Perchè dobbiamo restare in Afghanistan

Dobbiamo re­stare in Afghanistan per molte ragioni.

I tragici fatti accaduti in questi giorni lo testimoniano.

C’è una guerra in corso.

Una guerra pericolosissima perchè di natura religiosa, e la storia ci insegna che le guerre di stampo religioso sono le più terribili perchè non conoscono pace di compromesso e gli animi si infervorano all’inverosimile annientando la ragione.

Al-Qaeda ha in Afghanistan le sue radici e le sue basi.

I capi del terrorismo islamico è da là che impartiscono i loro ordini portatori di sangue innocente.

Combattere il terrorismo di al-Qaeda in Afghanistan vuol dire combatterlo meno in casa nostra dove vivono i nostri figli, dove lavoriamo ed educhiamo le generazioni future.

L’islamismo oltranzista talebano vuole la sottomissione e la conversione dei cristiani oltrechè l’annientamento del cristianesimo.

L’inaudita violenza scatenata contro le minoranze cristiane presenti in Egitto, Iraq, Palestina ed Indonesia stanno a dimostrarlo inconfutabilmente: il piano è uno solo: annientare i cristiani; il campo della sua applicazione: il mondo.

I motivi per cui dobbiamo restare in Afghanistan

 

• I sondaggi hanno appurato da tempo che la maggioranza dell’opinione pubblica (58 per cento) è contraria alla missione italiana in Afghanistan. Almeno la metà dei contrari vota per il centrodestra. Lo sanno tutti. Lo sa il premier Silvio Berlusconi, e lo sanno sia i capi della Lega (partito al governo), sia i leader dell’opposizione. Riportare subito a casa i nostri ragazzi, come dice il governatore leghista del Veneto, Luca Zaia, sarebbe una scelta molto popolare, forse premiante sul piano elettorale.

• Ma sarebbe una scelta pessima per la credibilità internazionale dell’Italia, un autogoal mondiale. Basta ricordare quanto è accaduto a Zapatero, l’unico premier che per riconquistare popolarità in Spagna ha deciso in modo unilaterale di riportare a casa i soldati spagnoli da Kabul. Dopo due giorni, in Spagna nessuno ne parlava più. E Zapatero è finito come si è visto: male, molto male. Screditato in patria e all’estero.

• I motivi per cui l’Italia rimane in Afghanistan con un contingente militare robusto (4.200 uomini), più della metà di tutti i militari italiani schierati nelle missioni all’estero (7.200), sono legati alla nostra storia e al ruolo internazionale che ci compete come grande Paese.

• L’Italia è tra i Paesi fondatori dell’Unione europea, è membro della Nato e alleato storico degli Stati Uniti. Il terrorismo fondamentalista dei talebani rappresenta una minaccia per tutti: per la Ue, per la Nato e per gli Stati Uniti. Quindi anche per l’Italia. Combattere il terrorismo, e favorire l’insediamento e la diffusione della democrazia, è dunque lo scopo vero della missione afghana: certamente più vero di quanto dica il nome ufficiale (“Peace keeping”), in quanto nessuno si sognerebbe mai di mandare dei militari a presidiare un Paese dove la pace ci sia già.

• Combattere il terrorismo significa assumersi dei rischi, compreso quello della vita: i nostri militari lo sanno, e si regolano di conseguenza, facendo il loro dovere con onore. Come ha fatto il caporal maggiore David Tobini, 41.ma vittima in Afghanistan. Chi finge di non saperlo sono quegli esponenti politici che non avendo una cultura politica degna di questo nome, e non avendo mai avuto (per loro demerito) alcun ruolo in campo internazionale, si comportano come al bar sport, con cinico opportunismo. Anche quei partiti dell’opposizione che hanno avuto in passato ruoli di governo (Pd e Udc), e sanno cosa significa rendersi credibili sul piano internazionale, sostengono senza remore la missione in Afghanistan, esattamente come fa da sempre il Pdl guidato da Berlusconi.

• Un altro punto che è bene chiarire riguarda la durata della missione in Afghanistan: l’Italia sta rispettando in tutto e per tutto gli accordi presi con gli Stati Uniti e con la Nato per le varie missioni. In questo quadro, mentre è previsto un graduale rientro dalle zone che non suscitano allarme (Kosovo e Libano), con una parallela diminuzione della spesa, nulla è stato ancora deciso per l’Afghanistan, dove l’Italia costituisce il terzo contributo aeronautico alle forze alleate, dopo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Di certo, le truppe Nato e degli Usa non resteranno in Afghanistan all’infinito. L’exit strategy è allo studio da tempo. Ma per il momento, salvo dare campo libero al terrorismo talebano, gli accordi escludono un rientro precipitoso, tanto meno alla spicciolata di questo o quell’alleato, come sembrano fare credere i capi della Lega.

• Il dolore per la perdita anche di un solo soldato è sempre indicibile. Ma per chi ha la responsabilità di governare una delle maggiori democrazie al mondo, il rispetto degli accordi internazionali è essenziale. È stato su queste basi che il governo Berlusconi, nel volumetto che riassume i primi tre anni di attività, ha potuto affermare in merito alle missioni di pace: “Il governo è consapevole dei doveri propri di una grande democrazia e sa che l’Italia è cresciuta in prestigio e autorevolezza grazie all’assunzione di responsabilità ed alla partecipazione allo sforzo collettivo per la pace e la stabilità nel mondo”. Una politica che è stata elogiata anche dall’ex ambasciatore Usa a Roma, Ronald Spogli, che in un’intervista ha affermato che l’Italia, proprio per il ruolo rivestito nelle missioni militari, prima in Libano e Kosovo, poi in Iraq e Afghanistan, “non è più un peso piuma nello scacchiere internazionale, bensì un Paese leader”.

Foto tratte da Panorama.it

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Articolo in : Mondo, Rewind
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Commenti (1)

 

  1. Condemned scrive:

    secondo me…

    L’italia è li solo perchè l’ha dettato l’america.
    Mi spiace davvero molto per gli italiani al fronte. ragazzi della mia età che credono.

    Ne vidi anche in america di ragazzi cosi.
    Ero in virginia vicino alla base di quantico.
    Conobbi un ragazzo che era nei marine. Il giorno dopo aver assistito alla messa, mi accompagno al poligono. Ed estrasse con orgoglio la sua 1911A1 dal cruscotto. La pistola e le pallottole erano poste a fianco alla bibbia. insomma una immagine che mi fece riflettere…

    Proprio perchè in quell’articolo si dice “annientare la ragione” che io non ho voluto far parte del gioco.

    Partendo dal principio. Chi è stato a finanziare i talebani?
    Bhe è palese che facevano comodo agli usa nel 1992…

    Cosi come saddam… prima lo finanziano e poi gli dichiarano guerra…

    Ma ricerchiamo un’altra cosa interessante…
    I talebani(cosi cattivi che si finanziano con l’oppio) nel 2001 avevano ridotto draticamente la produzione.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_di_oppio_in_Afghanistan

    e nel 2001 gli usa attaccarono l’afghanistan…
    un caso? Io non credo nel caso…

    Sono poche le cose a cui credo in genere(cosi come qualcuno mi disse di fare in questo forum se non sbaglio…)

    Non credo a quello che mi dicono i telegiornali. Credo in internet e nel suo potenziale. potenziale che i grandi BIG vorrebbero censurare.
    Non credo alle balle americane. Perchè non credo nella democrazia americana perchè la loro è , di fatto, una dittatura di mercato.

    In questo post si parla di immagine del paese davanti al mondo…
    Che immagine ha fatto l’italia nella strade di ustica?
    che immagine ha fatto l’italia col caso calipari?
    possiamo parlare anche del caso cermis?

    Forse ci sarebbe piu onore ad andare contro il potente…

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