tutta la durata dei lavori.
Ma le idee non sono per nulla chiare e l’approssimazione italica si rivela in tutta la sua evidenza.
Pare che la sede provvisoria che verrà usata durante i lavori di ristrutturazione sarà la struttura sopra la Coop di San Fermo, ma anch’essa, per fungere allo scopo, ha a sua volta bisogno di lavori di ristrutturazione. (A questo punto è chiaro, anzi chiarissimo, che la cosa più logica da farsi sarebbe costruire una sede nuova ove a suo tempo era stata pensata, nei prati antistanti villa Imbonati, ma, per farlo, avremmo bisogno di maggiore onestà intellettuale da parte degli attori in gioco e minore interesse celato dietro un nauseante: ”noi pensiamo unicamente al bene dei bambini”).
La struttura sopra la Coop di San Fermo è sprovvista di cucina e quindi sarà necessario ricorre a qualcosa di preparato altrove.
Resta sempre il fatto, come da me sottolineato già in diversi articoli che mi sono valsi l’estromissione dalla commissione cultura cui in un primo momento sembravo destinato, che la sede ove si intende mantenere l’asilo una volta ristrutturato, è e resterà inadeguata per quanto concerne gli spazi esterni, cosa fondamentale per i bambini.

Alle famiglie interessate, dall’amministrazione sanfermina, trapela anche una velata minaccia, rivolta a coloro che, sulla base dell’incertezza e della provvisorietà di una destinazione temporanea ancora più inadeguata di quella che poi sarà la definitiva, hanno espresso dubbi e la volontà di iscrivere i propri bambini da un’altra parte: “attenzione, se non ci saranno abbastanza iscrizioni si dovrà licenziare il personale, facendo perdere dei posti di lavoro”.
Cioè a dire che le maestre o le cuoche, considerato che la struttura è privata, perderanno il proprio posto di lavoro.
Una vero e proprio ricatto, soprattutto nei confronti delle persone che hanno fatto il loro lavoro egregiamente in questi anni presso la struttura ora esistente.
Il ricatto dei licenziamenti è due volte ipocrita – sempre secondo il mio modesto e firmato parere – perchè, nella nuova sede, questi avverranno comunque, perchè si uniformerà il sistema dei pranzi in tutto il complesso scolastico, con i logici vantaggi economici che è facile intuire e che sono nelle corde dell’attuale amministrazione.

vittorio belluso

 

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L’ultimo dosso ‘mascettiano’ può causare danni alle auto in transito

Le foto che vedete, sono state scattate stamattina 11 gennaio 2018, in via per Montano, davanti alle Poste italiane dell’ex Comune di Cavallasca.
La voragine creatasi nei giorni scorsi – documentata in queste foto – sta causando non pochi disagi, specie alle auto provenienti da via Ravona in direzione p.za Garibaldi, in quanto il dosso, già secondo alcuni NON A NORMA perchè più alto del consentito, a causa del buco creatosi, fa si che le auto che lo attraversano picchino con grande facilità la pancia anteriore del mezzo, con possibilità di riportare danni.

A nostro avviso, in caso di rottura di sospensione o di spoiler anteriore, ci sono tutte le premesse perchè gli automobilisti possano fare causa.


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Sinistri e radicali non si rassegnano al naufragio della Jus soli

Nonostante la stragrande maggioranza degli italiani, di clandestini, onlus assistenziali e leggi integrative forzose non vogliano più sentir parlare, la sinistra parlamentare non si rassegna, e spera che il Presidente della Repubblica sposti la data di scioglimento delle camere in modo da poter approvare l’iniqua legge a colpo di maggioranza, attraverso la fiducia.

Ma – ci si permetta obiettare – una legge come lo Jus soli, dovrebbe essere una di quelle leggi che, per venire approvate, siano in grado di raccogliere la stragrande maggioranza dei voti parlamentari in una logica bipartisan.
Viceversa, nonostante il Paese sia diviso in due e la maggioranza degli italiani abbia chiaramente fatto capire di non volerla, la parte politica che ci ha governato nell’ultimo lustro, cerca di imporcela con ogni mezzo, anche a colpi di maggioranza.
Come se una legge di questa portata fosse eticamente corretto approvarla con una sorta di blitz.
Ecco, questa è la cosa più scandalosa di Boldrini e Grasso – le due massime cariche dello Stato dopo Mattarella – e compagnia bella: non possiedono il benchè minimo rispetto per chi abbia una visione del mondo differente dalla loro.
Ricordiamocene quando andremo a votare in primavera.

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San Fermo, paese di dossi, di velobox, di rotonde e di irpef

La settimana politica

La settimana che si è appena chiusa ha visto lo svolgersi dell’ultimo Consiglio Comunale del 2017.

La situazione economica del nostro Comune è florida.
Non si erano mai registrate tante entrate come ora.
Nonostante questo la nostra amministrazione ha deciso di lasciare le aliquote delle tasse locali invariate, lasciandosi aperta la possibilità di modificare all’insù la tariffa della TARI (lo smaltimento dei rifiuti) in quanto si teme un aumento da parte della società che risulterà vincitrice della gara d’appalto ormai prossima.

Tale programma, che ci viene sbandierato come un atto di buona amministrazione, in verità dimostra l’esatto contrario, in quanto, pur a fronte di entrate erariali frutto della fusione fra Cavallasca e San Fermo come noi abbiamo sempre sostenuto, superiori alle più rosee speranze, non si è ritenuto di beneficiare la popolazione di questo inaspettato benessere, lasciandosi le mani libere di investire pesantemente nel rifacimento della scuola materna (costo previsto 1 milione di euro), una scuola che non dovrebbe essere lì, una scuola che non ha spazio, una scuola che è di proprietà altrui al Comune.

A tal proposito scriviamo qui ora, nero su bianco, che noi pensiamo che la scuola elementare del nuovo Comune di San Fermo e Cavallasca accorpati debba essere una sola, dove è già, in località Mornago, unitamente alla scuola media.

E così pensiamo anche che anche la scuola materna dovrebbe essere una sola per i due pesi accorpati– da costuirsi su terreno comunale (in località Cavallasca dietro l’ex Municipio poco sopra il campo da pallacanestro).
Invece, la nostra amministrazione- non la pensa così, e continua a sprecare ingenti risorse pubbliche in una politica miope e di corta veduta, mirante a fare contenti subito i potentati che l’appoggiano, ma senza pensare al giorno in cui gli incentivi di Stato per l’avvenuta fusione finiranno o, peggio, al giorno in cui la gestione del parcheggio dell’ospedale St.Anna – vera gallina dalle uova d’oro – passerà ad altri.
Allora, e solo allora, saranno chiari anche al signor Rossi (o Bianchi) gli errori marchiani di scelte strategiche che l’attuale amministrazione, tutta appiattita su di una figura egemone, ha compiuto e sta compiendo.
Altro fronte di cui vogliamo parlare è l’illegittimità -fonte Quattroruote- dei velobox, quegli orrendi contenitori vuoti arancioni che la nostra amministrazione ha piazzato nei punti a maggior scorrimento veloce delle nostre strade.

Li consideriamo un pericolo ed uno spreco di denaro pubblico, visto che sono finti ma gli automobilisti non lo sanno, e quando se li trovano davanti inchiodano coi freni senza ritegno, mettendo in pericolo la sicurezza propria e di chi segue.
Questi contenitori vanno rimossi perchè sono solo degli spaventapasseri un mezzo al campo di grano.
Van bene finchè van bene, ma poi dopo un po’ non servono più.

Altra cosa che critichiamo sono i dossi di cui tutta San Fermo è stata riempita.
Rompono le trasmissioni e le sospensioni delle auto.
Le auto sportive pestano l’avantreno con troppa facilità perchè i dossi sono troppo alti.
Non tutti a San Fermo possono permettersi un SUV.
E a chi potrebbe permettersi una Porsche 911 consigliamo di dirottare su di una Cayenne.

Bene, per ora è tutto, non ci resta che fare gli auguri, in particolar modo ai volontari che portano i ragazzi portatori di handicap nei vari centri assistenziali.
Queste persone sono davvero meritevoli perchè svolgono un lavoro essenziale in silenzio e senza chieder nulla.
Fossero tutti come loro!
E buon Natale anche alla nostra amministrazione, nella speranza che chi vede ma tace, trovi il coraggio, un giorno o l’altro, di parlare.
Perchè si può far meglio.
E meglio faremo!

Buon Natale a tutti!

vittorio belluso

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Gli auguri più belli

Gli auguri più belli che ci sono arrivati quest’anno, lo sono stati da Ferruccio, scomparso l’estate scorsa.
Tanto belli che desideriamo condividerli coi nostri lettori.
Buon Natale a tutti i lettori, in particolare a Giovanna ed alla sua famiglia.

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Si è svolto l’ultimo Consiglio comunale del 2017

Cari lettori, ancora una volta tentiamo di darVi resoconto dell’attività politica locale, secondo il nostro metro e sentore, laddove, prima di noi, nessuno.
Punto per punto, vi facciamo la nostra cronaca, come da tradizione, senza sconti né peli sulla lingua.
Il Consiglio comunale, svoltosi nella splendida cornice della nuova biblioteca comunale di via Somaini, aveva alcuni importanti punti all’ordine del giorno.
Vediamoli uno per uno:

1 e 2 è stata approvata una variazione di bilancio in seguito ad entrate erariali superiori alle attese, per 445.000 euro.
La fusione, come da noi annunciato fin dal 2013, ha comportato e sta comportando un fiume di soldi in entrata nelle casse del Comune. Oltre le attese. Oltre le speranze.

3 punto da noi giudicato non degno di nota.

4 è stata determinata l’aliquota addizionale comunale IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) per l’anno 2018: è rimasta invariata allo 0,35.
Ciò, secondo noi, è molto negativo e ci spiace che la minoranza di sinistra – storicamente incline alle tasse – non abbia sottolineato che con le entrate strepitose che il Municipio ha avuto, avrebbe dovuto essere stato d’obbligo non tanto abbassare l’aliquota, ma eliminala del tutto.
Evidentemente la sete di soldi di questa amministrazione è inestinguibile.
Sappiamo bene che questo punto passerà semi inosservato, ma, secondo noi, la mancata abolizione dell’irpef a fronte delle entrate milionarie ed eccezionali che il Comune ha avuto, è l’ennesima dimostrazione della mediocrità di chi ci amministra e governa.
Si potrebbe fare meglio. Molto meglio.
Chiunque sarebbe capace di amministrare con entrate così.
Nessuno avrà mai il coraggio di dirvelo.
Tanto mai di scriverlo.
Noi, questo coraggio, l’abbiamo.

5 la I.U.C. (imposta comunale unica) (IMU), a carico delle aziende e delle seconde case, è stata mantenuta al 7,6 x 1000. (Anche qui sarebbe stato d’obbligo il diminuire l’aliquota, se non altro come incentivo alle imprese del territorio e come incentivo ad una economia italiana in difficoltà proprio a causa dell’alta tassazione centrale).

6 e 7  Tasi e Tari niente di nuovo, anche se si teme un aumento di costi relativo allo smaltimento dei rifiuti cui la gara d’appalto nuova è prossima, e si sottolinea come il tasso di raccolta differenziata di San Fermo sia nettamente inferiore a quello di Cavallasca, sotto il 60%.

9 ennesimo allargamento del buco di bilancio cavallaschino. Pare che altri soldi siano andati persi per strada e nessuno sappia che fine abbiano fatto.
L’ennesimo debito fuori bilancio a dimostrazione, se mai ancora oggi, ad 1 anno dall’avvenuta incorporazione in San Fermo, del totale fallimento della vecchia amministrazione.
Spiace dirlo, non abbiamo nessun motivo per rimarcare ancora questa incresciosa e umiliante situazione che ha visto lo smembramento (per non dire scioglimento) dell’intero Comune di Cavallasca assorbito dal finto salvatore della Patria, quel tal Mascetti che da Cavallasca sta avendo tutto senza aver dato ancora niente.

Ultima postilla, vogliamo fare un elogio al consigliere Giuseppe Micari, (foto)  per l’onestà intellettuale dimostrata nell’esternare i suoi legittimi dubbi sull’inopportunità di spendere un milione dei nostri soldi per rifare una scuola materna dagli spazi esigui ed insufficienti che tali resteranno anche dopo la ristrutturazione.
Micari prudenzialmente non ha toccato il discorso sulla proprietà dell’asilo – che è parrocchiale – e quindi sul fatto che non esiste il fare un investimento di questa portata su di un immobile non di proprietà municipale.
Ma noi non abbiamo peli sulla lingua, e lo denunciamo una volta di più rincarando la dose:
una comunità che non prova sdegno di fronte a questa cosa è una comunità che semplicemente merita quel che ha.
In torto ci siamo noi.

Ultima chicca, riportiamo una domanda fatta da un consigliere all’assessore Fabio Ansideri cui non abbiamo udito una risposta esaudiente:
45.000 euro di gettone di presenza … Che cos’è sta roba?

vittorio belluso

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Antonella Frangi è andata in pensione

Antonella Frangi, la bella signora che per tanti anni ci ha accolto nel municipio di Cavallasca con la sua gentilezza e disponibilità, è andata in questo mese in pensione.
Ieri sera, presenti gli ex sindaci cavallaschini Fattorini (che la tenne a battesimo del lavoro ai suoi esordi nel 1985) e Ronchetti, il sindaco Mascetti le ha consegnato una targa ricordo.
Presenti molti dei colleghi di ieri e di oggi, che hanno festeggiato Antonella, oltre al marito ed alla figlia.

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Inciviltà con latitanza delle istituzioni

Ieri pomeriggio, complice una mostra di presepi in Municipio e la SS Messa delle h 18, la farmacia di Cavallasca, ancora una volta, o, meglio, l’utenza della farmacia di Cavallasca, è stata messa in forte difficoltà dalla maleducazione degli automobilisti che hanno completamente saturato, per circa 1 h e mezza, l’antistante parcheggio – lo ricordiamo ancora una volta – pagato dagli esercenti allorchè comprarono gli spazi e studiato per un miglior svolgimento delle attività produttive che vi si svolgono.
Anche il parcheggio coperto è stato completamente invaso dalle auto dei fedeli, i quali, quando devono andare a Messa, si sentono evidentemente autorizzati a mollare la propria auto dove vogliono, senza curarsi che – così facendo – arrecano danno e intralcio al prossimo loro.
Le autorità, fin dai tempi del sindaco precedente, che evidentemente godeva di questo fatto, essendo allora il farmacista il capo dell’opposizione, continuano a non fare nulla, forse – ma non vogliamo crederlo – per favorire la farmacia comunale di San Fermo.
Altrimenti non ci spieghiamo come mai, ancora oggi, non siano stati realizzati i posti riservati al carico e scarico delle merci nonchè ai portatori di handicap, se non vi fosse una precisa volontà contraria che nulla ha a che vedere col buon senso e con l’ordine pubblico,  da parte di chi ha il potere di decidere.

Eppure… basterebbe poco, basterebbe un po’ più di rispetto e attenzione per chi lavora da parte degli automobilisti e un briciolo in più di attenzione da parte delle autorità, che poterebbero usare il pratone antistante le poste, di proprietà comunale, per far si che gli incresciosi episodi verificatisi ieri pomeriggio non accadano più.

** le foto ritraggono la situazione creatasi ieri sera attorno alle h 18.
Nessuna delle auto parcheggiate era di persone in quel momento in farmacia.

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Forza Cavallasca si rinnova

Cari lettori, a giorni questo blog verrà completamente rinnovato nella veste grafica. I tecnici ci stanno già lavorando.
Una veste più moderna, accessibile dallo smartphone, interattiva.
I contenuti resteranno quelli che ne hanno decretato il successo in questi anni: nessun timore reverenziale nei confronti del “capoccia” di turno, cui, senza offendere ma non risparmiando nessuna critica, mostriamo al lettore l’altra faccia della medaglia, quella che i nostri amministratori non vorrebbero mai mostrarci ed anzi, fanno di tutto, nessuno escluso, per nasconderla.

Nessun timore reverenziale per l’attuale governo, o per l’attuale corso della chiesa cattolica, o per quello che volete voi.
La realtà che presentiamo è diversa e, almeno nei 9 anni che ci hanno preceduto, è sempre stata non tanto la più rispondente alla realtà che ci circonda, ma l’unica che poi si è effettivamente realizzata, anche quando il lettore medio , leggendo, storceva il naso o ci derideva.
Quindi a presto, cari amici e lettori.

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… “noi vogliamo unicamente il bene dei bambini”

Un milione di euro alla parrocchia e non al paese: questa è l’amministrazione Mascetti!

Dunque l’articolo di oggi di Paola Mascolo, ormai ridottasi a cassa armonica delle prodezze dell’amministrazione in carica  senza mai neppure l’ombra di un’analisi critica (quanto talento sprecato!),
conferma che i soldi dei cavallaschini saranno spesi per arricchire ulteriormente una struttura di proprietà della diocesi (uno dei due asili presenti a S. Fermo) e non del Comune o dello Stato.
A nostro avviso una vergogna senza pari.
Un gesto di una piaggeria tale nei confronti della diocesi che non può non suscitare indignazione in chiunque abbia almeno un minimo di erudizione e conoscenza di come funzioni la macchina dei finanziamenti dello Stato.

E’ la politica del paese, ove la mentalità è antiquata, non esiste o esiste solo allo stato embrionale il senso laico dello Stato, dove il prete  decide lui chi deve vincere le elezioni e chi perderle, in base unicamente agli interessi della parrocchia che gestisce di cui a sua volta deve dar conto al Vescovo.
Il medioevo è ancora fra noi.
Noi cittadini siamo considerati alla stregua di servi della gleba e troppo spesso nemmeno ce ne rendiamo conto.

Il sindaco vincente è quello che si prostra davanti al potere religioso e gli porta prebende, omaggi e, come in questo caso, 1 milione di euro proveniente dall’erario del Municipio.
Prima di analizzare – per l’ennesima volta – la bruttura di questa operazione, ricordiamo una volta di più che l’unica arma che l’uomo libero  ha per non sottostare a questo valzer untuoso fra diocesi e municipio, è di ritirare l’8×1000 alla chiesa cattolica.
Cercare un altro asilo ove mandare il vostro piccolo, quello di Cavallasca – nonostante il meraviglioso sforzo che i genitori che lo gestiscono compiono da generazioni – è di fatto inadatto ora e lo sarà anche dopo che il sindaco avrà speso il milione di euro, perchè gli spazi- anch’essi di proprietà della diocesi sia chiaro – non saranno mai sufficienti e adeguati.
(quindi l’operazione non è sbagliata solo da un punto di vista etico, ma anche pratico, e questi parroco e sindaco sono tenuti a saperlo).

Analisi dell’operazione finanziaria Parrocchia/Comune

E’ a favore chi ritiene che sia giusto che vengano usate risorse pubbliche, in aggiunta ai finanziamenti che il Municipio elargisce ogni anno all’associazione Scuola materna per lo svolgimento della sua attività, anche per finanziarne la ricostruzione, per un valore sul mercato immobiliare che finirà per quadruplicare.

E’ contrario chi ritene che l’operazione sia una intromissione del privato nella cosa pubblica, laddove la parrocchia è legislativamente in tutto e per tutto assimilabile ad un privato, e , quindi, come per legge, un ente non avente diritto di godere di finanziamenti provenienti dalle tasche dei contribuenti italiani.

Un’operazione elettorale, di questo si tratta, mascherata da servizio reso alla popolazione, il connubio mieloso parrocchia/Comune trova nello slogan “noi vogliamo unicamente il bene dei bambini” la sua espressione più ipocrita.

I bambini starebbero altrettanto bene – anzi meglio – in una struttura pubblica gestita dalla medesima associazione, magari in un luogo più idoneo e meno invasivo per la viabilità.
Siamo in tanti a pensare che Cavallasca non abbia perduto la sua sovranità perchè un ente solo – la parrocchia – ne beneficiasse più di tutti e per giunta esterno ed autonomo al Municipio, ma per migliorare la qualità della vita di TUTTI i suoi residenti, cominciando con il realizzare marciapiedi laddove mancano (strada per Ca’ Martello), rappezzare strade bucate, ridurre le perdite dell’acquedotto in molti punti fatiscente e perciò soggetto ad infiltrazioni esterne.

Dico che la materia è di interesse della Corte dei Conti con l’ipotesi di danno erariale.

Spero che la minoranza sia all’altezza di quella che ho rappresentato io nel passato.
E dichiari guerra a questa politica irrispettosa dei veri interessi della popolazione residente.

Ad ogni qual modo, cari lettori, Vi prego di andare a rileggere il seguente articolo del 13 marzo 2017.
Avevo già scritto tutto.
Clientelismo e opportunismo, questa è la politica del paese.
Grazie e buona domenica a tutti.

vittorio belluso

 

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