La chiesa esentata dall’IMU sugli immobili commerciali di sua proprietà

Il ragionamento che segue, solo noi abbiamo il coraggio di scriverlo.

Nessun altro, almeno in Cavallasca, avrebbe l’ardire di fare altrettanto.

Perchè parliamo di coraggio?

Perchè, guardandoci attorno, notiamo solo furberia frammista ad ipocrisia, individui senz’arte nè parte, che vivono la politica come fonte di possibile vantaggio personale, e non certo come mezzo per migliorare questa nostra povera società, così malata di egoismo e di protagonismo.

Il fatto è che non è più tollerabile che un Istituto importante e capillarmente distribuito su tutto il territorio nazionale, come la Chiesa, proprietaria di una cospicua parte del patrimonio immobiliare italiano, goda ancora, a distanza di 82 anni dalla firma dei patti lateranensi, di privilegi economici di fronte all’erario che, a nostro avviso, non trovano più ragion d’essere.

Il non fare pagare le giuste tasse sugli immobili fonti di reddito al Vaticano, altri non appare, agli osservatori attenti, se non il tentativo, nemmeno troppo celato, dei Governi italiani via via succedutisi nei lustri, di ingraziarsene le simpatie.

La stangata di Monti, infatti, si è abbattuta su tutti eccetto che sulle banche, sui grandi capitalisti e sulla Chiesa, che, in tal modo, riesce anche stavolta a non pagare mai l’Ici.

Quindi, niente ICI per gli immobili commerciali di proprietà del Vaticano.
Mario Monti, ha ammesso: “Perché non abbiamo imposto l’Ici alla Chiesa? E’ una questione che non ci siamo mai posti“.

Peccato che l’esenzione non sia soltanto palesemente ingiusta, ma anche contraria all’articolo 108 del Trattato europeo: questo è quanto aveva stabilito la sentenza 1678 del 2010 della Corte di Cassazione, anche alla luce del fatto che le norme comunitarie hanno rilievo costituzionale.

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Commenti (16)

 

  1. T34 scrive:

    La questione è vecchia. I governi di destra da sempre hanno garantito il loro consenso popolare appoggiando la Chiesa e la Chiesa ha sempre fatto affaroni con i destrorsi. Esempio . Nel 1929 un maestrucolo romagnolo ignorante con una maggioranza risicata sedeva incostituzionalmente al Governo monarchico. Pensò di chiudere la controversia con il Vaticano una vecchia storia del 1870. Il Vaticano popolato da vecchi volponi che sono passati indenni dal crollo dell’impero romano, dalle invasioni barbariche, dominando il medioevo ecc si accordarono dicendo: ” Benone, l’affare si può fare. Noi ti diamo le masse dei cattolici e tu ci dai come risarcimento dei danni provocati con l’unificazione il 5% del debito pubblico del tuo stato. La base di calcolo fu quindi, 3.240 miliardi di allora (1929) x 5%. Il buon papa XI fece dilazione dei pagamenti.Mussolini divenne l’uomo della Provvidenza con masse vocianti a supporto e con tutto quello che ci portò. Oggi siamo da capo. La sinistra è positivista , populista, atea mentre noi di destra siamo per la famiglia, lo stato e la chiesa. Chiesa aiutaci, noi ti garantiamo l’esenzione fiscale. Così Berlusconi ha ottenuto l’appoggio del Vaticano avendo in cambio i voti dei cattolici ( sempre la stessa storia) ed in cambio esenzioni, privilegi ecc. Ora forse stiamo capendo. Era ora ma temo che la strada sarà ancora lunga. Spero di vedere il cambiamento prima di andarmene da questa valle di co….ni.

  2. m Rna scrive:

    …infatti Famiglia Cristiana, edizioni Paoline, è una rivista assolutamente filoberlusconiana e Pisapia è un noto fascio ex picchiatore missino!

  3. T34 scrive:

    m Rna lei è un imbroglione. Questo mio intervento risale a molti mesi fa. Lei che tutto può in questo sito che fa? Ripesca e ripubblica ad arte con data di oggi. Veda di non negare. Lei potrà mentire al pubblico ma non alla sua, seppur scarsa ,coscienza che per natura dovrebbe avere. Mesi fa da brava pecora del gregge Pdl se ne stava in silenzio assecondando le geniflessioni del suo capo fedifragro ed impenitente peccatore senza dire nulla del mal costume che lega da sempre voi di destra e la Chiesa. Ora che tutto è cambiato si erge a censore. Ma taccia, la prego, taccia e dica la verità, non faccia meschine furberie attualizzando il passato.

  4. m Rna scrive:

    Suo intervento di questa estate su identico argomento.

    http://www.forzacavallasca.it/cavallasca/farina-del-nostro-sacco/come-si-potrebbe-evitare-la-stangata-della-liberta/

    Cosa è successo, nel frattempo?
    Ora che lo scopatore di Arcore è stato defenestrato ed abbiamo al suo posto il 2 volte massone Monti, lei che fa?
    Ha cambiato forse idea sul fatto che il Vaticano sia completamente esentato dal pagamento dell’ICI?

  5. Tommaso F. scrive:

    Vittorio, mi dispiace molto che anche tu cada nella rete di certa propaganda. Mi costringi addirittura a citare Famiglia Cristiana, e Iddio sa quanto mi pesi farlo:

    http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/articolo/ici-e-chiesa-se-la-rete-abbocca_220811114722.aspx

  6. m Rna scrive:

    Ma no Tommaso, sei tu che cadi nella trappola.
    Qui non si tratta di fare alcuna campagna laicista, nè tantomeno in combutta coi radicali.
    E’ vero che la chiesa non paga l’ICI sui suoi immobili che producono reddito, ed è vero che possiede, grazie ai lasciti, un patrimonio immbiliare unico al mondo.
    Questo accade solo in Italia.
    All’estero, non è così.
    In questi momenti difficili per tutti, in cui tutti noi siamo chiamati a fare dei grandissimi sacrifici, a mio avviso è ora che tutti facciano la loro parte.
    Anche il Vaticano, primo proprietario immobiliare d’Italia.

  7. Tommaso F. scrive:

    Non cado in nessuna trappola, io sto sempre e comunque con la Chiesa.
    Vedo tutto questo come un risarcimento che la Chiesa sta percependo dopo l’occupazione illegittima della soldataglia di Cadorna nel 1870.

  8. m Rna scrive:

    Esatto, caro Tomamso, esatto.
    Noi stiamo ancora pagando i danni di guerra (!!!??) per Porta Pia. Mussolini aveva bisogno dei preti per creare il suo consenso. E lo pagò a peso d’oro.
    Va bene, per carità!
    Ma perchè dobbiamo ancora pagarlo dopo 82 anni?
    E proprio noi?
    Perchè se no Tettamanzi dice di votare per Pisapia?
    Guarda, caro Tom, io tutto sono fuorchè un laicista.
    Qui non si tratta di “fare le scarpe” alla Chiesa, ma di uscire dal giogo del ricatto velato: se mi appoggi e mi esenti dalle tasse, io ti aiuto e tu faccio vincere le elezioni.
    Nel mio paesello, almeno, è stato sempre così.
    Un abbraccio sincero al mio caro amico virtuale.

  9. Tommaso F. scrive:

    Lo so bene, era solo per chiarificare il mio pensiero.
    Un doppio abbraccio da me e spero di vederti quando avrò un po’ di tempo!

  10. T34 scrive:

    Tommaso F. risarcimento di che !!!! La chiesa ha vissuto su falsi storici. Falso il lascito di Costantino, falso il lascito di Sutri di Liutprando da cui nasce il potere temporale e lei giustifica il furto che lo stato del Vaticano compie inetterrottamente dal 1870 grazie alla connivenza con pessimi e sanguinari politici alle spalle di una popolazione che ha avuto la disgrazia di averlo in eredità storica come un parassita. Lo stato del Vaticano è meglio che taccia. Ha tradito la parola del suo “Ispiratore” che ha dato la vita per gli oppressi ed i poveri. La chiesa da sempre sta seduta alla tavola degli oppressori. Ha fatto da scudo contro le invasioni barbariche, ha civilizzato le orde usando l’ordinamento romano, ha recuperato il diritto e poi ha capito quanto fosse comodo e gaudente stare in cattedra. Da quel momento ha vessato i pensatori liberi, ha persegutato gli scienziati, ha bruciato chiunque fosse per lei eretico (ebrei, mussulmani, protestanti, albigesi, luterani, calvinisti ecc… e chi più ne ha ne metta) . E’ sempre stata con i prepotenti ed i violenti . Se non fosse stato per poche figure nobili come S. Francesco, S. Benedetto, madre Teresa di Calcutta, e poi….. lascio a lei l’elenco, la chiesa sarebbe già sepolta dalla sua stessa storia. Lei giustifica cosa? Il parassitismo, l’ipocrisia del pessimo esempio dei suoi notabili. Solo alcuni dei suoi esponenti si sforzano per interpretare la Parola ma in pratica chi può se ne sbatte altamente.
    A lei sig Rna ribadisco che è un imbroglione e tale rimane. Lei non può modificare una data , una virgola, un punto di quello che è stato scrittoda altri. La pensi come meglio crede. Lei è un persona non affidabile, altro che salamelecchi dei suoi lacchè. Io non ho modificato nulla di quello che scrissi allora quando era imperatore il suo capo, è lei che a quel tempo taceva quando io parlavo. E ritorniamo al punto di partenza: lei è un baro!

  11. messaggio per T34 scrive:

    Signora Teresa,
    Tommaso non le risponderà, perchè ha seguito il mio personale consiglio.
    Forse lei non sa che Tommaso, come suo padre R., sono dei profondi credenti, a cui, il suo commento, è apparso offensivo.
    Occorre usare tatto quando si trattano argomenti così delicati.
    Ugualmente le riporto il giudizio del nostro amico sul suo commento:
    ha qualche idea confusa e non credo di essere abbastanza abile da chiarirgliela.”

    Mentre, per quanto riguarda le sue solite offese gratuite alla mia persona, definita da lei bara e non affidabile, non le risponderò nemmeno io.

  12. T34 scrive:

    Il problema non sta nell’essere offensivo che è una loro opinione ma nell’affermare che io abbia raccontato accadimenti falsi e non mi pare. Che mi si neghino i fatti raccontati. Forse il sig Tommaso e suopadre non sanno o meglio sanno ma fingono di non sapere che Alessandro VI Borgia giaceva nel suo talamo con le più belle escor del tempo e che la sua figlia Lucrezia non fosse un esempio da imitare così pure il suo degno fratello duca Valentino. Dica al sig. Tommaso e famiglia che i problemi non si risolvono mettendo la testa sotto il tappeto. Lei Rna che è persona colta sa che ho citato un solo esponente ma nella storia della chiesa di questi bei imbusti ce ne sono a iosa e mi permetto di suggerirle di leggere di Peter de Rosa ex archivista vaticano e frate ” I successori di Cristo” . Poi ne riparleremo.

  13. Calogero scrive:

    Ciao Vittorio, un contributo per approfondire la questione.
    Anche la Chiesa paghi l’Ici. È questo il senso e l’obiettivo della mozione presentata da venti deputati del Pd che vorrebbero che anche i locali della Chiesa cattolica «non esclusivamente commerciali» fossero soggetti alla tassa sugli immobili. Il tutto in nome dell’equità. «Il problema di fondo è che si ignora non solo la realtà ecclesiale, ma anche quella sociale e civile» afferma in un’intervista al Corriere della Sera Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale dello Stato del Vaticano. «Le esenzioni riconosciute alla Chiesa come in genere al “no profit” sono risorse che ritornano moltiplicate allo Stato e alla società. Non sono privilegi. Dagli oratori alle mense dei poveri alle iniziative antiusura, c’è un pezzo importante di welfare fatto di attività assistenziali e sociali di cui forse non si è consapevoli. Sarà che non è nello stile cristiano battere la grancassa. Ma il mondo cattolico è chiamato su questo a un impegno più forte. La carità ha creato l’identità italiana prima che ci fosse lo Stato».

    Secondo il giurista è importante fare le dovute distinzioni. Lo Stato Città del Vaticano e la Santa Sede «pagano l’Ici, altroché, per i loro immobili in territorio italiano. Ci sono invece zone extraterritoriali, stabilite dagli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato del Laterano. Ma sono poco cosa, rispetto alle proprietà. Il grosso paga: è soggetto al normale regime fiscale italiano, Ici compresa. Apsa e Propaganda Fide sono tra i primi se non i primi contribuenti di Roma».

    Per quanto riguarda, invece, le proprietà della Chiesa in giro per l’Italia, «pagano le attività commerciali e tutte le proprietà che non svolgono attività sociali, assistenziali o culturali: esenzioni che valgono per tutto il no profit. Come le esenzioni per edifici di culto valgono per tutti i culti. Del resto è interesse dello Stato». Ma se è così, da dove vengono fuori le polemiche che impazzano in questi giorni? Risponde Dalla Torre secco: «Spesso nelle polemiche c’è anche un residuo di mentalità statalistica, oltre che qualche dose di faziosità».

  14. Islamnograzie scrive:

    L’ attacco alla Chiesa in materia di Ici-Imu è solo un altro dei tentativi di delegittimarla dopo la, per essa, vergognosa faccenda della pedofilia, e tutto a vantaggio dell’ Islam che gode di spiegabilissime simpatie elettorali fra i sinistri.
    Dai tempi di “meno chiese e più case” di comunista memoria sono passati a “meno Chiesa e più moschee”.
    Questi irresponsabili nipotini del più grande assassino di tutti i tempi, lo sterminatore Stalin, fanno a gara nel triangolo rosso Torino-Bologna-Genova per far spazio all’ Islam mentre i soliti quattro mentecatti radicali guidati dal giullare del digiuno a parole, dal più paravento dei politicanti, dal desolante anche da vecchio, Pannella, sparano sul clero nemmeno fossimo ancora a Porta Pia.
    Sono loro gli anti-italiani dalla nascita, purtroppo l’aborto, da essi esaltato e referendato, con loro non ha funzionato.

  15. zio Fester scrive:

    La Chiesa è esente come tutte le organizzazioni NON PROFIT (partiti, sindacati, enti di beneficienza etc etc.) e limitatamente alle attività NON COMMERCIALI.
    Le attività commerciali sono soggette ad ICI.
    L’oratorio non paga ICI come non lo pagano i circoli dopolavoristici. Teniamo presente che le organizzazioni NON PROFIT fanno con il volontariato cose che lo Stato non fa.
    Quindi trattasi di un’esenzione logica e lecita in cambio di un servizio sociale.
    Se vogliamo che tutti pagano va bene, ma togliamo queste esenzioni a tutti gli enti profit e non profit e non solo alla Chiesa Cattolica per favore.

  16. Massimo Calvi (Avvenire) su segnalazione di un lettore scrive:

    Altro che 450 milioni di Ici non pagata dalla Chiesa. Altro che 500 milioni, 1 miliardo o persino 2 miliardi di euro di imposta non versata dalle istituzioni cattoliche, come si è detto e scritto un po’ a caso in questi mesi.

    Finalmente, dopo tante cifre in libertà, ecco un numero ufficiale e ponderato, in tema di immobili esenti dal pagamento dell’Ici: 100 milioni di euro. A tanto ammonterebbe il mancato introito per lo Stato se venisse fatta pagare l’imposta in tutti gli edifici degli enti non commerciali italiani nei quali si svolgono le attività socialmente rilevanti che la legge esenta. Attenzione: abbiamo detto “tutte” le attività di “tutti” gli enti non profit, dunque nella cifra sono comprese “anche” quelle riconducibili in vari modi alla Chiesa cattolica. Ed è questo che sorprende. Perché se tutte le attività sociali “erodono” – si fa per dire – un gettito pari a 100 milioni di euro, è evidente che il dato riconducibile ai soli enti della Chiesa cattolica dovrà essere molto inferiore.

    La cifra dei 100 milioni è contenuta nella relazione finale del Gruppo di lavoro sull’erosione fiscale, guidato dal sottosegretario all’Economia Vieri Ceriani, che l’ex ministro del Tesoro Giulio Tremonti aveva voluto per censire le varie voci che in un modo o nell’altro riducono il gettito fiscale.

    Il faldone, che si può consultare e scaricare dal sito del ministero del Tesoro (www.tesoro.it), contiene l’elenco completo delle misure e dei vari regimi fiscali agevolati, dalle detrazioni riconosciute alle famiglie per la casa, i figli a carico, le spese veterinarie, alle agevolazioni per imprese, cooperative, enti non profit.
    Bene, in fatto di Ici, ecco il calcolo relativo all’esenzione riconosciuta alla prima casa fino allo scorso anno: 3,4 miliardi di euro.

    Per quanto riguarda invece l’esenzione concessa al non profit e alla Chiesa, la simulazione ha preso in esame tutti gli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive (art. 7, comma 1, lettera i del D.Lgs 504/92) e quelli dove si tengono attività dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana (art. 16, lettera a, legge 222 del 20 maggio 1985). Il risultato: se tutti questi immobili fossero assoggettati all’Ici, il guadagno per lo Stato sarebbe di 100 milioni. Certo, non poco in tempi di difficoltà, ma in ogni caso una cifra ben lontana dalla stima che viene attribuita all’Associazione dei comuni italiani (Anci), e che in modo spannometrico indica in 450 milioni l’erosione di gettito attribuibile alle attività della sola Chiesa cattolica.

    Per colpire la Chiesa, insomma, si dovrebbero andare a toccare in modo importante una serie di enti non profit attivi sul territorio, ovviamente non solo cattolici, che alla fine restituiscono alla collettività, in termini di servizi sociali e assistenziali offerti, molto più dello sconto fiscale di cui alla fine beneficiano. Dove ci fossero degli abusi, è naturale che questi debbano essere perseguiti, ma la stima del Tesoro in ogni caso restituisce un po’ di chiarezza e verità su quanto sia il peso degli immobili esentati dall’Ici, compresi quelli della Chiesa.
    Il calcolo dei 100 milioni, comunque, non si riferisce agli edifici di culto e agli oratori delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato intese, il cui valore non è nemmeno stimato dalla relazione. Ma, allora, la domanda è: chi chiede di far pagare dai 450 milioni ai 2 miliardi di Ici alla Chiesa cattolica, vuole forse tassare templi e oratori?

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