Cari amici, cari lettori,

tanto per cambiare, su questo blog, parliamo del referendum del 9 ottobre.
Anzi, meglio, parliamo dell’esito del referendum del 9 ottobre.
E ne voglio parlare dopo aver staccato da tutto e da tutti ed essere andato via per qualche giorno.
Ho riflettuto e credo sia il caso che i cittadini che mi hanno votato vengano messi al corrente di come vedo questa situazione, per certi versi storica, per Cavallasca.
Dunque il 9 ottobre, col SI passa il cambiamento.
Col NO tutto resta com’è.
Compreso il debito ed il sindaco (non me ne voglia il primo cittadino ma è lui stesso che ha chiaramente fatto capire che nemmeno in caso di vittoria del NO si dimetterà, come invece avrei fatto io al suo posto).
Quella del 9 ottobre è la terza occasione di cambiamento per i cavallaschini in 7 anni.
Occasione di cambiare, ed in meglio, l’organizzazione del municipio, la qualità, la quantità ed il costo dei servizi.
La prima volta è stato nelle elezioni del 2009, ma per 21 voti pieni zeppi di lunghe ombre, vinse la conservazione, la stasi, l’immobilismo.
La seconda occasione, sempre legata al mio nome, Cavallasca l’ha avuta nel 2014, ma l’ha mancata per la seconda volta.
Al cambiamento che noi auspicavamo e che è in sintesi lo stesso di oggi, ovverosia la fusione del nostro comune con San Fermo, vinse il NO.
Tutto doveva restare com’era.
Ora abbiamo la terza occasione, ma stavolta non sarà più una sorta di plebiscito su di me, ma su Mascetti: Mascetti SI, Mascetti NO.
Ed ancora una volta l’immaginario collettivo sta sbagliando.
E grandemente anche!
Sta sbagliando perchè, ancora una volta, si bypassa sui contenuti delle proposte, e ci si ferma all’immediato, ci si concentra sulle innegabili criticità dell’operazione incorporazione, perdendo però di vista tutto il resto che è invece largamente positivo.

A questo punto, ragionavo fra me e me mentre ero a zonzo per chiese e musei, mi chiedo, nel malaugurato caso che vincesse il NO, se valga ancora la pena impegnarmi come ho fatto in questi anni per una comunità che è recalcitrante al cambiamento, che ha paura di tutto, che diffida di tutti, che vede il male anche dove non c’è, e non lo vede dove c’è: spesso sotto gli occhi.
Non so cosa farò, se passerà il NO.
Di sicuro, però, sarà la terza sconfitta politica.
Ma un dubbio mi è assalito mentre facevo questo ragionamento e mi sono detto: sconfitta per chi?
Per te?
No, è la popolazione di Cavallasca che, ancora una volta, perderà il suo treno.
Questa volta l’ultimo.

vittorio belluso

nella foto che segue, uno scorcio del chiosco dell’abbazia dei frati cistercensi di Piona (CO)

abbazia di Piona

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