Dunque, cari amici e care amiche di Cavallasca, domani si chiude l’anno, questo 2016 che è stato a dir poco appassionante e ricco di avvenimenti.
Con lunedì, dopo oltre 7 anni come capogruppo di una lista comunale, tornerò ad essere un cittadino come gli altri.
Non avrò più l’obbligo di leggere tutte le delibere per controllare che sia tutto a posto ed in regola, non dovrò più presentare mozioni o interrogazioni su questo o quell’argomento risultato non sufficientemente chiaro o da approfondire, non dovrò più rispondere alle mail di cittadini che scrivono per segnalare qualche problema inerente il funzionamento del Comune.
Con lunedì, potrò fare quel che vorrò, se lo vorrò, quando lo vorrò.

Il punto è proprio questo.
Con lunedì Cavallasca diventa una frazione di San Fermo ed a me si chiede di continuare a fare informazione.
Presenziare i Consigli Comunali ed, in quanto membro della commissione di rappresentanza cavallaschina che si formerà nei prossimi giorni, raccogliere le istanze dei residenti di Cavallasca per poi farle presenti al Consiglio Comunale già esistente in quale modo ancora non si sa.
L’idea di ricoprire questa nuova veste, mi stimola ma non mi entusiasma.
Per 4 anni di mandato saremo solo spettatori delle decisioni che persone non elette da noi prenderanno su di noi.
Questo è il dramma della fusione per incorporazione.
Siamo stati inglobati, mangiati da San Fermo della Battaglia.
(Speriamo almeno di non venire anche digeriti!)

Cosa rimane quindi di questi 7 anni?
Quale il bilancio?

Devo dire che, da un punto di vista politico, considero la nostra azione di questi anni come un qualcosa che ha smosso certamente le acque.
Un nuovo modo di pensare si è coagulato attorno a me, arrivando a contare sulla compartecipazione sentita di centinaia di persone.

Quasi un cuore ed un’anima, oserei affermare.
Ciò ha rappresentato un’esperienza esaltante e responsabilizzante, che ha modificato il modo di rapportarmi col prossimo, ora divenuto più riflessivo e pronto all’ascolto.
Si, cari amici, perchè solo chi l’ha provata (l’esperienza politica intendo) può comprendere quanto questa sia formativa ed impegnativa.
Come questa non lasci spazio all’impulsività che pure, almeno fino a qualche anno fa, era una delle mie caratteristiche caratteriali principali.
La politica mi ha insegnato a divenire calcolatore, metodico, talvolta anche cinico.
Ma anche a spendermi per il prossimo senza secondi fini, ovverosia a comprendere la quinta essenza dell’animo del volontariato.
Si, amici, volontariato!
Perchè fare politica contro i propri interessi, talvolta attaccato sotto la cintola da coloro i quali la politica la facevano per mestiere o per ego personale, tentando senza soluzione di continuità di sbattermi fuori dal ring, non è stata cosa da poco.
Senza metodicità e capacità di assorbire i colpi bassi sia da parte mia e sia di chi mi è stato vicino, non sarebbe successo quel che è successo, e noi cavallaschini saremmo rimasti nel limbo in cui eravamo ancora per chissà quanti anni, in balia di figure di secondo piano convinte magari di essere Dio in terra.

In questi anni di attività, mi sento in dovere di ringraziare alcune persone in particolare:
Giuliana Pertusi, Michele Fuccilo, Tonino Beatrice, Vittorio Panzeri, Mario Palermo, Maurizio Dori e Fiorenzo Gerna, tutti coloro che si sono presentati con la lista Forza Cavallasca alle ultime elezioni e tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto in questi anni.

vittorio belluso

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