La situazione politica locale, dopo mesi e mesi di emergenza Covid, per causa della quale ci è stato impossibile seguire le riunioni del Consiglio comunale riunitosi a porte chiuse e per via telematica, è di un grigiore spaventoso.
A due anni dalle prossime elezioni, non appare all’orizzonte nessuna figura in grado di impensierire l’attuale leadership.

Così, mentre il sindaco rinforza il suo potere secondo la consueta politica clientelare che vuole vedere privilegiati sempre e solo i vari centri di potere, ovverosia le associazioni e i vari gruppi numerosi di persone, i problemi di San Fermo, restano sempre gli stessi.
Basterebbe chiedere ai residenti di via Olcellera cosa pensano di questa giunta.

Abbandonati a se stessi come sono, al buio o alla luce fioca di lampioni risalenti molto probabilmente ai tempi di Garibaldi, con le strade bucate o rattoppate alla belle meglio, di certo non sarebbero teneri, col signor Mascetti.
Ma, il loro problema vero, è che il quartiere di Olcellera è costituito da case sparse, cioè ha una bassa densità di abitanti. Ovvero, dal punto di vista politico, pesa poco in cabina elettorale. Ecco perchè vengono trascurati.

In compenso, come abbiamo già scritto in passato, la settimana scorsa il quotidiano locale riportava l’avvenuto avvio dei lavori per costruire presso il complesso scolastico di San Fermo la nuova e inutile sede della Protezione Civile, per la cui costruzione si sono già abbattutiti degli alberi di grande fusto.
Non abbiamo ritenuto di tornare su di questo argomento perchè crediamo di avere già scritto tutto.
Solo una cosa non abbiamo scritto:
non si vergognano i membri della Protezione Civile, in particolare il suo primo responsabile, il signor Antonio Mai, nel vedere dirottati così ingenti capitali comunali verso la propria associazione, quando questi si sarebbero dovuti spendere per il territorio comunale?
Infatti, non serve andare fino ad Olcellera per constatare la latitanza dell’amministrazione sanfermina, basta fare due passi per Cavallasca o per la periferia di San Fermo.

Anche qui, vige l’anarchia! La sporcizia! Il verde incolto!

Bene, se io fossi il buon Antonio, solo a dare uno sguardo alla foto della sede abbandonata quando era ancora nuova di zecca, della ex Protezione Civile di Cavallasca, sapendo benissimo che questa avrebbe potuto soddisfare tutte le esigenze dell’associazione di cui mi onoro di essere primo rappresentante, almeno un po’, mi vergognerei.

Vittorio Belluso

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