Come detrarre nel 2012 le spese in farmacia
Come detrarre le spese dei farmaci
Ogni anno, dalla dichiarazione dei redditi, si possono detrarre le spese sanitarie sostenute per l’acquisto dei medicinali
Tra le spese sanitarie detraibili in dichiarazione rientrano i costi sostenuti per i farmaci non rimborsabili e per il ticket di quelli rimborsabili. La detrazione prevista è del 19% delle spese sostenute nel corso del 2011, con una franchigia pari ad 129,11euro. Questo significa che se, ad esempio, le spese sanitarie ammontano a 600.00 euro, solo su 470,89 euro (vale a dire la differenza tra la spesa totale di 600 euro e la franchigia di 129,11 euro), potrà essere applicata la detrazione.
Dal 1° gennaio 2008 sono stati introdotti dalla legge finanziaria, gli scontrini parlanti. Quindi per ottenere detrazioni fiscali sull’acquisto di un medicinale, i cittadini devono farsi rilasciare dal farmacista uno scontrino che indichi il codice identificativo del medicinale preceduto dalla natura di questo,solitamente identificato dalla sigla “farmaco”, le quantità di confezioni acquistate e il codice fiscale dell’assistito. (Per tutelare la privacy dei cittadini, il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito, con il provvedimento del 29 aprile 2009, che lo scontrino parlante deve riportare il codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale, il codice fiscale del cliente, ma non più la denominazione del farmaco acquistato, che è in grado di rivelare informazioni sullo stato di salute e sulle patologie del cittadino).
E’ fondamentale portare con sé in farmacia la tessera sanitaria, affinché il farmacista,attraverso gli strumenti informatici di cui dispone, possa effettuare la lettura immediata del codice col relativo trasferimento sullo scontrino.
A questo proposito ci preme fare una raccomandazione a tutti coloro che leggeranno questo articolo:
Quando vi recate in farmacia, munitevi sempre della tessera sanitaria ed esibitela contestualmente alle ricette od alle vostre richieste verbali.
Toppo spesso capita che il cliente non ne sia munito, o, peggio,che la estragga dopo che lo scontrino fiscale è stato emesso.
Una volta fiscalizzato lo scontrino, contenente o meno il codice fiscale, questo entrerà nella contabilità della farmacia in maniera definitiva.
Il pretendere poi che il farmacista, che serve decine e decine di persone ogni giorno, chieda come prassi al cliente se scarica o meno le spese, ci sembra improponibile.
Il pretendere poi ,come capita ogni giorno, che il farmacista, alla visione del cliente e senza che gli venga da questi richiesto nulla in merito, gli inserisca, attingendo macchinosamente ai dati in suo possesso, il codice fiscale desiderato che a volte nemmeno corrisponde a quello della persona fisica al suo cospetto,… sinceramente ci sembra un comportamento un tantino troppo pretenzioso.
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Sempre che nel progetto di revisione delle esenzioni e delle agevolazioni fiscali del Governo non ci tolgano anche questa possibilità. La scusa sarà quella di averci salvato dall’incremento dell’IVA ordinaria dal 21 al 23 per cento.
L’effetto …. valutalelo voi.
Dopo la manovra “lacrime e sangue” quella per la ripresa inizia con i rincari di gas, luce e autostrade e … dimenticavo revisione estimi catastali.
Non sarà che per ripresa si intenda “ripresa degli aumenti fiscali ….”