Dedicato a chi non afferra la differenza fra questione politica e questione personale

Le recenti polemiche di natura politico-amministrativa, che hanno coinvolto buona parte dei nostri amministratori, a proposito dell’argomento compensi, mi ha portato a fare alcune riflessioni, che vorrei sottoporre alla Vostra attenzione.
  • Troppe persone, in Cavallasca, si dimostrano totalmente incapaci di discernere la contesa politica, dalla questione personale.
    Risulta parimenti impossibile non subire eguali ritorsioni di natura civica e comportamentale, da parte di soggetti evidentemente assai poveri di spirito e di acume.
  • Mi si accusa di mancare di tatto, per il semplice fatto di proporre, primo nella storia della nostra comunità praticamente da sempre, una informazione seria ed onesta, che espone i fatti nella crudezza della loro realtà.
    Evidentemente la cosiddetta “classe dirigente” cavallaschina, a differenza della stragrande maggioranza dei cittadini che amministra,
    non si è dimostrata preparata ad un confronto, a tratti anche duro nella sua asprezza, ma sempre confinato nella lealtà e nella correttezza.
  • Mi preme sottolineare come, e parlo a livello personale, io non abbia alcun astio nei confronti dei nostri competitori locali, in particolare modo nei confronti del nostro Sindaco, tante volte, in quanto primo cittadino, finito nel “mirino”della satira politica del nostro blog di informazione locale.
  • Quarto, ed ultimo punto, auspico che il confronto politico, ripeto, pur nella sua asprezza, smetta di inquinare la sfera professionale delle persone chiamate in causa.
    E’ una questione di intelligenza, di rispetto, di educazione e, non ultima, di maturità politica.
vittorio belluso
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Articolo in : Life/riservato
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Commenti (4)

 

  1. un libero pensatore scrive:

    Mi permetto di riprendere la parola visto il sottointeso riferimento al mio intervento, per specificare quanto segue: 1) mi meraviglio che lei si meravigli. Da sempre nella vita paesana si faceva riferimento ad alcuni personaggi che nell’immaginario popolare rappresentavano un punto di ammirata osservazione ed erano: il prevosto, il dottore, il farmacista e il maresciallo. Questi erano chiamati così anche se andavano a caccia. Poi vediamo di essere sinceri . Inserire in una lista politica o civica il medico o il farmacista ( per il parroco o il maresciallo non è possibile per istituzione però il dichiararsi amicone dei due giovava e giova) garantisce una certa notorietà e quindi una certezza di voti. Nella nostra storia paesana una lista era solita approfittarne ed un medico non mancava mai, in un paese poco distante un certo medico è stato sindaco per , non dico legislature, ma per generazioni e lei lo sa anche per sua esperienza di famiglia quindi non si meravigli per la confusione dei ruoli;2) il fatto che qui si faccia dell’onesta e leale informazione è tutto da verificare. Esempio la modifica fatta arbitrariamente sul mio primo intervento in questo sito;3) la sua obiettività è storica. Uniche sue fonti di informazioni sono i giornali di parte;4) ho notato più volte che ad alcuni “naviganti amici” si giustifica tutto o quasi tutto. Ad alcuni si permette un linguaggio metaforico volgare, altri per il solo fatto di essere stati contestati iniziano una lunga, noiosa disamina psicologica quasi fossero colpiti da attacchi isterici.
    Concludendo: per le rare contestazioni che qui le vengono mosse mi pare che lei abbia la coda di paglia e le garantisco che io sono un poco attento frequentante però mi è bastata questa frequentazione per ricavarne questo quadretto.
    Ed ora vado a tifare Cesena. Noi ieri abbiamo vinto.

  2. m Rna scrive:

    Signor libero pensatore, ho letto solo la prima riga del suo commento e la blocco subito:

    1) non mi riferisco a lei, ma ad alcuni nostri amministratori di oggi e di ieri.

    2) Io non sono stato inserito in una lista; l’ho fatta, dopo che quella che avevo contribuito in prima persona a formare, idea Comune, aveva preso una piega nella quale non mi riconoscevo più, per colpa di un “colpo di mano”, effettuato da chi ambiva, sopra ogni cosa, a diventarne il leader.

    3) Vado subito a vedere cosa ha fatto il Milan, perchè ancora non lo so.

    4) I tempi cambiano. Non sta scritto da nessuna parte, se non nella mentalità paesana di alcuni, che un libero cittadino non possa candidarsi perchè farmacista.
    Il suo è un luogo comune.
    Vero è che mi piacerebbe che la polemica politica non travalicasse la soglia della farmacia.
    Viceversa esistono delle persone che, essendo incapaci di distingure, confondono continuamente i ruoli, mettendo in difficoltà sia me che il personale impiegato nella farmacia.

    5) Sapevo che, candidandomi, averei pagato dazio.
    Per questo ho aspettato fino all’ultimo, oltre il tempo massimo.
    Ma non ne sono pentito.
    L’avessi fatto qualche giorno prima, ora governeremmo noi, a tutto beneficio del paese.

  3. m Rna scrive:

    Sig. libero pensatore,
    Il Milan ha viinto 3-1.
    Mi sorge un dubbio terribile: Lei non sarà mica uno juventino, vero? :-)

  4. un libero pensatore scrive:

    Sì ma non condivido le polemiche del nostro presidente. A domenica.

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