La fine del PD è legata alla sua politica, clientelare e priva di innovazione

Il nostro punto

La fine del PD è legata alla sua politica, clientelare e priva di innovazione
Non puoi vincere se non fai elargizioni coi soldi pubblici (per es. le 80 euro in busta ai lavoratori dipendenti), ma poi, una volta al governo, ti scontri con l’economia reale e questa immancabilmente ti castiga.
L’imbonitore Renzi è andato avanti per 2 anni a dire che tutto andava bene, quando invece tutto andava male, il debito pubblico cresceva lanciato a nuovi record, la disoccupazione anche, tantissime le aziende hanno chiuso i battenti o si sono trasferite all’estero e gli immigrati, fonte di businnes per le coop rosse e bianche, in entrata senza fine fino a cambaire radicalmente la fisonomia delle nostre comunità, al punto di non sapere più dove metterli.
Quanto conti balle, il popolo, per quanto bue, finisce per accorgersene.
E questo è quello che è successo.
In realtà, dietro la faida interna al PD, si cela tutto il malessere del popolo italiano, della conflittualità interna ai grandi partiti ove tutti odiano tutti, ove nessuno crede più in quel che dice e propone.
Gli slogan servono solo a catalizzare voti, chi invoca l’onestà (ma con la sola onestà non si governa), chi la riduzione dell’orario di lavoro (l’esatto opposto di quel che serve fare per tentare di far riprendere l’economia), chi gli sgravi fiscali.
Ma nessuno sa come fare per uscire dalla crisi.

Una crisi che, a questo punto, non è solo contingentale, ma strutturale al sistema Italia e insita nel popolo italiano, un popolo che manca di coraggio e che punta sempre il dito contro qualcuno perchè non è capace di fare una riflessione introspettiva seria, l’unica che potrebbe portare ad una inversione di tendenza.
Siamo un povero popolo in una povera Europa sottomessa alla Germania che è riuscita finalmente a vincere la sua guerra assoggettando tutti.
Il pericolo principale? Papa Bergoglio e la sua martellante predica in favore dell’accoglienza selvaggia, multi-culturalista e multi-religiosa, in netta antitesi con quanto indicato dal suo predecessore a Ratisbona.
La nostra speranza? Trump e la sua politica nazionalista e protezionistica.

vittorio belluso

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Frigerio risponde a chi lo vorrebbe candidato sindaco in coppia con Gentile

Caro Vittorio non so se la tua proposta sia una stima nei miei confronti o una presa per il culo.
Del resto come avrai notato in questi giorni ero demoralizzato vedendo come stanno andando le cose e mi son detto: cosa ci sto a fare a Cavallasca che non c’è più?
Io ho già cambiato tre paesi di residenza senza muovermi da casa (Lieto Colle, Cavallasca, San Fermo) e non me la sento in un prossimo futuro di cambiare ancora residenza e diventare cittadino di Como, ciò è inevitabile è solo questione di tempo.

Nel mio piccolo ho sempre cercato di fare qualche cosa per la mia Cavallasca, ma mi hanno sempre tenuto al margine, anche se mi sarebbe piaciuto amministrare Cavallasca, non per il potere ma per il bene del mio paese e magari continuare come i miei avi che sette di loro hanno fatto il sindaco, ma non mi hanno mai dato la possibilità perchè ero un pericoloso “fascista”.
In una commissione in cui ero entrato durante l’amministrazione di mio zio, a fine mandato dello stesso, mi hanno sbattuto fuori.
Persino quando ero stato nominato presidente di seggio, hanno fatto pressione su mio zio perchè rinunciassi a tale incarico, e su consiglio di mio zio rinunciai.

Come vedi una parte di Cavallasca mi ha sempre osteggiato.

Anche durante la stesura del primo libro di Cavallasca edito dal Comune mi hanno lasciato fuori dalla commissione nominata dal Comune per aiutare l’autore.
Sono entrato successivamente per volere dello stesso autore.
Ora considerando la proposta una cosa seria e non una cosa da ridere, come realmente è, devo fare presente che ormai il tempo è passato, la voglia anche,gli anni pure e le armi oramai si sono spuntate, e pensare di battere la corazzata Mascetti è una vera utopia.

In considerazione di tutte le cose dette sopra. sto pensando di tarsferirmi a Rio de Janeiro in Brasile a spaparanzarmi al sole di Copa Cabana.

Ciao Vittorio un saluto Marco.

nella foto, Marco Frigerio durante la leva militare al comando di un semovente

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La scelta di Lucia

Lucia Borgesi, una delle persone che Belluso aveva segnalato all’amministrazione come possibile membro della costituenda commissione di rappresentanza cavallaschina, (ad oggi di fatto sorpassata dagli avvenimenti), unitamente ad Alessandro Ferrara, Massimo Mazzei e Alessandro Carughi, pare sia stata contattata da un membro della squadra di Mascetti per candidarsi alle prossime elezioni di primavera, nell’ambito delle ‘quota rosa’, che impongono, secondo il Ddl n. 56/2014, comma 147 art. 1, che prevede che “nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico”, la teorica candidatura di almeno 4 donne di cui almeno una ad entrare a fare parte della giunta.

Ma, di fatto, i comuni in tutta Italia che non ottemperano a tale inapplicabile normativa, come abbiamo già scritto pochi giorni fa, sono tantissimi, anche in provincia di Como.
E ciò perchè di donne in gamba ce ne sono poche, o, quantomeno, di donne che hanno la possibilità di votarsi alla politica tanto quanto tendenzialmente fanno gli uomini, sui quali è possibile selezionare meglio gli elementi più validi.

Va detto, in questa ottica, che Lucia Borgesi è una di quelle persone che abbiamo segnalato non certo per le sue qualità estetiche (che pure ci sono), ma per le sue indubbie e comprovate capacità.
La Borgesi, persona integerrima e serissima, è però incerta se accettare o meno la proposta, per questioni di ipotetiche conflittualità, essendo impegnata sia sul fronte dello sport praticato nella palestra comunale che nei corsi di arte applicata organizzati a villa Imbonati.
Considereremmo l’eventuale rifiuto della Borgesi un gran peccato, e ci auguriamo che Ella cambi idea.
Per questo siamo a scrivere questo articolo.
Infatti quella della Borgesi sarebbe una candidatura di stampo prettamente laico (pur essendo persona credente e praticante) bastata esclusivamente sul merito, come laico e indipendente vogliamo fortemente dovrà essere il nuovo e grande Comune di San Fermo della Battaglia.

vittorio belluso

nella foto, Lucia Borgesi

 

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I ‘passatori’ son tornati

Sui nostri confini con la Svizzera, sta riapparendo una figura che si credeva perduta per sempre dai tempi della seconda guerra mondiale.
E’ stato infatti negli ultimi 2 anni di guerra che ebrei in fuga dalle persecuzioni, sfollati rimasti senza casa a causa dei bombardamenti, renitenti alla leva, tentavano di fuggire in Svizzera attraverso i sentieri semisconosciuti che solo pochi esperti locali conoscevano: erano i ‘passatori’.
Gente che per soldi ti accompagnava di notte fino alla rete del confine.
Spesso, molto spesso, le valigie restavano di qui dalla rete, perchè una volta che il fuggiasco aveva scavalcato la recinzione, il passatore non gliele passava, appropriandosene.
Ecco, ora, quei tempi bui, quei tempi che credevamo sorpassati per sempre e consegnati all’oblio della storia, son tornati.
I ‘passatori’ son tornati.

vittorio belluso

profuga 1

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Legittimo l’uso dei box contenitori di autovelox

La risposta ufficiale del comandante della Polizia Locale sull’uso del box di via Ravona

In merito al dubbio, sollevato da alcuni cittadini, che l’utilizzo dei due box  (contenitori di autovelox) di colore arancio acceso (Via Ravona e Via De Cristoforis) sia illegittimo sento il dovere di affermare che detto pensiero nasce da un’errata interpretazione della normativa di riferimento. Il fatto che i box non sono contemplati dal Codice della Strada non deve indurre nessuno ad affermare che “allora il loro uso è illegittimo”. Su diverse strade si notano box di con forme e colori diversi (per esempio i box blu posti sulle autostrade) e nessuno di questi ha l’omologazione. Perché? Perché il legislatore non ritiene importante regolare forma, colore e modalità d’uso. Il ragionamento nasce dalla lettura di due pareri  del ministero dei trasporti:
– Il parere nr. 10258/2008 che così recita: Oggetto: rallentatori di velocità a cabina.
I manufatti indicati  non possono essere definiti apparecchiature di controllo della velocità trattandosi di meri contenitori.
Tale fattispecie non è soggetta ad approvazione.
– Il parere nr. 5589/2013 che riconferma:
Il manufatto non è sottoposto ad omologazione perché non è necessario.
Inoltre spiega (nella parte intitolata: impiego legittimo…) che i manufatti possono essere utilizzati come contenitori di autovelox (questi ultimi devono essere omologati) e su qualunque tipo di strada. Ed è quello che stiamo facendo.
Aggiungo che i due velobox sono solo una parte di un più ampio progetto sulla sicurezza stradale. Il progetto prevede anche una campagna sulla sicurezza stradale che coinvolgerà scuole, giovani e meno giovani.

Il Comandante della PL
Francesco Leanza

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Mascetti come gli ‘americani’ nel 43

Il punto della situazione dopo la polemica Mascetti – Gagliardi e la richiesta di quest’ultimo del commissariamento

In questo momento Mascetti, agli occhi dei cavallaschini, è al massimo raggiungibile per quanto concerne fiducia, aspettativa e popolarità.
E’ visto come un ‘liberatore, un po’ come gli italiani dell’Italia meridionale videro gli americani nel 43 e nel 44 che, via via, liberavano le città dai nazifascisti, ma anche dalla fame e dalla paura dei bombardamenti, visto che tutti avevano capito che i tedeschi la guerra avrebbero potuto solo perderla e gli alleati vincerla e che l’unica variabile sarebbe stata il tempo che occorreva per mettere la parola fine.
Ora, fatto questo azzardato parallelismo, possiamo affermare che Mascetti ha già vinto le elezioni di primavera, perchè è visto come un liberatore, un uomo che ha saputo contrapporsi al prefetto per quanto concerne l’accoglimento dei clandestini (almeno fino ad ora) nella caserma del Monte Sasso, che ha portato soldi per coprire l’enorme buco di bilancio, che fra poco porterà un giallobus per i bambini mandando in pensione la vecchia carretta inquinante e arrancante di ora, che ha promesso soldi alle varie associazioni, nonché alla parrocchia.

Ha liberato i cavallaschini dall’incubo delle tasse, da un periodo di umiliazioni e polemiche violente, dal rischio di un preoccupante commissariamento, dalle tasse ai massimi consentiti dalla legge.
Il Mascetti, entrando in Cavallasca, non può non essere visto che come un liberatore, come i siciliani, i calabresi, i pugliesi, i campani, videro gli alleati nel 43 quando entravano nelle loro città, con gli Scherman e gettando alla folla festante sigarette, cioccolato e caramelle, tutte letizie oramai dimenticate dagli anni bui delle restrizioni di guerra.
Solo dopo ci si sarebbe resi conto che dietro vi era una colonizzazione in atto, Italia fatta terra di conquista delle multinazionali come la Coca Cola la Ford o la General Motors, che ci avrebbero resi Stato satellite escluso dall’avere una rappresentanza politica autorevole nelle sedi internazionali, che le nostre navi da guerra, orgoglio della regia marina e nostro vanto agli occhi del mondo, sarebbero state inviate alla demolizione quando non cedute a paesi terzi come riparazione in conto di guerra.
In quel momento, tutti avevano occhi solo per le cose belle.
Come a Cavallasca, in questo passaggio storico.

vittorio belluso

 

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Frigerio-Gentile: la coppia che spariglia

A fronte delle tantissime richieste che arrivano da ogni parte della cittadinanza di ottenere una rappresentanza reale di Cavallasca ( e non virtuale con il pretesto di ottemperare alle ‘quote rosa‘ immettendo in lista delle perfette neofiti buone solo al prete), alcuni strateghi stanno pensando di proporre a Marco Frigerio, la non giovanissima memoria storica di Cavallasca (ma anche di San Fermo), persona conosciutissima e  discendente di una antica e nobile famiglia che ha segnato la storia del paese fin dai tempi della battaglia di San Fermo, di candidarsi a sindaco come leader di una seconda lista da contrapporre alla corazzata Mascetti.
Il progetto, in vero azzardato quanto avvincente, vedrebbe il pluri campione di Italia e del mondo Claudio Gentile, schierato al fianco del Frigerio nella carica di vicesindaco con delega all’assessorato allo sport.

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Referendum-elezioni di primavera: il parere di Gagliardi

Mi permetto di intervenire sulle novità (leggasi elezioni), che interesseranno l’incorporazione del Comune di Cavallasca in San Fermo della Battaglia, in qualità di (ex) consigliere comunale di Cavallasca.
Fa piacere e ritengo sia un fatto positivo che il Decreto riconosca la bontà delle argomentazioni da me e Gianni Gaspa sostenute, non tanto per rivendicarne una sorta di paternità, ma per evidenziare come, di fronte ad atti così importanti come una fusione tra due Comuni affini, l’elemento democratico sia del tutto fondamentale e non secondario alle pur comprensibili ragioni di convenienza economica.
Cosa sostenuta con forza nelle riunioni pubbliche sulla incorporazione e rimaste inascoltate.
Sicuramente le elezioni rappresentano quindi un passaggio in avanti rispetto al problema della rappresentanza dell’ex Comune di Cavallasca, che giaceva silente nelle stanze del Municipio di San Fermo della Battaglia e su cui il Sindaco di San Fermo non aveva ritenuto di aprire, dopo il referendum, un confronto nel merito con gli ultimi organismi consiliari di Cavallasca.
Il motivo è presto detto; basta leggere il regolamento della commissione di rappresentanza, appena approvato, per accorgersi che mai avremmo sostenuto un documento in cui i cavallaschini vengono trattati come sudditi e non come cittadini. In esso infatti il controllato diventa controllore, il “deus ex machina” di tutto, che si arroga il diritto di nominare chi farà parte dell’organismo e decidere su quali argomenti la commissione potrà nel caso esprimere dei pareri.
Di democrazia, rappresentanza, autonomia neppure l’ombra. Fa specie che lo stesso Sindaco faccia sfoggio di improvviso senso democratico e parli dell’importanza delle elezioni, dopo aver approvato un simile regolamento e dopo avere del tutto negato il loro valore e significato negli incontri pubblici avvenuti, quasi come un ingombrante orpello ad un’incorporazione che doveva essere da subito operativa.
Un passaggio in avanti – si diceva – rispetto alla commissione di rappresentanza (del Sindaco non di Cavallasca) ma che rischia, date le condizioni in cui ci si trova, solo di dare legittimità ad una incorporazione fatta male ed in fretta e furia, certificandone l’inadeguatezza quale strumento di fusione tra due Comuni troppo simili per essere uniti con un blitz di mezza estate. Una delle condizioni fondamentali è, in ambito di una democrazia rappresentativa, quello di avere un percorso chiaro sin dall’inizio: informazione, partecipazione, costruzione di un progetto condiviso, elezioni e referendum.
A San Fermo e Cavallasca tutto ciò non è avvenuto: l’informazione si è limitata a otto incontri dove non è stato presentato alcun impegno scritto, limitandosi ad assicurare i cittadini di Cavallasca che non avrebbero avuto un aumento delle tasse, non è stato redatto alcun progetto scritto prima del referendum, la consultazione popolare è stata costruita sulle paure del debito cavallaschino e le elezioni rappresentano certamente un momento fondamentale ma in un contesto del tutto anomalo e non previsto.
Ecco perché di fronte ad un quadro così confuso, avremmo di gran lunga preferito una fusione ordinaria che avrebbe scandito tappe molto più chiare con tempistiche leggermente dilatate ma che avrebbe davvero aperto ad una fase partecipata in cui ridisegnare con i cittadini il nuovo comune. Ecco perché queste elezioni, a questo punto, con un Sindaco nel pieno dei suoi poteri, le rappresentanze cavallaschine annullate, il divieto all’accesso di atti pubblici negato ai consiglieri di minoranza di San Fermo, non hanno alcun presupposto per risultare davvero contendibili (non a caso nella fusione ordinaria interviene un commissario che gestisce la fase precedente alle elezioni).
Il prefetto più che indire nuove elezioni avrebbe dovuto mandare un commissario, che avrebbe preparato il terreno alle elezioni di un Comune nuovo allargato.
Piuttosto che niente meglio piuttosto, dirà qualcuno. Giusto ma non chiamiamo tutto questo democrazia.
Democrazia non è solo l’atto di mettere una scheda in un’urna ma è anche costruire un percorso e un clima che permetta a tutti di poter contendere ad armi pari.
A San Fermo è così?
Noi un’idea ce la siamo fatta, ma giriamo la domanda al signor Prefetto per competenza.

Riccardo Gagliardi

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A proposito del nuovo autovelox di via Ravona

Il nostro Sindaco sta già usando anche i “nostri” soldi per fare altri soldi!!

Sto parlando delle nuove colonnine di controllo della velocità sulla via tre Camini e sulla parte in discesa della via De Cristoforis (la Garibaldina).

La mia speranza è che vengano usate con buonsenso al pro di migliorare la sicurezza stradale e non col solo fine di fare cassa, sanzionando velocità che, al giorno d’oggi, le nostre auto sono in grado di fare in totale sicurezza dati i sistemi frenanti evoluti di cui sono dotate.

Dal mio punto di vista, infatti, anche i limiti di 60 anziché 50km/h sono senz’altro congrui su certi tratti (questi in particolare!). Non sarò mai d’accordo con chi mi dice che la velocità è la prima causa degli incidenti! Per me rimane la DISTRAZIONE la maggior causa, fattore pericoloso che può risultare mortale pur procedendo a 30/40 all’ora: ho visto gente col giornale aperto sul volante andare a queste velocità, non superavano il limite eppure ritengo che questi tipi di azioni siano molto più pericolosi e inqualificabili del procedere a 60 km/h piuttosto che a 50! Insomma: spero che il sindaco abbia il coraggio per stabilire, dove il codice glielo consenta, velocità congrue ai i tratti citati: non credo sia obbligatorio attenersi ai 30 e 50 come limiti ma esistono anche i 40 e 60 (come i 90 sulla Milano – Meda, anziché gli assurdi 80!!) che il buonsenso direbbe di mettere, pur preservando la sicurezza.

Ma il buonsenso non esiste da noi, come non esiste nel cervello di molti che criticheranno queste mie righe, del resto il mondo è bello (non ancora per molto) perché è vario!

Da cosa nasce questa mia riflessione? Dal fatto che ho sentito di gente sanzionata a 53 km/h sul tratto in discesa verso San Fermo e non per pochi euro, gente che magari è diretta al lavoro e ha un po’ più di fretta!

Vittorio Folcio

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Il tuo infermiere

Di Francesca Perego

INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE CONTINUA A CRESCERE SUL TERRITORIO:DALLA FARMACIA A CASA TUA, L’ ASSISTENZA SANITARIA A km “0”

L’ accorpamento dei comuni San Fermo della Battaglia con Cavallasca ha comportato diversi cambiamenti logistici e burocratici. Da una parte questa opportunità creerà nuovi vantaggi, ma dall’ altra potrebbe far insorgere inconvenienti dovuti alla diversa dislocazione dei servizi. Per far fronte alle necessità sociali della popolazione più fragile (anziani, disabili, allettati ecc.), con il sostegno della farmacia di Cavallasca, un gruppo di infermieri ha dato vita a una nuova opportunità di lavoro: INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE, la prima “APP” applicazione che porta un infermiere direttamente al domicilio dell’ assistito.

COME FUNZIONA IL SERVIZIO

Attraverso l’utilizzo di una semplice APP ( scaricabile sia da Apple Store che da Google Play) è possibile registrare i propri dati indicando il tipo di servizio assistenziale richiesto. In pochi minuti l’ infermiere più vicino al domicilio dell’ interessato riceverà la richiesta e potrà accordarsi con il paziente per effettuare la prestazione.

Il servizio privato offre comunque tariffe agevolate e convenzioni con diverse strutture convenzionate della provincia per l’ esecuzione dei prelievi ematici che saranno eseguiti al domicilio e refertati in brevissiomo tempo.

I vantaggi sono rappresentati esclusivamente dalla possibilità di avere un professionista della salute qualificato a casa propria evitando inutili spostamenti, code agli sportelli o disagi burocratici.

QUALI SONO LE PRESTAZIONI OFFERTE

Ogni tipo di prestazione sanitaria infermieristica dall’ iniezione alla medicazione semplice e complessa, dalla sostituzione di un catetere vescicale alla gestione delle stomie, prelievi ematici con consegna del referto, consulenze, igiene della persona, ecc.

LA TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE PAZIENTE CHE GRAZIE AD UN PASSAPAROLA E’ VENUTA A CONOSCENZA DEL NOSTRO TEAM.

Un esempio pratico arriva da una nostra paziente che ha da poco usufruito del servizio rilasciandoci la sua personale testimonianza:

Tiziana è una giovane donna in attesa di due gemelline, la sua è una gravidanza a rischio che le impone diversi controlli ambulatoriali e purtroppo anche periodi di ricovero ospedaliero.
Quando la incontriamo al suo domicilio per la prima volta percepiamo subito uno stato d’ ansia dovuto alla sua condizione clinica e alla mancanza di informazioni utili per alleggerire il suo stress emotivo.
Data la giovane età è stato spontaneo instaurare da subito un rapporto più confidenziale, utile anche per sciogliere un po’ le tensioni create nel suo ultimo ricovero.

Sono venuta a conoscenza del servizio offerto da INFERMIERE DI FAMIGLIA … IL TUO INFERMIERE grazie ad un passaparola. In seguito a una diagnosi di iperuricemia avevo necessità di eseguire una terapia idratante endovenosa per due volte al giorno. Inizialmente ero un po’ scettica circa il servizio che avrei incontrato in quanto la nostra cultura cerca ancora di orientarci verso gli ospedali per ottenere ogni tipo di assistenza.
Il primo colloquio con l’ infermiera, che mi ha poi accompagnato e supportato in questo ciclo terapeutico, è bastato per darmi fiducia e tranquillizzare le mie paure…
L’ esperienza è stata senza dubbio positiva – continua Tiziana – ho apprezzato molto la modalità di relazione che questi professionisti hanno utilizzato per mettersi in contatto con me come paziente.
Simpatia e professionalità, oltre alla preparazione tecnica, sono stati il connubio perfetto per la mia situazione non molto serena di gravidanza a rischio.
Mi sento quindi in dovere di consigliare vivamente questo tipo di approccio assistenziale ovunque sia possibile per evitare lo stress di un ricovero ospedaliero che comporterebbe spese e tempistiche notevolmente maggiori oltre che il disagio di non avere la famiglia sempre al proprio fianco.
Ringrazio tutto il team per avermi seguito e supportato in ogni momento di necessità, per avermi garantito un assistenza a 360 gradi e per tutte le attenzioni e le cure prestate”.

IL PRIMO PASSO DA FARE

Presso la farmacia San Michele del Dott. Belluso a Cavallasca è possibile reperire le brochure o i contatti telefonici utili per l’attivazione del servizio.

Se sei infermiere e sei interessato ad entrare a far parte della rete assistenziale presente nella tua provincia, puoi scaricare l’APP “IL TUO INFERMIERE” e registrarti come professionista.

Medici e farmacisti possono invece visitare il sito “ILTUOINFERMIERE.IT” per attivare il servizio e collaborare con la rete fornita dal portale e, cosa più importante, seguire l’ iter terapeutico dei propri pazienti direttamente online.

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Fermi scrive al Prefetto di Como in merito alla caserma di Cavallasca

Oggetto : Situazione profughi nel Comune di San Fermo della Battaglia (località Cavallasca)

Egregio Sig. Prefetto, Le scrivo in merito alla delicata situazione dei profughi sul territorio comasco, in particolare nell’ex Comune di Cavallasca, oggi incorporato nel Comune di San Fermo della Battaglia.
Ho avuto notizia della possibile assegnazione di altri 25 migranti da ubicare nell’ex caserma della Guardia di Finanza, un numero eccessivo considerando che, vista la saturazione della struttura con gli attuali 25, l’inserimento di ulteriori persone genererebbe reali complessità sul territorio.
Ho osservato i dati sulle presenze nei vari comuni e mi risulta che San Fermo della Battaglia abbia una numero di migranti superiore rispetto alla ridistribuzione prevista dall’accordo siglato tra Ministero dell’Interno e Anci, cioè 2,5 migranti ogni mille abitanti. Come ben sa, siamo ampiamente oltre questi numeri: il Comune di San Fermo dovrebbe ospitare 19 profughi, non i 25 attuali, né tantomeno i 50 ipotizzati. Conosciamo bene lo spirito che anima i sindaci comaschi nell’affrontare le emergenze, ma, nel farlo, le Referente per l’istruttoria della pratica:

ALESSANDRO FERMI Tel. 02/xxxxxxxxxx

le istituzioni devono garantire loro la possibilità di pianificare, sia per realizzare un vero programma di integrazione, sia, soprattutto, per prevenire disordini ed eventuali criticità all’interno dei loro territori. Avendo, inoltre, preso visione delle lettere che Le sono state inviate sul tema dal primo cittadino di San Fermo della Battaglia e delle quasi mille firme raccolte con cui anche i cittadini esprimono la loro contrarietà all’aumento del numero di migranti, sono a chiederLe quale decisione intenda assumere in merito e se, come auspico, determinerà di non destinare ulteriori profughi, almeno fino al riequilibrio delle quote dovute nei vari comuni, quali iniziative intenda intraprendere per rassicurare la comunità. In attesa di un Suo riscontro e ringraziandoLa per l’attenzione, con l’occasione invio i miei migliori saluti.

Distinti saluti IL DIRIGENTE
ALESSANDRO FERMI

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Si è svolto il Consiglio comunale di San Fermo

Si è svolto ieri sera, presso la splendida e prestigiosa sede di villa imbonati, il primo consiglio comunale della amministrazione unica, subentrata a quella cavallaschina, decaduta il primo di gennaio.
Numeroso il pubblico in sala proveniente da entrambe le località – S.Fermo e Cavallasca – probabilmente complici le elezioni che si terranno nella tarda primavera, a seguire questa prima seduta.
Va detto subito, prima di entrare nelle singole materie trattate, che il clima è apparso subito su di un livello ben superiore a quello a cui eravamo abituati.
Un clima collaborativo e privo di preclusioni di sorta.
Basti pensare che il sindaco Mascetti ha approvato ben 3 mozioni presentate dalla minoranza di Prospettiva San Fermo, non prima di aver ringraziato l’opposizione per le costruttive proposte presentate.
A villa Imbonati non si era mai vista una cosa simile.
Basti pensare che a Forza Cavallasca, in 7 anni, le mozioni sono state bocciate praticamente tutte, ad eccezione di un paio fra cui una sull’esposizione del crocefisso nei luoghi pubblici, argomento trasversale e che coinvolgeva la sfera della religione sul quale non si poteva oggettivamente votare contro.

Per il resto, il voto negativo era la prassi, salvo poi, nel caso di ‘buone proposte’ il lasciar passare qualche mese per poi ripresentare la proposta dopo averla fatta propria, come parto della maggioranza.
Scusate amici, mi accorgo che mi sto dilungando in questioni che escono dal tema di ieri sera, ma per me, che per 7 anni ho visto il mio lavoro regolarmente bistrattato quando non letteralmente scippato, questo sasso me lo devo togliere.

Vediamo insieme gli argomenti trattati ieri sera, commentando quelli che riteniamo salienti:
i punti 1,2,3,4,5 e 6 altro non sono se non l’adeguamento obbligatorio per legge della rappresentanza di Cavallasca in seno al paese incorporante.
Ma, tali adempimenti, obbligatori da definire entro il 30 di marzo, sono di fatto stati superati dalla decisione del Prefetto di tornare alle urne entro l’estate.
Quindi la rappresentanza nelle varie commissioni resterà di fatto lettera morta fino al rinnovo del Consiglio.
Seguono quindi le tre mozioni di Prospettiva San Fermo riguardanti presunti miglioramenti per la viabilità in centro paese, tutte approvate dalla maggioranza.

In ultimo, la mozione suggerita da Alessandro Fermi sulla creazione di una zona franca lungo i comuni confinanti con la Svizzera, col fine di arginare l’emorragia e la chiusura di aziende e aziendine soffocate dal fisco italiano.
Solo la sinistra locale, che pure aveva ben esordito con interventi molto calzanti riguardo la rappresentanza, è riuscita ad astenersi. (O votare contro?).
Con ogni probabilità, sull’insegnamento della vecchia amministrazione cavallaschina, non si è bocciata la proposta ma il proponente: Alessandro Fermi, sottosegretario di Maroni, esponente di spicco di Forza Italia.
A conclusione di questa breve cronaca, ci sentiamo di fare i complimenti a tutti.
A Tiso come a Butti come a Mascetti – il sindaco – che ha dimostrato di saper apprezzare la collaborazione delle minoranze quando si concretizza in proposte di valore comune.

vittorio belluso

segue ODG della seduta

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Chi ha firmato l’accordo sulla fusione per incorporazione con San Fermo?

A chiarimento

L’accordo dell’autunno scorso con la giunta di San Fermo per avviare l’iter di incorporazione di Cavallasca in San Fermo della Battaglia attraverso referendum … non è stato siglato da me.
Visto che il sottoscritto pare essere ritenuto da talune persone vicine alla vecchia maggioranza locale il principale responsabile del fatto che Cavallasca sia rimasta senza una rappresentanza politica, mi permetto di ricordare a questi ‘taluni’ che il sottoscritto, pur essendo dichiaratamente favorevole all’operazione per motivi ampiamente elencati, non è il responsabile della situazione venutasi creare.
Per quanto riguarda il nostro nuovo sindaco – Mascetti – confermo di ammirarne le qualità ed il decisionismo.
Confermo di avergli chiesto un posto nella sua squadra.
Anticipo che non ho intenzione di candidarmi contro di lui, che sono preparato all’idea di restarmene a casa qualche anno e chiedo scusa ai miei 505 elettori (che oggi sono di più) se non potrò rappresentarli nella imminente tornata elettorale, in quanto la mia candidatura non dipende da me, come non è dipesa da me né la modalità con cui si è proceduti ad una fusione che cancellava in un sol colpo anni dei nostri sacrifici e del nostro lavoro, nè soprattutto la tempistica.

Quindi se si vuol per forza cercare un responsabile di questa situazione imbarazzante, lo si cerchi pure da un’altra parte.

vittorio belluso

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Una prece per Don Lorenzo

Ad acque ormai calmate, ad esequie avvenute, sentiamo il bisogno di esprimere anche noi un pensiero per don Lorenzo Bataloni, per tanti anni parroco di San Fermo della Battaglia, scomparso improvvisamente nei giorni scorsi.

Abbiamo avuto l’onore e la fortuna di conoscerlo grazie a Marco Frigerio che era in contatto con lui e con don Renato Pini.
Con don Lorenzo abbiamo pranzato alcune volte, a Grandola, unitamente al comendator Botta, l’avvocato Monti, ed altre personalità che non è il caso ora e in questa sede di menzionare.
Possiamo solo affermare che eravamo rimasti colpiti dal livello di cultura, pacatezza, bontà e lucidità del “confessore” del duomo.
Conversare con lui non era solo un piacere, ma una vera e propria fonte di apprendimento.
Resteranno sospesi per sempre i nostri ‘risotti al pesce persico’ a Lenno.
Quella avrebbe dovuto essere la nostra prossima meta.
Ciao, don Lorenzo, ciao.

La redazione

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La grande occasione di Mascetti

… A ruota libera domenicale

Dunque, cari amici, riprendo la consueta dissertazione domenicale, alla luce della situazione politica locale che è in pieno fermento elettorale.

Siamo tutti che pendiamo dalle labbra di Pierluigi Mascetti, il quale in questi giorni ha ricevuto una serie impressionante di richieste di cittadini che lo pregano di candidarli.
Tutti a sgomitare per sostenere lo strascico del sovrano.
Mascetti si sente forte e lo è.
Ha i mezzi per amicarsi le famose associazioni, anche di Cavallasca, promettendo finanziamenti reali, non fittizi, come fece il nostro predecessore, che promise mari e monti a cani e porci quando in realtà il suo conto era già estinto e che per questo si schiantò conto il muro, fracassando l’auto e uscendo malconcio lui stesso e la sua giunta.
Mascetti ora ha l’occasione storica – da una posizione di forza – di dimostrare apertura mentale, coraggio, senso del dovere e del giusto, se aprirà ad almeno 4 cavallaschini nella sua squadra, secondo il reale rapporto di abitanti del nuovo Comune venutosi a formare.

Se non lo farà, e alcuni segnali ci indicano che non abbia intenzione di farlo, significa che non intende spartire la gestione del potere e delle responsabilità con persone che possano dargli ombra e che non rispondono direttamente a lui ma alla propria coscienza, si dimostrerà debole.
Abile finchè volete.
Ma debole.
Capace e fattivo finchè volete.
Ma debole.

Il ricandidare la sua squadra nella sua quasi interezza, se non fosse per almeno una donna che prenderà con ogni probabilità dalla parrocchia di Cavallasca, ciò non dovrà essere interpretato come un gesto di riguardo verso i suoi uomini, ma come un gesto di spregio nei confronti dei cavallaschini tutti.
Tutti.
Compresi i responsabili del disastro economico che ora sono ai bordi ad osservare cosa facciamo noi per poi tentare eventualmente di riaccreditarsi agli occhi dell’opinione pubblica.
Insomma, cari amici, la politica locale non smette di essere macchinosa e a misura non di idee e programmi ma di personalità e del saper cavalcare l’onda come su di un surf.
Ora il tempo comincia a stringere e staremo a vedere cosa succederà in questi giorni.
Di sicuro non permetteremo che Cavallasca resti senza una sua rappresentanza, così come la parte orfana di San Fermo, che in Mascetti non si è mai riconosciuta e che certamente scenderà in campo.
Amalgama sarà la caserma ex Gdf del Monte Sasso.
Sanfermi e cavallaschini infatti, su questo sono uniti: non vogliono altri arrivi, meno che mai che venga creato un ghetto in mezzo ad un bosco.
Ci sono 1003 firme a suffragare la nostra esistenza.
Partiremmo da lì.

vittorio belluso

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Si è svolta la giornata di raccolta del farmaco per i bisognosi a cura del Banco Farmaceutico

Oggi, 11 febbraio 2017, per il quinto anno consecutivo, si è svolta la giornata di raccolta dei farmaci da donare ad enti bisognosi.

Nonostante la crisi economica sia sempre più profonda e non si veda ancora uno spiraglio di luce per le tantissime famiglie colpite, sono stati poco meno di cento i farmaci da banco raccolti oggi nella farmacia San Michele di Cavallasca.
Poco meno del 45% delle vendite, 97 su di un totale di 232 scontrini rilasciati, sono stati per il Banco Farmaceutico.

Nel caso di Cavallasca, i farmaci donati andranno direttamente all’Associazione del Banco di Solidarietà di Como.
Desideriamo ringraziare i volontari e le volontarie (foto) che si sono alternati a turno durante l’intera giornata, prodigandosi per la buona riuscita dell’iniziativa, informando le persone di passaggio circa le nobili finalità e proponendo i farmaci da banco da offrire al prossimo.
Fra le persone che oggi si sono alternate volontariamente, ringraziamo sentitamente:
Petra Cittadino, Chiara Pensotti, Claudia Corbetta, Elisa Pensotti, Nicola Belluso, Gabriele Miglio, Manuel Stoppiello.

Totale farmaci raccolti: 97, in leggera diminuzione rispetto all’anno passato.
Un dato però, per fortuna, non in tendenza col resto della provincia, dove invece, a voce della responsabile del Banco farmaceutico di Como – Chiara Cavadini – in provincia di Como sono stati raccolti 6975 farmaci (+700 rispetto scorso Anno) per un valore di oltre 40.000 euro.

Al di là del grande risultato, la giornata di oggi è stata quindi uno spettacolo di carità, in cui San Fermo ha fatto comunque la sua parte.
Un grazie di cuore a tutti coloro i quali hanno dato il proprio contributo, con un pensiero speciale per Doriana. (Lei capirà).

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Sabato 11 febbraio giornata del Banco Farmaceutico

Elenco delle farmacie che sabato 11 febbraio aderiranno all’iniziativa di raccolta del farmaco

  • FARMACIA GROSSIVIA CESARE CANTU’ 9 – 22031 ALBAVILLA
    Tel. 031627480
  • FARMACIA PERTUSINIVIA POZZI 1 – 22070 ALBIOLO
    Tel. 031806205
  • FARMACIA PAGANIP.ZZA CAVOUR, 1 – 22070 APPIANO GENTILE
    Tel. 031930235
  • FARMACIA FOIS E FIGLI SNCVIA S.M. MADDALENA 13 – 22060 AROSIO
    Tel. 031762283
  • FARMACIA DI BIZZARONE DELLA DOTT.SSA ERBISINI SIMONAVIE DELLE GINESTRE, 1/A – 22020 BIZZARONE
    Tel. 031803151
  • FARMACIA S.AGATAVIA GUFFANTI 2/D – 22070 BULGAROGRASSO
    Tel. 031930460
  • FARMACIA DOTT.VITTORIO ALZANI & C. SNCVIA V.VENETO 10 – 22060 CABIATE
    Tel. 031766316
  • FARMACIA CENTRALE MARCANTONIOVIA MATTEOTTI 18 – 22063 CANTU’
    Tel. 031715128
  • FARMACIA SONVICOVIA MATTEOTTI 34 – 22063 CANTU’
    Tel. 031714055
  • FARMACIA COMUNALEVIA LOMBARDIA 68 C/O CENTRO COMMERCIALE – 22063 CANTU’ – MIRABELLO
    Tel. 031732033
  • FARMACIA DI SALA DR.SSA MADDALENAVIA REGINA 111 – 22010 CARATE URIO
    Tel. 031400157
  • FARMACIA FILIPPINIVIA VOLTA 41 – 22070 CARBONATE
    Tel. 0331821446
  • FARMACIA DR.SSA ANGELA ZIBETTIVIA NAZIONALE 21 – 22070 CASSINA RIZZARDI
    Tel. 031880518
  • FARMACIA ANTICA ROMAVIA ROMA 33 – 22023 CASTIGLIONE INTELVI
    Tel. 031831352
  • FARMACIA SAN MICHELE VIA HENRY DUNANT 15 – 22020 Cavallasca/San Fermo della Battaglia
    Tel. 031535021
  • FARMACIA ARIENTIVIA MILANO 165 – 22100 COMO
    Tel. 031272226
  • FARMACIA ARRIGHI SNCVIA STATALE PER LECCO, 51 – 22100 COMO
    Tel. 031280869
  • FARMACIA BANIVIA GIOVIO 24 – 22100 COMO
    Tel. 031266389
  • FARMACIA CAMERLATA DOTT.SSA ELENA NOCCOPIAZZA CAMERLATA 3/B – 22100 COMO
    Tel. 031521098
  • FARMACIA CENTRALEVIA PLINIO 1 – 22100 COMO
    Tel. 031304204
  • FARMACIA DE FILIPPISV. VITTORIO EMANUELE, 40 – 22100 COMO
    Tel. 031262277
  • FARMACIA DELLA SALUTEV. CONCILIAZIONE, 69 – 22100 COMO
    Tel. 031573135
  • FARMACIA DI BRECCIAV. ANDREA PEREGO, 7 – 22100 COMO
    Tel. 031505454
  • FARMACIA INTERNAZIONALEVIA FONTANA 13 – 22100 COMO
    Tel. 031270308
  • FARMACIA ORSENIGOVIA NATTA 15 – 22100 COMO
    Tel. 031260383
  • FARMACIA S.AGOSTINOPIAZZA MATTEOTTI 3/A – 22100 COMO
    Tel. 031304738
  • FARMACIA SAN MARTINOVIA CASLETTI 26 – 22100 COMO
    Tel. 031308433
  • FARMACIA SANTA TERESA SNCVIALE ROSSELLI 35 – 22100 COMO
    Tel. 031574630
  • FARMACIA SOVARZI MUGGIO’VIA MUGGIO’ 34 – 22100 COMO
    Tel. 031282391
  • FARMACIA VIA MILANO DOTT. FARE’ DANIELEVIA MILANO 39/41 – 22100 COMO
    Tel. 031272410
  • NUOVA FARMACIA SAGNINOVIA PIO XI 112/B – 22100 COMO
    Tel. 031542436
  • FARMACIA PIAZZA DOTT.SSA CARLOTTA PIAZZAVIA GARIBALDI, 37 – 22013 DOMASO
    Tel. 034495066
  • FARMACIA DR. TILI DI MARCELLA TILI E C. SNCPZZA V.VENETO, 32 – 22036 ERBA
    Tel. 031644193
  • PREMIATA FARMACIA CENTRALE ROBBIOCORSO 25 APRILE, 101 – 22036 ERBA
    Tel. 031641237
  • FARMACIA DELL’OCAVIA GARIBALDI 95 – 22073 FINO MORNASCO
    Tel. 031920165
  • FARMACIA DOTT. GEROSA MATTEOVIA GARIBALDI 42 – 22073 FINO MORNASCO
    Tel. 031929488
  • FARMACIA DI GRANDOLA DI REZZONICOVIA ITALIA,24 – 22010 GRANDOLA ED UNITI
    Tel. 034432237
  • FARMACIA LIPIRA NUNZIOVIA ROMA, 24 – 22070 GUANZATE
    Tel. 031976938
  • FARMACIA CERCHIARIVIA GENERAL CANTONE, 56 – 22044 INVERIGO
    Tel. 031699888
  • FARMACIA SOVARZI SASVIA PROVINCIALE PER LECCO 850/854 – 22030 LIPOMO
    Tel. 031282391
  • LB FARMA SNC DI LONGONI E BARBATOV. BATTISTI,87 – 22070 LOCATE VARESINO
    Tel. 0331830286
  • FARMACIA PIZZIVIA UNIONE, 11 – 22074 LOMAZZO
    Tel. 0296370502
  • FARMACIA RIVOLTAVIA IV NOVEMBRE 38/C – 22070 LUISAGO
    Tel. 031927075
  • FARMACIA DOTT.SSA LUISELLA ANGLESEVIA VOLTA, 11 – 22075 LURATE CACCIVIO
    Tel. 031491811
  • FARMACIA CASTELLI DR. SIMONEPIAZZA ROMA, 2 – 22066 MARIANO COMENSE
    Tel. 031745591
  • FARMACIA PORROVIA XX SETTEMBRE, 37 – 22026 MASLIANICO
    Tel. 031340455
  • FARMACIA KLUZERVIA IV NOVEMBRE 30 – 22017 MENAGGIO
    Tel. 034432051
  • FARMACIA ZANONVIA DIAZ 4/A – 22046 MERONE
    Tel. 031650033
  • FARMACIA COMUNALE DI TRE TORRIPIAZZA SAN GERARDO 8 – 22077 OLGIATE COMASCO
    Tel. 031945336
  • FARMACIA COMUNALE DI SAN FEDELE INTELVIVIA ROMA, 5 – 22028 SAN FEDELE INTELVI
    Tel. 031830206
  • FARMACIA CRISTINI DEL DR. FABRIZIO CRISTINIVIA PROVINCIALE 24 – 22038 TAVERNERIO
    Tel. 031426018
  • FARMACIA DOTT. AGOSTINELLI PAOLOPIAZZA VITTORIO EMANUELE II 1 – 22029 UGGIATE-TREVANO
    Tel. 031949232

Perché nessuno debba mai più scegliere
se mangiare o curarsi

Sabato 11 febbraio, lungo l’arco di tutta la giornata, si svolgerà nelle farmacie aderenti la giornata italiana di raccolta del farmaco, nella quale è possibile, a chiunque lo desideri, acquistare un farmaco da banco da destinare ad enti caritatevoli assistenziali della zona.
Nel caso della farmacia di S.Michele di Cavallasca, la raccolta andrà al Banco di Solidarietà di Como a sostegno e assistenza delle realtà famigliari povere e disagiate.

Le farmacie hanno un ruolo centrale nel sistema di donazione dei farmaci essendo sin dall’origine protagoniste della Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco e fulcro del progetto “recupero farmaci validi non scaduti”.

La farmacia di San Fermo/Cavallasca, per quanto concerne la realtà di Como e provincia, è in prima fila a fianco del dott. Carlo Ravera, nel combattere la battaglia ancora più grande, che consiste nel riuscire a recuperare i farmaci prescritti dal medico e non usati. A Roma, Milano e Varese è possibile. A Como ancora purtroppo no.
Ma, dopo la riunione avvenuta ieri sera lunedì 8 febbraio nella sede del Banco di Solidarietà di Como, è stato concordato l’impegno della onlus locale a fare il possibile perchè, già dall’anno prossimo, il farmaco prescrivibile non usato sia possibile raccoglierlo anche nelle farmacie aderenti della provincia di Como senza più gettarlo inutilizzato.

Collaborando con il Banco Farmaceutico, il farmacista trova possibilità di espressione e valorizzazione del proprio compito: essere sempre in prima linea al fianco dei cittadini.
Il farmacista che aderisce alla Giornata di Raccolta del Farmaco indirizza i clienti all’acquisto dei medicinali (OTC e SOP) necessari all’Ente assistenziale a cui la sua farmacia è collegata: potrà contare sul supporto di Banco Farmaceutico, sia per il materiale di comunicazione sia per la presenza in farmacia dei volontari durante la Giornata.
Per aderire alla Giornata di Nazionale di Raccolta del Farmaco, la farmacia dovrà mettersi in contatto con il Delegato Territoriale del Banco Farmaceutico e compilare un modulo di adesione. Contestualmente al farmacista è richiesta una erogazione liberale.

Lettera aperta del Banco Farmaceutico

Se qualcuno sapesse, se qualcuno mi aiutasse”, pensa il mendicanteche non ti chiederà mai, probabilmente, un analgesico per la strada, non ti parlerà mai dell’infezione che lo affligge e, obbligato dalle circostanze, dovrà sempre scegliere se, quel giorno, mangiare o curarsi.

Eppure, lui c’è.

Ci sono il suo urgente bisogno di guarire e la mortificazione di non poterlo fare.

In Italia, i poveri sono 4,1 milioni, secondo gli ultimi dati Istat. Sono mendicanti, ma anche mamme, anziani, disoccupati e immigrati.
Sono volti che appartengono al contesto del nostro vivere e interpellano il nostro senso della misericordia.

Hanno bisogno di biberon per i loro figli, antidolorifici per l’artrosi, integratori e antinfluenzali per continuare e cercare lavoro.

Hanno tutti bisogno del minimo indispensabile per sopravvivere dignitosamente.

Hanno bisogno di un tuo gesto di carità.

Puoi acquistare e regalare loro un farmaco da banco, sabato 13 febbraio, andando in una farmacia che espone la locandina della Giornata di Raccolta del Farmaco 2016 organizzata dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus.

Nel 2015, Banco Farmaceutico, ha raggiunto 400.000 poveri grazie all’impegno di 3.673 farmacie e più di 14.000 volontari (400 operano tutto l’anno). 
Quest’anno, aiutaci a fare in modo che nessuno debba mai più scegliere se mangiare o curarsi.
Grazie!

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