Statuto
Art. 1 – Il corpo elettorale – esercizio dei diritti associativi
Potranno partecipare ai congressi, secondo le norme statutarie, gli associati e gli aderenti in regola con il tesseramento 2011 secondo le seguenti modalità:
• Sono elettori ed eleggibili tutti coloro che siano maggiorenni alla data del congresso e che abbiano acquisito la qualifica di associato entro il 31 ottobre 2011, e che abbiano versato la relativa quota stabilita. Gli associati che, alla data di svolgimento del congresso, non abbiano ancora compiuto il diciottesimo anno di età hanno diritto al solo elettorato attivo.
• Sono elettori, ma non eleggibili, tutti coloro che abbiano acquisito la qualifica di aderente entro il 31 ottobre 2011, e abbiano versato la relativa quota
fissata in 10 euro.
Si intende come data di iscrizione quella di ricezione della domanda di iscrizione, o di rinnovo, da parte delle sede centrale. Saranno accettate le domande d’iscrizione spedite singolarmente che perverranno attraverso i servizi postali anche dopo la data del 31 di ottobre ma con data certa di spedizione non successiva a quella del 31 di ottobre.
Gli elenchi necessari per le votazioni e la verifica degli aventi diritto verranno trasmessi ai coordinatori regionali, provinciali e grandi città dalla Sede Nazionale – Settore Adesione.
Coloro i quali hanno fatto domanda d’iscrizione come aderenti e associati di cui all’ultimo comma dell’art. 3 del regolamento delle adesioni dovranno essere convocati, ed eserciteranno il diritto di elettorato attivo e passivo dopo aver sanato la loro posizione alle condizioni ivi indicate.
Art. 2 – Esercizio diritto di voto non residenti.
Tutti gli associati eletti ad ogni livello, a partire dal livello comunale e i presidenti di circoscrizione limitatamente alle Grandi Città previste dall’art. 28 dello statuto, qualora la loro residenza non coincida con il territorio di elezione, hanno diritto di esercitare il loro voto al Congresso corrispondente alla residenza, oppure in uno qualsiasi dei congressi corrispondenti al territorio di elezione.
Gli associati che siano Assessori Regionali, Comunali e Provinciali, qualora non risiedano nell’ambito del territorio da essi amministrato, possono esercitare il diritto di voto al Congresso corrispondente alla residenza, oppure in uno qualsiasi dei congressi corrispondenti al territorio amministrato.
Rimane inteso che comunque ogni associato, anche qualora eletto o componente di giunta, può votare in un solo congresso.
A tal fine coloro che ne hanno titolo esercitano un’opzione, che deve essere comunicata secondo le modalità ed entro il termine fissato dal Segretario Nazionale.
Gli associati/aderenti iscritti ad atenei con sede diversa da quella di residenza hanno diritto di esercitare il loro voto al Congresso corrispondente alla residenza, oppure possono chiedere, secondo le modalità ed entro il termine fissato dal Segretario Nazionale, di esercitare tale diritto nel congresso corrispondente alla sede di ateneo al quale sono iscritti.
In caso di mancata opzione, si applica il criterio della residenza anagrafica.
A tutti i parlamentari nazionali ed europei, ai consiglieri regionali e agli amministratori locali, a partire dal livello provinciale, e ai sindaci dei comuni superiori, è assicurato il diritto di parola ai Congressi corrispondenti al territorio di elezione o al territorio amministrato, anche qualora non siano membri ad altro titolo di tale Congresso.
Ai membri della Direzione Nazionale del Popolo della Libertà è garantito il diritto di parola in tutti i congressi.
Art. 3 – Modalità di Convocazione
I Congressi sono convocati dal Segretario Nazionale, che può delegare i Coordinatori Regionali per gli adempimenti operativi.
Il Segretario Nazionale, all’atto della convocazione dei congressi, determina per ciascuno di essi il numero dei componenti elettivi previsti dal 2° comma dell’art. 31 dello Statuto.
La convocazione, che dovrà contenere la data e il luogo di svolgimento dell’assemblea, gli orari delle votazioni, e il numero degli eligendi, avverrà mediante lettera personale, per via cartacea o telematica, a tutti gli aventi diritto, e mediante inserzione con adeguata evidenza almeno tre giorni prima della data prevista, sul principale o i principali quotidiani diffusi nella provincia. Dovrà inoltre essere pubblicata sul sito internet del Popolo della Libertà almeno una settimana prima della data prevista. In ogni caso la Segreteria nazionale pubblicherà sul sito internet del Popolo della Libertà il calendario delle date dei congressi non appena predisposto, e comunque in tempo utile per consentire la presentazione delle candidature ai sensi del successivo art.5. Rimane inteso che ai fini della validità del Congresso fanno testo l’avvenuta pubblicazione della convocazione sulla stampa, e sul sito internet del Popolo della Libertà.
Art. 4- Presidenza dei congressi e seggi elettorali
Il Segretario Nazionale indica il Presidente di ciascun Congresso.
Ogni Presidente di Congresso nomina uno o più vice-presidenti. Il Presidente insedierà i seggi elettorali necessari al corretto e veloce svolgimento delle operazioni di voto così come previsto dal successivo art. 6. Per ogni seggio, nominerà un Presidente di seggio di sua scelta, e un numero di scrutatori non inferiore a due. Ogni candidato coordinatore potrà designare uno scrutatore per ciascuno dei seggi costituiti.
Art. 5 – Modalità di presentazione delle candidature
La candidatura alla carica di Coordinatore dovrà essere accompagnata dall’indicazione del Vice Coordinatore Vicario, da una lista di candidati al Coordinamento non inferiore a 5 e non superiore al 50% degli eligendi e da una mozione programmatica. Il tutto dovrà essere sottoscritta da un numero di associati e aderenti non inferiore a 1/5.000 degli abitanti della provincia di pertinenza, oppure 200 associati o aderenti.
La candidatura dovrà essere presentata al Segretario Nazionale entro 7 giorni dalla data prevista per il Congresso.
Il Segretario Nazionale, sentito il parere del coordinatore regionale di competenza e dei tre Coordinatori Nazionali, può proporre di non ammettere candidature, sebbene regolarmente presentate, che consideri inopportune per il sereno e ordinato svolgimento della vita del partito su quei territori. Su tale proposta decide entro il secondo giorno successivo la Commissione di Garanzia.
Art. 6 – Tempi di apertura dei seggi elettorali
Le votazioni si svolgeranno in una sola giornata e presso un’unica sede. Il numero dei seggi da costituire dovrà tener conto del numero degli aventi diritto e in ogni caso prevedere almeno un seggio ogni 500 aventi diritto. I seggi si apriranno al termine del dibattito e comunque non più tardi delle ore 14 del giorno di svolgimento del congresso, e chiuderanno lo stesso giorno, alle ore 19 per le province/grandi città nelle quali il numero di aderenti e associati non sia superiore a 2.000, alle ore 21 per le province/grandi città nelle quali il numero di aderenti e associati non sia superiore a 10.000, alle ore 23 per tutti gli altri casi. In situazioni particolari il Segretario nazionale può autorizzare tempi di votazione più ampi o più ristretti.
Art. 7 – Riconoscimento degli elettori
Ogni elettore dovrà essere identificato attraverso l’esibizione di un documento di identificazione personale, valido ai sensi di legge.
Gli studenti fuori sede che ne abbiano fatto preventivamente richiesta e che sono stati inseriti negli elenchi degli aventi diritto, dovranno esibire anche il tesserino o il libretto universitario ovvero altro documento idoneo ad attestare la loro iscrizione all’ateneo.
Art. 8 – Il procedimento elettorale.
Le votazioni per le elezioni del Coordinatore e del Coordinamento avvengono a scrutinio segreto.
Il Coordinatore viene eletto a maggioranza semplice dei votanti, purché abbia conseguito almeno il 35% dei voti. In caso contrario, il Segretario Nazionale nomina un commissario, con il compito di riconvocare il congresso entro il limite di un anno.
L’elezione del Coordinatore comporta l’elezione contestuale del Vice Coordinatore Vicario.
I membri elettivi del coordinamento sono eletti dal Congresso, sulla base delle liste collegate ai candidati coordinatori, e in ragione dei voti espressi a tali candidati. I seggi sono attribuiti con il metodo proporzionale, individuando i quozienti naturali interi e poi i resti più alti.
Tuttavia, qualora la lista collegata al candidato Coordinatore eletto abbia ottenuto, con il metodo di cui al precedente comma, un numero di eletti inferiore al 60% degli eligendi, viene attribuito un premio di governabilità tale da assegnare alla lista il 60% degli eligendi, arrotondato per eccesso. In questo caso, il metodo proporzionale di cui al precedente comma, viene utilizzato per attribuire alle altre liste i restanti seggi.
All’interno di una lista, non possono essere espresse preferenze. E’ possibile tuttavia effettuare delle aggiunte, indicando in calce alla lista nominativi di altri associati purchè non candidati in altre liste. Per ogni voto espresso può essere indicata una sola aggiunta.
All’interno di ciascuna lista i candidati sono eletti sulla base dell’ordine di lista. L’ordine è quello indicato all’atto della presentazione della lista.
Qualora tutti i candidati siano eletti, gli eventuali ulteriori seggi spettanti sono attribuiti agli aggiunti, sulla base della graduatoria dei voti individuali ottenuti.
Qualora tale graduatoria sia esaurita, gli ulteriori seggi spettanti sono assegnati ad associati scelti dal candidato Coordinatore al quale la lista è collegata, fra gli associati che non siano candidati in altre liste.
I candidati Coordinatori e Vice Coordinatori non eletti sono considerati come primi dell’ordine di lista dei candidati al Coordinamento nella lista ad essi collegata.
Per scaricare il pdf dello Statuto del PdL cliccare sul link sottostante
REGOLAMENTO DELLE ASSEMBLEE PROVINCIALI O DI GRANDI CITTA’
Art. 1- ASSEMBLEE PROVINCIALI O DI GRANDI CITTA’
L’Assemblea degli eletti in ciascuna Provincia o Grande Città e Città capoluogo
(di seguito definita soltanto “Assemblea”), indica al Presidente il Coordinatore
Provinciale ed il suo vice vicario, indica inoltre il 50% dei membri del
Coordinamento Provinciale e di Grande Città .
Art. 2- MODALITA’ DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEE
Il Comitato di Coordinamento nazionale convoca l’Assemblea con avviso scritto e
personale, anche per via telematica, con un anticipo non inferiore a 9 giorni.
La convocazione dovrà contenere, oltre alla data, l’orario e il luogo di svolgimento
dell’Assemblea, l’indicazione del numero di firme necessarie per la presentazione
delle candidature, l’ordine del giorno e il numero dei componenti da eleggere al
Coordinamento provinciale.
Il Comitato di Coordinamento nazionale potrà delegare le funzioni di cui al
presente articolo ai Coordinatori regionali.
Art. 3- COMPOSIZIONE DELLE ASSEMBLEE
L’Assemblea è composta dai soci che siano risultati eletti:
A. Componenti del Governo
B. Parlamentari nazionali ed europei
C. Presidenti e Vicepresidente di Regione
D. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo di Regione
E. Consiglieri Regionali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore.
F. Presidenti e Vicepresidenti di Provincia.
G. Consiglieri Provinciali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore
H. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo
I. Sindaci e Vicesindaci delle città con votazione a sistema elettorale
proporzionale.
A. Componenti del Governo
B. Parlamentari nazionali ed europei
C. Presidenti e Vicepresidente di Regione
D. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo di Regione
E. Consiglieri Regionali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore.
F. Presidenti e Vicepresidenti di Provincia.
G. Consiglieri Provinciali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore
H. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo
I. Sindaci e Vicesindaci delle città con votazione a sistema elettorale
proporzionale.
J. Consiglieri Comunali dei Comuni con votazione a sistema elettorale
proporzionale inclusi gli eletti cessati dalla carica di consiglieri per avere
accettato la nomina di Assessore
K. Sindaci e Consiglieri comunali nei comuni con votazione a sistema elettorale
maggioritario
L. Presidenti di circoscrizione e Consiglieri circoscrizionali delle Città
capoluogo di Provincia inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore
Per i Comuni e le Provincie i cui consigli e le rispettive giunte siano stati sciolti
con provvedimento prefettizio, vale la situazione al momento del
commissariamento.
I Parlamentari Europei, i Parlamentari Nazionali, i Presidenti e Vicepresidenti di
Regione e i Consiglieri Regionali hanno diritto di partecipare all’assemblea
provinciale o di grande città corrispondente a una delle Province o Grandi città
della circoscrizione di elezione o quella di effettiva residenza. A tal fine essi
dovranno optare entro la data fissata dal Comitato di Coordinamento nazionale. In
caso di mancata scelta varrà il criterio della residenza ancorché estranea alla
circoscrizione di elezione.
I Consiglieri Regionali, i Presidenti e Vicepresidenti di provincia e i Consiglieri
provinciali eletti in una delle province previste dall’articolo 28 dello statuto
dovranno optare secondo le modalità previste se partecipare all’assemblea della
provincia o a quella della grande città.
Si intendono come eletti PdL tutti i Membri del Governo, i Sindaci, i Presidenti di
Provincia, i Presidenti di Regione, i Consiglieri Comunali di Comuni non
capoluogo, i Presidenti e i Consiglieri di Circoscrizione che abbiano formalizzato
l’iscrizione entro il termine e con le modalità fissate dal Comitato di
Coordinamento nazionale.
Inoltre si intendono come eletti PdL, gli iscritti Parlamentari Nazionali ed Europei,
Deputati Regionali e Consiglieri Regionali, consiglieri Provinciali e Comunali dei
comuni capoluogo, che aderiscano a Gruppi parlamentari o consiliari riconosciuti
come espressione del PDL dal Comitato di Coordinamento nazionale. Per il
riconoscimento dei Gruppi nei Consigli Provinciali e Comunali dei Comuni
Capoluogo, il Comitato di Coordinamento nazionale dovrà sentire il
Coordinamento Regionale.
Si intendono come iscritti al PDL tutti gli eletti in regola con l’iscrizione al PDL
2010 o che abbiano formalizzato l’iscrizione entro il termine fissato dal Comitato
di Coordinamento nazionale. Tutti gli aventi diritto inoltre dovranno essere in
regola con i versamenti mensili di contribuzione al partito stabiliti dall’Ufficio di
Presidenza entro il termine stabilito dal Comitato di Coordinamento nazionale che
all’uopo fornisce apposito elenco al Presidente delegato. In caso di contestazione
decide il Presidente delegato sentito l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea.
L’elettore eventualmente non incluso nell’elenco dei convocati dell’Assemblea,
entro un’ora dall’inizio dell’Assemblea, ha diritto, di attestare inequivocabilmente
la propria qualifica, all’Ufficio di Presidenza, che all’unanimità, lo può autorizzare
ad esercitare il proprio voto.
proporzionale inclusi gli eletti cessati dalla carica di consiglieri per avere
accettato la nomina di Assessore
K. Sindaci e Consiglieri comunali nei comuni con votazione a sistema elettorale
maggioritario
L. Presidenti di circoscrizione e Consiglieri circoscrizionali delle Città
capoluogo di Provincia inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore
Per i Comuni e le Provincie i cui consigli e le rispettive giunte siano stati sciolti
con provvedimento prefettizio, vale la situazione al momento del
commissariamento.
I Parlamentari Europei, i Parlamentari Nazionali, i Presidenti e Vicepresidenti di
Regione e i Consiglieri Regionali hanno diritto di partecipare all’assemblea
provinciale o di grande città corrispondente a una delle Province o Grandi città
della circoscrizione di elezione o quella di effettiva residenza. A tal fine essi
dovranno optare entro la data fissata dal Comitato di Coordinamento nazionale. In
caso di mancata scelta varrà il criterio della residenza ancorché estranea alla
circoscrizione di elezione.
I Consiglieri Regionali, i Presidenti e Vicepresidenti di provincia e i Consiglieri
provinciali eletti in una delle province previste dall’articolo 28 dello statuto
dovranno optare secondo le modalità previste se partecipare all’assemblea della
provincia o a quella della grande città.
Si intendono come eletti PdL tutti i Membri del Governo, i Sindaci, i Presidenti di
Provincia, i Presidenti di Regione, i Consiglieri Comunali di Comuni non
capoluogo, i Presidenti e i Consiglieri di Circoscrizione che abbiano formalizzato
l’iscrizione entro il termine e con le modalità fissate dal Comitato di
Coordinamento nazionale.
Inoltre si intendono come eletti PdL, gli iscritti Parlamentari Nazionali ed Europei,
Deputati Regionali e Consiglieri Regionali, consiglieri Provinciali e Comunali dei
comuni capoluogo, che aderiscano a Gruppi parlamentari o consiliari riconosciuti
come espressione del PDL dal Comitato di Coordinamento nazionale. Per il
riconoscimento dei Gruppi nei Consigli Provinciali e Comunali dei Comuni
Capoluogo, il Comitato di Coordinamento nazionale dovrà sentire il
Coordinamento Regionale.
Si intendono come iscritti al PDL tutti gli eletti in regola con l’iscrizione al PDL
2010 o che abbiano formalizzato l’iscrizione entro il termine fissato dal Comitato
di Coordinamento nazionale. Tutti gli aventi diritto inoltre dovranno essere in
regola con i versamenti mensili di contribuzione al partito stabiliti dall’Ufficio di
Presidenza entro il termine stabilito dal Comitato di Coordinamento nazionale che
all’uopo fornisce apposito elenco al Presidente delegato. In caso di contestazione
decide il Presidente delegato sentito l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea.
L’elettore eventualmente non incluso nell’elenco dei convocati dell’Assemblea,
entro un’ora dall’inizio dell’Assemblea, ha diritto, di attestare inequivocabilmente
la propria qualifica, all’Ufficio di Presidenza, che all’unanimità, lo può autorizzare
ad esercitare il proprio voto.
Art. 3- PRESIDENZA DELLE ASSEMBLEE E SEGGI ELETTORALI
Il Presidente di ogni Assemblea viene nominato dal Comitato di Coordinamento
nazionale. All’apertura dei lavori l’Assemblea procederà alla nomina di un
vicepresidente e due componenti l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea. L’ufficio
di presidenza procederà quindi alla costituzione dei seggi necessari per lo
svolgimento delle operazioni di voto, proponendo all’Assemblea i Presidenti dei
seggi e gli Scrutatori.
nazionale. All’apertura dei lavori l’Assemblea procederà alla nomina di un
vicepresidente e due componenti l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea. L’ufficio
di presidenza procederà quindi alla costituzione dei seggi necessari per lo
svolgimento delle operazioni di voto, proponendo all’Assemblea i Presidenti dei
seggi e gli Scrutatori.
Art. 4- COORDINAMENTO PROVINCIALE O DI GRANDE CITTA’
Il 50% del Coordinamento provinciale o di Grande Città è eletto dall’Assemblea
degli eletti in ciascuna Provincia o Grande città e Città capoluogo col sistema del
voto limitato.
Il numero di componenti, previsto dallo Statuto, non può essere inferiore a 10 e
superiore a 30, in base alle esigenze e alle dimensioni territoriali secondo uno
schema approvato dal Comitato di Coordinamento nazionale.
Art. 5- MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE
Ciascuna candidatura alla carica di Coordinatore deve essere presentata
congiuntamente ad una candidatura alla carica di Vice Coordinatore Vicario. Sono
candidabili alla carica di Coordinatore e di Vice Coordinatore Vicario tutti gli
associati. La candidatura alla carica di Vice Coordinatore Vicario è incompatibile
con la candidatura alla carica di Coordinatore.
Il numero dei componenti elettivi del Coordinamento è determinato secondo
quanto previsto dall’art. 4 del presente regolamento. I candidati Coordinatore e
Vice Coordinatore Vicario possono presentare all’Assemblea, all’atto della
candidatura, un elenco di nominativi pari alla metà dei componenti da nominare di
loro competenza.
Le candidature di Coordinatore e di Vice Coordinatore devono essere presentate e
sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto all’Assemblea, devono
essere tassativamente fatte pervenire al Coordinatore Regionale e al suo Vice
Vicario presso la sua sede con almeno 4 giorni di anticipo rispetto allo svolgimento
dell’Assemblea Provinciale o di Grande Città . Tali candidature devono essere
tempestivamente inviate dal Coordinatore Regionale al Comitato di
Coordinamento Nazionale.
Al fine del calcolo del numero delle firme necessario per la presentazione delle
candidature si tiene conto unicamente dell’elenco inviato dal Comitato di
Coordinamento Nazionale e non si tiene conto del voto ponderato attribuito ai
membri dell’Assemblea Provinciale o di Grande Città che siano anche membri
dell’Assemblea regionale degli eletti nel PDL.
Le candidature sono dichiarate statutariamente ammissibili dal Comitato di
Coordinamento nazionale.
Art. 6- TEMPI DI APERTURA DEI SEGGI ELETTORALI
La convocazione dovrà contenere l’indicazione degli orari di apertura e di chiusura
dei seggi elettorali. Dovrà essere previsto un tempo di apertura dei seggi adeguato
a consentire la partecipazione agli elettori, in considerazione del loro numero,
secondo orari e modalità da concordare, unitamente alle date di svolgimento delle
Assemblee, con i Coordinatori Regionali.
Art. 7- RICONOSCIMENTO ELETTORI
Ogni avente diritto dovrà essere identificato inderogabilmente attraverso
l’esibizione di un documento di identificazione personale, valido ai sensi di legge.
l’esibizione di un documento di identificazione personale, valido ai sensi di legge.
Art. 8- MODALITA’ DI VOTAZIONE
L’indicazione del Coordinatore Provinciale o di Grande Città e del suo Vice
Vicario ha luogo per votazione a scrutinio segreto. Ciascun elettore può esprimere
un’unica preferenza. Gli elettori votano su di un’unica scheda, dove sono indicate,
in ordine alfabetico, le candidature a Coordinatore e a Vice Coordinatore Vicario.
L’elettore esprime la sua preferenza apponendo un apposito segno nel riquadro a
fianco di ciascun nome. I voti attribuiti al candidato Coordinatore si intendono
attribuiti anche al rispettivo candidato Vice Coordinatore Vicario. Si applica il
metodo del voto ponderato per gli elettori che siano membri anche dell’Assemblea
regionale degli eletti nel PDL. Viene indicato il candidato che abbia conseguito il
cinquanta per cento più uno dei voti, volutamente espressi. Se nessun candidato
consegue il cinquanta per cento più uno dei voti, al Presidente viene inviato il
risultato analitico delle votazioni.
La votazione del Coordinamento provinciale e di Grande Città avviene a scrutinio
segreto. L’elettore può esprimere un numero di preferenze non superiore al 50%
degli eligendi arrotondato per difetto. Verranno nominati i candidati che hanno
ricevuto il maggior numero di preferenze.
Al termine delle votazioni il Presidente dell’Assemblea comunicherà i risultati al
Presidente Nazionale e al Coordinatore e Vice Coordinatore Vicario Provinciali
indicati per gli adempimenti conseguenti.
Art. 9- QUOTE GARANTITE
La quota indicata del Coordinamento Provinciale o di Grandi Città deve essere
costituita da minimo 1/3 per ciascuno dei due sessi eligendi.
Qualora all’interno della quota indicata dell’organo collegiale uno dei due sessi sia
rappresentato per una quota inferiore a 1/3, verranno attribuiti ulteriori seggi fino al
massimo del raggiungimento della quota garantita.
Tali seggi aggiuntivi verranno attribuiti ai non eletti che seguono nella graduatoria
delle preferenze appartenenti al sesso non sufficientemente rappresentato, ai sensi
del comma primo del presente articolo, fino al raggiungimento del totale
complessivo di 1/3 degli eligendi con arrotondamento all’unità inferiore.
Tali eventuali seggi aggiuntivi dovranno essere conteggiati all’interno della quota
pari al 50% del Coordinamento Provinciale, di esclusiva nomina dei Coordinatori e
Vicecoordinatori Provinciali
Art. 10 – GRANDI ELETTORI
Sono grandi elettori i membri dell’Assemblea Provinciale e di Grandi Città che
siano:
A. Componenti del Governo
B. Parlamentari nazionali ed europei
C. Presidenti e Vicepresidente di Regione
D. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo di Regione
E. Consiglieri Regionali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore.
F. Presidenti e Vicepresidenti di Provincia.
G. Consiglieri Provinciali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore
H. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo
I. Sindaci e Vicesindaci delle città con votazione a sistema elettorale
proporzionale.
B. Parlamentari nazionali ed europei
C. Presidenti e Vicepresidente di Regione
D. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo di Regione
E. Consiglieri Regionali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore.
F. Presidenti e Vicepresidenti di Provincia.
G. Consiglieri Provinciali inclusi gli eletti cessati dalla carica di consigliere per
avere accettato la nomina di Assessore
H. Sindaci e Vicesindaci delle città capoluogo
I. Sindaci e Vicesindaci delle città con votazione a sistema elettorale
proporzionale.
Art. 11 – VOTO PONDERATO DEI GRANDI ELETTORI
I grandi elettori, oltre a votare ordinariamente come gli altri componenti
dell’Assemblea, esercitano il loro diritto al voto ponderato attraverso le seguenti
modalità:
Viene attribuito un voto ponderato aggiuntivo pari a:
10 voti per i componenti di cui alle lettere A, B, C e D dell’articolo 10
5 voti per i componenti di cui alle lettere E, F e H dell’articolo 10
1 voto per i componenti di cui alle lettere G e I dell’articolo 10
L’incidenza complessiva del voto ponderato non potrà superare il 30% del totale
dell’assemblea. In caso di superamento del 30%, il voto ponderato attribuito a
ciascun grande elettore verrà proporzionalmente diminuito con arrotondamento
all’unità intera.
Nessun elettore può esercitare in una stessa elezione il voto ponderato più di una
volta, quand’anche abbia titolo per appartenere a più di una categoria. Chi si
trovasse in questa condizione voterà con il numero di voti attribuito alla sua
categoria superiore
I grandi elettori, oltre a votare ordinariamente come gli altri componenti
dell’Assemblea, esercitano il loro diritto al voto ponderato attraverso le seguenti
modalità:
Viene attribuito un voto ponderato aggiuntivo pari a:
10 voti per i componenti di cui alle lettere A, B, C e D dell’articolo 10
5 voti per i componenti di cui alle lettere E, F e H dell’articolo 10
1 voto per i componenti di cui alle lettere G e I dell’articolo 10
L’incidenza complessiva del voto ponderato non potrà superare il 30% del totale
dell’assemblea. In caso di superamento del 30%, il voto ponderato attribuito a
ciascun grande elettore verrà proporzionalmente diminuito con arrotondamento
all’unità intera.
Nessun elettore può esercitare in una stessa elezione il voto ponderato più di una
volta, quand’anche abbia titolo per appartenere a più di una categoria. Chi si
trovasse in questa condizione voterà con il numero di voti attribuito alla sua
categoria superiore
Carta dei Valori de Il Popolo della Libertà
Noi, Popolo della Libertà, donne ed uomini d’Italia, siamo orgogliosi di essere cittadini di uno dei Paesi più avanzati del mondo. Siamo orgogliosi di appartenere ad una civiltà millenaria, una civiltà che ha dato all’umanità conquiste tra le più importanti.
Per questo vogliamo che l’Italia progredisca nel solco della sua tradizione, sempre più europea ed occidentale.
Le radici giudaico-cristiane dell’Europa e la sua comune eredità culturale classica ed umanistica, insieme con la parte migliore dell’illuminismo, sono le fondamenta della nostra visione della società.
I valori nei quali ci riconosciamo sono in specie quelli condivisi dalla grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.
Questi sono i valori comuni alle grandi democrazie occidentali, fondate sul pluralismo democratico, sullo Stato di diritto, sulla non discriminazione, sulla tolleranza, sulla proprietà privata, sull’economia sociale di mercato.
Noi pensiamo che la politica debba essere al servizio dei cittadini, non i cittadini al servizio della politica e che essa debba essere fondata più sui valori che sugli interessi.
Noi crediamo che la persona – con i suoi valori ed i suoi principi, con la sua morale e la sua ragione di esistere e di migliorarsi – sia il principio ed il fine di ogni comunità politica, la sola fonte della sua legittimità.
E che non possano esistere un’autentica giustizia ed una autentica solidarietà, se la libertà di ogni singola persona non viene riconosciuta come condizione essenziale dallo Stato.
La nostra concezione della persona ripudia tanto ogni forma di collettivismo, quanto l’individualismo egoistico.
Ogni persona appartiene ad una comunità e deve subordinare il proprio interesse all’autorità legittima della comunità stessa, accettando i vincoli che sono necessari per la protezione dei diritti fondamentali e della libertà degli altri.
Senza legge e ordine non ci può essere libertà.
Noi crediamo che la vera libertà significhi autonomia congiunta con la responsabilità, non irresponsabile indipendenza.
La vera libertà rende ogni persona responsabile delle proprie azioni in accordo con la propria coscienza di fronte alla comunità a cui appartiene ed alle generazioni future.
Noi pensiamo che le generazioni future debbano essere poste nelle condizioni di vivere in armonia con l’ambiente naturale. Ogni essere umano è chiamato ad amministrare i beni naturali con saggezza e non sulla base dei suoi specifici interessi.
Le persone, le famiglie, i gruppi sociali, le comunità, i popoli, le nazioni e gli Stati devono quindi rendere conto delle loro azioni davanti ad ogni singolo essere umano, di oggi e del futuro.
Noi crediamo che la società e lo Stato debbano servire la persona ed il bene comune.
Le persone e le comunità devono avere il diritto di realizzare ciò che possono grazie alla loro iniziativa.
Ciò che le organizzazioni di dimensioni più piccole non sono in grado di realizzare deve essere affidato ad organizzazioni di livello più alto: gli Enti locali, la Regione, lo Stato, le Organizzazioni sopranazionali.
La sussidiarietà è la formula base del decentramento, del federalismo, e dell’integrazione europea.
Ogni attività sociale è per sua natura sussidiaria.
Noi crediamo che la politica abbia il compito di sostenere la vita e l’attività delle persone, delle famiglie, e delle comunità intermedie, non di distruggerle o di assorbirle.
Noi crediamo che il tempo in cui viviamo imponga un cambiamento di rotta. Se non cambiamo, e in fretta, sarà infatti la realtà a cambiarci in peggio.
Noi ci richiamiamo alla più grande forza politica europea, il Partito dei Popoli europei (The European People’s Party), e con essa condividiamo un’idea spirituale dell’Europa: l’idea dei padri fondatori, che è all’origine stessa dell’Europa.
Abbiamo un lungo cammino davanti a noi. Un cammino di impegno civile, in cui diritti e doveri si ricongiungono come facce di una stessa medaglia.
Chiediamo il sostegno di tutti gli italiani, di tutte le donne e di tutti gli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi, chiediamo il loro voto per garantire questi valori e per realizzare il nostro programma.
Noi vogliamo una società che si prenda veramente cura dei più poveri e dei più deboli. Noi non vogliamo una società divisa tra ricchi e poveri, tra forti e deboli.
Noi vogliamo una società nella quale tutti possano godere di un livello di vita adeguato.
Noi crediamo che le persone abbiano il dovere di provvedere a se stessi e secondo il principio morale della responsabilità, ma che in base a questa debbano anche aiutare il prossimo in difficoltà.
Crediamo che sia dovere fondamentale, sia della società che dello Stato, aiutare coloro che non raggiungono questo obiettivo.
Noi pensiamo in particolare che siano necessarie forti azioni positive per assicurare l’effettiva parità tra uomo e donna, per accrescere l’accesso delle donne all’istruzione, al lavoro e ai posti di più alta responsabilità nel mondo pubblico e privato.
Una maggiore eguaglianza effettiva tra uomo e donna renderà il nostro Paese non solo più giusto ma anche più prospero.
Noi pensiamo che la famiglia sia il nucleo fondamentale della nostra società. Oggi le famiglie e la società sono sempre più frammentate.
Noi pensiamo che sia invece necessario riconoscere chiaramente il ruolo attivo della famiglia, nella consapevolezza che questa non può essere sostituita da altre figure sociali.
In una situazione difficile come quella attuale, le famiglie sono anche un prezioso elemento di stabilità sociale ed economica perché si affiancano alle strutture pubbliche compensandone i limiti nell’attuazione delle politiche sociali.
Non possiamo ignorare che molte famiglie non riescono più ad avere “una tranquilla e quieta vita, in piena dignità”.
La famiglia va dunque difesa, anche perché è fondamentale per le persone più deboli, per gli anziani, per i diversamente abili, per i giovani senza lavoro.
Non solo. Noi crediamo che la famiglia abbia il dovere ed il compito insostituibile di educare i bambini e gli adolescenti.
In questa prospettiva noi pensiamo che buoni risultati possano essere conseguiti riducendo il carico fiscale per le famiglie in rapporto al numero dei familiari, a partire dai bambini.
Noi sappiamo che i valori umanistici e cristiani si confrontano con i risultati del progresso scientifico, in particolare in ambito biomedico.
Tale progresso ha contribuito in maniera straordinaria alla salute ed al benessere di tutti i cittadini. Lo vogliamo affermare con forza.
Noi pensiamo che la libertà e il progresso della ricerca biomedica vadano quindi salvaguardati e per questo debbano essere coniugati con i principi della protezione e della promozione della dignità umana, con il diritto alla vita, l’unicità di ogni vita umana, l’eguaglianza di tutti gli esseri umani, la tutela della salute.
Riconoscersi nel principio della dignità della persona umana comporta infatti che la scienza debba sempre essere al servizio della persona, ed esclude che la persona possa essere al servizio della scienza.
Noi pensiamo che la politica internazionale debba basarsi sul valore della libertà, e sul fondamentale rapporto tra pace, libertà e diritti. È ciò che abbiamo fatto, ciò che abbiamo finora difeso e promosso, ed è ciò che riteniamo faccia parte delle aspirazioni e delle possibilità di tutti i popoli.
In un mondo sfidato dal terrorismo e attraversato dal rischio dello scontro tra le civiltà, noi poniamo la costruzione della pace e il dialogo tra i popoli come fondamentale dovere della nostra politica internazionale.
A questo dovere sono ancorate le nostre alleanze e relazioni, le nostre missioni all’estero e più in generale la strategia del nostro Paese sullo scacchiere mondiale.
In questo contesto restano fondamentali le scelte europeiste ed atlantiche.
È su questo confine, tra passato, presente e futuro, che si staglia la differenza tra due visioni della vita e del mondo. La visione della sinistra e la nostra visione.
Noi pensiamo che si debba aggiungere alla libertà un altro valore, ad essa complementare: la sicurezza della nostra identità davanti all’immigrazione.
Proprio per questo dobbiamo e possiamo aprire al nuovo, ma senza rinunciare a noi stessi, rafforzando insieme le nostre tradizioni, la nostra identità, la nostra libertà.
Perché solo conservando i valori oltre la crisi dei valori, si conservano l’identità e la sicurezza e si vive la libertà.
In questa strategia lo Stato nazionale e federale, somma dei nostri valori comuni e sede del nostro comune destino, ha un ruolo fondamentale. Un ruolo sussidiario e riequilibratore tra passato e futuro, tra interno ed esterno.
Questo è il cuore del nostro programma.
Questo è il centro del nostro disegno, tanto sul lato politico quanto sul lato economico, tanto in Italia quanto in Europa: la difesa dei principi morali e dei valori, civili e religiosi, la difesa della famiglia e delle nostre radici, l’impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra, la difesa delle nostre imprese, del nostro lavoro.
Il “Popolo della Libertà” è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale.
Noi sappiamo che i nostri valori sono radicati nella migliore tradizione politica del nostro Paese e della nostra società. Nel “Popolo della Libertà” si riconoscono infatti laici e cattolici, operai ed imprenditori, giovani e anziani. Si riconoscono donne ed uomini del nord, del centro e del sud.
Siamo orgogliosi di questo nostro carattere popolare, perché ci conferma nel nostro disegno, che è quello di unire la società italiana, e di condurla tutta insieme verso un futuro migliore.
Noi proponiamo agli italiani una società fatta di libertà, di sviluppo economico, di solidarietà. Proponiamo una società basata sui valori liberali e cristiani, sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio, formata dall’unione di un uomo e di una donna, nella quale far nascere, crescere ed educare i figli.
Proponiamo un’Italia rispettata e forte nel mondo.
Proponiamo una Patria nella quale tutti gli italiani si riconoscono e che tutti amano, perché è la casa comune di tutti, senza distinzioni.
All’opposto la sinistra ha sempre dato all’Italia incertezza, divisioni, odio sociale, povertà. La sinistra fa politiche che distruggono la famiglia, e che non rispettano i valori morali del popolo italiano, i valori della nostra tradizione.
Per quello che è sempre stata ed è nel suo profondo, la sinistra vuole dividere i lavoratori dagli imprenditori, gli uomini dalle donne, i padri dai figli, i giovani dagli anziani, gli italiani del nord dagli italiani del sud.
La sinistra vede nemici ovunque. Noi vediamo ovunque dei simili, come noi.
Pur affrontando difficoltà enormi, ci siamo sempre preoccupati del benessere di tutti gli italiani, senza distinzioni tra destra e sinistra.
Perché il governo è il governo di tutti gli italiani, non soltanto di chi lo ha votato. Questa è la vera moralità della politica.
Noi vogliamo un’Italia di persone libere e responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, di potersi scegliere un buon lavoro, di far crescere i figli secondo i propri valori e le proprie idee.
Noi vogliamo una società nella quale tutti i giovani, senza distinzione di ceto sociale, vadano a scuola per conseguire un diploma o una laurea di qualità. Vogliamo una società nella quale i giovani abbiano un lavoro, che permetta loro di essere subito indipendenti e di formarsi una famiglia.
Noi vogliamo una società nella quale nessuno rimanga indietro. Perché ogni persona ha un valore inestimabile, e perché il benessere di ogni cittadino significa il benessere di tutti i cittadini, il benessere di tutta la società.
Noi vogliamo una economia forte e vitale, fondata su imprese moderne ed efficienti, sulla creatività e sull’innovazione, perché senza crescita economica non si possono risolvere i problemi sociali e non si possono garantire a tutti i cittadini i servizi ai quali hanno diritto.
Noi crediamo che il tempo in cui viviamo imponga un cambiamento di rotta. Se non cambiamo, e in fretta, sarà infatti la realtà a cambiarci in peggio.
Noi ci richiamiamo alla più grande forza politica europea, il Partito dei Popoli europei (The European People’s Party), e con essa condividiamo un’idea spirituale dell’Europa: l’idea dei padri fondatori, che è all’origine stessa dell’Europa.
Abbiamo un lungo cammino davanti a noi. Un cammino di impegno civile, in cui diritti e doveri si ricongiungono come facce di una stessa medaglia.
Chiediamo il sostegno di tutti gli italiani, di tutte le donne e di tutti gli uomini che amano la libertà e che vogliono restare liberi, chiediamo il loro voto per garantire questi valori e per realizzare il nostro programma.
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