Occidente
L’ennesima strage di Cristiani in Egitto e le reazioni (ci sono state vere reazioni oltre al richiamo del papa?) ci dovrebbe fare riflettere. Non è che stiamo “abdicando” ai nostri valori in cambio di immediati tornaconti economici (anch’essi importanti, ma sicuramente da non anteporre a quelli “morali e spirituali” senza averne prima valutate le conseguenze e la portata a più lungo termine).
Scrive Bernard Henry Lévy sul Corriere della Sera:
“Oggi i Cristiani formano, su scala planetaria, la comunità più costantemente, violentemente e impunemente perseguitata”. Ci sono tante violenze e discriminazioni anche verso on Cristiani ma, mentre queste forme di discriminazione e razzismo oggi sono giustamente riconosciute come tali e denunciate, “l’antisemitismo è diventato un crimine designato come tale, codificato e punito”, “il pregiudizio anti-rom o anti-arabo è condannato da organizzazioni ed organismi”, “la discriminazione di ogni minoranza (per motivi etnici, religiosi, sessuali) è messa al bando”, “di fronte a queste persecuzioni di massa dei Cristiani improvvisamente non c’è più nessuno ad alzare la voce”.
Alcuni giornali di sinistra parlano di scontri tra cristiani e islamici per non urtare “gli amici”, ma è corretto parlare di scontri in presenza di vili attentati o di violenze perpetrate unilateralmente?
Alle parole di condanna dell’attentato del Papa (che sicuramente non possono essere tacciate di incitazione all’odio!) l’autorità religiosa sunnita lo zittisce definendole “un intervento inaccettabile negli affari interni dell’Egitto”.
Senza volere lanciare facili ed inutili allarmismi penso che comunque sia da riflettere su quella che, volenti o nolenti, è da considerare, come citato da Oriana Fallaci, una “Crociata all’Inverso”. Perché negare che “ci hanno dichiarato guerra” o meglio hanno dichiarato guerra ai nostri valori e alla nostra civiltà che vogliono sostituirci con il loro modello.
Non è che il nostro “politically correct”e la nostra predilezione degli interessi economici a breve termine ci renda miopi? O forse, impero d’occidente in declino, siamo solo stanchi e insofferenti alla fatica di dover difendere i nostri valori e i nostri ideali?
Dove è finito il coraggio di difendere i nostri valori sia con le parole che con le azioni a testimonianza degli stessi? O è meglio domandarsi dove sono finiti i nostri valori?
“Una civiltà non crolla come un’ edificio, si direbbe molto più esattamente che si svuota a poco a poco della sua sostanza, finché non ne resta più che la scorza.” (G Bernanos)
Diego de la Vega
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come disse un imam di cui non ricordo il nome:
“conquisteremo l’europa con il ventre delle nostre donne”.
…e se fossimo noi a conquistare prima le loro donne e poi tutti loro, attraverso un’integrazione autentica con la conoscenza della nostra cultura, della nostra fede, dei nostri valori fondati sul rispetto, sulla dignità della persona, sulla libertà, sull’uguaglianza, attraverso i nostri agi, le nostre trasgressioni, le nostre corruzioni, la nostra indifferenza? A volte è più semplice di quanto si creda. Non si illudano questi fondamentalisti scientifici e pianificatori, noi europei non siamo disposti a rinunciare al nostro stile di vita al punto di rinnegare le nostre origini cristiane, figuriamoci farci islamizzare! Una sola cosa stiamo sottovalutando: il rischio, purtroppo, di portarci in casa una guerra di religione. Basterebbe che l’Europa la smettesse di far finta di credere all’esistenza di un islam moderato e di credere a quella cretinata del politicamente corretto che conduce solo alla cancellazione della nostra identità… ed ai fondamentalisti islamici i sogni di gloria svanirebbero al risveglio… dell’occidente.
Una politica che sta prendendo piede in francia.
L’emancipazione della donna araba.
Ma vi sono una serie di problemi…
1) sperare che lo si riescano a corrompere con uno stile di vita all’occidentale. La cosa per molte culture islamiche è mooolto difficile in quanto vedono l’occidente stesso e la tentazione di voler fare una vita all’occidentale come un peccato.
2) per loro il corano è la verità. Quello che c’è scritto sul corano è legge. I modelli occidentali sono pieni di robe “sconcie”. Bisogna poter infrangere il muro di rigidità imposto dal corano. La resistenza maggiore sono gli uomini. Una donna islamica nella maggior parte dei casi viene chiusa in casa (quindi sapra poco l’italiano, conoscera poco i suoi diritti). C’è una speranza nelle nuove generazioni…
3) Basta guardare i nostri partner europei. Loro hanno dovuto affrontare il problema prima di noi.
germania: anche la merkel ha affermato che il modello di integrazione tedesco è fallito. Troppo dispendioso e una reale integrazione dei turchi non è mai avvenuta.
francia: la guerriglia nei quartieri nelle periferie di parigi qualche anno fa e il fischio della marsigliese durante una partita di calcio. Questi sono segni che sono loro i primi a non volersi integrare.
inghilterra: frequente le proteste “antislam” nel nord del paese e nelle zone dove vi è una forte presenza di pakistani.
Si vede pure la nuova legge(voluta dalla minoranza maggiore, quella indiana) per diminuire l’affluenza di immigrati!
So che vi sono stati problemi anche in svezia!
Bhe si puo notare come effettivamente, invece di una integrazione, di creerà un compromesso…
Eh sì, i problemi sono tanti, ma sono convinta che puntare sulle donne sia la strategia vincente. Non dobbiamo dimenticare che in occidente l’educazione e la formazione della prole passa sostanzialmente per linea femminile. Certo che, se permettiamo che le donne siano segregate in casa, tenute nell’assoluta ignoranza e considerate solo delle fattrici, beh allora tutto è vano.
Il vero problema è che ciò che fa l’Europa è inutile, contradditorio e paradossalmente discriminante; è ovvio che l’impegno economico non sia compensato dal risultato. Si cominci a contrastare efficacemente l’insediamento di clandestini che sono assolutamente fuori da ogni controllo, a guardare gli islamici non attraverso il filtro della nostra cultura di matrice cattolica, ma per come sono realmente, non perdiamo di vista che le varie confessioni, sintetizzando il concetto, sono il risultato di un’interpretazione del tutto umana del divino(altrimenti ci sarebbe una religione universale) e che sono sintomatiche della forma mentis di un popolo e poi non facciamo concessioni che non siano compatibili con il nostro ordinamento giuridico tipo i tribunali islamici come in Inghilterra, solo medici donne per le donne islamiche, assumiamo posizioni intransigenti nei confronti della bigamia, anche per l’abbigliamento femminile non mi limiterei al divieto del burqa, se gli uomini vestono all’occidentale perché non anche le donne? etc. etc. Siamo in un’ Europa orgogliosamente laica ed ormai preda della deriva laicista, purtroppo, e perché mai dovremmo riconoscere ed accettare leggi e consuetudini di stati teocratici? Non sono questioni da poco, e qualcosa non torna. E’ solo attraverso il rigoroso rispetto delle regole dei paesi ospitanti che si può realizzare l’integrazione.
Hai detto che la resistenza maggiore è da parte degli uomini? Non avevo dubbi, ma proprio per questo bisogna puntare sulle donne emancipandole, “costringendole” ad uscire di casa attraverso la scuola, il lavoro, il coinvolgimento sociale, affinché possano entrare in contatto con un’altra realtà, che metta in discussione le loro certezze, affinché, possano assimilarla ed iniziare a trasmetterla alle nuove generazioni. L’aggressività, la violenza di cui è intriso il comportamento degli islamici, nei confronti della cultura occidentale, ritengo non sia solo fanatismo, ma che sia anche la risposta tipica di chi ha paura, di chi ha paura della libertà, di chi ha paura della pari dignità, dell’indipendenza femminile, persino della nostra musica, della nostra arte, di chi ha paura di perdere il controllo, insomma.. Si sa che le cose ottenute con la coercizione o la minaccia durano finché permangono tali condizioni ed in una società sempre più globalizzata …
L’Europa dovrebbe impegnarsi seriamente ad accogliere solo chi ha intenzione di fare propria la nostra cultura, le nostre regole, le nostre leggi e che abbia i requisiti per rispettarle. Per chi ci disprezza, o ha la delirante presunzione di cancellarci, nessuna possibilità di restare. La storia insegna che l’Europa è stata pacificata anche attraverso la conversione religiosa “forzata”, questo ora non è più possibile, sarebbe anacronistico, ma adottiamone il principio, sempre valido, applicandolo in senso laico. Stesse leggi, regole, consuetudini e tradizioni occidentali per tutti coloro che scelgono l’occidente, chi non le condivide stia a casa propria, e solo lì potrà comportarsi in sintonia con tradizioni e leggi teocratiche incompatibili con le nostre.
Si giungerà ad un compromesso? Per il compromesso è necessario che le parti in causa rinuncino a qualcosa. Temo che l’essenza violenta e prevaricatrice dell’islam abbia ben altre mire. Come si fa a giungere ad accordi con chi è convinto di essere sempre e solo nel giusto, di essere superiore, che considera la violenza l’unico mezzo e ti vuole annientare da sempre? Le donne, sono l’unica via.
Cara Cristina,
grazie per i tuoi commenti e le tue osservazioni che, come al solito, sono puntuali, dirette ma sempre educate.
Non concordo che le donne siano “l’unica” via anche se sicuramente possono essere una parte importante della “via”.
L’altro aspetto fondamentale per l’emancipazione non può che essere il diffondersi della cultura tra le popolazioni (donne e uomini) poichè masse ignoranti e fanatizzate fanno comodo ai pochi “acculturati e potenti” nei loro giochi di potere e destabilizzazione dell’occidente.
Quanti principi, sceicchi, califfi ecc. sono poi così ligi nel seguire le regole imposte dalla religione? Cosa succede nel chiuso delle loro regge?
Il vero problema è come consentire a questa gente di progredire ed emanciparsi stante che pare non essere interesse dei loro governanti.
Basta vedere le risorse spese ed inviate dall’occidente e dal mondo intero per il popolo palestinese. Anzichè indirizzarle al loro benessere (c’è chi sostiene che potrebbero tutti i palestinesi avere la loro casetta unifamiliare con giardino) sono state indirizzate a finanziare le spese personali dei “leader” con ville in Costa Azzurra, acquistare armi e a mantenere vivo l’odio addestrando bambini guerrieri.
Speriamo non siano i prodromi di un nuovo medio evo.
Sì, naturalmente concordo sul fatto che alimentare il fanatismo sia il percorso privilegiato per chi vuole uno scontro di civiltà e la destabilizzazione dell’occidente,(e non penso solo all’oriente) che la diffusione della cultura debba coinvolgere anche gli uomini, mi sembrava scontato, ma io penso alle donne in quanto, essendo le più penalizzate dalla cultura islamica, hanno tutto da guadagnare nell’affrancarsi dalla loro condizione subordinata e disprezzata, ci sarebbero meno resistenze. Solo attraverso loro, a mio modesto parere, attraverso un nuovo modello, un nuovo stile di vita, possono trasmettere alla prole concetti e principi della nostra cultura.( un bimbo che vede trattare la propria madre come un oggetto, e a qualche domanda risponde che è giusto così, può mai concepire che le cose potrebbero andare diversamente?) Certo non sarà nell’immediato, un risultato soddisfaente, ma non devono esserci forzature, tutto deve avvenire per gradi, affinché sia la convinzione la discriminante della scelta. Il percorso all’inizio sarà difficile, ma se l’occidente non cede ai compromessi, sarà possibile.