Il bilancio del 2011 cavallaschino dal nostro punto di vista

Consuntivo del 2011 cavallaschino, visto coi miei occhi

L’anno che si sta per chiudere è stato, per me e per il mio gruppo, un anno importante, non facile, ricco di emozioni, ma con un finale offuscato dalla crisi economica.

Vediamo un po’ insieme, passo a passo, quelli che sono stati i punti salienti, sia nella vita cavallaschina che in quella nazionale.

Dal punto di vista amministrativo, la crisi economica si è fatta sentire.

I trasferimenti dallo Stato centrale sono diminuiti, mettendo la nostra amministrazione, priva di risorse che esulino dal campo statale, nelle condizioni di palesare i propri limiti.

Le poche risorse sono state impiegate per tentare di ridurre le macroscopiche perdite del nostro acquedotto colabrodo, che, di tanto in tanto, si rompe da qualche parte.

E così, metoforicamente, possiamo affermare che l’amministrazione Ronchetti galleggia con difficoltà nel mare burrascoso italiano, bevendo spesso acqua salata.

A livello provinciale, credo di poter affermare, è cresciuta la considerazione, in seno al PdL, nei confronti del sottoscritto e di tutto il gruppo.

La revisione dello Statuto, voluta da neo-segretario Angelino Alfano, ed il conseguente prossimo Congresso provinciale, sarà un appuntamento importantissimo.

Il tesseramento su Cavallasca è andato oltre le nostre più ottimistiche previsioni.

Le dimissioni del Governo Berlusconi ed il succedutogli Governo Monti, privo di legittimazione popolare, è fonte di forte dibattito interno.

La mia posizione, e parlo anche come farmacista, è critico, perchè, meglio di chiunque altri, ho gli strumenti per poter valutare la portata dell’azione del nuovo Governo, che sarà disastrosa per tutti.

Non mi interessa, in questo articolo di fine anno, soffermarmi troppo sulla figura di Mario Monti e su alcuni altri membri del Suo Governo, semplicemente perchè l’argomento non merita eccessiva attenzione.

Mi limiterò a dire che, personalmente, come una minoritaria componente del mio movimento, mi auguro che il governo cada presto e si vada alle elezioni, che, sole possono rimediare ai problemi che ci affliggono, oppure portare a termine l’affossamento dell’Italia, diligentemente intrapreso 4 anni fa da alcuni personaggi, che rispondono ai principali nomi di Fini, Casini, Bersani, Letta junior, Bindi, Di Pietro e Vendola.

Per quanto riguarda la vita paesana, essa è stata segnata in maniera indelebile dall’allontanamento, verso la fine del febbraio scorso, del nostro don.

Personalmente, posso e voglio finalmente dirlo, sono rimasto in contatto con lui per tutti i mesi del suo ritiro. In quei mesi nacque una profonda amicizia, che mi vide testimone del travaglio interiore di un sacerdote di grandissimo valore, che non smise mai, nemmeno per un secondo, di pensare ai suoi parrocchiani.
Mi si chiese il silenzio. Ed io tacqui.

In quei mesi assistetti impotente a ciò di cui siamo stati tutti testimoni:

una ridda di inverecondi pettegolezzi, basati sul semplice passa parola di pochi, i quali, evidentemente, del messaggio Cristiano non hanno fatto proprio nulla di nulla.

Quei mesi lunghissimi, e terminati con due nomine ed un ringraziamento ufficiale da parte di un vescovo per l’opera svolta negli anni di permanenza in parrocchia, hanno visto il trionfo dell’ignoranza, della gratuita cattiveria, dell’ingratitudine.

Stop, mi fermo qui, per cristiana pietà.

Ma chi vuole intendere, intenda, e si faccia un bell’esame di coscienza.

La farmacia del paese, nonostante la chiusura della via Ravona, ha mantenuto dei buoni livelli di vendite, per quanto riguarda i volumi, ma non di fatturato, purtroppo.

Il concomitante importante investimento per la nuova sede, i cui costi sono saliti a dismisura anche e soprattutto a causa delle imposizioni che la nostra amministrazione ha preteso dalla ditta costruttrice, (che ne stanno oscurando l’appetibilità commerciale), hanno “messo in crisi” l’intero equilibrio economico dell’azienda.

Ragion per cui, con la morte nel cuore ma con la coscienza a posto, mi sono visto costretto a ridurre il personale impiegato.

La dottoressa Verena, dopo 20 anni di apprezzatissima professionalità, ha cessato il suo rapporto con la farmacia del paese.

Intendo ringraziarla pubblicamente per quanto fatto, nella speranza che si tratti di un momentaneo arrivederci e non di un addio.

vittorio belluso

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Articolo in : Life/riservato
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