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Si è svolta la presentazione della lista di Tiso-San Fermo democratica

Si è svolto ieri sera a villa Imbonati, alla presenza di alcune decine di persone, la presentazione della lista San Fermo democratica – Enzo Tiso sindaco.

Siamo andati non solo per dovere di cronaca, ma anche per il piacere di incontrare degli amici che conosciamo fin da quando eravamo bambini, coi quali ci sentiamo legati da una profonda amicizia.
Come Giovanni Oliva, per esempio.
Come Giuseppe Micari.
A loro va la nostra stima, per aver avuto il coraggio di mettersi in gioco, in un momento in cui tutti, noi compresi, si sono dati alla macchia.
Come giustamente ha sottolineato l’architetto Gianni Gaspa, la serie di concatenamenti di eventi dal giorno in cui – circa 1 anno e mezzo fa – è stato scoperto il buco di bilancio a queste elezioni piovute dal cielo, è stata incessante al punto che ha spiazzato praticamente tutti.
Il gruppo Ronchetti eclissatosi non si sa dove, gli ex consiglieri cavallaschini di minoranza Gaspa, Gagliardi, Belluso che decidono di non ripresentarsi, ha fatto si che si creasse per Cavallasca un enorme buco di rappresentatività, che non può essere coperto dalle candidature femminili volute da Mascetti per ottemperare alle quote rosa da una parte, per non contornarsi di persone con personalità in grado di dirgli di NO dall’altra.

Va detto, per puro dovere di cronaca e senza alcuna velleità polemica, che il programma esaustivamente e pacatamente presentato dal dott. Tiso non ci è piaciuto e non ci ha convinto al 100%.

Restano, in rapporto al nostro movimento che continuerà ad esistere, delle divergenze di base di natura etico-economica, cioè di concezione di quale possa essere il modo migliore con cui si dovrebbe mandare avanti un Comune per riuscire a governare al meglio.
Ma ci sta!
Questa è la democrazia.
Le nostre critiche, presentate punto per punto nell’articolo :utopie ed omissioni nel programma di San Fermo democratica”, sono già state pubblicate, così come la garbata e puntuale replica del candidato sindaco, quindi invitiamo chi volesse approfondire questo punto, a scorrere indietro col mouse di qualche articolo o cliccare sul link evidenziato.

In definitiva onore alla lista San Fermo democratica, e a tutti coloro, Tiso in primis, che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia in una competizione che appare dall’esito scontato e non favorevole a loro.
vittorio belluso

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Et voilà… la rotondetta del menga non c’è più!

Se fra i lavori pubblici costati alla collettività effettuati ieri a Cavallasca non abbiamo apprezzato affatto che si spendessero risorse per rifare l’inutile dosso spaccasospensioni davanti alla Poste … ben altro discorso vale per la cancellazione (questa è la giusta parola) della rotondetta voluta dall’iniqua giunta Ronchetti alcuni anni fa.
Una rotondetta che ci vide da subito contrari, che costò 80 mila euro che non c’erano e che costringeva i pullman a percorrerla contro mano, dato che gli spazi di manovra non erano adeguati.
Noi l’abbiamo detto per anni inutilmente dallo scranno della minoranza che andava eliminata … Mascetti l’ha fatto in un momento, facendo piombare nel ridicolo chi, la rotondetta del menga, l’aveva prima pensata e poi realizzata.

La foto che segue è stata fatta ieri sera.
Ora, come si può notare, la velocità dei mezzi viene moderata da due dossi prima e dopo, e lo spazio di manovra è tornato ad essere logico.

Resta però la nostra perplessità: i costi di questi lavori ammontano a circa 50 mila euro.

Soldi che – ricordiamolo sempre – escono dalle nostre tasche.
Non era meglio spenderli per rifare quei manti stradali – esempio via Cavour – che l’amministrazione precedente ha lasciato nelle condizioni di un gruviera, e dove i motociclisti nel percorrerla rischiano ogni volta l’osso del collo?

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Il sindaco fa modificare il dosso appena fatto

Incredibile!

L’eco del nuovo dosso davanti alle Poste italiane di Cavallasca non si è ancora spento che… gli operai e i verniciatori sono di nuovo al lavoro per modificarlo ulteriormente con un nuovo getto di catrame!
Ci si accuserà di essere troppo critici nei confronti del nostro sindaco, ma davvero ci siamo stancati di vedere e contare queste opere che sembrano fatte apposta per rompere … le sospensioni delle auto.
Un esempio di spreco di denari pubblici poi, è il dover constatare che un’opera appena realizzata venga disfatta e poi rifatta ancora.

Crediamo che quello dei dossi sia per Mascetti una specie di fissazione. Di più: un marchio di fabbrica, una sorta di copyright.
Sembra quasi che si agisca per prendersi beffe del prossimo in una condizione di bulimia di potere.

Il nostro consiglio ai residenti è: comprate un suv e armatevi di santa pazienza!  😉

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Se la grande politica vuole San Fermo … San Fermo la grande politica avrà

La grande politica sta a Mascetti come l’elefante alla pulce

In questi giorni, come da noi già affermato con un anticipo forse troppo grande perchè tutti potessero comprendere fino in fondo il valore del nostro lavoro, è tornato alla ribalta l’ospedale St.Anna.

Infatti la grande politica che fa capo alla politica comasca, vuole che l’ospedale st.Anna torni sotto l’egida del comune di Como, rivedendo i pessimi accordi stipulati nel 2003, quando la stessa grande politica, seguendo logiche del tutto estranee alla politica locale, cedette alle richieste del già allora sindaco di San Fermo di oggi … calando le brache.

Ora tutti i principali partiti – Traglio come Landriscina – se ne escono in campagna elettorale affermando una cosa che noi abbiamo detto da tempo: non esiste che i nati delle famiglie comasche risultino sulla carta di identità nati a San Fermo.

Come non esiste – non ce ne vogliano i lettori – che il Comune di San Fermo goda di entrate molto superiori al proprio fabbisogno – entrate- lo ricordiamo – che vengono usate anche a fini clientelari come ne è esempio il milione e duecento mila euro che Mascetti vorrebbe regalare al prete per ristrutturare un immobile di proprietà diocesana totalmente inadatto a fungere da asilo infantile, in cambio di consenso elettorale.

A questo si aggiungano le entrate annuali milionarie che produce il parcheggio a pagamento dell’Ospedale: tutti soldi che servirebbero a Como per mantenere le proprie strade dissestate e che a San Fermo vengono usati per fare rotonde colorate o con alberi piantati volutamente storti.
Volete sapere la nostra verità?
La nostra verità è che se la politica necessita di riprendersi oggi quelle risorse che in nome della  la ragion di Stato nel 2003 vennero lasciate nelle mani di un amministratore rurale, scaltro, abile, furbo , ma ‘calato’ solo nel suo piccolo contesto, la politica quelle risorse si riprenderà.
Non entriamo nel merito del giudizio dell’operazione di per se stessa, semplicemente diciamo che Mascetti si illude se pensa realmente che gli accordi del 2003 siano una pietra miliare imprescindibile ed immodificabile.

Gli accordi si stracciano, si rivedono, gli errori si correggono, le condizioni si cambiano.
Basta un decreto legge.
Dal 2003 a oggi, forse Mascetti non se né è accorto preso com’era dal consolidare il suo potere, è cambiato il mondo.

La politica nazionale DEVE prenderne atto ed agire nell’interesse delle moltitudini di cittadini che vivono a Como e in provincia.

E non se n’è accorto in misura ancor maggiore nel momento in cui si è contornato di yes man, senza avere attorno nessuno in grado di dialogare con la politica nazionale secondo basi culturali, politiche e umanistiche che Egli stesso non possiede, e che sono alla base del suo fallimento in politica nazionale, allorchè – lo ricordiamo – alcuni anni fa, tentò di fare il salto di qualità candidandosi con quel Mario Monti che noi oggi pronunciamo a fatica, tanto sono i disastri che quel disgraziato Governo voluto dalle lobbie internazionali causò.

Quindi temiamo che il conto alla rovescia perchè San Fermo venga assorbita da Como sia già cominciato, e non vediamo nessuno in grado di contrastarne con successo il processo.

Noi ce ne siamo accorti nell’incredulità generale, così come ci accorgemmo in anticipo rispetto all’opinione pubblica che il futuro di Cavallasca sarebbe stato fra le braccia di San Fermo.
Tentammo di cavalcarne l’iter, ma la miopia che ci contornava non ce lo permise, rieleggendo una giunta mediocre che poi finì inevitabilmente per rivelarsi come tale.
Ora la storia si ripete e noi, imparata la lezione, aspetteremo che i fatti ci diano ragione restando semplicemente alla finestra.

vittorio belluso

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La replica di Enzo Tiso – San Fermo democratica

Caro Belluso,

Voglio ringraziarti per aver letto, analizzato e commentato il programma di San Fermo Democratica. In una arena politica in cui si privilegiano slogan superficiali, se non insulti gratuiti, fa piacere trovare qualcuno che entra nel merito dei problemi e ne vuole discutere. Dalla discussione e confronto, anche da posizioni lontane, possono nascere idee nuove per il bene del nostro paese. Confronto che purtroppo non ha caratterizzato la Giunta Mascetti in questo anno di mia presenza all’opposizione in Consiglio Comunale.

Sono contento anche che tu approvi molte delle nostre proposte, anche se per alcune parli di ovvietà e genericità. È bene però a volte sottolineare anche le cose che appaiono ovvie e scontate.

Ma veniamo invece alle critiche.

Per prima la critica di fondo di “utopia”. Ti assicuro che ognuna delle nostre proposte è basata su una analisi di fattibilità, che ovviamente non poteva essere riportata su un programma elettorale di poche pagine, ma su cui ci si può ulteriormente confrontare. Inoltre molte sono mutuate da esperienze di comuni “virtuosi” che da anni le applicano.

Parimenti per le proposte che tu giudichi costose è bene ricordare che siamo in Comune ricco, che si permette di spendere 54000 Euro per modificare una rotondina o di distribuire a pioggia contributi a destra e manca, senza preoccuparsi di analizzare a posteriori l’efficacia sociale degli stessi o perlomeno di coordinarne in modo chiaro l’utilizzo.

Il bilancio partecipato, o partecipativo, non è una “cazzata” e tantomeno “grillismo” (per altro non tutte le proposte in campo amministrativo del Movimento 5 stelle sono da buttare). Non si tratta di far decidere la sciura Maria invece della Giunta, ma di destinare una quota del bilancio per progetti avanzati da singoli e soprattutto da associazioni, comitati, gruppi organizzati o non. Si raccolgono idee, si trasformano in progetti fattibili anche economicamente e una giuria di esperti o una votazione popolare sceglie il migliore o il più utile. Non si inventa niente, sono decine gli esempi ormai in tutta Italia da grandi città come Monza e Bergamo a più piccole realtà come Desio o Canegrate, per citarne solo alcune più vicine a noi.

Mantenere una apertura di Uffici Comunali a Cavallasca non è velleità antieconomica. Basta un impiegato per poche ore con un computer collegato con gli archivi comunali (anagrafe,stato civile, tributi) per le pratiche più comuni, per aiutare chi fa fatica a spostarsi.

Sulla farmacia comunale, evidentemente la tua posizione è di parte e non disinteressata. Non si tratta di fare concorrenza al privato, ma di affidare una funzione sociale ad una struttura a partecipazione pubblica. Lo prevedono indicazioni ministeriali oltre che opportunità politica. Se la farmacia deve servire solo per fare cassa, allora sì, è meglio venderla a chi sa farlo meglio e utilizzare le risorse ottenute per opere pubbliche.

La frase “senza svendere ai privati” nel capitolo su Villa imbonati e Somaini, è riferita soprattutto al secondo edificio (quello che rimane dopo la realizzazione della biblioteca), per il quale l’amministrazione ha realizzato una via preferenziale per destinarlo a scuola privata esclusiva. Scelta che noi non concordiamo con motivazioni articolate e più volte ribadite. Per Villa Imbonati vorremmo discuterne meglio con chi giustamente la considera il simbolo della comunità di Cavallasca.

Sulle questioni ambientali, PGT, parchi ecc , vedo che siamo su posizioni molto distanti e non basterebbe un commento di poche righe, perché la salute e l’ambiente rappresentano dei cardini nel nostro programma; rimando quindi il confronto ad altra sede o momento, se lo ritieni opportuno.

Veniamo invece alla questione che sembra ti interessi di più.

Sì, io, figlio di immigrati, sono per l’accoglienza, e qui parlo in prima persona perché è anche un problema di coscienza. Accoglienza non “indiscriminata di clandestini” ma rivolta a quello che è purtroppo considerato un diverso, indipendentemente dalla nazionalità o religione, o a chi fugge da guerre, miseria o carestie. Accoglienza che deriva da considerazioni evangeliche come quelle di Papa Francesco, da lungimiranza politica come quella di Emma Bonino, da valutazioni su basi scientifiche come quelle della fondazione presieduta dal compianto laico Umberto Veronesi ed anche da valutazioni economiche come quelle di Angela Merkel, per citare un esempio più vicino alla tua cultura.

Accoglienza che però va programmata, per piccoli gruppi, organizzando un serio inserimento sociale e anche lavorativo.

Perché non parliamo della caserma nel programma? Perché è uno dei pochissimi punti su cui abbiamo posizioni vicine a quelle della attuale Giunta e rappresentate nella lettera del Sindaco al Prefetto. Vogliamo una distribuzione sostenibile ed equa con i comuni vicini, non vogliamo ghetti ingestibili e indecorosi anche per chi vi è ospitato.

Quindi anche per noi la ex caserma guardia di finanza non è, sulla base delle attuali informazioni, la soluzione per una vera accoglienza pur temporanea. Su questo apriremo un confronto serio con le istituzioni, in questo caso la Prefettura.

Presenteremo il nostro programma Giovedì 25 maggio ore 21 a San Fermo in via De Cristoforis 2 e Venerdì 26 a Cavallasca, Villa Imbonati.

Programma che saremo ben felici di discutere ed anche di rimodulare se le osservazioni e critiche saranno condivise; perché noi, a differenza di chi attualmente ci amministra, spero ancora per poco, crediamo nella partecipazione e confronto.

Cordialmente

Enzo Tiso

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Utopie e omissioni nel programma di San Fermo democratica

E sulla caserma ex Gdf … silenzio di tomba, segno che la lista di San Fermo democratica è tacitamente favorevole all’accoglienza indiscriminata voluta dal Governo 

Quello che segue è il programma di San Fermo democratica, punto per punto.
E, punto per punto, facciamo le nostre considerazioni, senza sconti, senza reticenze, senza riguardi, nella schiettezza più assoluta.
In nero il punto programmatico, in azzurro a seguire le nostre considerazioni

·           Presentare in forme comprensibili ai cittadini il Bilancio Comunale sia di previsione che consuntivo.

Bell’intendimento!
Magari fosse così per tutti i Comuni d’Italia, ove i bilanci sono scritti in modo studiato affinchè il cittadino non ci capisca un fico secco.
In questo modo è possibile fare tutto, compreso l’autoincensarsi di essere buoni amministratori quando, contemporaneamente, si stanno compiendo disastri.
Un triste e recente esempio ci viene in mente.
Purtroppo tale punto è e resterà solo un buon intendimento destinato a rimanere sulla carta. Cioè a dire: utopia.
Punto Bocciato!

·           Creare un Comitato di cittadini, con potere consultivo, che periodicamente si confronti con la Giunta con proposte, suggerimenti e critiche. Dare un ruolo propositivo alle Commissioni comunali esistenti.

D’accordo: possibile e fattibile.Anzi di più: doveroso farlo per chiunque vincerà le elezioni.
Approvato!

·           Destinare una quota delle risorse finanziarie al Bilancio Partecipato sulla base di proposte provenienti da cittadini e Associazioni.
Bilancio partecipato: grande cazzata! A cosa serve eleggere degli amministratori se poi per approvare un bilancio bisogna andare a chiedere il parere della ‘sciura Maria‘?
Tanto vale non eleggere nessuno. Non dare alcuna regola. Non delegare nessuno.
Questo punto sa tanto di grillismo: utopia allo stato puro.
Bocciato!

·           Istituire il PROSINDACO o Consigliere delegato per Cavallasca e le frazioni.

Ottima idea! Tale ipotesi era già stata paventata.
Resta il fatto che un prosindaco conti comunque un pro-cavolo.
Approvato perchè è meglio di niente.
Ma sempre comunque molto poco per Cavallasca.

·           Predisporre, anche con il coinvolgimento delle Commissioni di cui al punto 2, uno studio finalizzato alla individuazione e superamento delle criticità derivanti dalla fusione, riguardanti l’adeguamento dei servizi, l’uniformità dei regolamenti e degli strumenti urbanistici.

Ok. Ineccepibile!
Approvato.

·           Riaprire almeno con cadenza settimanale, uno sportello comunale in località Cavallasca, fruibili anche dalle frazioni vicine (Olcellera, Vergosa, Ca Matta …).

Chi propone questo punto, secondo il nostro modesto parere, non ha capito nulla del perchè lo Stato incentivi gli accorpamenti fra Comuni.
Evidentemente chi ha avanzato questo punto non possiede esperienza di economia di scala, cioè di impresa.
La sede comunale deve essere unica e accentrata.

Caso mai si metta in discussione la sede, che potrebbe essere benissimo portata a Villa Imbonati al posto di quella attuale, ma non il decentramento dei servizi.
Perchè il farlo, significherebbe non aver fatto tesoro di ciò che è successo.
Utopia.
Bocciato!

·           Mantenere in località Cavallasca parte dei servizi e delle sedi delle Associazioni, ridefinendo e riorganizzando gli spazi esistenti intorno a Villa Imbonati (Villa Butti, ex farmacia, ex chiesa S. Carlo) al fine di salvaguardare la coesione sociale.

D’accordo: spazio alle associazioni, specie di natura culturale umanistica.
Fattibile.
Approvato!

·           Coinvolgere i cittadini attraverso un foglio informativo, che riporti le fasi salienti dell’attività comunale e che dia spazio anche alle minoranze. Registrare e trasmettere on line le sedute del Consiglio Comunale.
Questo punto ci trova favorevoli sul fatto di poter registrare e filmare e trasmettere anche in diretta su web le sedute dei Consigli comunali, infatti è stata una nostra battaglia (persa) con la antiquata amministrazione cavallaschina precedente.
Siamo perplessi sul foglio comunale: una spesa che poi si riverserebbe obbligatoriamente sulle tasche dei cittadini. Meglio puntare sul miglioramento del sito web comunale che ora è meno che mediocre.

Il mondo va avanti, mai indietro.
Approvato a metà!

  1. MIGLIORARE LA QUALITA’ E LA SICUREZZA DELLA VITA DELLE PERSONE, SOPRATTUTTO DI QUELLE PIU’ FRAGILI: ANZIANI, BAMBINI, DISABILI.

I cittadini possono essere facilitati ad avere un ruolo attivo nel collaborare ai bisogni di assistenza se vengono valorizzate le associazioni di volontariato, la Parrocchia e le altre organizzazioni laiche e religiose, già attive nei settori dei servizi alla persona, per potenziarne lo sviluppo, in un’ottica di sussidiarietà.

·           Potenziare l’assistenza domiciliare integrata alle persone in condizioni di fragilità (anziani, malati cronici, bambini con gravi disabilità).

Come si fa a criticare questo punto?
Approvato!

·           Utilizzare a scopo socio-assistenziale la Farmacia Comunale: consegna farmaci a domicilio di invalidi, prezzi più bassi di parafarmaci e ausili per famiglie in difficoltà.

Questo punto, detto da me che sono il titolare della farmacia concorrente a quella comunale e la seconda sul territorio, è quello che più mi convince che chi ha scritto questo programma abbia una visione utopistica di in cosa consista l’insieme (e i costi) dei servizi dispensati dalla farmacia e non abbia considerato che le farmacie presenti sul territorio, in quanto due, debbano essere tenute in eguale considerazione.
La mentalità che si evince da questo punto è prettamente dirigista e statalista degli anni 70, quando le farmacie italiane avevano alti tassi di remuneratività e notevoli minori costi di gestione.

Infatti moltissime amministrazioni di quell’epoca, in special modo di sinistra, ebbero la grande trovata di ingegno di aprire una sede comunale.
Per tutti gli anni 70 e 80 queste sedi furono in attivo.
Dagli anni 90 la musica è cominciata a cambiare fino ad oggi, ove non esiste praticamente più una farmacia comunale che giustifichi il capitale impiegato in rapporto alle marginalità che produce.
Infatti una dopo l’altra sono andate (o stanno per andare, o andranno) sul mercato.
Non sono più remunerative.
Il crescente costo del personale impiegato, la drastica diminuzione dei prezzi dei farmaci, le crescenti trattenute nella distinta contabile riepilogativa da parte della Regione, l’estensione sistematica delle ore di apertura con diminuzione dei giorni di chiusura per riposo settimanale o per ferie che obbligano all’assunzione di nuovo personale, e in particolar modo il costo dei turni notturni che sono sempre in perdita economica, hanno mandato in passivo le farmacie che non godono di economie che solo una gestione famigliare può garantire.
Chi ha pensato questo punto programmatico non solo non ha alcun rispetto della farmacia di Cavallasca, ma dimostra un approccio  ideologico nei confronti di un mondo che evidentemente conosce a malapena o affatto, tanto che si comprende che, secondo tale ‘testa pensante’ una farmacia comunale non dovrebbe possedere un utile operativo, ma solo il pareggio di gestione in quanto servizio pubblico.
Niente di più sbagliato!
L’utile operativo – lo sottolineo – è l’unico strumento di qualunque impresa- quindi farmacia compresa- che possa generare risorse da reimmettere nell’attività col fine di migliorare la qualità globale dei servizi  offerti e, quindi, restare e competere sul mercato.
Concludo dicendo che se il pensatore di questo punto dovesse vincere le elezioni, nel tempo la farmacia gestita sotto la sua egida, genererebbe un passivo tale che poi si imporrebbe una scelta obbligata: vendere o alzare le tasse ai cittadini per ripianare le perdite.

Punto bocciato!

·           Salvaguardare l’inserimento scolastico e il supporto educativo di bambini con disabilità.

Ok, punto approvato!

·           Facilitare l’attivazione di un “Telefono Amico” per gli anziani anche coordinandosi con reti e associazioni già esistenti.

Dal momento che tutti i servizi hanno un costo, questo chi lo pagherebbe?
Chi ci mettiamo a rispondere alla cornetta del telefono?
Assumiamo qualcuno per questo?
Utopia!
Punto bocciato!

·           Creare forme di supporto a famigliari e malati di Alzheimer.

Evabbè! ok. Come si fa a dir di no? Ma i servizi sociali che ci stanno a fare?

·           Potenziare il contrasto ai fenomeni di bullismo e disagio sociale con interventi psicoeducativi mirati a sostegno delle famiglie.

Ok! Va bene!
Contrastiamo!
Punto approvato!

·           Favorire lo sviluppo di una cultura di solidarietà sociale.
Cioè?
Cosa significa?
La caserma ex GdF? Non ne parliamo? E’ questa che si sottintende?
Mi sembra una frase retorica uscita dai manuali del PD, che dice tutto e non dice niente.
Punto Bocciato perchè non spiegato nei dettagli, cioè campato per aria!

·           Favorire la creazione di gruppi di controllo di vicinato e auto-aiuto per difendersi da furti e truffe.
Ok!
punto approvato!

·           Aumentare la vigilanza e controllo del territorio coordinandosi con le forze dell’ordine e potenziando l’illuminazione ove necessita. Verificare la possibilità di insediare una Caserma dei Carabinieri.
Ok!
punto approvatoe condiviso al 100%!

·           Individuare attraverso i servizi, problemi di disagio sociale per poter intervenire preventivamente.
Evabbè …

·           Creare un ufficio, coordinato con i servizi sociali, che consenta la consulenza gratuita al cittadino in difficoltà economica, in merito a problemi legali, fiscali e di lavoro.
Chi lo paga?
Altra cazzata che sa tanto dello ‘sportello lavoro’ istituito dall’amministrazione di Cavallasca nel lustro precedente, uno sportello che costò alla collettività  migliaia di euro e che produsse 1 solo posto di lavoro effettivo, riscontrabile e ben retribuito: quello del responsabile dello sportello stesso!
Utopia!
Concezione antiquata e ideologica dell’economia.
Chi ha pensato questo punto non sa come funzioni in realtà il mercato del lavoro.
Probabilmente è convinto che il lavoro lo si crei per decreto!
Bocciato con obbligo di andare dietro alla lavagna.

·           Supportare il volontariato creandoun coordinamento per favorire la collaborazione tra le Associazioni, migliorare l’integrazione dei servizi, la gestione delle risorse e l’utilizzo delle sedi disponibili.
Ok! Va bene!
Approvato.

  1. SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE, EDILIZIA, URBANISTICA.

La salvaguardia del suolo e del paesaggio sono valori e beni comuni della cittadinanza e delle future generazioni.

·           Definire un Progetto “Crescita zero” per fermare il consumo di suolo e programmare quanto prima la riunificazione dei PGT di San Fermo della Battaglia e Cavallasca
Sappiamo bene cosa ha prodotto al crescita zero voluta dalle amministrazioni come quella che ha governato Cavallasca negli ultimi anni: annullamento del piano di destinazione turistica, cioè annullamento che in Cavallasca si potessero creare dei nuovi posti di lavoro nell’unico settore in cui l’Italia appare ancora competitiva col resto del mondo: il turismo.
Uno spot elettorale che fa presa solo su chi la casa già ce l’ha.
Fra la crescita zero (utopistica e che non produce alcuna entrata per l’erario comunale) e il consumo sconsiderato del suolo, a nostro avviso, vi è una terza via: la crescita intelligente, moderata, rispettosa dell’ambiente e dell’esistente da recueprare e riqualificare.

Utopia!
Punto bocciato

·           Potenziare la difesa dei Parchi Spina Verde e Sorgenti del Lura e favorire corridoi ecologici di collegamento tra i due. Tutelare il territorio della Valle del Seveso e della Val Grande e verificare la possibilità di inserire quest’ultima nel Parco Sorgenti del Lura.
Il parco Sorgenti del Lura è una operazione territoriale verso cui noi votammo contro quando venne approvata a Cavallasca.
Le motivazioni?
Rileggere il commento del punto precedente, con l’aggiunta che, per entrare a fare parte del Parco del Lura, ogni Comune si è dovuto sobbarcare una parte di spesa alla sua istituzione ed al suo sostentamento.
Un lusso che Cavallasca non si poteva permettere e che ha impedito, fra l’altro, la realizzaziione della famosa bretella stradale che avrebbe dovuto fungere da ‘tangenzialina’, evitando il traffico nel centro paese.

Tutto da rivedere e rifare.
Punto bocciato!

·           Proporre e incentivare forme di risparmio energeticoe l’utilizzo delle energie rinnovabili, anche con precise indicazioni all’interno del regolamento edilizio e con iniziative informative.
Ok!
Punto approvato!

·           Potenziare la raccolta differenziata , favorire la riduzione della produzione di rifiuti e le iniziative di riuso, anche per poter abbassare la TARI . Informare adeguatamente la popolazione, adulti e ragazzi, attraverso incontri periodici e coinvolgendo le scuole con progetti mirati.
Ok!
Punto approvato!

·           Aumentare gli orari di apertura dell’isola ecologica e migliorarne l’accessibilità. Effettuare più controlli su chi e cosa vi deposita.
Ok!
Punto approvato!

·           Favorire la realizzazione di nuove aree verdi adatte a funzione di parco gioco per bambini piccoli o con problemi di disabilità.
Ok!
Punto approvato!

·           Recuperare gli antichi sentieri per costruire una rete di percorsi ciclopedonali collegati con i parchi.
Ok!
Ottimo!
Punto approvato al 100%

·           Eseguire i necessarie urgenti interventi di messa in sicurezza di acquedotto e fognatura anticipando i gravi ritardi della nuova società provincialeControllare con analisi più frequenti la qualità dell’acqua distribuita.
Ok!
Ottimo!
Punto approvato al 100%

·           Controllare i livelli di inquinamento da traffico in via Roma e sulla Garibaldina.
Evabbè..

·           Assicurare la manutenzione attenta delle strade e dei marciapiedi senza trascurare frazioni e periferie. Censire ed eliminare le barriere architettoniche ancora presenti in molte aree pubbliche calpestabili.
Ok!
Punto approvato!

·           Curare la manutenzione e gestione delle due aree cimiteriali.
Ok!
Punto approvato!

·           Organizzare orti sociali, rispettosi dell’ambiente, affiancando corsi informativi su orticultura e educazione alimentare.
Ok!
Punto approvato!

·           Riscrivere la convenzione con il centro sportivo Eracle per risolvere i problemi dei parcheggi e di inquinamento a Mornago.
Ok!
Punto approvato!

·           Realizzare una apposita area per i cani, con un regolamento di corretto utilizzo e un servizio informativo veterinario per la gestione degli animali domestici.
Ok!
Punto approvato!

  1. MOBILITÀ E TRASPORTI

È cresciuta nella popolazione la richiesta di potersi muovere liberamente e facilmente senza inquinare sia per raggiungere servizi essenziali sia per svago .

·           Impedire definitivamente, eliminandola dal PGT, la costruzione di una nuova strada da Mornago all’Ospedale, già bocciata dalla Regione, che distruggerebbe la collina di Ravona.

No comenti!

·           Potenziare i trasporti pubblici : nell’ottica di disincentivare l’utilizzo dei mezzi di trasporto privato per salvaguardare salute e sicurezza, per agevolare chi non è in grado di muoversi con l’auto e per far fronte alle nuove necessità di trasporto causate dalla presenza dell’Ospedale e dalla fusione mettendo in atto una serie di misure correttive.

Si tratta di interventi che non dipendono direttamente dal Comune ma per realizzarli occorre coinvolgere con decisione e fermezza gli altri enti interessati:

o   Tariffa agevolata sulla linea Uggiate – Como per coloro che si muovono all’interno del nuovo Comune nato dalla fusione.

o   Ripristino di un adeguato numero di corse di autobus per Como ed estensione della tariffa urbana fino a San Fermo.

o   Aumento del numero di corse della linea 1 che collegano direttamente il paese con il nuovo Ospedale.

o   Istituzione di linea circolare che colleghi San Fermo via Roma- Cavallasca- Ospedale.

o   Collegamenti diretti con autobus verso la stazione Grandate-Breccia e successivamente verso la prevista nuova stazione di interscambio Ferrovie dello Stato e Ferrovie Nord di Camerlata..

·           Riconfigurare, d’intesa con la Provincia, il collegamento stradale da Cavallasca al centro di San Fermo, migliorandone la sicurezza e l’utilizzo pedonale.

·           Incrementare i percorsi ciclopedonali creando un tratto protetto tra Cavallasca e il centro di San Fermo.

Utopia ma ok!
Punti approvati!

  1. GIOVANI E OCCUPAZIONE

In un periodo caratterizzato da una crisi economica di cui non si conosce la fine, è doveroso intraprendere ogni sforzo possibile per assicurare un futuro ai giovani e favorire la rioccupazione per chi è rimasto senza lavoro.

·           Promuovere attività che favoriscano l’occupazione giovanile o la rioccupazione di chi è rimasto senza lavoro istituendo uno Sportello Lavoro.

·           Incentivare l’interscambio di informazioni tra i giovani in materia di lavoro, tempo libero e vita sociale : INFORMAGIOVANI.

·           Istituire borse di studio per ragazzi per la realizzazione di progetti per abbellire il paese o per progetti culturali/scientifici al fine di promuovere viaggi di studio all’estero.

·           Realizzare un campo estivo per i ragazzi nel periodo successivo al Grest e al CONI.

·           Mettere a disposizione uno spazio di esercitazione e prova per musicisti.

·           Istituire il Consiglio Comunale dei ragazzi.
Punti approvati!

  1. CULTURA, TURISMO E SPORT

La cultura come unico mezzo per creare una comunità consapevole, il patrimonio storico e paesaggistico visti come una risorsa e lo sport come opportunità di inclusione sociale e per una sana attività fisica a tutte le età.

·           Mantenere le due sedi (Cavallasca e Somaini) per la Biblioteca con un progetto culturale che favorisca la più ampia partecipazione.
Utopia!

Due sedi sono troppe!
Una basta. E deve essere villa Somaini.
Così facendo avremo un servizio migliore e gli studenti potrebbero studiare anche nell’orario del mezzogiorno, grazie all’aumento del numero del personale impiegato proveniente proprio da villa Imbonati
Punto bocciato!

·           Riqualificare il patrimonio comunale e valorizzare le risorse storico-artistiche come Villa Imbonati e l’Istituto Somaini (senza svendere ai privati) riconvertendo al meglio tale patrimonio, in termini funzionali e gestionali, in relazione alle loro specifiche condizioni. Organizzare percorsi culturali/turistici coinvolgendo altre ville e luoghi storici all’interno di itinerari interprovinciali.

Svendere? E chi l’ha detto?
.. un comunista resterà sempre un comunista, con tutte le sue preclusioni!
Non c’è niente da fare.
“Il privato è brutto e cattivo”.
E’ “sfruttatore”.
E’ “evasore”!
Secondo noi solo l’intervento privato può salvare villa Imbonati dall’oblio.
L’abbiamo scritto.

Lo riproporremo quando i tempi ci avranno dato ragione anche agli occhi della ‘sciura Maria‘, giusto quella che mai ha votato per noi e che, qualora noi ci fossimo presentati a questa tornata elettorale, certo non ci avrebbe votato neppure questa volta nonostante tutto quello che è successo.

·           Rilanciare parimenti in termini culturali e turistici le risorse storico/paesaggistiche e naturalistiche del territorio come i rilevamenti archeologici ed i percorsi storico/militari come la Linea Cadorna, inserendole all’interno di un sistema su scala sovracomunale che ricomprenda anche i Parchi della Spina verde e delle Sorgenti del Lura e le strutture agrituristiche.

E ridaie co’ sto Sorgenti del Lura!
Che palle!

·           Progetto per inserire Villa Imbonati all’interno del patrimonio FAI.

·           Istituire la CONSULTA DELLO SPORT.

·           Ripristinare il Palio dei Rioni.

Evabbe! … evviva il Palio dei Rioni!

… ma come si può vedere, questo programma tocca tutto eccetto un argomento, che però è il più importante di tutti: la decisione del Prefetto di mandare a San Fermo, nella caserma ex Gdf del Monte Sasso, un centinaio di clandestini.
Il non averne parlato, non è un caso!

Ciò dimostra che coloro i quali, per anni, hanno accusato Mascetti di mancanza di trasparenza, in realtà non lo sono a loro volta e forse ancor meno!
Come si fa a tralasciare un punto simile dal programma?

Ciò – ve lo diciamo noi – sta solo a significare una cosa: la lista Tiso è favorevole all’accoglienza indiscriminata dei clandestini sul nostro territorio, ed ad un passo dal confine con la Svizzera!
Non vi è altra possibilità.
Se il dottor Tiso desidera anche solo lontanamente sperare di ottenere almeno 1 voto dei 505 che hanno scelto Forza Cavallasca nel 2014, allora che ci contraddica pubblicamente.
Che prenda le distanze dalla politica filo immigrazionista del Governo e dichiari di esser pronto ad ostacolare il diktat della Prefettura con tutti i mezzi che potrà se e quando sarà il momento di doverlo fare.

Vittorio Belluso

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Realizzati nuovi dossi ‘mascettiani’

Come tre anni orsono, allorchè le imminenti elezioni spinsero l’allora amministrazione uscente a dare il via a tutta una serie di asfaltature cosiddette ‘elettorali’, asfaltature – lo ricordiamo – poi lasciate a mezzo e mai finite del tutto a causa della mancanza di soldi, oggi la nuova amministrazione sanfermina, anch’essa di stampo democristiano degli anni 70, … fa la stessa cosa.
Con una differenza sostanziale, però: i fondi a copertura dei lavori stavolta ci sono tutti.

E così, dopo l’asfaltatura di ieri di via Borsellino, oggi è stato il turno di via per Montano, ove, come funghi, sono sorti dei dossi: i famosi dossi ‘mascettiani‘, quelli per superare i quali è d’obbligo l’acquisto di un suv.
Ma stavolta, almeno per quanto concerne il dosso ‘spuntato’ dal nulla davanti alle Poste italiane, l’altezza del dosso ci è parsa accettabile.
Niente a che vedere con altri dossi realizzati a San Fermo in prossimità delle scuole, irraggiungibili per l’appunto dal giallo bus di Cavallasca,  dalle altezze incredibili: a prova di fuoristrada e di Reinhold Messner armato di corda e picozza.

Seguono due foto del dosso realizzato oggi davanti alle Poste di Cavallasca.

 

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Giuseppe Micari, un assessore al bilancio competente

Giuseppe Micari, nato a Milazzo_Sicilia- il 1 agosto 1943, nella sua vita lavorativa si è occupato di bilanci aziendali in qualità di revisore dei conti, ricoprendo dunque dei ruoli di grande responsabilità e delicatezza fino a quando, circa un lustro fa, è andato in pensione.

Nelle due amministrazioni targate Insieme per Cambiare 1999-2004 / 2004-2009, il Micari ha ricoperto il ruolo di assessore al bilancio, dimostrando qualità organizzative non comuni in questo delicatissimo incarico.

Egli è stato quindi una figura ‘tecnica’, all’interno dei consiglieri comunali che si sono avvicendati negli ultimi anni a villa Imbonati, ovverosia una figura realmente competente ed in grado di imprimere la propria impronta, supervisionando l’andamento economico del Comune passo a passo, come forse nessuno prima di lui, era riuscito a fare e conquistandosi la piena fiducia del Sindaco Paolo Russo.
Forse il lettore locale si chiederà come mai, a distanza di 7 anni dall’ultima volta che il sig. Micari ha ricoperto tale ruolo, ne decantiamo gli indubbi meriti.

E’ presto detto:
Quello che è successo, è nostra ferma convinzione, non sarebbe successo se avessimo avuto a ricoprire la carica di assessore al bilancio una persona competente.

L’andamento economico di villa Imbonati ora non ha chi sia realmente in grado di controllarlo, al di fuori, chiaramente delle competenze del personale comunale addetto, che, pur nella sua dedizione, non è costituzionalmente deputato a prendere decisioni che siano anche politiche, cioè che definiscano con chiarezza degli indirizzi di spesa, e non dettate unicamente dalla necessità di quadratura dei conti secondo una logica prettamente ragionieristica.
Il ruolo dell’assessore al bilancio gioca quindi un ruolo fondamentale, per quanto riguarda la lettura dei bilanci preventivi, revisionali ed attuativi.
In questo momento, la carica di assessore al bilancio, è ricoperta dal sindaco in persona che, a nostro avviso, non è all’altezza del ruolo perchè sprovvisto delle competenze necessarie, che non gli possono venire, come nel caso del Micari, dalle competenze acquisite sul campo nel proprio ambito lavorativo.

Sono molte le cose che i cittadini di Cavallasca non sanno, e ciò nonostante che, per anni, il nostro gruppo consiliare si sia prodigato nel tentare di fare conoscere l’andamento del quadro economico del Comune, la crescita della spesa corrente, cioè delle spese non produttive finalizzate al mero mantenimento dell’apparato comunale così com’era, e della mancanza di investimenti in ambito strutturale-strategico-produttivo.
Paroloni?
Vediamo di rendere il concetto che vogliamo esprimere il più semplice possibile.
Nello scorso lustro amministrativo, la giunta riconfermata ha preso delle decisioni che, nostro malgrado passate semi inosservate, secondo noi sono state di una gravità assoluta.

La crescita della spesa corrente, ad un certo momento, non era più sostenibile e andava corretta.
Circa 5 anni fa, l’amministrazione poi riconfermata nel 2014, per fare fronte alla spesa che cresceva, decise di rifinanziare i mutui in essere, dilazionandoli da 10 a 20 anni.
Solo noi gridammo allo scandalo!
Ma la cosa non solo passò nell’indifferenza generale, ma la maggioranza ne fece pure un atto di merito, come se scaricare i propri debiti sulle generazioni future ( fra 20 anni gli amministratori erediteranno quel che noi avremo lasciato loro, e così il popolo residente), non fosse un atto in linea con il peggior modo di fare politica, il più egoistico, il più irresponsabile, quello con cui chi ci ha governato negli anni settanta e ottanta ha costantemente usato per far fronte alle proprie politiche clientelari e sprecone: far ricadere sulle generazioni future il peso dei propri errori.

Ora, questo fatto è solo un esempio, di cosa può accadere nei meandri di un Municipio, quando a monte manca una guida in grado di imprimere degli indirizzi di gestione economica che guardino al futuro, ed abbiano rispetto di chi verrà dopo.

Tutto ciò, in questo momento, manca del tutto a villa Imbonati, e la gente non è messa nelle condizioni di comprendere, vuoi perchè colpevolmente non si informa, vuoi perchè dà retta a chi ha interesse a disinformarla per meglio safruttarla in un secondo momento, vuoi per il clima di sfiducia e paura del presente e del futuro che si è instaurato in tutti gli strati sociali della società nei confronti della politica in generale.

All’assessorato al bilancio, mai come ora, ci vorrebbe quindi un Giuseppe Micari, una persona integerrima, magari anche un po’ pignola ( perchè no?), ma capace di avere una visione d’insieme ed una conoscenza profonda dei meccanismi che portano alla redazione di un bilancio, indipendentemente dalla propria appartenenza politica, che passa in secondo ordine di importanza.

In tale maniera, potremmo ricominciare a guardare oltre la punta del nostro naso.
Allora e solo allora Cavallasca ricomincerà a muoversi.

vittorio belluso

micari 2

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Che fine hanno fatto i volontari che tagliavano il prato?

La foto che potere vedere, è stata scattata stamattina lunedì 15 maggio.

Come si può notare l’erba è alta e incolta e la villa appare abbandonata.
Ciò fa suscitare tutta una serie di domande e considerazioni che giriamo a Voi lettori locali:
perchè i volontari che fino a pochi mesi fa curavano i prati antistanti al Municipio come e meglio che se fossero i loro … non si vedono più?

Un volontario, se è veramente tale, non guarda quale amministrazione sia in carica nel momento,e, a seconda di quale sia, si riserva di donare il proprio contributo o meno.
E’ lecito pensare che di vero volontariato non si trattasse, ma fosse invece una forma di supporto alla amministrazione che era più ‘simpatica’.

Forse non era propriamente amore per il paese, come decantato tante volte, ma una ben meno nobile forma di supporto ad un sindaco che si vantava di essere volontario, alpino e giardiniere.

Mascetti … pensaci tu …

aggiornamento delle h 15,15 dopo questo post di stamattina.
… senza parole eccetto una: grazie Sindaco!

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La lista civetta di Mascetti non ci sarà

Altro che democrazia!

Mascetti era pronto a varare una seconda lista civetta nel caso in cui anche la sinistra locale non si fosse presentata alle prossime elezioni.

La discesa in campo di Enzo Tiso (PD) ha scongiurato l’eventualità di un Consiglio comunale totalmente privo di rappresentatività rendendo inutile la contro-mossa della maggioranza di schierare una finta lista di opposizione i cui elementi sarebbero stati scelti fra i numerosi yes men presenti sul territorio, lista di facciata che avrebbe avuto il compito di confondere ulteriormente le idee all’elettorato, facendogli credere che a San Fermo viga un regime democratico in cui il dibattito politico viene rispettato, così come pure le diverse anime che compongono il tessuto sociale del nuovo paese allargato che ha raggiunto con la fusione- lo ricordiamo – il ragguardevole numero di quasi 8 mila abitanti.

In pratica, la notizia di oggi è questa: il sindaco era pronto a parare il colpo della  mancanza di dibattito in consiglio comunale, cioè che fosse poi evidente a tutti lo scarso peso che avrebbero avuto le sedute nel prossimo lustro.

Enzo Tiso, con la sua ridiscesa in campo, ha scongiurato il rischio per Pierluigi Mascetti di dover ricorrere a questo escamotage per tentare di dare una parvenza di democrazia – dopo averla distrutta -nel Comune gestito da lui.
Ma, nel prossimo Consiglio Comunale, mancherà la rappresentanza dell’anima conservatrice, liberale e riformatrice che l’attuale maggioranza non è assolutamente in grado di rappresentare.
Quella parte politica tanto osteggiata dai cosiddetti benpensanti locali che si è riconosciuta in noi in tutti questi anni.
Capite amici con chi abbiamo a che fare?
Si è tentato di distruggere la possibilità che il dibattito politico potesse mettere in difficoltà il proseguimento della linea amministrativa-politica che gestisce San Fermo da anni a  questa parte.
Si è tentato di azzerare le realtà politiche locali.
Ma inutilmente.
La nostra opera politica per ora continuerà dall’esterno del Municipio.
Riteniamo che il Consiglio comunale che uscirà dalle urne dell’11 giugno sarà comunque poca cosa.

Riteniamo che chi si riconoscerà nella linea politica da noi oggi tracciata, difficilmente si recherà alle urne.
Sappiamo che anche nella vecchia San Fermo i nostri lettori crescono a ritmi di decine ogni giorno e che sono in tanti che hanno cominciato a porsi delle domande, a fare quei collegamenti che fino a ieri restavano embrionali ed a livello di battuta da salotto in un ristretto convivio.

Oggi ci siamo noi, pronti a coagulare una forma di critica politica che ieri non esisteva a San Fermo.
Una critica politica che ha il pregio di dire le cose nella loro disarmante crudezza, senza alcun ambiguità od omissione.

Siamo certi che nel prossimo futuro lo spessore di chi ci amministra, che oggi gode ancora del prestigio derivante dalla fortunata operazione effettuata a suo tempo con l’ospedale St.Anna, verrà fuori nella sua reale consistenza.
E allora sarà il momento di presentare un nuovo soggetto politico, fatto di persone trasparenti e capaci che convergano sia da San Fermo che da Cavallasca, che facciano della politica locale, cioè dell’amministrare una comunità al meglio delle proprie capacità, un ideale, una missione e non un mestiere.
Il mestiere del politico.
2 mandati al massimo e poi a casa!
Come abbiamo fatto noi.

vittorio belluso

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Cavallasca abbandonata a se stessa

Anche i water abbandonati nel parco da giorni. Nessuno se ne cura.

E’ veramente imbarazzante per i residenti a Cavallasca, il dover constatare il crescente abbandono di cui è fatta oggetto la comunità.
Come abbiamo già scritto, dopo l’avvenuta fusione, appare chiaro che Cavallasca sia stata degradata a periferia di San Fermo.

La foto che segue è stata scattata stamattina nel parco vicino all’entrata del campo da basket, in prossimità del ruscello vicino ad una panchina.
Forse sarebbe il caso che qualcuno dell’amministrazione muovesse il suo prezioso sedere e venisse a constatare di persona.

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Al via i lavori in via Borsellino e Cavour

Sono iniziati l’altro ieri (foto)  i lavori di sgombero per permettere la messa in ordine ( e l’asfaltatura) delle vie Borsellino e Cavour.

Non possiamo che esserne contenti visto che queste operazioni le abbiamo caldeggiate con forza negli ultimi mesi.
E’ certo che la tempistica appare assai sospetta.
Il dubbio è che si sia aspettato fino ad ora per avere il massimo ritorno di immagine ( e quindi di voti) ad 1 mese dalle elezioni.
Il dubbio c’è.
Eccome se c’è!
Ma tant’è.
Siamo in Italia!
Quel che più conta è che finalmente queste due vie vedranno il loro manto stradale finalmente rifatto, visto che ora sono in condizioni meno che pessime.

 

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750 mila buoni motivi per non fidarci di Mascetti

Che fine hanno fatto gli incentivi dello Stato previsti per questo mese?
Perchè le autorità non ci dicono niente nel merito?

Il punto più importane di quello che è stato tutto il macchinoso ma velocissimo progetto di fusione di Cavallasca in San Fermo è stato il garantire alla popolazione di Cavallasca, ed in particolar modo alle famiglie più bisognose, un regime fiscale calmierato e ragionevole, un regime di tasse che l’incapacità dirigenziale della precedente amministrazione non avrebbe mai più potuto garantire, subissata com’era di debiti.

Per ottenere 750 mila euro all’anno per 10 anni, tutta quanta l’amministrazione precedente cavallaschina ha rinunciato anzitempo al proprio mandato.
Passi per la maggioranza, ma così ha fatto anche la nostra opposizione, visto che la lista risalente a Riccardo Gagliardi- Cavallasca Futura – la fusione  per incorpirazione l’ha avversata fin dal primo momento.
Ora, fatto questo doveroso ‘cappello’, vengo al punto:

– che fine hanno fatto gli incentivi dello Stato che ci erano stati promessi per i primi di questo mese di maggio?

– Perchè la stampa locale, anziché parlare di questo passaggio FONDAMENTALE, pubblica articoli molto più simili a minispot elettorali pro Mascetti che a degli articoli veri e propri?

– Perchè il sindaco non ci spiega come intende spendere questi stramaledetti soldi per i quali il sottoscritto (tanto per fare un esempio a caso) ha rinunciato anzitempo al proprio mandato, lasciando suo malgrado senza rappresentanza tanta gente?

–  Quando arriveranno le 750 mila euro dello Stato?

– Quando verranno rimesse a posto le strade oggi ridotte a pezzi di gruviera?

– Ultimati i lavori di urbanizzazione del nuovo quartiere di via Borsellino?
-Collegata la comunità con l’Ospedale St. Anna attraverso il servizio di trasporto pubblico?
-Ripresa dall’oblio a cui è stata consegnata la prestigiosa villa Imbonati, ora aperta solo in concomitanza degli orari di una biblioteca degradata al ruolo di custode della villa?
Una biblioteca che, fra l’altro, non avrebbe più motivo di esistere perchè doppione di un’altra infinitamente più fornita e funzionale?

… Ecco, a queste domande noi cavallaschini esigiamo che ci vengano fornite risposte.

Fino ad allora, cioè fino a quando non ci verrà fornita una risposta scritta ed esaudiente, la nostra consegna è:
né coi post-comunisti, né coi democristiani. L’11 giugno stiamo a casa.
Fino a nuovo ordine … non andiamo a votare!

vittorio belluso

 

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Prima viene San Fermo

Cavallasca ormai ridotta a periferia di San Fermo

La foto è relativa a stamattina: come si può vedere l’erba è alta e la ex sede del Municipio appare vuota …nessuna auto attorno … l’abbandono lo tocchi con mano.
Eppure in questi giorni dovrebbero  essere arrivati € 750.000 di incentivi per l’avvenuta fusione. ( Ma nessuna informazione in merito ci è stata fornita).

Soldi che King Pier si arroga il diritto di decidere lui dove come e quando e se investirli.
Io dico che noi cavallaschini abbiamo il diritto di esigere una altro atteggiamento, un altro rispetto.
Almeno metà di questi stramaledetti soldi DEVE essere investito sul nostro territorio, sotto forma di rifacimento di strade e servizi.
Non certo per darli in dote alla già ricca chiesa.

I cavallaschini hanno rinunciato alla propria sovranità pur di vedere le esose tasse abbassarsi, i servizi mantenuti e il paese tenuto in buon ordine.
A 5 mesi dalla avvenuta fusione la realtà è sotto gli occhi di tutti: i cavallaschini sono a tutti gli effetti considerati cittadini di serie B.

Prima viene San Fermo!

vittorio belluso

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L’occasione persa dalla sinistra sanfermina e cavallaschina

La settimana politica secondo noi

Dunque, la settimana che ci stiamo lasciando alle spalle ha visto l’ufficializzazione della ridiscesa in campo di Enzo Tiso, a capo di una lista pseudo civica, che altri non è se non la rappresentanza della sinistra locale, come unica forza da contrapporsi allo strapotere di Mascetti.

Una scelta coraggiosa, potrebbe apparire agli occhi superficiali di chi la politica locale la segue un giorno si e 6 no… in realtà, a nostro avviso, una dimostrazione di estrema debolezza.
Si, avete capito bene, debolezza.
Debolezza perchè, con la scusa di dare una rappresentanza a Cavallasca, sfida che in realtà non è stata raccolta da praticamente nessuno, eccezion fatta per gli amici Giovanni Oliva e Marco Santorelli (foto) per altro nemmeno più residente a Cavallasca, la lista che si delinea è sulla falsa riga di quella precedente, uscita male dalle elezioni di 1 anno fa.
Nessuna novità, dunque.
Solo il non sapere resistere alla tentazione di 4 seggiole da scaldare a portata di mano.
4 posti che noi, io e Massimo Butti, avremmo voluto riempite di altri 4 yes man.
Mascetti, con la sua mania di egocentrismo, andava lasciato solo di fronte alle proprie responsabilità, nelle condizioni ideali di sbagliare per eccesso di sicurezza e mancanza di punti di  riferimento.
Ma troppo fine era tale disegno, troppo raffinato il nostro pensiero, perchè la sinistra locale lo potesse cogliere e fare proprio.
Tiso e i suoi vanno alle elezioni divisi e con un programma fumoso, del tutto privo di proposte reali e concrete che si possano tradurre in fatti.
King Pier andrà a nozze.
I consigli comunali avranno ancora un senso e ci sarà una parvenza di dibattito che, alla fin fine, non farà altro che consolidare il potere già troppo affermato di ora.
Tale modo di amministrare, secondo il nostro metro, cioè il fare un uso disinvolto e spregiudicato delle risorse pubbliche per far contenti pochi potentati fra cui  -new entry- la parrocchia di Cavallasca (che appare in prima fila fra i questuanti dal cappello in mano, certa come è di ‘portare a casa’ € 1,200,000,00 di soldi pubblici per immetterli nel proprio patrimonio immobiliare nel caso in cui King Pier vinca), a gioco lungo, emergerà in tutto il suo potenziale deleterio per la comunità.

Certo, la sinistra non ha nelle sue fila chi sappia scrivere come noi, chi sappia esprimere idee, proposte e critiche col nostro coraggio, con la nostra disarmante trasparenza.

Il coraggio, in questa tornata elettorale piovuta dal cielo prefettizio come un fulmine a ciel sereno, era restare fuori dalla contesa elettorale.
E, da fuori, rivolgersi direttamente alla gente (tanto i Consigli comunali non li va a sentire nessuno e nessuno legge la documentazione che vi viene prodotta), attraverso gli organi di informazione che facciano da contraltare all’appiattimento ideologico e morale al quale stiamo assistendo.
Ho già scritto e lo ripeto: Cavallasca non è morta.
In questo momento è solo stordita per i troppi avvenimenti importanti succedutisi in un troppo breve lasso di tempo.
Ma, sappiate, il sottoscritto, così come la San Fermo che fa capo a Massimo Butti, sono ancora qui, con Voi.
Non vi lasceranno soli.
Daremo voce alle vostre speranze, denunceranno senza ipocrisie o asservimenti gli intrallazzi di potere che già stanno venendo alla luce.
La parola d’ordine è una sola:
non abbassare mai la testa!

vittorio belluso

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Forza Cavallasca sostiene la candidatura di Lucia Borgesi

Lucia Borgesi: è lei la donna che rappresenterà Cavallasca

Lucia Borgesi. classe 1968 è un’artista/grafica/progettista/sportiva.
Da noi segnalata e proposta a Mascetti nel novembre scorso, è una delle 4 donne che sono state candidate nella lista che, con ogni probabilità, verrà riconfermata alla guida del nostro Comune.

La Borgesi, impegnata sul territorio di Cavallasca come volontaria nel Gruppo Sportivo e nella scuola primaria dove insegna karate attraverso cicli di lezioni annuali, è la persona che meglio di ogni altra è in grado di fare valere i diritti e le aspirazioni della popolazione cavallaschina, in un momento in cui, per un preciso disegno politico mirante ad annullare tutto quanto storicamente fatto negli ultimi anni di storia di Cavallasca, Cavallasca appunto è rimasta senza una giusta e adeguata rappresentanza.

La Borgesi è anche Istruttrice presso la palestra Comunale di Cavallasca di karate e Qi Gong e scenografa in occasione di alcuni spettacoli teatrali della parrocchia di San Michele.
Grazie al sostegno del Comune di Cavallasca da qualche anno propone un corso do acquerello per bambini e adulti, di cui, in questi giorni, è in essere una mostra, che invitiamo tutti ad andare a vedere.

Lucia Borgesi, è una delle persone che Belluso aveva segnalato all’amministrazione come possibile membro della costituenda commissione di rappresentanza cavallaschina, (ad oggi di fatto sorpassata dagli avvenimenti), unitamente ad Alessandro Ferrara, Massimo Mazzei e Alessandro Carughi, proprio  per le sue comprovate capacità.



E’ quindi lei che tutti coloro che in passato hanno votato Forza Cavallasca  dovrebbero indicare alle elezioni comunali dell’11 giugno per il rinnovo del Consiglio.
Abbiamo 4 donne in lista.
Sarà un miracolo se ne verranno elette due.
Facciamo in modo che, almeno una di esse, sia Lucia, in quanto è l’unica che possa realmente rappresentare gli interessi dei cavallaschini tutti, senza piaggerie nei confronti del nuovo padrone, il signor Pierluigi Mascetti od altri potentati ‘esterni’ agli stretti interessi della nostra comunità.

vittorio belluso

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