La notizia di questi giorni è che la prestigiosa villa Olmo di Como è stata affittata per un evento privato – un matrimonio – con la partecipazione di circa 600 invitati arrivati da tutto il mondo.
La villa è stata affittata dal Comune che ne è proprietario e così il parco, che è a disposizione di tutti i 600 ospiti e chiuso momentaneamente al pubblico.
Il costo incassato dal comune di Como per 15 giorni di affitto?
280 mila euro!!!
280 mila euro per un matrimonio i cui invitati sono arrivati apposta a ogni parte del mondo, e tutti 600 incrementeranno il turismo del Lario, creando un indotto di altre centinaia di migliaia di euro.

Ecco…. credo che questa sia la miglior risposta ai miei detrattori del passato, cioè quella massa di ottusi che  mi risero in faccia quando iniziai a proporre l’affitto della villa Imbonati per fare fronte a spese già allora crescenti, le stesse che poi avrebbero spazzato via sindaco e giunta seppellendo tutti quanti sotto una montagna di debiti. (Ma io ero il solo a denunciare la paurosa mancanza di entrate a fronte di spese crescenti, quindi fu anche facile – sempre per i miei detrattori – affermare ch’io sparassi cazzate. Lo stesso dissero quando incominciai a parlare di fusione con San Fermo, … povera gente!… sappiamo tutti come poi sarebbe andata a finire).

Il futuro dell’Italia è nel turismo.
Como lo sta dimostrando.
Nonostante la città sia meno che mediocre dal punto di vista della ricettività sia da un punto di vista viabilistico che di parcheggi, che di costi legati alla iniqua tassa di soggiorno, i privati hanno saputo ribaltare una tendenza che vedeva Como decadere inesorabilmente, sull’onda della crisi dell’industria tessile, messa in ginocchio dalla concorrenza straniera verso la quale non è sindacalmente e legislativamente attrezzata a competere.
I privati hanno saputo creare alberghi dove prima non c’erano. Sono sorti bed end breakfast come funghi. E lavorano tutti!

Lo stesso sta accadendo qui da noi, a Cavallasca e a San Fermo.

Ora, è vero che il problema dei conti che non tornano per il Comune non c’è più.
Grazie alle mie idee, professate in tempi non sospetti (2012/2013/2014) ora il nuovo Comune accorpato di San Fermo  usufruisce di un’entrata straordinaria dallo Stato di 752 mila euro annue come premio per la fusione avvenuta.
Una cifra enorme che si aggiunge alle entrate già milionarie del parcheggio dell’ospedale, facendo di noi uno dei comuni più ricchi d’Italia.
Quindi la necessità economica di affittare villa Imbonati per fare cassa è decaduta.

Ma ha lasciato il posto ala necessità di salvarla dall’oblio, visto che le manifestazioni culturali che di tanto in tanto si sono svolte fin qui, sono state un fiasco di pubblico e ciò nonostante l’entrata fosse sempre gratis.
A sentire i vari oratori di altissimi temi culturali … solo parenti di questi. E talvolta nemmeno questi!

Serve quindi un cambio di strategia e la strategia giusta è quella da me indicata da anni: l’affitto a privati della villa per eventi di prestigio.

Il problema più grosso di villa Imbonati, è costiuito dalla sua manutenzione. Dai suoi altissimi costi di gestione legati al riscaldamento, ad infissi realizzati ai tempi di Garibaldi, agli splendidi affreschi che necessitano di temperature costanti e un ambiente non troppo umido, alle infiltrazioni che in alcuni punti già cominciano a farsi strada da un tetto che andrebbe rifatto anch’esso, visto che contiene il cancerogeno eternit.

Già un lustro fa, quindi in tempi non sospetti, il sottoscritto avanzò in Consiglio Comunale – fra gli sguardi perplessi dei colleghi – l’ipotesi di trasformare villa Imbonati in un centro congressi ed eventi, sulla falsa riga di villa Serbelloni a Bellagio, che implementasse il business dei matrimoni.
Per non parlare di villa Butti (altra fonte di sperpero di ingenti risorse pubbliche e sulla quale, in definitiva, la vecchia e ultima amministrazione ha finito per incartarsi), della quale ipotizzavo addirittura la vendita a privati o l’affitto a lunghissimo termine.

Oggi, alla luce dei fatti che ogni giorno di più confermano come ai tempi avessi visto giusto, mi permetto di suggerire alla nostra amministrazione di coinvolgere nella gestione della villla una ditta specializzata nel catering e ristorazione, addentro al mercato dei matrimoni, sia laici che religiosi, ove gli eventi, ovverosia matrimoni, meeting aziendali, mostre artistiche ecc. ecc. si trasformino in una fonte di reddito per il gestore e quindi per il Comune affittuario.

Quindi basta convegni pseudo culturali di cui non importa nulla a nessuno e che nessuno va a vedere.

Basta con oscuri convegni di massoni che si ritrovano – come è successo l’anno scorso- a convivio nella nostra villa per tutta una domenica estiva e per giunta con il patrocinio del Comune, fatto che solo i più colti possono comprendere in tutta la sua gravità.
A mio avviso è ora di cambiare mentalità.

Ma sono pessimista sui tempi in cui queste inevitabili cose si realizzeranno, quando vedo che siamo ancora a patrocinare e foraggiare la parrocchia nelle sue feste lumbard-calabresi, che finiscono per bloccare un intero paese con delle invasive bancarelle, che nelle intenzioni dovrebbero omaggiare il povero San Michele, ma che invece, certamente,  finiranno per farlo rivoltare nella tomba.

vttorio belluso

Nella foto, il volantino dell’evento massonico di 1 anno fa, patrocinato dal nostro comune, e svoltosi a villa Imbonati

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