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La casa dei puffi spacca il paese

E’ divisa l’opinione pubblica sulla concessione edilizia che il nostro ufficio tecnico ha concesso in mezzo a Cavallasca per la costruzione di una casetta lillipuzziana fra due grandi condomini, in rapporto ai quali, la casetta in costruzione, stona al punto di apparire una specie di cuccia per cagnolini.
O forse sarebbe più carino definirla la casetta di Biancanave , anche se, oggettivamente, dubiatiamo che nemmeno i 7 nani riuscirebero ad entrarvi tutti quanti insieme.

Voi cosa ne pensate?

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Matrimonio con rito civile, nuova frontiera del businness locale

Apprendiamo dai media che il sindaco ha dato il suo benestare al fatto che, sul territorio di san Fermo, da oggi si possano celebrare matrimoni con rito civile anche fuori dal contesto del municipio o dello splendido contesto di villa Imbonati.
Ci si perdoni l’immodestia, ma anche questa volta intravediamo la nostra attività sociale e politica locale in questa scelta.

Infatti è da anni che ci battiamo perchè i matrimoni con rito civile, sempre più numerosi a discapito di quelli celebrati in chiesa, possano fungere da volano per la nostra economia locale.
Sono anni che parliamo di ditte di catering specializzate in questo genere di eventi, senza dimenticare i battesimi, le cresime, gli anniversari vari, i meeting, cui daremmo volentieri in appalto l’uso della villa Imbonati, ora, a dispetto dei trionfalistici quanto sterili proclami di buoni intendimenti, viene lasciata abbandonata pressochè a se stessa, in un clima di degrado già non più solo apparente.

Villa Imbonati la vera ‘gatta da pelare‘ ereditata dalla fallimentare avventura politica della giunta precedente.
Sulla carta la villa seicentesca è un qualcosa che nessun altro comune qua intorno possiede, con un parco bello esteso, rimesso a nuovo ma semi inutilizzabile, con panchine rotte e accessi scomodi e limitati.
Un parco che non svolge l’attività di parco, cioè di spazio ove giovani e le famiglie, specie dalla primavera all’autunno, possano vivere il meraviglioso contatto con la natura.
Niente di tutto questo.

Ma, dicevamo, il problema più grosso è cosa fare di villa Imbonati, coi suoi altissimi costi di gestione legati al riscaldamento, ad infissi realizzati ai tempi di Garibaldi, agli splendidi affreschi che necessitano di temperature costanti e un ambiente non troppo umido, alle infiltrazioni che in alcuni punti già cominciano a farsi strada da un tetto che andrebbe rifatto anch’esso, visto che contiene il pericolosissimo eternit.

Di tutte queste cose, noi modestamente abbiamo cominciato a parlare non meno di un lustro fa, nell’indifferenza e spesso nell’ostracismo di una realtà locale spesso prevenuta nei nostri confronti, che arrancava senza idee e senza soldi senza un chiaro piano di sviluppo da applicare.
Già un lustro fa, quindi in tempi non sospetti, noi avanzammo l’ipotesi di trasformare villa Imbonati in un centro congressi ed eventi, sulla falsa riga di villa Serbelloni a Bellagio, che implementasse il business dei matrimoni laici.
Questa idea sbarcò, tramite il mio lavoro di consigliere comunale, in Consiglio comunale, ove sguardi sorpresi e ironici praticamente mi risero in faccia, tanto loro appariva bizzarra l’idea.
Peccato che i “bizzarri”, i “fuori dal tempo”, in definitiva, “gli inadueguati”, erano loro, e non certo io, unica voce fuori dal coro, a proporre soluzioni nuove per problematiche vecchie.

Ora, alla luce della nuovo ordinamento che incentiva i matrimonio con rito civile sul territorio di San Fermo, ci permettiamo di avanzare l’ipotesi di coinvolgere una ditta specializzata nel catering e ristorazione, addentro al mercato dei matrimoni, sia laici che religiosi.
Si potrebbe, con contratti di locazione con ammortizzatori nel caso le cose andassero male e incentivi al locatario se bene, affidare a tale ditta la gestione dell’intera Villa Imbonati, ove gli eventi, ovverosia matrimoni, meeting aziendali, mostre artistiche ecc. ecc. fossero fonte di reddito per il gestore e quindi per il Comune di San Fermo.

Ho anche un’idea su chi potrebbe  accollarsi questa enorme responsabilità:
i fratelli Saglio: Massimo e Walter.
Chi più di loro?

Gli stessi che con tenacia e capacità imprenditoriali hanno appena ottenuto che i matrimoni civili si possano svolgere nel loro agriturismo, sul Monte Sasso.

Da bravi git conoscono la realtà locale da sempre perchè l’hanno in parte fatta, amano la loro terra, rispettano le tradizioni, e sono due bravi imprenditori.

Ripetiamo, chi meglio di loro?

vittorio belluso

* nella foto sopra i due fratelli Saglio, Walter e Massimo

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Se a Voi sta bene così …

Fermiamoci un momento a ragionare sui numeri, e di come le nostre risorse finanziarie vengono spese da chi abbiamo eletto a governarci.

E’ dall’oculatezza con cui si spendono i fondi disponibili che si differenzia il buon amministratore dal politicante che cerca di galleggiare aumentando i punti d’appoggio cui aggrapparsi.
Dunque, a circa due mesi dall’incasso da parte del Comune di San Fermo dei contributi statali per l’avvenuta fusione (oltre 750.000 euro), i primi finanziamenti della nostra amministrazione vanno alle due parrocchie.

Apprendiamo che 25 mila euro sono state erogate per il rifacimento del cornicioni della chiesa di St.Maria e che altri 15 mila sono previsti a breve, in aggiunta ai 15 mila già erogati alla parrocchia di Cavallasca.
40 mila euro, in definitiva, che invece che essere investite per il rifacimento di strade ed od acquedotti fatiscenti, vengono regalate alla parrocchia di San Fermo, il cui sacerdote, evidentemente, anziché andare a batter cassa dal ricchissimo arcivescovado, ha fatto prima a recarsi dal nostro sindaco, confidando di trovare esaudiente risposta.

Ora, cari lettori, se a Voi sta bene così e non ci trovate nulla di scandaloso … allora avete ragione voi.

vittorio belluso

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Il capolavoro di Berlusconi

Di Marco Augusto Frigerio

Berlusconi a ottant’anni incomincia a perdere qualche colpo, ma malgrado tutto si dimostra quel genio che è sempre stato.

Il suo ultimo capolavoro è la Legge elettorale che come da lui voluta, se vincerà le elezioni del prossimo anno andrà al governo con Salvini a la Meloni.
In caso contrario farà un accordo con Renzi e andrà comunque al governo ripristinando di fatto la DC anche se essa non è mai morta.
Controllerà così la maggioranza e contemporaneamente anche la minoranza mandando Salvini all’opposizione (le liti sono tutte programmate e noi poveri gonzi ci crediamo) il quale toglierà parte dei voti di protesta ai cinque stelle relegando quest’ultimi all’opposizione permanente.
Come si può vedere è sempre lui che tira le corde sia da una parte che dall’altra.

 

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Paga Pantalone. Cioè … NOI!

… Non si può star zitti di fronte a questo modo di governare.
La nostra amministrazione sta spendendo le risorse arrivate dalla fusione dei due paesi per consolidare il proprio potere, lasciando irrisolti ben altri e più grandi problemi, specie sul territorio cavallaschino, che viene da anni di incuria ed avrebbe bisogno di lavori urgenti di manutenzioni e di rifacimenti.

Così si fanno contenti i vari “capetti”, che portano voti e la parrocchia di San Fermo,  che vede una proprietà diocesale scaricare sul Municipio spese che invece avrebbero dovuto competere esclusivamente a lei stessa.
A nostro  avviso, è così che l’Italia sta andando a fondo. Politica locale e nazionale seguono le medesime logiche di potere, e la gente … la gente … non vede troppo spesso oltre la punta del proprio naso e si aspetta sempre “l’imbeccata” della figura di riferimento per sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato, confondendo praticamente sempre la parrocchia per un ente municipale, cosa che non è, nè è mai stata.

Una chicca?

Il ponteggio usato per restaurare la chiesa è stato di tipo ‘mobile’, a noleggio, veloce nel permettere l’effettuazione dei lavori di restauro ma con un costo molto più alto rispetto ad uno fisso tradizionale.
Del resto, perchè il buon prevosto avrebbe dovuto risparmiare?
Mica erano soldi suoi! … pagava Pantalone. Cioè … NOI!

Questa è la realtà del paese, che è poi quella dell’Italia intera.
Una realtà che giudichiamo ormai impossibile da cambiare.

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W la Lombardia e W chi ha votato!

Referendum a San Fermo e Cavallasca: affluenza più che ottima e voto plebiscitario per il SI

Affluenza: ha sfiorato il 50% in una sezione cavallaschina

I gufi sinistroidi e la diocesi di Como (che si era subdolamente espressa per l’astensionismo) sono serviti: il referendum per l’autonomia lombarda non solo non è stato un flop, ma un successo di prima grandezza.

Un segnale che deve arrivare forte e chiaro ai nostri politici romani: la Lombardia paga troppe tasse e vede ritornare troppo poco di quel che paga in opere e servizi sul proprio territorio, laddove altre regioni, specie del sud, vivono di assistenzialismo di Stato in cambio del voto.

Il risultato di ieri sera va letto fino in fondo e stiamo aspettando ancora i risultati definitivi, ma possiamo dirVi che ieri alle h 21, nei seggi della località Cavallasca (San Fermo della Battaglia) l’affluenza oscillava dal 37% al 42%, cosa che lascia sperare che, alle h 23, la soglia psicologica del 50% sia stata raggiunta o quantomeno sfiorata: un ottimo risultato, visti i tempi di sfiducia diffusa verso le istituzioni!

Coi comunisti e la parte del clero bergogliana contro, il 40 – 45% di San Fermo è un ottimo risultato. Più del referendum renziano sulle trivelle.

Per quanto poi concerne il debutto del voto elettronico, da taluni criticato per il costo che la regione ha dovuto affrontare per implementare gli i-pad, risponderemo che essi verranno buoni anche le prossime volte, e che così i brogli del passato non succederanno più (anche a livello locale, ci piacerebbe che il voto elettronico venisse sfruttato anche per l’elezione dei sindaci) e lo spoglio è immediato.

Quindi W la Lombardia e W chi ha votato!

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La settimana politica sanfermina

La settimana che si chiude oggi, col voto consultivo referendario che chiede un minimo di indipendenza fiscale per la Lombardia, in modo che essa possa godere di maggiori risorse rispetto ai 7 miliardi e rotti del bilancio attuale per opere e servizi da realizzare sul proprio territorio, senza vedere circa il 90 % delle proprie risorse fiscali prendere la via di Roma per non tornare mai più (come accade oggi: residuo fiscale a 58 miliardi euro), è stata una settimana interessante.

Vediamo insieme gli episodi salienti

1 è stata istituita dal sindaco una commissione municipale che si occuperà della sicurezza.

Un argomento da me personalmente caldeggiato e mai trattato nello specifico fino ad oggi che il sindaco -bontà sua- ha accolto.

Non so se per crisi di coscienza o per semplice moto compassionevole, … sta di fatto che in detta commissione farà parte anche il sottoscritto che, conseguentemente, ricoprerà un ruolo, sia pur marginalissimo, all’interno dell’organigramma comunale.

2 Domani scade il termine fissato dal sindaco per risolvere l’annosa questione dei lavori di urbanizzazione mai realizzati nel quartiere di via Borsellino a Cavallasca.
Lottizzanti e residenti dovranno giocoforza trovare un accordo, altrimenti la palla passerà agli avvocati ed alle assicurazioni.

3 Non si è ancora spento l’eco della lettera anonima che il sottoscritto ha ricevuto e per la quale ha sporto denuncia querela.

I Carabinieri stanno indagando, e le missive sono state fatte visionare ad un esperto calligrafico.
Si è appurato che la persona autrice delle missive stracolme di strafalcioni e ingiurie, è la stessa che in passato ha inviato lettere dai contenuti similari al povero ex sindaco e all’ex prevosto.
Conseguentemente il cerchio si sta stringendo attorno alla squallida persona, e sarà nostra cura, non appena avremo il piacere di  conoscerne il nome, di pubblicarlo unitamente al cognome, ma non prima di averle chiesto un risarcimento commisurato alle infamie contenute in tutte le missive inviate, comprese quelle non indirizzate al sottoscritto.

Bene, credo che sia già tutto, auguro una buona domenica a tutti e mi permetto di esortarVi ad andare a votare il referendum, ricordandoVi che la tessera elettorale non è necessaria, essendo il referendum di tipo consultivo.

vittroio belluso

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Escrementi per i condomini di via Borsellino

Dopo le rimostranze dei condomini di via Borsellino verso chi non ha ultimato i lavori di urbanizzazione promessi e concordati, rimostranze confluite su questo blog con articoli specifici di denuncia della situazione incresciosa venutasi a creare, stanotte, ignoti, hanno depositato degli escrementi alla base delle cassette della posta dei residenti che chiedono al sindaco l’impugnazione delle fidejussioni.

Dopo i colpi di pistola sparati alle finestre del sindaco, le lettere anonime diffamanti e ingiuriose spedite all’ex parroco, all’ex sindaco e al sottoscritto,  il paese si rivela ancora una volta nel suo lato peggiore.

Ciò consacra la nostra battaglia.
Una battaglia di opinione contro una determinata mentalità, cialtrona, disonesta e ignorante.
Che ognuno si metta una mano sulla coscienza e si interroghi se e in che misura, anche con la semplice omertà, abbia contribuito o contribuisca a che certi episodi accadano.

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Effetto fusione: più sicurezza sulle strade anche alla sera, grazie ai pattugliamenti della Polizia Locale

Che piacere ieri sera, a spasso a piedi per Cavallasca, il constatare che una nostra pattuglia della Polizia Locale stava facendo il suo giro di perlustrazione attorno a Via per Montano.
Non solo, i due ‘angeli’ si fermavano, ma scendevano dall’auto paletta in mano, e subito, come per magia, le auto rallentavano fin quasi a fermarsi.
Con la sola presenza!

E allora, diremo noi, se basta la presenza di due bravi vigili urbani a far desistere gli aspiranti Niki Lauda, certamente il vedere l’auto con la luce blu sul tetto e la scritta POLIZIA LOCALE ben visibile e rifrangente sulla fiancata dell’auto, ha il potere di far scappare anche i malintenzioanti sempre in cerca di un appartamento da depredare.

Insomma, quel che vogliamo testimoniare, è che San Fermo e Cavallasca, con la fusione, ci hanno guadagnato anche e soprattutto in sicurezza.

Ora i fondi per retribuire adeguatamente i nostri vigili ci sono, e quindi essi esercitano al meglio la loro professione, a vantaggio di noi tutti, anche grazie -va detto-ad un sindaco sensibile all’argomento sicurezza, tanto che ha istituito una commissione nel merito.

Un difficile lavoro, quello dei nostri vigili, che fanno bene, perché nel farlo ci mettono passione.
Lo spirito che muove e motiva la nostra Polizia Locale è quello del far sentire tutti quanti un po’ più sicuri. (La famosa sicurezza percepita, che è forse addirittura più importante di quella reale).

E, posso garantirlo perchè ieri sera l’ho visto di persona, ci riescono a infonderci un piacevolissimo senso di protezione!

Spesso i nostri agenti si sentono dire “Grazie”dalle persone che incontrano, e in questi tre anni ne hanno ricevuto tanti.
ieri sera anche il nostro.

vittorio belluso

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Il dubbio del sindaco

La settimana che è in corso è cruciale per la risoluzione dell’annoso problema del quartiere di via Borsellino.
Il sindaco, nella ultima riunione avuta coi lottizantie e coi residenti del quartiere, ha dato tempo una settimana alle parti per trovare un accordo.
I denari che mancano all’appello per ultimare i lavori sono tanti, e nessuno vuol pagare di tasca propria.

I lottizanti, (almeno quelli che hanno avuto il coraggio e l’onestà di presentarsi alla riunione), sostengono che i soldi che mancano all’appello sono il frutto di un lotto la cui proprietà non ha onorato gli impegni, gli acquirenti di casa, da parte loro, sostengono a ragion veduta che quanto hanno pagato comprendeva delle opere che non sono state poi realizzate come da contratto firmato e sottoscritto con atto notarile, e che, quindi, non tocca a loro porvi rimedio.

Le fidejussioni bancarie, le assicurazioni, del resto, sono contemplate dalla legge proprio a tutela di chi compra una casa sulla carta, e quindi esse sono l’unico strumento per far si che poi, costruttori senza scrupoli né dignità, si approfittino della buona fede dei compratori per poi non portare a termine le opere, chiudere ad arte l’attività pilotandone il fallimento una volta fatto il rogito, e, quindi, darsi alla macchia, per poi, con ogni probabilità, aprire una nuova società pronta a fare lo stesso gioco sporco con altri.

Il problema, a nostro avviso, è nazionale.

La legge consente a simili speculatori di operare in tal maniera e poi farla franca.

Ora, per il sindaco, si tratta di decidere: impugnare le fidejussioni o ‘tirare in là‘, aspettando improbabili accordi fra le parti.
Una scelta difficile, ne diamo atto. Una scelta che la precedente amministrazione non ha voluto o saputo prendere.
Ma è proprio da questi passaggi cruciali che si vede la bontà o meno di un’amministrazione, il suo coraggio, la sua volontà o meno di porre rimedio alle questioni che regolano il vivere civile di una comunità.

Non ce ne vogliano i lottizzanti onesti, coloro che non hanno speculato, ma la nostra propensione, lo avrete tutti capito, è per impugnare il contratto e procedere per vie legali.
Non vediamo più margine per trovare un’altra soluzione.

Gli acquirenti del nuovo quartiere hanno diritto di vedere i propri diritti rispettati e di vivere in un quartiere urbanizzato, e sul quale, fra l’altro, ormai da anni pagano le tasse.

vittorio belluso

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Chiesti ai residenti del nuovo quartiere di via Borsellino 208.000 euro per ultimare le opere

Tramite una pseudo-lettera di convocazione inserita nella cassetta delle lettere qualche giorno fa, senza intestazione e firma, quindi totalmente anonima, noi proprietari di casa siamo stati convocati nella sala della parrocchia (perchè in parrocchia e non nella sede naturale che avrebbe dovuto essere, cioè il Municipio, è cosa incomprensibile per noi), ove si è svolta venerdì sera una riunione dei lottizzanti e dei nuovi proprietari del quartiere nato tra via Borsellino e via Cavour a Cavallasca (Fraz. Di S.F. della Battaglia).
Come da precedenti articoli di questo blog, l’argomento sono le opere di urbanizzazione che per l’ennesima volta si sono arenate nella suddetta zona.

Ricapitoliamo la situazione per le tre figure in gioco:

– Il sindaco si è limitato a constatare la situazione e sottolineare che il tempo è scaduto e che le opere devono essere eseguite, e subito, altrimenti dovrà procedere con la richiesta delle Fidejussioni. (Ma in fase di campagna elettorale, i toni che aveva usato erano stai tutt’altri, lasciando intendere che i lavori di urbanizzazione con lui al timone sarebbero stati finalmentre ultimati.

– I lottizzanti, per ridurre i costi ed evitare ritorni diretti dell’assicurazione che sbloccherà le fidejussioni, sono dell’idea di mettere mano al portafogli per concludere le rimanenti opere del PL previsto e mai terminato. (riattualizzato per un totale di 208.000 € che con sconti e lavori effettuati risulta avere un rimanente di circa 140.000 € per le rimanenti asfaltature e spostamento di una tubazione).

– i proprietari non sembrano dello stesso avviso avendo già pagato in fase di acquisto della propria abitazione le opere di urbanizzazione come evidenziato da atto notarile e consci del fatto che mettere mano al portafogli non implicherebbe automaticamente la realizzazione delle opere ed inoltre sicuri che la (certa) non totalità delle adesioni implicherebbe un ulteriore sforzo economico vanificando ogni altra azione diversa da quella di escutere le fidejussioni.

Da sottolineare che i lottizzanti, senza giustamente nessun tipo di comunicazione ai proprietari non essendo essi lottizzanti come sottolineato ieri sera, si erano riuniti in presenza del Sindaco (documento protocollato con numero in data 4 maggio 2017), decidendo di non escutere le fidejussioni in quanto Edilgest si impegnava al completamento delle opere che, per imprecisati motivi, si sono poi di nuovo arenate.

Da qui il sindaco, sempre sotto richiesta dei lottizzanti di non procedere con le fidejussioni, ha concesso altro tempo per trovare una soluzione che è risultata vana fino all’ultimatum di ieri sera: entro una settimana o c’è una soluzione alternativa o si eseguirà la richiesta delle fidejussioni.

Una volta richieste le fidejussioni, l’assicurazione andrà a rifarsi sulle aziende lottizzanti (già individuate in numero di tre per migliore situazione finanziaria) e non sui privati, su cui si potranno in seguito rifare le stesse aziende se lo riterranno opportuno e se riterranno esserci margine di azione legale in merito.

Insomma, nonostante il tempo, le promesse pubbliche e le varie e poco chiare situazioni che si sono verificate in questi anni, gli abitanti del nuovo quartiere non solo vivono in uno stato non proprio idilliaco ma si sentono anche sotto “processo” da chi avrebbe dovuto controllare e difenderli e da chi doveva effettuare le opere in questione.

Un cittadino deluso

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Una chiesa senza parcheggio crea problemi a tutta la comunità

Dunque, per tramite di questo detestato ma lettissimo blog, siamo a segnalarVi un altro fatto accaduto nei giorni scorsi e di cui – state certi – nessuno al di fuori di noi avrebbe mai il coraggio di parlarne.

Ci riferiamo alla maleducazione imperante che alcuni frequentatori delle SS. Messe dimostrano di possedere nel momento in cui, per recarsi alla funzione, così come ad una eventuale processione, non esitano ad occupare con la loro auto spazi altrimenti destinati, o al fine commerciale (vedi parcheggio del Centro Servizi inusabile al sabato pomeriggio dai clienti nell’ora della SS Messa), o al fine abitativo, come ben sanno i residenti della adiacente via Sarfatti che la settimana scorsa si sono visti ‘portare via’ da coloro che avevano deciso di recarsi in auto alla chiesa per poi andare a piedi a fare la processione (ma non facevano prima a recarvisi direttamente a piedi lasciando l’auto a casa propria?).
Molti residenti di via Sarfatti, ora, sono inferociti con l’amministrazione perchè multati durante la processione per divieto di sosta.

Fra questi anche una amministratrice a suo tempo da noi sostenuta con scarsi risultati, ignara del fatto che fossero stati chiamati i vigili per dare le multe nel giorno della processione.
I residenti – si dà il caso – erano stati costretti a lasciare la propria auto in parcheggi che definiremo ‘provvisori ‘ a causa del fatto che tutta la via era satura delle auto dei partecipanti alla funzione.
Alcuni di loro si ripromettono, d’ora in poi, di parcheggiare sul sagrato, come solitamente fa il parroco, con un bel foglietto sul parabrezza con scritto: “sono un fervente cattolico e sto partecipando alla funzione” – in questo modo – sono convinti, il buon sindaco chiuderà un occhio e non elargirà loro la multa.
Secondo noi il problema è risolvibile in due sole maniere:

1 creare su esempio delle città una sorta di ZTL in cui, tramite strisce gialle, i residenti delle vie limitrofe alla chiesa possano godere di posti loro riservati.

2 La parrocchia deve intervenire: ha uno spazio molto grande praticamente in disuso subito dietro la ex casa del parroco oggi abbandonata.
Quindi è il caso che questo spazio sia adibito a parcheggio per i fedeli, perchè non è giusto che coloro che vanno in chiesa (che sono comunque una minoranza fra tutti i cittadini che pagano regolarmente le tasse), creino problemi di intralcio alla circolazione e di svogimento delle attività lavorative.
Il parroco, che per primo è solito parcheggiare la propria auto sul sagrato, dia il buon esempio e si adoperi per risolvere il problema.

Parcheggiare l’auto ‘ad cazzium’ quando ci sono le SS Messe facendo poi prendere le multe ai residenti delle zone limitrofe, non fa onore né alla parrocchia né al Comune che finge di non vedere il problema.
Ripetiamo, dietro la parrocchia, i posti auto ci sarebbero se solo si sfruttassero gli spazi esistenti, ma nessuno fa nulla.
Cosa fa il parroco?
E’ da lui che ci aspettiamo una iniziativa tendente -una volta per tutte – a risolvere l’annoso problema.

vittorio belluso

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Contrordine, la distribuzione dei sacchi sarà effettuata ancora a villa Imbonati

Ci giunge ora la notizia del contrordine da parte delle nostre istituzioni.
Forse consce  della scemenza che stavano per fare (e delle giustificate polemiche che ne sarebbero conseguite), ci hanno ripensato.
La distribuzione dei sacchi dell’immondizia per i residenti di Cavallasca resterà a Villa Imbonati ad opera dei volontari e saranno presenti i tradizionali banchetti per le offerte sia della Croce Rossa che del Gruppo Sportivo.
Verrà omaggiato il tradizionale calendario del GS, che, a questo punto, verrà redatto.
Ancora una volta, questo blog è riuscito là dove, con le suppliche e le buone maniere, altri avevano fallito.

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Tutto accentrato su San Fermo, Cavallasca sempre più marginale

Guerra dei calendari per un altro schiaffo alle tradizioni

Secondo le nostre informazioni, i sacchi per la raccolta dell’immondizia per l’anno entrante (2018) saranno distribuiti solo a San Fermo, presso la sede della Croce Rossa.
Quindi la tradizione ventennale del calendario del Gruppo Sportivo distribuito dai volontari presso villa Imbonati ai residenti di Cavallasca, andrà perduta.

La nostra speranza è che dietro a questa scelta che non esitiamo a definire improvvida, non vi sia altro che la volontà di favorire economicamente  la Croce Rossa di San Fermo a discapito del Gruppo sportivo di Cavallasca.
Infatti sappiamo tutti fin troppo bene che dove c’è un banchetto di distribuzione dei sacchi, poi ce n’è sempre un altro per le offerte che, immancabili, arrivano copiose per la ‘buona causa’.
E questo ben lo sanno gli organizzatori.

vittorio belluso

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La situazione politica locale

Piattume assoluto

Cari lettori di questo blog, torno per un giorno a fare il punto della situazione politico amministrativa locale, alla luce degli ultimi avvenimenti, nonchè del cambiamento radicale che è in atto in me, nel momento in cui, ogni giorno di più, mi sento distaccato dalla politica locale, sia perchè ne sono stato estromesso dall’attuale sindaco, sia perchè mi rendo conto che tentare, come ho fatto per anni, di instaurare un rapporto nuovo fra cittadini e istituzioni basato sul dialogo e sul reciproco rispetto, è una pia illusione.

Dunque, vediamo i punti salienti:

Il sindaco ha nominato i membri delle commissioni, escludendo chiunque – me per primo ma non solo – potesse in una qualche maniera dargli ombra o fastidio in futuro.

Il criterio di scelta, così come per la formazione della sua squadra di governo, è l’attitudine del singolo a dirgli di si.

In questo modo Cavallasca – e San Fermo più in generale – sanno che la guida politica, amministrativa e culturale che si ritrovano non è basata su criteri prettamente meritori ma di mero asservimento al cosiddetto capo.

In paese, legate alle vicende dei clandestini altrimenti chiamati dai cattocomunisti “migranti”, sono avvenuti e stanno avvenendo dei fatti di puro degrado, fatti a conoscenza ormai di alcuni cittadini, fatti che stavolta mi guardo bene dal portare alla luce, esponendomi ancora una volta per tutti, pagandone io solo le conseguenze come è sempre successo negli ultimi 7 anni.

Ci pensino le istituzioni.
Loro sono deputate al mantenimento dell’ordine e del decoro pubblico.

Alla base resta il fatto che i sedicenti profughi, sono installali nel centro del paese ormai da 3 anni in una bella villetta, bighellonano tutto il giorno in lungo e in largo senza fare un cavolo, cuffietta da costoso smartphone alle orecchie, salgono sui mezzi pubblici pretendendo molto spesso di non pagare il biglietto che invece pagano gli altri passeggeri, con in tasca qualche soldo proveniente SEMPRE dai sacrifici e dalle rinunce degli italiani, soldi che le associazioni legate business dell’accoglienza, incamerano ogni santo giorno e girano loro in forma di briciole.

Per quanto concerne la ex caserma, al momento ancora tutto tace.
I lavori non iniziano e le istituzioni solo ora paiono accorgersi che tutta la sequela di osservazioni circa la congruità della location da noi espresse nei mesi passati, ha costrutto.

Resta sempre il fatto che l’atteggiamento del nostro sindaco in proposito è ambiguo
Contrario in fase di campagna elettorale, possibilista ed asservito (vedi volontà di firmare il protocollo Sprar) una volta ottenuta la riconferma e quindi con la necessità di “omaggiare” la prefettura non prendendo iniziativa alcuna che possa in un qualche modo contrariarla.

Ultimo fatto che riguarda la mia persona e la mia attività: non si sono ancora spente le polemiche legate alla mia presa di posizione nel giorno dei festeggiamenti del patrono San Michele per la chiusura della via per Montano e lo sbarramento a tutti i mezzi dell’accesso alla farmacia in quei giorni.

Bene, ribadisco parola per parola, virgola per virgola, quanto ho scritto quel giorno.

Non sono io che devo chiedere scusa.

Ma chi ha scientemente impedito ad un essenziale servizio pubblico, invadendo spazi e parcheggi non suoi, di espletare il proprio servizio alla popolazione.

Grazie per l’attenzione,

Buona domenica a tutti! 🙂

vittorio belluso

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Erano solo promesse elettorali

Tutto fermo in via Borsellino: i lavori non ripartono nello sconcerto dei residenti ai quali era stato promesso il riavvio dei lavori già quest’autunno

Tutto fermo in via Borsellino, ove il nuovo quartiere costruito sotto la precedente amministrazione aspetta da anni che siano ultimati i lavori (già pagati) di urbanizzazione.

I costruttori, almeno coloro che rimangono, visto che alcune ditte hanno dichiarato il fallimento, non intendono ultimare i lavori.
Si potrebbero fare valere le fidejussioni, almeno così aveva promesso il sindaco durante la campagna elettoròle, ma, ora, con oltre 4 anni di mandato avanti a sé, forse non se la sente di andare per vie legali con potentati o presunti tali.
E la storia di questa Italia si ripete.
Un paese che andrebbe riformato partendo dalle fondamenta.

Ricapitolando:

Ad oggi la luce non c’è.
Hanno solo asfaltato 10 metri di strada (sotto elezioni)
Ma il resto delle opere di urbanizzazione sono ferme al palo.
La convenzione stipulata coi costruttori è scaduta.
Entro quella data le imprese avrebbero dovuto completare le opere di urbanizzazione, avendo venduto praticamente tutte le case.

Il Comune di San Fermo non ha fatto nulla per far si che le cose si sistemassero, l’unica cosa che ha fatto la precedente amministrazione, su sollecito dell’allora consigliere comunale Belluso, è stata quella di organizzare un incontro a febbraio 2016 con i residenti per spiegare la situazione.
Con la fusione il Comune di San Fermo aveva avviato la pratica per l’escussione delle fideiussioni, pratica interrotta per trovato l’accordo dal sindaco, citato nell’articolo di aprile 2017 dalla Mascolo sotto campagna elettorale.

Ad oggi non è cambiato nulla.

Nella foto che segue, l’articolo de ‘La Provincia’ che informava i residenti che in autunno tutto si sarebbe sistemato.
Promesse in forza delle quali tante brave persone  sono corse alle urne per votare l’attuale sindaco,

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