Tutti gli articoli di tartufo

Scoppia il caso Palasesto

Scoppia il caso Palasesto, negato ai festeggiamenti islamici dal sindaco di Sesto San Giovanni, e subito c’e’ chi paventa la minaccia della perdita della liberta’ di religione.
Vorrei invitare costoro ad andare in un paese islamico a chiedere una struttura per festeggiare il Natale o la Pasqua per saggiare la risposta.
Ora dunque bene liberta’ e diritti ma a patto che si rispettino elementari canoni di reciprocita’ come del resto e’ sancito dal Diritto Internazionale.

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Caro Vittorio ti scrivo

Barcellona 17 agosto 2017

Ciao Vittorio.
Altro attentato e altri morti e noi tranquilli ad indignarci e ad accogliere gente della quale non sappiamo nulla: chi sono, da dove vengono, cosa cercano? Ci odiano o ci amano solo perche’ rappresentiamo una comoda porta di accesso all’Europa? Forse quest’ultimo aspetto e’ quello che ci salva, per ora, dalle stragi. Facciamo pure i buonisti e gli accoglienti ma senza dimenticare che l’Islam predica da sempre l’annientamento dell’infedele cioe’ di tutti coloro che islamici non siano.
Tartufo.
Ti saluto caramente
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contraddizioni …

guardaBoschi di Governo

… ho appena sentito la Boschi dire in conferenza stampa “ci possono dire incapaci ma mai disonesti” . A me questa pare una contraddizione palese. Come ci si può definire onesti se si permane in un ruolo avendo coscienza di essere incapaci di svolgerlo?

Ora, poichè l’incapacità delle sinistre a governare efficacemente mi pare conclamata ne consegue che la disonestà è palese.

Come la mettiamo?

Tartufo

enzo 5

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Bruxelles come Pearl Harbor

Dopo  Pearl Harbor gli Stati Uniti, dichiarata la guerra, internarono tutti i giapponesi, anche delle generazioni successive nel rispetto del diritto della nazione americana di non alimentare una quinta colonna all’interno dei propri confini.
Cosa dovremo sopportare ancora dopo Parigi e oggi Bruxelles per perchè i governanti europei prendano decisioni di analoga portata e intelligenza?
Si fa un gran parlare di rispetto dei diritti umani in senso ampio e generico ma non fare TUTTO IL POSSIBILE, senza sconti, per garantire che i diritti umani e principalmente quello di vivere sereni nel proprio Stato siano garantiti anche ai propri concittadini autoctoni.

Allora, che mafie e mafiette vengano impedite nel lucrare sulla popolazione degli “esuli” con un business che non fa PIL e che si proceda in qualche modo ad isolare il bubbone di quello che i benpensanti si ostinano a qualificare “Islam moderato”: non esiste, l’eliminazione fisica dell’infedele è un precetto coranico, basta saper leggere.

Tartufo

portaerei giapponesi

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Ponte sullo stretto aiutino economico alle mafie

Dopo la massiccia campagna giornalistica di SKY che ha messo alla berlina la pubblica inefficienza presentando la serie di opere incompiute e costosissime che punteggiano questo paese, il nostro buon primo ministro, sempre alla ricerca della comparsata mediatica, ha pensato bene di dichiarare che tutte le opere incompiute verranno portate a termine e non solo, si farà anche il ponte sullo stretto di Messina (quello di Berlusconi, ricordate?).
Orbene io che sono sospettoso e che mi sono visto tutti i servizi sui ruderi delle faraoniche opere incompiute (quasi tutte in luoghi sperduti del meridione) mi sono chiesto se questa non fosse in primis una boutade elettorale anzitempo e poi, subito appresso, se non si trattasse proprio di autentica campagna elettorale.
E mi spiego; se, come gli stessi politici concordano nell’ammettere, lo strapotere della criminalità organizzata nel meridione, si manifesta in tutti gli aspetti della vita civile, non sarà che questo prevedibile coacervo di miliardi, che dovrebbe servire a ripristinare quanto ormai avrebbe bisogno solo di un buon colpo di ruspa, andrà invece a foraggiare mafie assortite che potranno al bisogno pilotare gli elettori con i metodi ben noti?
Quanto al ponte sullo stretto, da quando inizialmente ne ho sentito parlare, puzzava di cattedrale nel deserto o di aiutino economico alle mafie in quanto collegava una regione dotata di una autostrada in trentennale lavorazione con una regione praticamente senza strade di grande scorrimento.
Tartufo
enzo 3

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Italia a crescita demografica zero

Il nostro oculato governo ha scoperto, notizia vecchia di almeno dieci anni, che il nostro incremento demografico è l’ultimo d’Europa e che questo fatto mette a rischio assieme al ricambio generazionale anche il welfare, pertanto c’è l’assoluta e “inderogabile” necessità di prendere provvedimenti.
Bene, dico io, finalmente ci saranno provvedimenti per la famiglia al posto di un cumulo insopportabile di tasse, e ci sarà lavoro per i giovani che la famiglia devono farsela, e ci saranno aiuti per i nuovi nati (magari semplicemente rendendo accessibile l’acquisto degli alimenti per la prima infanzia a prezzi non da gioielleria), e asili nido disponibili a prezzo politico per i figli di coloro che devono lavorare e così via, un elenco infinito di provvedimenti di cui si parla da sempre, specialmente in campagna elettorale, ma la cui realizzazione continua ad essere di là da venire.
Insomma, sarà la volta buona che la sinistra , vessillifera della famiglia, provvederà ai presupposti di una sana demografia.
Illusione!!!
La nostra ineffabile ministra Lorenzin, supportata (si può supporre) da strapagati consulenti in materia, le cui remunerazioni permetterebbero la costruzione di qualche asilo, è giunta alla conclusione che il gap demografico dell’Italia dipende dal fatto che una coppia su cinque non è fertile.
Questo aspetto patologico della problematica riveste certo la sua importanza ma non è stata contestualmente informata la esimia ministra che le rimanenti quatto coppie non risultano fertili a causa del fatto che i figli costano, il lavoro manca, i mutui per le case non vengono erogati ai giovani  – perlopiù disoccupati – e che quindi in non procreare è conseguenza diretta di una tragica situazione socioeconomica che molto dipende dalla crisi ma moltissimo dalle politiche inefficaci per la famiglia sviluppate fino ad oggi?
Non è con 80 € che si mantiene un figlio!
Niente paura! Il ministro ha la soluzione: verrà istituito il FERTILITY DAY che tutti gli anni servirà a fare pubblicamente il punto sulla situazione della fertilità delle coppie italiche; con buona pace del carrozzone di esperti consulenti e statistici che graviteranno intorno all’iniziativa PARTORENDO, loro sì, un vistoso incremento di chiacchiere inutili su un problema che resterà tale.

Enzo Salvadori

enzo 3

 

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