C’era una volta un’altra Italia: Lino Gelpi, per esempio
Mi ricordo la Como degli anni 60, in quella via Ferrari dalle gestroemie fiorite in primavera;
una via signorile quanto placida, poche auto parcheggiate in strada.
Non esisteva problema di parcheggio, nè di furti d’auto.
Fra le poche auto, anche la Lancia Flavia municipale, con autista e bandierine italiana e comunale sulle antennine posizionate sopra i parafanghi anteriori, che aspettava il sindaco Lino Gelpi, per trasportarlo in Municipio, distante non più di 1 km in linea d’aria.
La scena si ripetette, sempre uguale, per tanti anni.
Il sindaco Gelpi che esce dal portone della casa di via Ferrari, l’autista che scende dall’auto e si toglie il cappello in segno di saluto, il sindaco che con la mano gli fa il segno della “vittoria all’incontrario”, ovverosia che intende raggiungere il suo ufficio a Palazzo Cernezzi a piedi.
E quindi, la scena che ho ancora adesso ben stampata in mente, è quella dell’allora sindaco, che, cappello in testa, si incammina per la discesa di via Ferrari, con la Flavia che, a passo d’uomo, lo segue quasi a proteggerlo e scortarlo.
Il sindaco Gelpi che esce dal portone della casa di via Ferrari, l’autista che scende dall’auto e si toglie il cappello in segno di saluto, il sindaco che con la mano gli fa il segno della “vittoria all’incontrario”, ovverosia che intende raggiungere il suo ufficio a Palazzo Cernezzi a piedi.
E quindi, la scena che ho ancora adesso ben stampata in mente, è quella dell’allora sindaco, che, cappello in testa, si incammina per la discesa di via Ferrari, con la Flavia che, a passo d’uomo, lo segue quasi a proteggerlo e scortarlo.
La parsimonia e il disamore per la vita comoda, era tale nell’allora sindaco Lino che, persino quando giungeva a casa, era solito farsi a piedi tutti e 5 i piani della casa, disdegnando l’ascensore.
Di lui si riconosceva persino il passo.
Al rumore del portone che si chiudeva alle sue spalle, si udivano dei passi, calmi ma regolari, che salivano le rampe del condominio.
L’umanità cristiana del Gelpi era tale che, sentendosi quasi in “colpa” con l’autista, comunque in carico all’organico dei dipendenti comunali, per il lasciarlo sempre “sfaccendato”, che, di tanto in tanto, era solito mettere l’auto a disposizione della moglie, per trasportare parte della numerosa figliolanza (8 figli), compresa di “amichetti”, sulla comoda 6 posti torinese, verso qualche vicina meta.
Di lui si riconosceva persino il passo.
Al rumore del portone che si chiudeva alle sue spalle, si udivano dei passi, calmi ma regolari, che salivano le rampe del condominio.
L’umanità cristiana del Gelpi era tale che, sentendosi quasi in “colpa” con l’autista, comunque in carico all’organico dei dipendenti comunali, per il lasciarlo sempre “sfaccendato”, che, di tanto in tanto, era solito mettere l’auto a disposizione della moglie, per trasportare parte della numerosa figliolanza (8 figli), compresa di “amichetti”, sulla comoda 6 posti torinese, verso qualche vicina meta.
Denunce, diffide, polemiche a non finire!
Per un gesto che, io lo so, era di pura sensibilità nei confronti del suo autista.
La verità è che erano altri tempi.
Per un gesto che, io lo so, era di pura sensibilità nei confronti del suo autista.
La verità è che erano altri tempi.
La verità è che le persone, in quei lontanissimi anni, viveno meglio di oggi, e non erano prevenute verso il prossimo come ai tempi odierni.
Si aveva voglia di vivere, di lavorare, di conquistare posizioni più prestigiose per offrire un nuovo benessere alle famiglie.
La guerra, quella terribile guerra, aveva insegnato alle coscienze a dare il giusto peso alle cose.
Le auto si lasciavano in strada aperte, gli antifurti non esistevano, la gente incontrandosi per la strada si salutava anche senza conoscersi.
L’autista del sindaco accompagnava noi bambini sulla Lancia Flavia, e nessuno aveva nulla da ridire.
Noi scendavamo dall’auto dalle bandierine con lo stemma comunale ed italiana sui parafanghi anteriori, con le cartelle sulla schiena.
Noi scendavamo dall’auto dalle bandierine con lo stemma comunale ed italiana sui parafanghi anteriori, con le cartelle sulla schiena.
Era una cosa naturale per tutti. Nessuno aveva niente da obiettare.
Ve lo immaginate che fine farebbe un sindaco, oggi giorno, se si permettesse di fare altrettanto?
Era un mondo più semplice di quello di oggi, in cui la vita era a misura d’uomo. Di vero uomo.
vittorio belluso
Nella foto che segue, l’avvocato Lino Gelpi, (sindaco di Como), Aldo Moro, (presumibilmente 1° ministro in carica) e don Brusadelli, direttore del quotidiano comasco L’Ordine.
Nella foto che segue, l’avvocato Lino Gelpi, (sindaco di Como), Aldo Moro, (presumibilmente 1° ministro in carica) e don Brusadelli, direttore del quotidiano comasco L’Ordine.
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Sig. Vittorio e che dire dei bei tempi dello ius primae noctis.
Porello lui voleva andare a piedi al comune seguito inutilmente dal macchinone comunale. Non poteva telefonare all’autista e suggerirgli di starsene in garage a lustrare i paraurti cromati ? Avrebbe almeno risparmiato la benzina pubblica di andata e di ritorno. E che dire poi di voi poveri bambinelli che con lo zainetto all’ultimo grido che democraticamente e chiassosamente scendevate allegri dal macchinone ( di altri!) guardati con rispetto dai poveri compagni che erano scesi a piedi da via Tommaso Grossi o dalle caserme con le cartelle di cartone da soli perchè i loro padri erano andati in bicicletta a lavorare a Maslianico o a Tavernerio. Che bei tempi! Come in tutti i tempi bastava nascere nella cavagna giusta e lei sig. Vittorio lo “nacque”.
Ma no sig. Apass, non è questo che volevo dire, mi creda.
Su quella Flavia c’era posto per tutti. Era solo un modo per non fare sentire “inutile” quel povero autista che non aveva mai nulla da fare, ma che faceva comunque parte dell’organico comunale.
Il sindaco, se doveva andare da qualche parte, non telefonava all’autista per il semplice fatto che ci andava coi mezzi propri.
Erano davvero altri tempi.
Ce ne fossero oggi, di persone della statura morale dell’avvocato Lino Gelpi!
Ecco, è questo che volevo dire.