Tutti gli articoli di vittorio belluso

Villa imbonati: ci vuole ben altro!

Sul quotidiano locale di oggi, leggiamo un articolo della giornalista Paola Mascolo, che loda l’iniziativa del Comune di San Fermo di dare spazio ad una scuola di musica all’interno di villa Imbonati, vera ferita sanguinante della spogliazione sistematica avvenuta nel gennaio scorso ai danni dell’identità di Cavallasca, a tutto vantaggio di quella di San Fermo, prima fra tutte la decisione di svuotare Villa Imbonati degli uffici comunali per portarli tutti a San Fermo.
A nostro avviso, siamo sulla strada sbagliata.
Il sindaco tenta di dare un’immagine culturale ad una sede storica che in realtà è abbandonata a se stessa 6 giorni su 7,  ( o 7 ore al giorno fate voi) , delegando ad una povera bibliotecaria il compito invero arduo di tenere in vita un intero edificio.
Ben altro ci vorrebbe, per dare un senso, un decoro, una finalità alla sede.
I matrimoni, per esempio, non vengono praticamente più celebrati nella villa e ci risulta che la tariffa sia aumentata di 4 volte (aspettiamo smentita), raggiungendo l’insensata quota di due mila euro a matrimonio.
Perchè una scelta simile?
Non sappiamo.
Ma sappiamo che il destino della villa è legato allo spazio che verrà dato o meno all’imprenditoria privata legata al turismo, l’unica strutturata per ridare reale smalto e prestigio all’edificio, oltre ad una funzione concreta e positiva.

E tale convinzione nasce dalla totale sfiducia che lo scrivente nutre per gli enti pubblici in generale.
In passato abbiamo già avanzato idee e proposte.
Quindi non vogliamo ripeterci per l’ennesima volta.

vittorio belluso

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Metti un capello nel cibo precotto

C’è malcontento fra i genitori dei bambini che frequentano l’asilo e la scuola elementare di Cavallasca: le aspettative derivanti dalla fusione con San Fermo, vengono ogni giorno deluse.

Settimana scorsa la presa d’atto che il giallobus che avrebbe trasportato gli alunni residenti a Cavallasca alla scuola media di San Fermo è quello riciclato e non il nuovo di zecca.
Questa settimana invece altro boccone amaro,  e non solo per i genitori, ma anche per gli ex addetti alla cucina dell’asilo, che preparava anche i pasti per i bambini della scuola elementare, visto che in pratica hanno perso il posto.

Infatti, per risparmiare circa 10 mila euro annui, sindaco e giunta hanno deciso di esternizzare il servizio di ristorazione ad una ditta specializzata in cibi preecotti.
Basta pranzi preparati al momento, ma via a precotto altrove, almeno per i bambini della scuola elementare. Da dove nasce il malcontento dei genitori?
Dal fatto che in detti pasti sono stati trovati dei capelli e un pezzetto di spugna.

Oltre al fatto che il sapore del precotto, non potrà mai competere con quello del pasto cotto al momento di prima.

Queste cose, cari lettori, ancora una volta le sapete da noi, da questo blog.
Nessuno infatti ha avuto il coraggio di esporre un reclamo chiaro e circostanziato dell’accaduto, anche se di interesse dell’ufficio igiene.
Il sindaco fa paura, evidentemente, e l’animo del popolino è e resta fondamentalmente timoroso e asservito.

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… eravamo compagni d’arme. E abbiamo tutti perso

Dopo un mio lungo silenzio, devo ammettere che la realtà amministrativa e politica che si è venuta a creare a Cavallasca è del tutto diversa da quella che avevo sperato e adoperato per costruire.
In queste due righe, mi rendo conto, vi è tutto il fallimento della linea politica che per 7 anni ho difeso e portato avanti con tutta la forza che avevo.
A quasi un anno dalla avvenuta fusione con San Fermo, il bilancio per noi cavallaschini è veramente deprimente.
Cavallasca è ormai assunta a periferia di San Fermo.
Le decisioni che contano non passano più da qui.
I benefici economici derivanti dalla fusione non vengono spesi, se non in minima parte, sul territorio che li ha generati.
Le elezioni anomale di giugno hanno fatto tabula rasa della rappresentanza politica locale, facendo letteralmente fuori chi fino allora l’aveva rappresentata, e sostituendola con, non me ne vogliano le donne cavallaschine elette, figure che non pare abbiano la stoffa per puntare i piedi se del caso,  e ‘andare contro’ la volontà del capo.
Capo – Mascetti – che, più che un sindaco, si dimostra un politico navigato, una sorta di ras di quartiere più preoccupato di gestire il suo potere personale  attraverso una miriade si specchietti per le allodole che di mettere in pratica un piano programmatico che faccia realmente compiere un salto di qualità e di innovazione alla vita dei residenti amministrati.
In questa ottica di piena decable, va detto che rimetto in discussione la vecchia amministrazione cavallaschina, i vari Ronchetti e Gagliardi, in fondo, rappresentavano una realtà che è un peccato sia andata perduta.
In fondo, eravamo compagni d’arme.

Pur con visioni totalmente diverse, abbiamo però tenuto alta e viva una bandiera identitaria per alcuni  anni che ora è calpestata dai nuovi conquistatori, opportunisti e sostanzialmente ingrati.

vittorio belluso

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Il centro destra vincerà senza merito le prossime elezioni

Ormai è chiaro a tutti: il popolo italiano non ne può più della classe politica che è al potere in questo momento.

Non ne può più di immigrazione selvaggia, di disparità di trattamento lavorativo fra pubblico e privato, di ingiustizie sociali, di poveri abbandonati a se stessi in quanto italiani, di un regime tassatorio strozzino e vessatorio.
Non ne può più nemmeno delle sparate di Bergoglio.
Sarà il centro destra, col sempieterno e incartapecorito Berlusconi, a vincere – senza alcun merito – le prossime elezioni politiche.
E questo solo e grazie alla politica dissennata del PD, che ha distrutto quel poco che restava in piedi quando, 4 anni e mezzo fa, andò al potere.

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Breve racconto di un farmacista in turno di notte

Questa notte, durante il turno di servizio della farmacia, attorno alle ore 3,30 è suonato il campanello della bussola attraverso la quale distribuisco i farmaci durante le notti di turno.
Mi alzo con difficoltà, stavo dormendo.
Trovo la bussola già ruotata, con dentro una ricetta dell’ospedale, dall’altra parte della parete, dietro la bussola, nemmeno un buongiorno o buonasera, percepisco solo una presenza che non posso vedere, così come questa non può vedere me.
Sulla prescrizione vi è un banale antiinfiammatorio a pagamento: diclofenac 75mg.
Vado, lo prendo, lo passo al computer, emetto lo scontrino di circa 10 euro e dico il prezzo posando il farmaco all’interno della bussola.

Dall’altra parte finalmente una voce parla: “Gome? Devo bagare? Gome mai non è gratis?”
L’accento è arabo, presumibilmente dell’Africa del Nord.
Comincio a inveire: “ma come si permette di venire di notte a svegliarmi pretendendo che tutto sia gratis? Povera Italia, che brutta fine stai facendo !”

Ma sono parole al vento.
L’immigrato, in silenzio, se n’era andato senza salutare, così come senza salutare era arrivato.

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Il nuovo scuolabus pagato coi soldi della fusione? … a San Fermo, sia chiaro!

La notizia è ora ufficiale: il nuovo scuolabus ‘tipo Hammer’ in grado di scalare le vette dei dossi patologici mascettiani, sarà appannaggio della scuola di San Fermo, e non di Cavallasca, il cui scuolabus residuato bellico inquinantissimo è stato da esso appunto sostituito.
Logica avrebbe voluto che il nuovo scuolabus rimpiazzasse il vecchio sulle tratte di Cavallasca.

Invece no!

Il nuovo sarà destinato ai bambini di San Fermo, e quello già in uso (assolutamente moderno ad onor del vero ma pur sempre in uso ormai da qualche anno) ai bambini di Cavallasca, evidentemente considerati dal nostro primo cittadino come alunni di serie B, non degni di poter usufruire del nuovo mezzo, anche se pagato con le tasse dei genitori, anche se frutto del premio pecuniario che lo Stato ha elargito al nuovo Comune allargato come premio per l’avvenuta fusione dei due paesi.

E, come se non bastasse, i bambini di Cavallasca dovranno farsi un bel tratto a piedi nel raggiungere l’istituito sanfermino, sempre a causa degli stramaledetti dossi.

Altro capitolo incandescente, che smentisce clamorosamente quanto detto dal sindaco in fase di campagna elettorale in cui promise, oltre che un milione duecento mila euro al prete per rifare l’asilo parrocchiale , anche che non avrebbe toccato l’organizzazione della distribuzione dei pasti, che, a Cavallasca, venivano prodotti al momento nella cucina dell’asilo, è quello appunto dei pasti.
Altra bugia!

Da quest’anno, anche per i bambini cavallaschini, arriveranno i cibi precotti altrove da una ditta specializzata del settore, la stessa che già serviva i bambini di San Fermo da qualche tempo.

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Quel che le autorità non ammetteranno mai

A proposito della bambina di 4 anni morta di malaria

Difficilmente e nostre autorità lo ammetteranno, ma esiste la possibilità che la zanzara che ha infettato mortalmente in Italia una bambina di 4 anni trasmettendo la malaria, sia stata infettata a sua volta da un qualche ‘migrante’ proveniente da una qualche zona endemica dell’Africa che aveva punto giorni o settimane prima.

 
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Alla fine arrivò lo scuolabus tipo ‘Hammer’

Dunque, alla fine, dopo anni e anni di onorato servizio, la vecchia carretta dipinta di giallo che rispondeva al nome si scuolabus di Cavallasca, è andato finalmente in pensione!

Complice il flusso di denaro provenientio dallo Stato come premio per l’avvenuuta fusione in entrata nelle casse di San Fermo, è stato acquistato un nuovo scuolabus, dalla forma un po’ starna, dalle ruote più alte del solito per poter scalare i dossi mascettiani, che, noi sappiamo, non sono a norma, non rispettano la legge, ma la ‘aggirano’, perchè mascerati da attraversamenti pedonali in sicurezza.

Ora, ad onor del vero, la polemica sui dossi è già stata lungamente dibattuta su questo blog, per cui non è notra intenzione il tornarvici ancora una volta.

Resta il fatto ceh non si sa con esattezza se il nuovo mezzo sarà dato in appannaggio al giro di raccolta alunni della località Cavallasca o di San Fermo.

Può darsi che il mezzo verrà usato in sostituizione di quello seminuovo già in uso per il giro di San Fermo, il quale, più piccolo di carreggiata, sembrerebbe più adatto ad alcuni stretti passaggi di Cavallasca.

Nel merito chiederemo al messo comunale, il sig. Franco Guglielmetti, per chiedere lumi.

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Incuria generalizzata: colpa di Mascetti o del governo?

Le foto che vedete, sono state scattate dal consigliere comunale Daniele Failla nei giorni scorsi e testimoniano come anche la scuola elementare e media di San Fermo della Battaglia in località Mornago non goda di miglior manutenzione di quella di Cavallasca.
Cade così la nostra “accusa” dei giorni scorsi che esista una volontà di privilegio nei confronti di una scuola (da sempre di San Fermo) rispetto all’altra di Cavallasca, appena entrata a fare parte del comune.
Eppure i soldi (e tanti) in cassa ci sono!
Perchè non si provvede?
Forse a causa della soppressione dei voucher, decisione governativa in seguito alla quale alcuni stradini sono stati lasciati ingiustamente a casa?
Quale è il problema?
Seguitiamo a non capire …

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W i cacciatori!

L’argomento di cui vorrei parlarVi stamattina, è l’infestazione di cinghiali che investe ormai da anni il nostro territorio e non solo quello, il fatto che queste bestie pericolose e dannose sia per l’uomo che per l’ecosistema, non si riescano a contenere a causa di due fattori: l’altissima prolificità della specie ( i cinghiali femmina arrivano a figliare fino a tre volte l’anno facendo non meno di 7/8 cuccioli per volta), l’ignoranza degli animalisti denoiatri che parlano giusto per il fatto che possiedono una lingua ed una bocca, sempre a difesa di questi animali, che spesso, proprio per questo, una volta catturati, vengono rimessi in libertà nel bosco, per la felicità dei bambini e delle loro maestre che si convincono di aver compiuto un”opera buona’.

I movimenti animalisti, sempre più forti ed organizzatisi in vere e proprie lobbie (come sa bene Berlusconi che da qualche tempo ha iniziato ad inseguirne il voto), sono una delle tante tare del nostro paese, perchè in nome di una difesa preconcetta e avulsa da una qualsiasi esperienza maturata sul campo ((di patate), non capiscono che il problema dei cinghiali è diventato una costosa emergenza nazionale.

Appena la settimana ascorsa, cinghiali sono stati visti alle prime ore del giorno in via Sarfatti, hanno devastato i sacchi dell’immondizia che era esposta per il ritiro, causando problemi di ordine igienico e sanitario.
Un altro, lo stesso giorno, è stato immortalato in via Cavour alle h 6 del mattino, pare proveniente non dalla Spina Verde, ma dall’olgiatese, evidentemente spinto dalla fame.

Come rimediare a tutto ciò?

Un rimedio, già adottato in alto lago, c’è.
Ma il presidente della Spina Verde, l’amico Giorgio Casati, è restio ad adottarlo, adducendo come scusa il rispetto zelante della normativa che non permette la caccia di questa specie a chi non è provvisto di uno specifico patentino.
In pratica, visto che la guardia venatoria che collabora con la Spina Verde non riesce a contenere gli esemplari che sono comunque in espansione, si tratta di ‘permettere a cacciatori qualificati presenti sul nostro territorio di collaborare agli abbattimenti.

E’ il caso del nostro amico Massimo Saglio, cacciatore esperto e da lunga data, che, abitando dentro al parco, sarebbe nella condizione ideale per collaborare al contenimento della specie.

Messaggio recepito, caro Giorgio?
Cosa dobbiamo aspettare? Quel che ancora non è successo, perchè Lei si decida ad accettare la collaborazione dei cacciatori locali?
Che un cinghiale si mangi un bambino?

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Cinghiali in via Cavour

La foto che segue, è stata scattata ieri, luned’ 21 agosto, alle h 6 del mattino.
La via, via Cavour, è centrale a Cavallasca.
Ciò testimonia quanto il fenomeno della proriferazione di questo animale selvatico sia oramai incontenibile.
E’ un animale NON autoctono, che distrugge l’ecosistema e crea danni all’agricultura.
Può risultare anche pericoloso per l’uomo, specie se si tratta di bambini.

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Coming out su papa Francesco

Questa non è la mia chiesa

Si, lo ammetto, papa Francesco non lo reggo più.

Da quando c’è lui il mio distacco dalla religione cattolica è stato inesorabile. Oltre la mia volontà.
Mi chiedo perchè.
Forse perchè non l’ho considerato, fin dall’inizio, un papa legittimo, visto che ritengo la sua elezione il frutto di una truffa in danno dei fedeli del mondo, un colpo di stato tecnicamente perfetto perchè risultato incruento.
A mio avviso, questo papa, è deleterio per la chiesa ed a gioco lungo riuscirà a distruggere 2000 anni di percorso.

Chi l’ha innalzato al soglio, evidentemente, ha ritenuto che il papa precedente non fosse congruo col rapido mutare in senso decadente degli usi e dei costumi del mondo occidentale e con la pressione che il mondo musulmano sta compiendo sulle minoranze cattoliche laddove la religione cristiana è stata radicata.
Ci voleva un papa ‘distensivo’ e ‘comprensivo’, che strizzasse l’occhio ai musulmani da una parte, agli omosessuali dall’altra, che prendesse atto che l’istituzione del matrimonio nel mondo occidentale è in crisi irreversibile, e che quindi si dovesse effettuare un’apertura anche a quelle persone reduci da un divorzio, permettendo loro la partecipazione alla messa con pari diritti rispetto a chi divorziato non è.
Stesso discorso per le cosiddette coppie di fatto, ormai la netta maggioranza delle unioni.
E lo stesso per quanto concerne il dare i sacramenti ai nati da una unione di fatto.
Tutto questo, papa Ratzinger, non l’avrebbe mai permesso.
Viceversa, Bergoglio, si.

Solo questi dati di fatto rappresentano un buon motivo per prendere le distanze da questo papa, perchè è fasullo, ipocrita, falso profeta.

Pensiamo all’atteggiamento che Questi ha nei confronti dell’immigrazione insostenibile a cui il nostro Paese sta sottostando negli ultimi anni.
Ancora l’altro giorno,  ha dichiarato che chi non accoglie clandestini non è un buon cristiano.
(Quindi non andrà in paradiso… siamo sempre alla vendita delle indulgenze, sia pure sotto altra forma).
Bene!
Lo prendo in parola.
Non sono un buon cristiano, ed evito di andare a messa.
Ho revocato il mio 8×1000 alla chiesa cattolica e spero che molti altri seguano il mio esempio.
Non sopporto la ‘spremitura’, ovverosia l’ingordigia di soldi, che la chiesa ci propina ogni qualvolta abbiamo bisogno di lei.
Non sopporto che mi si chiedano soldi durante i funerali.
Non lo sopporto!
Forse che la famiglia del morto non ha dato l’offerta per l’omelia?
Ogni famiglia dà.
Dà per quel che può.
Che bisogno c’è di chiedere altri soldi?
E poi … per fare che?
Per comprare l’attico a Bertone?

No, no, la chiesa di Bergoglio non è la mia chiesa.

Una chiesa che va a braccetto coi terroristi tentando di comprenderli e sempre perdonarli non è la mia chiesa.
Una chiesa che tenta di instillarmi sensi di colpa perchè difendo il mio mondo e tento di costruire un futuro ai miei figli e la mia cultura bollandomi di razzismo, non è la mia chiesa.
Una chiesa sempre pronta a far valere il suo peso politico influenzando le elezioni a tutti i livelli … non è la mia chiesa.
Una chiesa che copre e protegge i preti pedofili e omosessuali non è la mia chiesa.
Una chiesa che volta lo sguardo dall’altra parte di fronte alle stragi ijhidaiste, fermandosi sempre alle solite frasi di rito ma senza mai entrare nel nocciolo del problema del multiculturalismo forzoso che essa stessa ha incentivato, non è la mia chiesa.

E fa niente se questo mio scritto sarà il mio epitaffio politico.

Ciò che ho scritto avevo il dovere morale di scriverlo in nome di coloro che mi onorano della loro lettura, e che non ringrazio mai abbastanza.

Buona domenica a tutti.

vittorio belluso

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Sinistra ipocrisia

Guardate bene questo povero cucciolo: è il bambino ucciso dagli jihdaisti l’altro ieri a Barcellona.
Questa immagine i nostri media filo immigrazionisti – con la complicità della chiesa di bergoglio – NON ce la mostreranno perchè troppo scomoda.
… In compenso -mesi fa- il bimbo morto annegato sulle spiagge greche, ce l’hanno propinato anche nel pranzo di Natale.
… 2 pesi, 2 misure.
Occhio!

vittorio belluso

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Si conclude stasera la 44 esima edizione della sagra di S.Rocco

Si conclude stasera la 44° edizione dela sagra di S.Rocco.

L’edizione 2017 ha avuto un notevole successo di pubblico – complice anche la decisione di non aumentare i prezzi -e l’organizzazione ha funzionato a dovere.
Tutti bravi: dai cuochi, a chi serviva ai tavoli, a chi si occupava di far posteggiare le auto (non si sono verificati ingorghi se non nei primissimi giorni, a causa di camper francesi che cercavano il ‘tranquillo’ parcheggio della Spina Verde perchè – parrebbe -segnalato in siti di scambisti di coppia).
L’episodio poi non si è più ripetuto.

Il piatto più caratteristico?

La trippa. (foto).

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Cavallasca fra passato e presente

Oggi si sono svolti i funerali di Danilo Fontana, la nostra memoria storica.

La chiesa era piena in ogni ordine di posti e tre degli ultimi quattro sacerdoti erano presenti ad officiare la onoranza.
C’era don Pierino e c’era anche don Renato, a fianco di don Teresio, l’officiante.
Mancava il mio caro amico don Luca, impegnato con la sua parrocchia che ha accorpato tre chiese di tre ridenti paesi lacustri.
Con Danilo se ne va, come ho già detto ieri l’altro, il nostro “git n°1”, ovvero sia uno dei pochissimi cittadini di Cavallasca che il paese l’hanno vissuto interamente, fin dall’inizio della loro esistenza.
Ora, lo scettro, per non dire il testimone, passa d’ufficio al cavalier Marco Frigerio, presidente dell’associazione ‘amici di Cavallasca’, che il paese lo ama quanto lo amava Danilo.
Un paese – Cavallasca- in questo momento privo di rappresentanza politica adeguata, che ha perso il suo Municipio, che aspetta l’invasione dei negri nella ex caserma Gdf del Monte Sasso.
Un paese con l’anima tramortita, in evidente crisi d’ossigeno, ma stracolmo di storia e di tradizioni, il cui nuovo sindaco, mai sarà all’altezza perchè troppo preso dal commemorare se stesso, attraverso l’ostentazione di un potere che ha nella sola San Fermo -secondo la sua visione ristretta – il suo epicentro.
Noi difenderemo la nostra identità con le unghie e coi denti, pronti alle barricate, ai blocchi stradali, a manifestare fin sotto la Prefettura, se solo si oserà attentare alla sicurezza ed alla fisionomia della nostra comunità.

L’invasione dei clandestini in atto, è ormai la prima emergenza nazionale.
Non si può stravolgere la fisionomia di una comunità in questa maniera.
Chi lo fa, chi se ne rende complice, avrà in noi un baluardo insormontabile, dei nemici acerrimi dalla memoria che non dimentica.
E lo faremo anche in onore di chi non c’è più.

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E’ mancato Danilo Fontana

E’ mancato Danilo Fontana, la memoria storica di Cavallasca

Apprendiamo con viva costernazione che è mancato in queste ore Danilo Fontana – classe 1927 – ricoverato alla Ca’d’Industria, dopo il malore che lo aveva colto ormai un paio di mesi fa.

Nato il 9 luglio 1927, ha vissuto l’intera vita a Cavallasca dove è stato attivo in moltissime realtà.
E’ stato sia consigliere comunale che Presidente del Gruppo Sportivo, soprattutto attivo in parrocchia come organizzatore di pranzi e ‘presentatore’ di tombole e’ incantatore’ dei canestri.
Possiamo affermare che, tanta gente, partecipava agli eventi solo per divertirsi ad ascoltare le battute che faceva.
Danilo conosceva tutti, in paese,  e tutti conoscevano lui.
Si fermava ad ogni angolo ed ad ogni via a salutare e chiacchierare con qualcuno.
Da giovane era un grande appassionato di caccia e di moto.
Era il nonno di tutti!

Danilo Fontana era sempre sorridente e gentile con tutti, questa era la sua caratteristica principale.
Non perdeva mai le staffe, non veniva mai a male parole con nessuno.
Proverbiale il suo sorriso.
Fervente cattolico praticante, per tantissimi anni, assieme alla sua “Bibi”, ha composto una sorta di coppia perfetta, una simbiosi che ha generato due bravissimi figli, Riccardo e Ruggero.

Con Danilo scompare la memoria storica per eccellenza di Cavallasca, da noi affettuosamente ribattezzato “il GIT n°1”, proprio per rimarcare il Suo senso di appartenenza al paese, fin dai suoi albori, nel periodo antecedente la seconda guerra mondiale, quando la comunità era composta da poche centinaia di persone per lo più dedite alla coltivazione della vite, fino ai drammatici giorni nostri, quando, appena un anno fa e proprio di questi tempi, sull’onda di un governo disastroso che ha condotto il Comune sull’orlo della bancarotta, Cavallasca ha cessato di esistere in quanto tale, finendo assorbita dalla vicina e ricca San Fermo.

Possiamo solo immaginare il disappunto che persone come Danilo possano aver provato, ma siamo sicuri che la memoria storica del paese non se ne va oggi con lui, ma si perpetuerà attraverso i figli e i nipoti Francesco, Andrea, Paolo e Marco.  (Questi due ultimi nella foto col loro nonno).

Noi non possiamo che rendere onore a questa figura gentile d’altri tempi, porgendo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia.

Vittorio Belluso

La foto che segue è relativa al giorno del matrimonio fra Danilo e Bibi, ed è stata scattata in via Sarfatti ove, nella casa allora più elegante di Cavallasca, viveva la sua sposa.

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