Quale futuro per villa Imbonati per salvarla dall’oblio?

Il buon Mascetti comincia a rendersene conto: è Villa Imbonati la vera ‘gatta da pelare‘ ereditata dalla fallimentare avventura politica della cavallaschina idea Comune.
Sulla carta gli ha lasciato una villa seicentesca che nessuno in provincia può nemmeno immaginare di possedere, con un parco bello, esteso, rimesso a nuovo ma semi inutilizzabile, con panchine rotte e accessi scomodi e limitati.
Un parco che non svolge l’attività di parco, cioè di spazio ove giovani e le famiglie, specie dalla primavera all’autunno, possano vivere il meraviglioso contatto con la natura.
Niente di tutto questo.
Nella testa della trapassata amministrazione il parco doveva essere un’entità incelofanata, da non vivere ma solo da guardare da lontano.

Ma, dicevamo, il problema più grosso è cosa fare di villa Imbonati, coi suoi altissimi costi di gestione legati al riscaldamento, ad infissi realizzati ai tempi di Garibaldi, agli splendidi affreschi che necessitano di temperature costanti e un ambiente non troppo umido, alle infiltraziani che in alcuni punti già cominciano a farsi strada da un tetto che andrebbe rifatto anch’esso, visto che contiene il pericolosissimo eternit.

Di tutte queste cose, noi modestamente abbiamo cominciato a parlare non meno di un lustro fa, nell’indifferenza e spesso nell’ostracismo di una realtà locale sempre distanziata dai tempi, che arrancava senza idee con la pretesa invero patetica di fermare le lancette del tempo.
Già un lustro fa, quindi in tempi non sospetti e in grande anticipo sui tempi, noi avanzammo l’ipotesi di trasformare villa Imbonati in un centro congressi ed eventi, sulla falsa riga di villa Serbelloni a Bellagio, che implementasse il business dei matrimoni laici.
Questa idea sbarcò, tramite il mio lavoro di consigliere comunale, anche in Consiglio comunale, ove sguardi sorpresi e ironici praticamente mi risero in faccia, tanto loro appariva bizzarra l’idea.

Per non parlare di villa Butti (altra fonte di sperpero di ingenti risorse pubbliche e sulla quale, in definitiva, la vecchia e ultima amministrazione ha finito per incartarsi), della quale ipotizzavamo addirittura la vendita a privati o l’affitto a lunghissimo termine.
E ogni volta i sapientoni del paese – gli stessi che con la loro inadeguatezza ci hanno condotto scientemente in pasto a San Fermo, adducevano come critica motivazioni di ordine di tradizione e operato delle amministrazioni precedenti, che vedevano nel complesso monumentale villa Butti + villa Imbonati il cuore pulsante (ed economico) del paese.
Peccato però che non si fossero accorti che il mercato aveva già bocciato questa ipotesi fin da subito, dirottando le poste, la banca, la farmacia e quanto altro in altri siti più logici, accessibili, spaziosi e , quindi, remunerativi.
Ora il problema villa Imbonati, con l’annessione a San Fermo, si ripresenta intatto ed irrisolto:
cosa fare della villa, ora che anche il Municipio è scappato via?

… E allora mi permetto di avanzare una ipotesi, cui sto pensando da mesi, e la giro al nuovo sindaco:
si potrebbe coinvolgere una ditta specializzata nel catering e ristorazione, addentro al mercato dei matrimoni, sia laici che religiosi.
Si potrebbe, con contratti di locazione con ammortizzatori nel caso le cose andassero male e incentivi al locatario se bene, affidare a tale ditta la gestione dell’intera Villa Imbonati, ove gli eventi, ovverosia matrimoni, meeting aziendali, mostre artistiche ecc. ecc. fossero fonte di reddito per il gestore e quindi per il Comune di San Fermo.

Ho anche un’idea su chi potrebbe  accollarsi questa enorme responsabilità:
i fratelli Saglio: Massimo e Walter.
Chi più di loro?

Da bravi git conoscono la realtà locale da sempre perchè l’hanno in parte fatta, amano la loro terra, rispettano le tradizioni, e sono due bravi imprenditori.
Pierluigi, che ne dici?

vittorio belluso

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Don Teresio ha conseguito il dottorato di ricerca in Sacra teologia

Ieri pomeriggio, a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, Don Teresio Barbaro – parroco di Cavallasca da circa un lustro, ha conseguito il dottorato di ricerca, discutendo il tema della Grazia nel pensiero di St.Agostino.

Il progetto di laurea, portato avanti con tenacia in questi anni dal giovane ed effervescente parroco, è degno di nota, perchè appunto perseguito in concomitanza con gli innumerevoli impegni che già si era sobbarcato. ( D Teresio è responsabile dell’ufficio Scuola ed educazione della Diocesi di Como).
L’arringa discussa ieri, al cospetto di altri prelati aventi il compito di contrastarla, è stata molto impegnativa. ( Basti considerarsi la vastità del pensiero di Agostino d’Ippona)

Ugualmente, il dottorato è stato ottenuto coi complimenti del Presidente della commissione per la ricerca innovativa.
A Roma, per l’occasione, erano presenti anche la famiglia di DT e un manipolo di fedelissimi amici.

Molti altri erano presenti viurtualmente attarverso i social network.
La redazione si congratula con Don Teresio e auspica un periodo di meritato riposo, in attesa di tornare a tempo pieno ad occuparsi dei suoi amati parrocchiani.

Autori vari
Nella foto DT con i membri della commissione giudicatrice

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Due Italie separate e distinte

Osservando attentamente il TG nazionale si possono vedere le disgraziate terre di Marche e Abruzzo e martoriate dal terremoto. Ma si nota imperiosa anche un’altra Italia. Un’Italia superba fatta di associazioni di volontariato, di Forze dell’ordine, di ragazzi che si spendono per cercare di alleviare le sofferenze di quelle povere e italianissime genti, … e lo fanno per la gioia di dare senza nulla chiedere in cambio … e allora mi dico che c’è ancora speranza.

La solidarietà si spreca tra le classi sociali medie e medio basse.
Stranamente ,vedi i nostri Politici ,tutti o quasi stra stipendiati ,non fanno altro che chiacchiere, ma uno come Napolitano che guadagna una cifra iperbolica al mese ,da decenni e non spende un euro perché va a scrocco ovunque, non gli viene in mente di ” dimezzarsi” lo stipendio?
Il gesto diciamo,
e con lui centinaia di altri.
Esistono quindi due Italie.
Quella che produce ed è solidale e generosa … e l’altra parassita della prima.

Autori vari

* foto tratta da Il Giornale.it

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In consegna le 1000 firme al Prefetto

Come già anticipatoVi nei giorni scorsi,

il bando per l’aggiudicazione degli appalti per la ristrutturazione della ex caserma del Monte Sasso come sito di accoglienza temporanea di clandestini, pare sia stato temporaneamente sospeso per una sessantina di giorni.
Così riporta e conferma l’articolo di oggi de La Provincia.
Parallelamente a ciò, sempre a brevissimo tempo,  presumibilmente la prossima settimana, verranno consegnate al sig. Prefetto di Como le 1000 firme raccolte dal comitato ‘No caserma’ nel mese scorso, che chiedono che tale destinazione venga annullata per tutta una serie di ragioni già esposte.

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Commissione di rappresentanza: Belluso, Borgesi e Carughi verso la nomina

Secondo le ultime news, Lucia Borgesi e Alessandro Carughi, saklvo sorprese sempre possibili dell’ultima ora, dovrebbero entrare a fare parte della famosa commissione di rappresentanza cavallascaschina nel nuovo Comune d San Fermo, secondo le indicazioni date a suo tempo da Belluso, che pure si è offerto di farne parte.

Segue un breve curriculum delle due figure:

Lucia Borgesi

Borgesi Lucia. Classe 1968. Artista/grafica/progettista/sportiva… Impegnata sul territorio di Cavallasca come volontaria nel Gruppo Sportivo ….e presso la scuola primaria dove insegna karate attraverso cicli di lezioni annuali. Istruttrice presso la palestra Comunale di Cavallasca di karate e Qi Gong. Grazie al sostegno del Comune di Cavallasca da qualche anno propone un corso do acquerello per bambini e adulti.
Scenografa in occasione di alcuni spettacoli teatrali della parrocchia di San Michele.

 

Alessandro Carughi

Alessandro Carughi è nato a Como nel Novembre 1998. Ha sempre vissuto a Cavallasca partecipando attivamente alla vita del paese e a diverse realtà associative. Alessandro è uno studente della ragioneria presso l’ istituto caio Plinio secondo di Como ad indirizzo amministrativo finanziario e marketing. Già da quando aveva 14 anni era appassionato di politica tant’è che non si è mai perso un consiglio comunale. Con oggi ha deciso di scendere in campo politicamente per portare la rappresentanza di Cavallasca nel nuovo comune di San Fermo Della Battaglia. Nello specifico il giovane vorrebbe occuparsi degli aspetti viabilistici e di pubblica sicurezza per Cavallasca e dell’ aggregazione giovanile nel nuovo comune che verrà a crearsi.

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Informazione ai lettori

A causa di un nostro errore nella effettuazione dei backup, inavvertitamente abbiamo cancellato gli ultimi 6 giorni di articoli e commenti, ed anche il database.

Due soli gli articoli degni di nota che si sono persi, :”E’ finita l’era dei sindaci chierichetti, alpini e giardinieri” e l’informativa che diceva che il bando per far venire nella ex caserma di Cavallasca un centinaio di clandestini è stato per il momento sospeso.
Ci scusiamo per il disagio.

La redazione

in immagine la vignetta dell’articolo andato perso

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Anno nuovo, giunta nuova … forse che questi capiranno?

Oggi desidero parlare di un problema che riguarda l’esercizio della farmacia di Cavallasca e di tutti i negozi che le sono intorno, dalla parrucchiera, passando dal negozio di pasticceria, dalla rosticceria e dall’imminente arrivo nella piazzetta di un rinomato ristorante di pesce: la cronica mancanza di posti auto accessibili quando si svolge la Santa Messa nella chiesa vicina o quando vi è un evento a Villa Imbonati, la mancanza invero imperdonabile di un carico e scarico per le merci che giornalmente e più volte arrivano a rifornire la farmacia e, cosa più imperdonabile di tutte, la mancanza di un posto auto riservato ai portatori di handicap. (vedi foto varie)
Di queste problematiche, più volte ho già parlato in passato, ma il fatto ch’io fossi un consigliere comunale mi ha limitato non poco nel denunciare la problematica per via dell’evidente conflitto di interessi che avevo al riguardo, ma che ora non ho più.
Spesso infatti, con la vecchia giunta, ho avuto l’impressione che talune decisioni riguardanti il regolamento del traffico e dei parcheggi di via Dunant e del parcheggio coperto funzionale agli esercizi e pagato centinai di miglia di euro dagli stessi esercenti all’atto di acquisto,  venissero prese all’esatto contrario dei nostri suggerimenti, quasi a voler fare un dispetto.

Mi sono sempre chiesto se chi ha regolamentato la fruibilità dei parcheggi esterni ed interni al centro servizi – ripeto, pagati dagli esercenti – fosse solo un incompetente oppure un vero idiota mosso da cristallina stupidità.
p 3

Ora, che ringraziando Iddio, non sono più consigliere comunale, certe cose posso finalmente scriverle in tutta la loro chiarezza.

Come dicevo, in primis nel parcheggio del Centro Servizi, mancano i posti riservati ai portatori di handicap e al carico e scarico delle merci.
Le foto scattate nel giugno 2016 attestano la problematica
I mezzi in questione, in mancanza di un posto adibito al carico e scarico delle merci, per poter effettuare la loro consegna, avevano dovuto sostare in mezzo al parcheggio,creando ostacolo a tutti.
Una cosa che si ripete ogni santo giorno.

valentina

Perchè poi togliere dei posti auto coperti al personale impiegato nei vari negozi ed ai clienti di essi affittando a prezzi sotto mercato i pochi spazi disponibili?
Un Comune che non si fa scrupolo di chiederti € 1500 di Tari (tanto per fare un esempio) ma che poi ostacola fisicamente i clienti dei negozi spremuti fino all’osso, non è un buon Comune.
Non amministra come si dovrebbe.
Non stimola il commercio.
Lo si sfrutta e basta.

Ora la speranza è che, con l’ausilio e la competenza del comandante dei vigili che conosce bene la problematica per averla gestita in emergenza tante volte, la nuova giunta si faccia carico di questa problematica sentita sia dagli esercenti che soprattutto dall’utenza, e si ponga secondo un’ottica diametralmente opposta rispetto alla Giunta precedente, ri-regolamentando il tutto finalmente senza più dispettucci degni dell’asilo Mariuccia

vittorio belluso

dunant parcheggio

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Clandestini tentano la via della Svizzera passando dai sentieri della Spina Verde

Informiamo, se ancora c’è qualcuno che dubita, che nella settimana appena passata, attorno alle h 17 di sera, due clandestini di colore sono stati avvistati mentre si aggravano in cerca della rete di confine nei pressi della  via Monte Sasso, ove vi è un agriturismo.

La persona che ci ha riferito l’episodio, asserisce che i due non spiaccicavano una sola parola di italiano, tentando di comunicare il lingua inglese. I due hanno chiesto in che direzione fosse la Svizzera, evidentemente per passarne il confine clandestinamente

Il fatto riteniamo sia di una gravità assoluta ed impone alcune considerazioni che ora farò pubblicamente.

  1. Tutte le notti i droni svizzeri turbano il sonno dei sanfermini nel tentativo di individuare le presenze di individui nel 99% dei casi di sesso maschile che tentano di introdursi in Svizzera clandestinamente.drone svizzero 2
  2. Si sono formati dei sentieri dove prima non c’era nulla, tanto è il flusso di ‘migranti senza documenti’ che ogni notte popolano i nostri boschi della Spina Verde.
  3. In questa ottica, la decisione del governo di porre una base logistica per espatri clandestini, altrimenti chiamato centro di accoglienza temporaneo, appare assolutamente folle.La prefettura non può non essere al corrente, tramite i servizi di intelligence che lavorano per il Ministero dell’Interno, di cosa accade ogni notte nei boschi di Cavallasca .Eppure, imperterritamente, insiste nel voler destinare un numero imprecisato ma certo notevole di questi sconosciuti ad un passo da residenze isolate, ove vivono famiglie con anziani, donne e bambini.Riteniamo tutto ciò essere semplicemente criminale.
    Criminale nei confronti del popolo italiano.

Popolo italiano che, a questo punto, ha il dovere, in una logica di stretta conservazione, di ribellarsi ai predicatori di accoglienza con tutte le forze che ha.
Siano essi papi illegittimi, primi ministri non eletti, o semplici funzionari di uno Stato nel quale ogni giorno di più è impossibile riconoscersi.

vittorio belluso

clandestini

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Il problema ‘villa Imbonati’

Questa mattina ho avuto modo di incontrare due fra i nuovi amministratori di Cavallasca.
Venuti a villa Imbonati in avanscoperta, si sono resi subito conto che i costi di gestione e di manutenzione dello splendido immobile non saranno affatto leggeri, neppure per le laute casse di San Fermo.

Parlando coi due, mi sono reso conto di quanto le idee che con la mia lista ho tentato di portare avanti in questi anni riscontrando la netta opposizione della intera altra rappresentanza di Cavallasca, sia essa ex comunista o ex democristiana, siano oggi più attuali che mai.

Cosa dissi, in sostanza, con articoli, mozioni e interrogazioni?
Dissi che villa Imbonati andava messa a reddito dandola in gestione a privati che ne facessero un centro culturale, di rappresentanza, di svolgimento di matrimoni laici e di svago, sulla falsa riga di villa Serbelloni a Bellagio, perchè era un costo troppo gravoso per la comunità.
Mi si rise in faccia.
I dipendenti comunali continuarono ad occuparne le splendide stanze solo al mattino, col calorifero a manetta d’inverno per tutto il giorno.
Ora, evidenti macchie di umidità cominciano a dare mostra di sé proprio fuori dalla sala consiliare, a poca distanza dagli affreschi restaurati.
Stamattina, non ho avuto il coraggio di dire ai due amministratori sanfermini che il sottotetto della villa è in eternit, e come tale un pericolo per l’intera comunità.
Di certo, metter mano al tetto della villa significa mettere mano pesantemente alle casse del nuovo Comune.
Altro discorso, poi, è l’adiacente villa Butti.
Di cui da anni auguriamo un affitto se non addirittura una vendita.
Ma la giunta ora decaduta di allora, composta tutta da persone che venivano dal mondo del lavoro dipendente e quindi lontanissimi dalla logica imprenditoriale che è l’unica a che avrebbe potuto permettere di salvare il Comune dalla bancarotta a cui stava allegramente veleggiando, come suo solito mi rise dietro, bollando le mie proposte come fantasie.
Nel giugno del 2015, in una intervista rilasciata al Giornale di Olgiate, a proposito della destinazione della villa dissi testualmente:

“ … nell’ipotesi di una fusione, ritengo sia molto meglio adibire la prestigiosa e bellissima sede di Villa Imbonati a meeting e matrimoni, magari dando in appalto la gestione dell’immobile e del suo parco a ditte specializzate del settore che butterebbero nelle casse del Comune fior di quattrini che verrebbero poi impiegati in opere pubbliche.
Un posto così bello e prestigioso, secondo me, è un “delitto” metterci dentro un Comune, la cui gestione rappresenta un costo importante per la collettività.
Villa Imbonati è un posto meraviglioso come ce ne sono pochi qua intorno e potrebbe rendere come, ad esempio,
Villa Serbelloni a Bellagio.
L’Immobile in cui è situato il Comune di San Fermo è senz’altro più moderno, meno dispendioso e con meno dispersione termica rispetto a Villa Imbonati”.

vittorio belluso
villa-imbonati

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La lettera del comitato ‘No caserma’ è su ‘La Provincia’

Ripubblichiamo la nostra lettera inviata al sig. Prefetto di Como nei giorni scorsi

Egr. Signor Prefetto di Como

Le scriviamo in merito alla Sua decisione di destinare la ex caserma della Guardia di Finanza di Cavallasca, sita in Via Monte Sasso, come “Centro di Accoglienza Temporaneo” per cittadini stranieri richiedenti asilo (l’80% dei circa 170 mila nuovi arrivi sono risultati clandestini).

Siamo un consistente numero di cittadini (circa mille come attestato dalla petizione che sarà nostra cura farLe pervenire al più presto), che hanno sottoscritto la loro adesione al comitato cittadino che si è costituito spontaneamente, al fine di promuovere alternative concrete sull’utilizzo dell’immobile de quo, appena è trapelata in paese la notizia della destinazione che Lei, signor Prefetto, vorrebbe dare alla ex caserma.

In seguito, (tra i cittadini, riunitisi più volte in assemblee da noi organizzate e che hanno visto una foltissima partecipazione) sono emerse delle forti e motivate preoccupazioni, quali per esempio quella di veder sconvolgere la vita quotidiana di un vivere tranquillo di una intera comunità).

E quindi nata la nostra iniziativa di sottoscrivere formalmente una petizione popolare, petizione che oseremo definire saggia, apolitica, civile, ma anche attenta e decisa, approvata e condivisa in prevalenza da liberi cittadini dei Comuni di Cavallasca e San Fermo della Battaglia (ora fusi in un unico Comune dal 01/01/2017), per opporsi all’arrivo di altri migranti oltre i venticinque già ospitati in via Fontanina a Cavallasca.

La stragrande maggioranza di noi, infatti, crede che sia più che congruo il numero di migranti (25) già accolti, ritenendo soddisfatta la media in termini percentuali di accoglierne 2,5 ogni mille abitanti, pur tenendo conto della fusione per incorporazione con San Fermo della Battaglia, ed è disposta a condividere il lavoro e l’impegno concreti necessari per una non facile integrazione di questi giovani.

Ciò che più ci preoccupa ora, ma non ci scoraggia, è il Suo perseverare in questo progetto che appare dalle conseguenze non sufficientemente ponderate.
Sappiamo, infatti, che si è chiuso recentemente il bando per la ristrutturazione della ex caserma al fine di predisporla per ospitare una cinquantina o forse più di richiedenti asilo/clandestini, per la quale sono state destinate notevoli risorse finanziarie per i lavori di ristrutturazione.

La presente missiva ha lo scopo principale di portare alla Sua attenzione una serie di fondati motivi di ordine sociale, in primis quello dell’ordine e della sicurezza pubblica, di natura tecnica strutturale, di seguito elencati, che noi riteniamo imprescindibili, peri i quali non riteniamo essere la locazione una scelta felice:

  • La ex caserma è ubicata in una zona isolata dell’estrema periferia nord del paese di Cavallasca. E’ completamente immersa nel bosco del parco della Spina Verde e dista poche centinaia di metri dal confine con la Svizzera. Nella zona risiedono 5 o 6 nuclei familiari con presenza di ragazze e ragazzi in età adolescenziale; Cogliamo l’occasione per invitarLa formalmente, signor Prefetto affinchè venga a constatare di persona quanto è angusto e inadatto il posto, per accogliere un numero così elevato di persone senza futuro;
  • L’ubicazione isolata dell’immobile, la scarsa illuminazione e la ridotta accessibilità della strada che porta a detta struttura, con lunghi tratti a senso alternato, costituiscono già adesso un inconveniente non da poco per il traffico locale. Ipotizzando un simile insediamento sorgerebbero enormi difficoltà per la circolazione degli automezzi dei residenti degli automezzi e delle persone che dovrebbero garantire assistenza alimentare, condizioni igenico-sanitaria, ordine pubblico e sicurezza.
  • Da sopraluoghi e rilievi tecnici effettuati in loco si è rilevato che sia l’impianto idrico dell’acqua potabile sia quello delle acque reflue non sono a norma. Infatti per tali motivi un nuovo insediamento comporterebbe un maggiore consumo di acqua sanitaria a valle con scarsissime possibilità per gli insediamenti a monte di usufruire del servizio di acquedotto. Riguardo poi alle condizione già precarie della rete fognaria e delle acque reflue, ipotizzando un simile insediamento verrebbe continuamente intasata la rete a causa della insufficiente portata delle tubazioni, con effetti prevedibili dal punto di vista igenico-sanitari disastrosi;
  • Lo status delle persone, ipotizzando un insediamento di 50 unità, che dobbiamo considerare si tratta di clandestini per l’ 80%, senza alcuna possibilità di inserimento nel mondo del lavoro men che meno in quello della istruzione. Pertanto saranno di difficile controllo, tenderanno a sfuggire alle operazioni di identificazione in quanto se privi dei requisiti per essere accolti come profughi o rifugiati, devono essere respinti e quindi rimpatriati perché considerati clandestini.

Per quanto sopra esposto, Le chiediamo:

  • Di proporre la necessaria opportunità affinchè venga attuata una distribuzione più equa a livello provinciale, considerando che Cavallasca e San Fermo della Battaglia insieme già ospitano circa 25 ragazzi.
  • Di valutare l’opportunità di modificare la destinazione d’uso della ex caserma in subordine rinunciare alla sua ristrutturazione destinando le risorse finanziare a strutture più idonee per i medesimi scopi.
  • Di condividere la compra-vendita della ex caserma, con il l Comune di San Fermo della Battaglia, affinchè sia possibile la realizzazione di uno dei progetti ALTERNATIVI alla destinazione attuale in corso (sede dell’Ente Parco Spina Verde, Centro Sociale dei meno giovani, Centro Scolastico per gli studi, la conoscenza e la divulgazione delle biodiversità e dei percorsi storico-culturali esistenti all’interno dell’intero parco Spina Verde) con sicuri riflessi sociali positivi sull’intera COMUNITA’.

Con Osservanza

Il Comitato ‘No caserma ai clandestini’,

Pierangelo Marongiu,
Vittorio Belluso
Roberto Di Mauro

lettera-al-prefetto-2

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Rien ne va plus, les jeux sont faits!

Villa Imbonati semivuota da triste immagine di se

Questa è l’immagine di Villa Imbonati -ex sede del Municipio fino a 3 giorni fa – questa mattina di prim ora:
si vede subito. non c’è nessuno. nessuna luce accesa. si respira un’aria di totale disarmo.
… questa cosa non l’avevo prevista. e come quando finisce un amore. dopo che il filo si è spezzato perchè tu l’hai voluto rompere… solo allora ti rendi conto di quel che hai perso.
Rien ne va plus, les jeux sont faits!
C’est la vie!

villa-imbonati-5

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Orari e servizi del nuovo comune di Cavallasca unito a San Fermo

Comunichiamo, su richiesta di molti cittadini, il funzionamento del Comune nella nuova sede di San Fermo e quello che resta nella sede di Cavallasca, visto che da ieri siamo divenuti un comune solo: San Fermo della Battaglia.imbonati 6

A Villa Imbonati resta, in via del tutto provvisoria, il servizio di anagrafe (carta d’identità, residenza, certificati vari, dichiarazioni di morte).san fermo

Per quanto concerne i servizi legati agli ambulatori e alla farmacia, non cambia nulla: infatti gli ambulatori continueranno normalmente seguendo gli orari già in essere.

Cambia, invece, la prenotazione dei prelievi e il ritiro dei referti, che ora sarà possibile effettuare il lunedì dalle 17.00 alle 18.00 e il giovedì dalle 16.00 alle 18.00 presso l’ambulatorio stesso di Cavallasca, nella sede della Croce Rossa, situata in Piazza Prayer.

L’ufficio tecnico di Cavallasca resterà aperto per i soli cittadini, il martedì dalle 11.00 alle 13.00 e il sabato dalle 9.00 alle 12.00.

Infine, per quanto riguarda i rifiuti, da oggi la piattaforma ecologica di San Fermo è anche di Cavallasca, quindi tutti i cavallaschini, dotati di carta sanitaria dei servizi, potranno usufruirne presentando la tessera. Gli orari di apertura sono: lunedì e mercoledì dalle 10.00 alle 12.00, sabato dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 16.00.

Tutte le informazioni che servono sono già contenute nel calendario del Gruppo Sportivo.

calendario-gs

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Ciao Giuliana, chiude l’edicola di Parè

Cara Giuliana, oggi è stata l’ultima volta che mi hai venduto una copia del giornale. È dalla metà degli anni sessanta, cioè da quando scorrazzavo per Parè con la mia bicicletta e i calzoni corti, che venivo da te. Prima le macchinine, poi Intrepido e Il Monello… poi Diabolik … poi Quattroruote, poi Libero, il Giornale o il Sole24h. In tutto questo tempo, sei stata molto più di una edicolante. Sei stata un mamma, una zia, una di famiglia. Che dire ancora? … un GRAZIE tutto maiuscolo che mi viene direttamente dal cuore. Grazie per essere stata una colonna ferma e portante di una società che è cambiata, dove il rapporto umano – come quello che tu ci hai sempre dato – é diventata merce rara e per questo ancora più prezioso.

vittorio belluso
*nella foto la sig.ra Giuliana con la nipote Nicoletta.

giuliana-quadranti

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31 dicembre 2016, ultimo giorno da consigliere comunale

Dunque, cari amici e care amiche di Cavallasca, domani si chiude l’anno, questo 2016 che è stato a dir poco appassionante e ricco di avvenimenti.
Con lunedì, dopo oltre 7 anni come capogruppo di una lista comunale, tornerò ad essere un cittadino come gli altri.
Non avrò più l’obbligo di leggere tutte le delibere per controllare che sia tutto a posto ed in regola, non dovrò più presentare mozioni o interrogazioni su questo o quell’argomento risultato non sufficientemente chiaro o da approfondire, non dovrò più rispondere alle mail di cittadini che scrivono per segnalare qualche problema inerente il funzionamento del Comune.
Con lunedì, potrò fare quel che vorrò, se lo vorrò, quando lo vorrò.

Il punto è proprio questo.
Con lunedì Cavallasca diventa una frazione di San Fermo ed a me si chiede di continuare a fare informazione.
Presenziare i Consigli Comunali ed, in quanto membro della commissione di rappresentanza cavallaschina che si formerà nei prossimi giorni, raccogliere le istanze dei residenti di Cavallasca per poi farle presenti al Consiglio Comunale già esistente in quale modo ancora non si sa.
L’idea di ricoprire questa nuova veste, mi stimola ma non mi entusiasma.
Per 4 anni di mandato saremo solo spettatori delle decisioni che persone non elette da noi prenderanno su di noi.
Questo è il dramma della fusione per incorporazione.
Siamo stati inglobati, mangiati da San Fermo della Battaglia.
(Speriamo almeno di non venire anche digeriti!)

Cosa rimane quindi di questi 7 anni?
Quale il bilancio?

Devo dire che, da un punto di vista politico, considero la nostra azione di questi anni come un qualcosa che ha smosso certamente le acque.
Un nuovo modo di pensare si è coagulato attorno a me, arrivando a contare sulla compartecipazione sentita di centinaia di persone.

Quasi un cuore ed un’anima, oserei affermare.
Ciò ha rappresentato un’esperienza esaltante e responsabilizzante, che ha modificato il modo di rapportarmi col prossimo, ora divenuto più riflessivo e pronto all’ascolto.
Si, cari amici, perchè solo chi l’ha provata (l’esperienza politica intendo) può comprendere quanto questa sia formativa ed impegnativa.
Come questa non lasci spazio all’impulsività che pure, almeno fino a qualche anno fa, era una delle mie caratteristiche caratteriali principali.
La politica mi ha insegnato a divenire calcolatore, metodico, talvolta anche cinico.
Ma anche a spendermi per il prossimo senza secondi fini, ovverosia a comprendere la quinta essenza dell’animo del volontariato.
Si, amici, volontariato!
Perchè fare politica contro i propri interessi, talvolta attaccato sotto la cintola da coloro i quali la politica la facevano per mestiere o per ego personale, tentando senza soluzione di continuità di sbattermi fuori dal ring, non è stata cosa da poco.
Senza metodicità e capacità di assorbire i colpi bassi sia da parte mia e sia di chi mi è stato vicino, non sarebbe successo quel che è successo, e noi cavallaschini saremmo rimasti nel limbo in cui eravamo ancora per chissà quanti anni, in balia di figure di secondo piano convinte magari di essere Dio in terra.

In questi anni di attività, mi sento in dovere di ringraziare alcune persone in particolare:
Giuliana Pertusi, Michele Fuccilo, Tonino Beatrice, Vittorio Panzeri, Mario Palermo, Maurizio Dori e Fiorenzo Gerna, tutti coloro che si sono presentati con la lista Forza Cavallasca alle ultime elezioni e tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto in questi anni.

vittorio belluso

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Divieto ai botti di capodanno, divieto di civiltà

… nella mia qualità di farmacista in una località rurale, non posso che essere d’accordo con l’ordinanza fatta a Roma dalla Raggi di vietare i botti di capodanno.
Innanzitutto per rispetto degli animali, che qui a Cavallasca sono tantissimi, che subiscono dei veri e propri traumi, tanto che i farmaci prescritti loro dai vari veterinari si sprecano, in secondo luogo per tutti quei deficienti -spesso minorenni- che, ogni santo anno, finiscono per rimetterci occhi, dita e talvolta anche la vita.
Vietare i fuochi d’artificio, quindi, ritengo sia un segno di civiltà di una società più attenta e rispettosa di tutti.

vittorio belluso

villa imbonati

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Fusioni Comuni, Fermi: soddisfazione per Valle Intelvi e S.Fermo

“Sono molto soddisfatto della fusione dei comuni comaschi, nello specifico della decisione di tre comuni della Valle d’Intelvi (Ramponio Verna, Lanzo d’Intelvi e Pellio d’Intelvi) di unirsi e di quello di Cavallasca di entrare, per incorporazione, in quello di San Fermo della Battaglia”. L’ha detto il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con deleghe all’Attuazione del programma e ai rapporti istituzionali nazionali Alessandro Fermi.

“La decisione assunta dalle municipalità comasche – ha sottolineato il sottosegretario Fermi – consentirà di realizzare risparmi economici a favore della Valle di Intelvi grazie alla nascita del Comune di Alta Valle Intelvi”. “Quanto si realizza a San Fermo della Battaglia – ha aggiunto – è il primo caso lombardo di fusione per incorporazione”. “Ringrazio i Sindaci – ha concluso il sottosegretario Fermi – per il lavoro svolto fin qui e i cittadini per la partecipazione al processo democratico che ha portato a queste decisioni che sono state ratificate, in Consiglio regionale, all’unanimità”. Il sindaco di San Fermo della Battaglia resterà in carica fino alla scadenza naturale del mandato nel 2021. Per i tre comuni di Ramponio Vernia, Lanzo d’Intelvi e Pellio di Intelvi, invece, a gennaio arriverà un commissario per gestire la transizione alle amministrative della primavera 2017.

By newsletter Alessandro Fermi

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