Si è riunita per la prima volta la nuova commissione sulla sicurezza

Ieri sera, nella sede municipale di San Fermo, si è riunita la neo nominata commissione che avrà il compito di occuparsi di tutto ciò che attiene la sicurezza del cittadino sul territorio di San Fermo.

Presidente nominato della commissione è il dott. Pierangelo Marongiu (foto), coadiuvato da Fabrizio Barbagallo, Alessandro Ferrara, Carlo Gemignani, Pillo Sala, Enzo Tiso, Giuseppe Micari, Sabrina Butti e Vittorio Belluso.
Erano assenti Failla e Zecchi, anch’essi facenti parte dell’organo municipale.

Si è parlato di legalità, di bullismo, di controllo del territorio attraverso le oltre 60 telecamere distribuite sul territorio, di prostituzione, di rispetto dell’ambiente, di barriere architettoniche.

Si è parlato inoltre di controllo del vicinato, cioè di rendere applicativi gli ultimi strumentoi forniti dala tecnologisa pe rcoadiuvare le forze dell’ordine e la polizia locale nel loro lavoro.

Ferrara ha espressamente proposto, con l’aiuto delle forze dell’ordine, di avere una mappature sui furti e vandalismi nel territorio.
Chiara Robba, presente in rappesentanza della Giunta, ha presentato un documento sul problema del degrado “broken window” , cioè la dimostrazione certificata che degrado attira degrado, e come individuare zone e problematiche (es. Illuminazione zone buie, visto che anche il buio favorisce comportamenti incivili o, peggio, delinquenziali).

Tiso ha posto l’attenzione sui problemi di sicurezza viabilistici (es. sicurezza pedoni) e li tentativi di truffe agli anziani che sono state segnalate nelle settimane passate.

Belluso introduce la problematica della presenza dei centri massaggi aperti in pratica 24h su 24h, in barba alla legge Merlin, e auspica la riapertura ufficiale delle cosiddette “case chiuse”, che si mettano in regola con la legge sia da un punto di vista sia fiscale che di tutela della salute.

Sala, in ultimo, propone su segnalazioni dei cittadini, la necessità percepita di una maggiore presenza della Polizia Locale in paese.

Il calendario delle riunione è stato stabilito che sarà mensile, ogni primo martedì.

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Interesse composto e Tempo … due preziosi alleati!

Interesse composto e Tempo - ...due preziosi alleati !!!Interesse Composto unito ad una buona dose di Tempo e si creano i capitali….la pensione integrativa, …la serenita’ finanziaria.

L’interesse viene detto composto quando invece di essere “goduto” viene aggiunto al capitale iniziale che lo ha prodotto.
Un recente studio americano presenta un esempio di due dipendenti coetanee assunte nello stesso momento dalla stessa azienda: una che aderisce subito al fondo pensione con una stima di accantonamento a scadenza ( a 65 anni di eta’)di 620.000 $ contro  un versamento complessivo di 68.800$.
L’altra collega decide di sottoscrivere il fondo pensione otto anni dopo….con un capitale stimato a scadenza di 368.000 $……un effetto tempo imponente…otto anni di ritardo presentano un minor capitale di 252.000 $ !!!!!!
Cosa puo’ succedere se procrastiniamo ancora di piu ????
Per ottenere 100 € di pensione e’ necessario accantonarne 20 se si hanno 25 anni.
Per ottenere 100 € di pensione  e’ necessario accantonarne 55  se si hanno 40 anni.
Oltre si arrivera’ a dover accantonare 100 € ogni mese per averne 100 ….fino ad arrivare a doverne accantonare 134 € ogni mese per averne 100 !!!!!
Chi prima inizia e’ gia a meta’ dell’opera….e non parlo solo di previdenza,…ma di investimento in generale…..l’interesse composto unito al tempo crea le condizioni per potersi costruire sia flussi reddituali che capitali , un esempio su tutti e’ il piano di accumulo, dove la grossa differenza la faranno i versamenti dei primi periodi magari anche effettuati in momenti di mercato piu’ favorevoli di altri….

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Forza Gaddi !

Ebbene sì, sono una bandiera. Che è l’esatto contrario della banderuola, che cambia continuamente direzione. Fedele alla maglia di Forza Italia (non nei secoli) ma da 25 anni (che comunque non sono pochi) oggi sono candidato alla Camera nel collegio di Como, Lecco e Sondrio. Certo, parto da una posizione che potrebbe essere definita, appunto, di bandiera, ma poco importa. La bandiera è il simbolo più alto, e la sua difesa è sempre un onore. Quindi, per darmi una mano a farla sventolare, basta decidere di andare a votare e mettere una croce sul simbolo senza dover scrivere null’altro. Semplicissimo. Ah, dimenticavo. In ogni caso mi occuperò (come faccio da una bella ventina d’anni) essenzialmente di cultura, che è l’unico tema utile per tutti, che non deve avere bandiera. Una contraddizione sana, che mi diverte assai.

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Roberto Sarfatti, Venezia, 10 maggio 1900 – Col d’Echele, 28 gennaio 1918

Ricorre domani 28 gennaio l’anniversario della morte di Roberto Sarfatti caduto su Colle D’Echerle nella prima guerra mondiale.

Arruolato nel corpo degli alpini, medaglia d’oro che onora il Gruppo Alpini di Cavallasca di San Fermo guidati dal capogruppo Livio Borromini a dal segretario Sergio Tuia.
Per l’occasione riproponiamo uno scritto di Renato Leoni a suo tempo pubblicato su una nota rivista comasca riguardante Margherita Sarfatti  (madre di Roberto) madrina nella costituzione del Gruppo Alpini per un sensibile omaggio al figlio caduto sul fronre a solo 17 anni,
LA SARFATTI E IL ” SUO” GRUPPO ALPINI.
Il gruppo Alpini è ovviamente quello di Cavallasca dove la celebre scrittrice Margherita Sarfatti (1880-1961) aveva la sua prediletta residenza di campagna in località Soldo. Una residenza acquistata cento anni fa dai coniugi Cesare Sarfatti e Margherita Grassini e tuttora proprietà delle nipoti che però non la frequentano  assiduamente come la notissima nonna.
Quando nel 1961, il capitano degli alpini in congedo. Flaminio Frigerio. estroso e persino avventuroso imprenditore locale. promosse la costituzione del gruppo delle penne nere di Cavallasca volle affidare a Margherita Sarfatti l’incarico onorifico di madrina per un sensibile omaggio al primo figlio della scrittrice, Roberto,  caduto sul fronte della prima guerra mondiale a soli diciassette anni.
I momenti della giornata inaugurale del Gruppo Alpini videro quindi in prima fila la Sarfatti, i discorsi del noto latinista padre G.B. Pigato e del brillante avvocato Stefano Benzoni.
I ricordi commoventi del giovanissimo Roberto Sarfatti, medaglia d’oro. i cui resti furono recuperati soltanto nel 1938 su  col d’Echerle, guadagnarono con la regia del capitano Frigerio una cornice più che dignitosa. Il rapporto di Flaminio Frigerio con la scrittrice risaliva a qualche decennio precedente quando la moglie Giuseppina Butti gli portò in dote anche la casa e i terreni del Bruschèe confinante con la proprietà Sarfatti.
Quando i Frigerio e i Butti si trasferiscono nell’antica villa detta Carbonera già proprietà dei Butti, Margherita Sarfatti frequentò anche la nuova residenza di questi suoi amici.
Destino volle che quando morì la scrittrice nell’ottobre di quello stesso 1961 che l’aveva vista “battezzare” il Gruppo Alpini era sindaco di Cavallasca il cognato del capitano Frigerio l’indimenticato Cav. Augusto Butti. Fu sua l’incombenza di garantire una bella tomba alla Sarfatti nel cimitero locale. Una tomba in linea con la spiccata sensibilità artistica di colei che era stata nella prima metà del Novecento una protagonista delle vicende culturali italiane.
E non si può certo dimenticare il curioso testamento dell’amico e promotore del Gruppo Alpini che testualmente lasciò scritto: ” Niente carro funebre. Niente fotografi. Quattro alpini mi porteranno dalla casa alla chiesa e dalla chiesa al cimitero, tanto peso poco. Solo due drappi neri sulle porte di casa e della chiesa.
Niente monumenti. Solo una pietra verde se possibile in terra. Durante le mie esequie coloro che mi vollero bene troveranno in Cooperativa e al Bar Sport una damigiana di vino di litri 25 cadauna. Salvatene  qualche bicchiere per gli alpini.
Aveva 54 anni quando, il 12 maggio 1962, morì il generoso capitano.
foto Borromini
foto Tuia
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Cambiare si può, sempre …

trovare nuovi interlocutori nel mondo dei servizi finanziari

cambiare si può, sempre..... - trovare nuovi interlocutori nel mondo dei servizi finanziariLo scorso Ottobre la Consob nel consueto rapporto ci comunica che il 57 % degli italiani dice di ricevere una consulenza passiva e/o generica.

Inoltre sempre gli italiani dichiarano di non essere in grado di valutare la qualità del servizio che viene loro fornito….

Con l’arrivo della direttiva Mifid II  l’aspetto consulenziale verrà sicuramente e maggiormente evidenziato e promosso, ma qui c’è da iniziare un grande lavoro di educazione finanziaria con la propria clientela, e quella potenziale, per offrire una vera consulenza personalizzata in maniera tale che le lacune e le carenze di cui sopra possano venire nel tempo rimediate.

Non sono mai riuscito a capire come si possano spendere giorni e giorni nella scelta di una automobile o delle piastrelle di un bagno e contemporaneamente decidere frettolosamente come allocare i risparmi di una vita, magari delegando totalmente senza capire cosa si stia facendo…..sto parlando di situazioni limite ….ma ne esistono e temo non siano ad oggi rare.

Molto probabilmente la responsabilità è’ anche degli operatori del settore , alcuni poco formati ed alcuni non particolarmente interessati a far evolvere la cultura finanziaria del proprio cliente, ma temo sia un errore strategico nel lungo termine.

D’altro canto e’ indubbio che cambiare intermediario finanziario rappresenti una fonte di stress ( ogni cambiamento ci destabilizza nel breve….) analoga ad un trasloco….non arrivo a fare analogie con il divorzio, non esageriamo.

Eppure molte situazioni di non soddisfazione derivano dalla procrastinazione , e questo succede in tutti i settori della nostra vita, ma il tempo in questo caso ci potrebbe remare contro…

La concorrenza si farà più accesa e le qualità del consulente andranno potenziate, ma il cliente dovrà essere disponibile anche a ricevere  sempre un educational advice dal proprio interlocutore in primis per poter decidere meglio……..e per poter raggiungere nel tempo la propria felicità finanziaria.

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Il risparmio tradito

di Andrea Poggi
Se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria, molte persone non avrebbero visto l’azzeramento delle loro posizioni

Il risparmio tradito dai fallimenti bancari - Se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria, molte persone non avrebbero visto l'azzeramento delle loro posizioniSono in pausa pranzo e mi e’ venuto in mente tutto quello che e’ successo relativamente ad una banca italiana  ma in generale relativamente ai diversi defaults bancari che si sono succeduti e che, forse, si succederanno ancora.
A me premono le implicazioni che coinvolgono i risparmiatori, la clientela.
Secondo me quello che i mass media non hanno evidenziato, tra le mille cose che avrebbero dovuto evidenziare, e’ che se fosse stata fatta una corretta pianificazione finanziaria e conseguente consulenza, molte persone non avrebbero potuto vedere l’azzeramento delle loro posizioni.
E’ evidente che un cliente di una certa eta’, con una bassa propensione al rischio, dovrebbe in primis presentare una profilatura mifid di carattere molto prudente, e che quindi evita ex ante la sottoscrizione massicia di prodotti rischiosi e che rappresentano magari anche  la quasi totalita’ del portafoglio.
Ad un cliente che arrivava dai titoli governativi italiani  non puo’ essere collocata una obbligazione strutturata subordinata emessa dalla stessa banca. E’ decisamente un’altra cosa, e non per una bassa percentuale, per magari cifre determinanti. Il consulente deve esplicitare il rischio, mostrando ex ante la perdita potenziale massima del portafoglio e delle sue singole componenti. Ripeto, ex ante!!!!
Chiudo qua. Sull’argomento sono state spese fin troppe parole. Mi sento di dire che se ci fosse stata una buona consulenza in fase di costruzione delle proposte di investimento, possibilmente scevra da conflitti di interesse, qualcuno avrebbe perso meno o addirittura niente. Il risparmio va tutelato…non delegate troppo, chiedete sempre il rischio che andrete a correre in termini numerici. Anche se la finanza non e’ una scienza esatta, aiuta molto ad acquisire la consapevolezza che in finanza, come nella vita, no free lunch!!!
A presto.
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Carughi junior, il volontariato fatto persona

Nella comunità di Cavallasca – ora San Fermo della Battaglia – vive un ragazzo, figlio di un gran brav’uomo di nome Andrea e una grande donna di nome Kati,  che risponde al nome di Alessandro Carughi.
Un ragazzo senz’altro sveglio e voglioso di emergere, pieno di iniziative e con un gran desiderio di essere d’aiuto al prossimo.
Tale desiderio, in una realtà non estesa come quella cavallaschina, può portare a dei paradossi alquanto divertenti, come ciò che è successo ad un nostro concittadino l’estate scorsa, che ci ha raccontato la storia che segue, e che noi riportiamo fedelmente onde spiegare meglio di cosa stiamo parlando.

Cittadino Cavallaschino:

” …un giorno dell’estate scorsa non riuscivo ad uscire di casa a causa del fatto che la strada era bloccata da una piccola esondazione del ruscello che passa a fianco, che impediva il passaggio dei mezzi. Telefono alla Protezione Civile e in men che non si dica si presenta un giovane, che dice di conoscere bene la causa del problema, che individua in un vascone di raccolta delle acque che ciclicamente si intasa, allagando la strada soprastante. Il ragazzo si immerge e lo stura in men che non si dica. Bene, penso io, posso andare. E vado.
Vado dove?
Alla festa agricola del paese, ove un camion con la gru sta innalzando il parroco munito di elmetto. ma noto che il sacerdote non è solo! Sorpresa, con lui sul cestello a 50 metri sospeso nell’aria c’è ancora lui, il ragazzo di pochi minuti prima, salito per dare coraggio all’altro.

E mentre osservo a bocca aperta la scena dei due uomini sospesi a tutta altezza,  una ragazzina mi si avvicina, e mi chiede: “scusi signore, ma lei saprebbe dirmi chi è quell’uomo vestito di nero col clercymen e il caschetto sul cestello della gru di fianco al Carughi?”
Carughi??
E chi è – penso io. ..”dev’essere il ragazzo della protezione civile”.

Proprio quel giorno partivo, avevo da un pezzo voglia di andare a Cortina d’Ampezzo, per prendermi un breve periodo di vacanza con la mia famiglia. 5h di macchina e poi finalmente arrivo al resort, il più bello di Cortina.
Non posso descrivere la sorpresa che ho avuto quando, nel solarium, chi mi ritrovo ad accoglierci? Sempre lui, Carughi j.

Come aveva fatto ad anticiparci?
Mistero!
Sulla via del ritorno, quasi arrivati a casa, il traffico è bloccato: un incidente per fortuna non mortale.
Arriva a sirene spiegate l’ambulanza.
E chi scende con la portantina?
E chi altri? Sempre lui!
Il Carughi!

Ormai la giornata d’agosto volge al termine, decido con la mia famiglia di fare un salto alla sagra di San Rocco, che sta per chiudere.
Ad accoglierci, chi?
E chi se non lui?
Ora anche nelle vesti di parcheggiatore.

Il volontariato fatto persona!

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Escrementi per i condomini di via Borsellino

Dopo le rimostranze dei condomini di via Borsellino verso chi non ha ultimato i lavori di urbanizzazione promessi e concordati, rimostranze confluite su questo blog con articoli specifici di denuncia della situazione incresciosa venutasi a creare, stanotte, ignoti, hanno depositato degli escrementi alla base delle cassette della posta dei residenti che chiedono al sindaco l’impugnazione delle fidejussioni.

Dopo i colpi di pistola sparati alle finestre del sindaco, le lettere anonime diffamanti e ingiuriose spedite all’ex parroco, all’ex sindaco e al sottoscritto,  il paese si rivela ancora una volta nel suo lato peggiore.

Ciò consacra la nostra battaglia.
Una battaglia di opinione contro una determinata mentalità, cialtrona, disonesta e ignorante.
Che ognuno si metta una mano sulla coscienza e si interroghi se e in che misura, anche con la semplice omertà, abbia contribuito o contribuisca a che certi episodi accadano.

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Perchè domenica occorre recarsi a votare

Fra le 1001 una ragioni per cui domenica dovremmo tutti quanti recarci a votare il referendum, è la sua apoliticità.

Infatti, ci sono anche fior di sindaci del PD che approvano e sostengono il referendum.
Non é questione di simpatie o appartenenze a dx come a sx, ma di buon senso e volontà per i lombardi (e i veneti) di smettere di venire usati a mo’ di mucca da latte da uno Stato centrale parassita e clientelare.

A quanti poi criticano l’investimento che la Regione Lombardia ha dovuto sostenere per implementare il voto elettronico, rispondiamo che gli stessi aggeggi serviranno anche per la prossima volta.

Il mondo va avanti al pari passo della tecnologia e così i brogli e le interpretazioni di voto, sempre presenti ad ogni votazione grazie alla slealtà ed alla malafede talvolta presente in chi è deputato allo spoglio dei voti cartacei, vengono annullate.
Il residuo fiscale lombardo ha raggiunto la stratosferica cifra di 54 mld di euro.
La Lombardia non è un mucca da latte che serve a tenere in piedi uno Stato che spreca risorse comprando consensi attraverso il voto di scambio.

La crisi italiana è essenzialmente strutturale. Mettiamocelo bene in testa.
Prima mandiamo fuori dalle scatole chi ci dissangua e meglio sarà per tutti.
Prima ci decideremo a dare il nostro consenso in funzione di ciò che riteniamo più giusto e meritorio (e non più utile per il nostro orticello) e prima l’Italia potrà tornare a sperare in un futuro meno buio di quello che ci aspetta.

vittorio belluso

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Chiesti ai residenti del nuovo quartiere di via Borsellino 208.000 euro per ultimare le opere

Tramite una pseudo-lettera di convocazione inserita nella cassetta delle lettere qualche giorno fa, senza intestazione e firma, quindi totalmente anonima, noi proprietari di casa siamo stati convocati nella sala della parrocchia (perchè in parrocchia e non nella sede naturale che avrebbe dovuto essere, cioè il Municipio, è cosa incomprensibile per noi), ove si è svolta venerdì sera una riunione dei lottizzanti e dei nuovi proprietari del quartiere nato tra via Borsellino e via Cavour a Cavallasca (Fraz. Di S.F. della Battaglia).
Come da precedenti articoli di questo blog, l’argomento sono le opere di urbanizzazione che per l’ennesima volta si sono arenate nella suddetta zona.

Ricapitoliamo la situazione per le tre figure in gioco:

– Il sindaco si è limitato a constatare la situazione e sottolineare che il tempo è scaduto e che le opere devono essere eseguite, e subito, altrimenti dovrà procedere con la richiesta delle Fidejussioni. (Ma in fase di campagna elettorale, i toni che aveva usato erano stai tutt’altri, lasciando intendere che i lavori di urbanizzazione con lui al timone sarebbero stati finalmentre ultimati.

– I lottizzanti, per ridurre i costi ed evitare ritorni diretti dell’assicurazione che sbloccherà le fidejussioni, sono dell’idea di mettere mano al portafogli per concludere le rimanenti opere del PL previsto e mai terminato. (riattualizzato per un totale di 208.000 € che con sconti e lavori effettuati risulta avere un rimanente di circa 140.000 € per le rimanenti asfaltature e spostamento di una tubazione).

– i proprietari non sembrano dello stesso avviso avendo già pagato in fase di acquisto della propria abitazione le opere di urbanizzazione come evidenziato da atto notarile e consci del fatto che mettere mano al portafogli non implicherebbe automaticamente la realizzazione delle opere ed inoltre sicuri che la (certa) non totalità delle adesioni implicherebbe un ulteriore sforzo economico vanificando ogni altra azione diversa da quella di escutere le fidejussioni.

Da sottolineare che i lottizzanti, senza giustamente nessun tipo di comunicazione ai proprietari non essendo essi lottizzanti come sottolineato ieri sera, si erano riuniti in presenza del Sindaco (documento protocollato con numero in data 4 maggio 2017), decidendo di non escutere le fidejussioni in quanto Edilgest si impegnava al completamento delle opere che, per imprecisati motivi, si sono poi di nuovo arenate.

Da qui il sindaco, sempre sotto richiesta dei lottizzanti di non procedere con le fidejussioni, ha concesso altro tempo per trovare una soluzione che è risultata vana fino all’ultimatum di ieri sera: entro una settimana o c’è una soluzione alternativa o si eseguirà la richiesta delle fidejussioni.

Una volta richieste le fidejussioni, l’assicurazione andrà a rifarsi sulle aziende lottizzanti (già individuate in numero di tre per migliore situazione finanziaria) e non sui privati, su cui si potranno in seguito rifare le stesse aziende se lo riterranno opportuno e se riterranno esserci margine di azione legale in merito.

Insomma, nonostante il tempo, le promesse pubbliche e le varie e poco chiare situazioni che si sono verificate in questi anni, gli abitanti del nuovo quartiere non solo vivono in uno stato non proprio idilliaco ma si sentono anche sotto “processo” da chi avrebbe dovuto controllare e difenderli e da chi doveva effettuare le opere in questione.

Un cittadino deluso

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… e se fosse domani il 9 Ottobre 2016?

Di Alessandro Carughi su fb

Cari Amici, Care Amiche,

Esattamente un anno fa , oggi, sarebbe stato l’ultimo giorno da Cavallaschini. Ultimo giorno perché domani appunto saremmo andati a votare per l’avvenuta fusione. Ma oggi è tempo di tirare almeno le prime conclusioni; vale a dire che su 6432 aventi diritto al voto (di domani) solamente 2903 si sarebbero presentati alle urne. Non entro nel merito ne del Si e nemmeno del No; ma in campagna elettorale (pre-fusione) sentivo dire cose di questo genere :

-avremo maggiori impiegati comunali e potenzieremo il servizio , quando invece alcuni per non dire molti hanno chiesto il trasferimento e non sono stati rimpiazzati

-interverremo in maniera ordinaria e straordinaria nella manutenzione della cosa pubblica e sulla sicurezza, è notizia di pochi giorni fa che è saltata una conduttura dell acqua potabile in via Mazzini .. eppure con i soldi dell avvenuta fusione si poteva iniziare a fare degli interventi di manutenzione programmata al nostro acquedotto; come fece , e gliene do atto, Ronchetti che riuscì a diminuire di molto la dispersione. Non ho visto nemmeno interventi di asfaltatura nelle vie che necessitano appunto di un bel nuovo manto stradale eppure i soldi ci sono.. Ho visto tanti dossi in qualsiasi caso esagerati ma talvolta ,non lo nego , molto utili. Ho visto tanti Velobox deturpare il paesaggio del mio paese , ma mai elevare una contravvenzione in quanto , è ora di chiarirlo , sono fuori norma.

Ho visto tanto , e tanto ancora vedrò peccato però che sono rimasto fuori dalle varie commissioni , io come molti altri della ex commissione Cavallasca. Nella quale siamo riusciti con forza ed onesta ad ottenere molto , l’ultima e più visibile è stata l’acquisto dello scuolabus. Ognuno di voi tragga le proprie conclusioni , non spetta a me farlo …
Ma se fosse domani il 9 Ottobre 2016?

 

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Trascurata la scuola elementare di Cavallasca

Questo che vedete, è lo stato attuale della scuola elementare di Cavallasca (anche sede elettorale) nel post fusione comunale con San Fermo della Battaglia.
La foto è stata scattata oggi e inviataci da una mamma indignata.

Nella missiva, la signora testualmente scrive.” devo amaramente ammettere che con Ronchetti la scuola non è mai stata così trascurata“.

In effetti, diremo e confermiamo noi, il problema della pulizia delle strade e della manutenzione del verde ha subito una palese battuta d’arresto.
A tutti gli effetti, Cavallasca, per San Fermo, è stata solo un mezzo per ottenere € 752.000,00 annue per 10 anni da spendersi evidentemente altrove.
Vergogna!

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