Applausi in una serata amara
Si è svolta stasera l’assemblea di Federfarma Como.
Presenti oltre la metà dei rappresentanti di tutte le farmacie della provincia.
All’ODG la votazione per l’adesione o meno allo sciopero indetto dalla Federfarma nazionale, tramite serrata, del 1° febbraio prossimo.
Il Presidente Attilio Marcantonio ha ratificato l’astensione unanime dei farmacisti lariani, pur nell’accoglimento della proposta.
Unanime il giudizio negativo sull’operato, per nulla trasparente, del governo Monti, percepito come un esecutivo al servizio del grande capitale, deciso più che mai ad impossessarsi, gratuitamente, del mercato legato al farmaco.
L’operazione in corso mira a moltiplicare il numero degli esercizi, in modo tale da farne crollare il valore, così da, in un secondo momento, poterli rilevare a modico prezzo, al fine di costituire delle catene in mano a pochissimi capitalisti.
L’opinione pubblica percepisce, grazie all’opera dei media, la categoria dei farmacisti come una lobby: una strana lobby, sempre sotto i riflettori, conosciuta, nei singoli presunti appartenenti, da tutti gli abitanti dei comuni in cui vi è una farmacia e, quindi, almeno un farmacista.
Peccato che le vere lobbies, siano quelle che non appaiono ma che pesano: cioà l’esatto opposto a noi.
Il nostro Paese, una volta approvato il decreto “salva Italia”, avrà l’onore di annoverare sul suo territorio lo stesso rapporto di farmacie/abitanti di tre nazioni europee non particolarmente invidiabili, almeno dal punto di vista del benessere economico: Lettonia, Lituania, Grecia.
I media asserviti, Il Corriere della Sera, Il sole 24h, La Repubblica, per quanto riguarda la grande stampa, Rai, La7 e Sky per quanto riguarda le tv nazionali, poi, stanno dando un’informazione settaria e traviata.
L’opinione generale, tra i farmacisti, è stata di un profondo pessimismo: si attende il peggio con rassegnazione, consci del fatto che non vi siano più i tempi per fare capire all’opinione pubblica le falsità che, in questi giorni, le vengono spacciate come Vangelo.
Il sottoscritto, ad un certo punto, ha preso la parola, ed ha spiegato, secondo il proprio metro di giudizio, la situazione politica attuale, facendo un appello all’unità decisionista.
Ho spiegato di essere in contatto con alcuni parlamentari, cosa peraltro risaputa dal Presidente Marcantonio.
Cosa ho detto nello specifico non posso rivelarlo, essendo questioni estremamente riservate.
Un applauso, che mi è parso caloroso, ha seguito la conclusione della mia orazione e molti giovani, cosa che mi ha fatto immensamente piacere, mi hanno voluto stringere la mano.
Alcuni farmacisti, sia giovani che un poco meno, mi hanno manifestato apprezzamento per il lavoro di newsletter che, da un paio di mesi, effettuo, tramite questo blog, con pressochè tutte le farmacie della provincia di Como sui temi che riguardano la professione.
vittorio belluso
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Se devo fare la sintesi della sintesi della sintesi, dico che il fine è offrire il miglior servizio per qualità/ prezzo.
Quel fine, non è quello che Monti vuole spacciare, ma sta nell’abbassamento del quorum ad un limiste sostenibile. (1 farmacia ogni 4/4500 abitanti).
Monti sta solo ubbdendo alle lobbies finanziarie che vogliono impadronirsi del nostro buisness, perchè fa gola ed è l’unico con un futuro roseo.
Per farlo hanno dovuto far credere che la colpa ti tutti i problemi italiani fossero le farmacie.
Stiamo lavorando per voi
Ciao sono Sxxxxx Cxxxxxxx di M. C..
Non posso che invitarti a continuare e ringraziarti per l’energia.
A presto.
Buongiorno Vittorio,
speravo nella tua lettera di questa mattina;
perche’ non e’ stata messa a votazione la tua proposta?
era l’unica cosa sensata da fare.
Nessuno sciopero ma eliminare tutte le incombenze che conosciamo e che facciamo gratis;
ieri sera l’unica proposta che ho sentito riguardava il tentativo di innalzare il quorum quando e’ una vita che tantissimi di noi lavorano con quorum a 3000!!
Se non attacchiamo adesso che siamo sotto assedio quando mai lo faremo?
mai una proposta, mai un paletto, solo paura e questa paura che ci rende attaccabili.
Spacchiamo federfarma e creiamo una federfarma lombardia; mettiamo xxxx euro a testa e affidiamoci e professionisti che ci tutelino e contrattino per noi i servizi per rendere sostenibili le nostre attivita’ e sponsorizziamo le attivita’ di chi di dovere per tutelarci!!.
sono anche io un sostenitore del centro destra e la cosa peggiore e’ sapere che tanti titolari votano a sinistra;
grazie per la passione e l’impegno che ci metti
A presto, buon lavoro
Xxxxxx Xxxxx
Ciao Vittorio grazie per il Tuo impegno e mi dispiace non di non aver potuto partecipare in quanto ero a Torino con i miei ragazzi.
Sono in farmacia con Xxxxxx Xxxxxxx che ti saluta.
Dobbiamo cominciare a entrare in gioco direttamente e, pesantemente.
Spero di vederti di persona a presto Xxxxxxx.
Gent.mo Vittorio buongiorno, io sono il figlio della Dott.sa Xxxxxxx di Xxxxxx X’Xxxxx (per capirci..quello in piedi in fondo alla sala che continuava a parlare!).Mi è spiaciuto non poterLe stringerLe la mano di persona avendo apprezzato il Suo intervento,purtroppo a mia volta ero impegnato a “propagandare” la mia rabbia in un sistema interno nostro che è troppo,troppo separato e assolutamente poco lungimirante.
Inutile ribadire che io sono a favore si dell’educazione,ma in qualche caso della “risposta per le rime”,perchè la realtà è che se volgiamo provare a salvare questo sistema inteso non solo il nostro reddioto, non solo le nostre lauree ma anche il nostro beneamato cittadino, dobbiamo iniziare a conquistare la
loro totale fiducia e cercare in ogni modo di toglierci di dosso quella fama di “aguzzini” e “lobbisti” che ci affibiano.
Oggi noi ci difendiamo dietro a ricerche di mercato che ci mettono in cima alle preferenze, ma la realtà è che spesso queste ricerche si basano su chi della Farmacia ne fa un uso effettivo.
Purtroppo pero’ dobbiamo ricordaci che chi vota parte dai 18 anni..e nella stragrande maggioranza dei casi abbiamo una fascia che va dai 18 ai 40/45 anni di persone per cui la farmacia è un poso dove “mi fregano i soldi per l’aspirina che”dicono” costare la metà in Francia”.Questa è la realtà.
Noi dobbiamo lottare certamente per l’unita’ ma anche molto per toglierci di dosso questa fama…e purtroppo vedo in questo senso altrettanta poca coesione.
Ottenere il consenso pieno dei cittadini, ci consentirebbe anche un maggior peso a livello politico.
Sono molte le cose che penso e mentre scrivo di getto,molte mi sfuggono.
Ma dopo anni di “arenamento”…ora c’è molto moltissimo da recuperare.
Sono ottimista e mi “impossesso” del diritto di farne voce del fatto che molti giovani siano forse piu’ lungimiranti dei loro padri e “padrini” per chi magari una farmacia a oggi ambisce ad averla.
Tra di noi aleggia la paura di aver fatto 54 esami all’università per poi ritrovarci “”"a vendere prosciutto”"” con la nomea di esser stati solo aguzzini.
Io ultimamente ho deciso pur avendo pochissimo tempo di non aspettare la mia lenta morte,ma di combattere..di far sapere alla gente che io
muoio..ma il perchè accade.E per questo credo sia il momento di “aggredire”.
Sto cercando di mettere il naso in nuovi gruppi di lavoro che portino idee per migliorare il mercato,per migliorare e cercare di recuperare la “nostra faccia”.Cerchero’ pur essendo poco considerato di assistere maggiormente alle assemblee si Federfarma..perchè ho paura che chi ci diriga forse non si sia pienamente accorto che leil mondo sia molto piu’ avanti di come pensano.
Non dimentico mai le parole di mio padre,imprenditore nel campo chimico, dove piu’ volte ha ribadito “i farmacisti non vedono piu’ in la del propio naso”…io forse piu’ correttamente e meno educatamente dico “troppi hanno vissuto con il culo al caldo” e si sa.i guadagni facili..non portano a innovazione e ad avere visioni future.
Come avrà ben capito sono uno che non sta zitto…se servisse, per quanto il mio tempo sia abbastanza ristretto, mi offro anche alla sua causa politica,perchè credo fermamente che sia ora di iniziare a fare un pochino la “lobby”..Noi non dobbiamo piu’ pesarci solo su politici amici..dobbiamo forse iniziare ad avere noi dei politici…al pari di notai,avvocati,medici e quant’altro..pero’ la realtà è che se vogliamo ammodernarci,se vogliamo avere un futuro,se vogliamo un sistema
funzionate ed efficente ad ogni livello…dobbiamo esser noi presenti nella “stanza dei bottoni”.
Mi spiace per questa lunga mail che vuole un po esser anche uno sfogo.Certamente avro’ saltato molti pensieri e molte idee che mi sono passate per la testa..ma credo pian piano avro’ occasione di mostrarle.Mio impegno sarà anche di farmi sentire maggiormente in AGIFAR…perchè li c’è un grosso bacino d’utenza..da cui attingere menti forti,sveglie e “impaurite” dal futuro..non possiamo piu’ attendere solo chi sta “al caldo” e chi punta a preservare “status quo” senza poporre miglioramenti che convincano opinione publica e politica a muoversi in favore della nostra direzione.
Le auguro una buona giornata
Xxxxxxx Xxxxxx
ieri sera si è svolta l’assemblea straordinaria provinciale di Federfarma alla quale hanno partecipato, fisicamente o per delega, praticamente i 2/3 degli iscritti.
Il dibattito è stato ampio e costruttivo con proposte future di lotta che ci sono parse molto incisive ( passaggio all’indiretta ) che, oltre a creare disagio ai cittadini, produrrebbero alla parte pubblica grosse difficoltà organizzative e di gestione. Altro punto dolente rilevato è stata la mancanza, soprattutto a livello nazionale, di un adeguato ufficio stampa in grado di rispondere prontamente e con cognizione di causa a tutte le notizie false e tendenziose che, con cinica arroganza i maggiori media nazionali hanno montato contro di noi ( vedi l’enfatizzazione dei nostri redditi medi senza specificare che in altre circostanze vengono presentati come d’ azienda e per noi personali oppure la nostra vittoria lobbystica nel caso della fascia C ) ed alle quali abbiamo risposto con la cortesia e la gentilezza usuali ma forse non con la prepotenza necessaria in tali circostanze. E questo non vuole essere un appunto alla nostra presidente dott.ssa Annarosa Racca che si è sobbarcata in prima persona, con grande coraggio abnegazione ed energia, la difesa delle nostre buone ragioni ed alla quale va il nostro incondizionato ringraziamento per gli innumerevoli sacrifici a cui si è sottoposta in questo delicato periodo. Dopo la lettura del documento uscito dall’assemblea nazionale svoltasi a Roma, gli iscritti a Federfarma Como hanno deciso di uniformarsi alle decisioni della stessa in merito alla chiusura prevista per mercoledì 1 febbraio p.v., salvo disdetta, essenzialmente per mostrare la compattezza della categoria in un frangente così difficile; Federfarma Lombardia sta predisponendo le sanzioni per i colleghi che non chiuderanno e che saranno comunicate
a tutti appena stabilite.
Ora tutto è in mano ai politici perché il decreto entrerà in vigore solo dopo l’approvazione da parte del parlamento. Gli emendamenti da noi proposti si possono così sintetizzare:
Quorum a 3800 abitanti
Miglior definizione delle aperture in deroga
Possibilità di apertura libera solo tra le ore 8 e le 20
12 mesi per la successione
Eventuali obblighi di organico gestiti da Federfarma
Abolizione fondo di solidarietà.
Probabilmente non tutto si riuscirà ad ottenere in questa misura, però è essenziale evitare che le vere lobby che detengono i capitali possano mettere le mani sul nostro fatturato a costo irrisorio, secondo la logica occulta di questo provvedimento, che maschera le reali intenzioni dietro la pomposa definizione di liberalizzazione e crescita e che tanto assomiglia a quanto avvenuto nel caso Alitalia.
Infine mi sia consentita una considerazione personale; pur nell’amarezza della serata ho visto la partecipazione di tanti giovani colleghi. Loro sono il nostro futuro ed è giusto che vengano coinvolti nella gestione del sindacato da subito, pensiero che ho già espresso in consiglio e che ha avuto il consenso di tutti, perché possano giungere preparati in vista della nostra sostituzione alla scadenza del mandato.
Cordialmente
Attilio Marcantonio
C’erano una volta delle belle e ” umane” concessionarie di automobili che avevano un territorio, una fedele clientela, degli appassionati e affezionati collaboratori e magia delle magia, una territorialità ben definita.
Le case vigilavano su questo e la correttezza tra colleghi, non tutti, faceva il resto.
Oggi, grazie alle liberalizzazioni abbiamo ottenuto l’esatto contrario con una deregulation che fa rabbrividire anche i più tenaci.
La redditività è sparita; i giorni di lavoro sono 7 su 7; si lavora circa 13 ore al giorno; la famiglia non la vediamo più e spesso, come nel mio caso si arriva a distruggerla; i risparmi di una vita vengono erosi nemmeno troppo lentamente e si rischia di restare senza nulla.
E tutto questo in onore delle liberalizzazioni che portano grasso che cola solo alle grandi aziende, alle multinazionali che producono a basso costo chissà dove e vendono qui facendo i prezzi a loro piacimento.
Anche voi cari farmacisti vi recate ad acquistare tirando il prezzo, trattando fino all’impossibile, girando come trottole da due, tre, quattro concessionari per avere magari cento euro in più di sconto.
Adesso forse capirete il nostro disagio, la nostra amarezza, la nostra tristezza e non da ultimo la nostra incazzatura nei confronti di chi qualche anno fa ci ha liberalizzato il settore.
E sapete chi è stato ? Un tale Monti … proprio lui.
Ha fatto il regalo più grosso alle multinazionali e non solo del settore auto.
Posso solo augurarVi “Buon divertimento”.
Ne vedrete delle belle.
Alla prossima.
Gio
caro gestore del sito, quante x .
non chiedevate trasparenza?
saluti.
O baragia, cominci ad identificarsi lei!
O la riservatezza deve essere solo d’altrui?
Le viene in mente che il mio, altro non sia, che una forma di rispetto e di tutela?
Per esempio, della privacy?
In questo blog viaggiano 1000 utenti al giorno, fra cui molti giornalisti in cerca di notizie.
Le sembra il caso di dare loro questo genere di informazione?
Magari anche con tanto di numero di telefono?
baragia, baragia, non faccia l’apass! Ma lo è o lo fa?
Inzigare tassisti notai avvocati e farmacie era cosa necessaria ed urgente, tanto che hanno scelto la strada del decreto legge e dai colli più alti non c’è stato nulla da obiettare, magari perchè si pensa che siano categorie politicamente più orientate a destra. Ora sul mercato del lavoro, siccome i sindacati che han fatto più danni di Attila strillano, hanno aperto i “tavoli di concertazione”, e parlano di un disegno di legge da discutere. Su questo strabismo vanno stanati: o si trattano tutti allo stesso modo oppure è meglio che noi li trattiamo diversamente….