Fascia C dei farmaci al supermercato: a questo punto, tanto peggio, tanto meglio!
Mi sono veramente rotto di cercare di fare capire a chi non è del mestiere, cioè al 99.9% degli Italiani, che le ragioni, per le quali ci siano enormi pressioni perchè i farmaci di fascia C vengano distribuiti anche nelle para-farmacie dei grandi centri commerciali, è un obbrobrio, un insulto, un disservizio, un impoverimento della qualità del servizio offerto al popolo italiano.
I grandi capitali, le grandi banche, la massoneria internazionale che tutto fà e tutto sa, che ci vogliono sudditi e servi, si stanno muovendo con tutta la loro forza economica e politica.
Io mi sono rotto di far capire a chi non è in grado pienamente di capire, quale sia realmente la posta in gioco.
A questo punto, ritengo ineluttabile il precipitare degli avvenimenti che vedranno il progressivo impoverimento delle farmacie periferiche, seguito dall’inevitabile abbassamento della qualità del servizio offerto ai cittadini dall’intero sistema farmacia-Italia.
Quindi, fra pochi anni, allorchè le farmacie presenti nei piccoli comuni, su tutto il territorio nazionale, cominceranno a chiudere una dietro l’altra, solo allora, coloro i quali oggi scambiano la grande distribuzione organizzata come la nuova frontiera dell’eguaglianza e dell’equità, comprenderanno l’entità del danno arrecato a se stessi ed al Paese.
Solo allora si capirà perchè nel 1913, un certo Giolitti, pensò bene di iniziare, in nome proprio di quell’equità, qualità e capillarità del servizio che oggi si vuole distruggere, a riformare l’organizzazione delle farmacie italiane, poi ripresa e migliorata nel 1968 da Mariotti, costruendo un modello che, proprio perchè funziona bene, si vuole scippare.
un farmacista che terrà duro, anche da solo contro tutto il mondo!

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E’ un po’ come la questione della privatizzazione dell’acqua.
Quando le “informazioni” vengono date in modo che vengano viste e recepite da un solo profilo, che va a coinvolgere il pregiudizio comune, è difficile riuscire a far comprendere la realtà. Solo quando sarà troppo tardi ci si accorgerà dell’errore.
In un mare di liberalizzazioni che questo Governo servile
dovrebbe fare, trovo singolare che parli solo di taxi, farmacie ed edicole, da circa due mesi e di avvocati e notai, in questi ultimo giorni. Non è certo la liberalizzazione di queste categorie che salveranno l’Italia. Non sarà un modo per distogliere l’attenzione da quelle liberalizzazioni, quelle importanti, che forse non si faranno mai? Dopo un po’ cala l’attenzione, la gente si stufa e tutto passa nel dimenticatoio. Spero di sbagliarmi